CINEMA: FACTOTUM
In primis è questione di gusti. Bukowski è stato per alcuni un grande, per altri un pessimo scrittore. Ma essendo chi scrive facente parte della prima categoria, un film su Hank è un'occassione da non trascurare. Ma per la stessa ragione, siamo più critici, più puntigliosi. "Factotum" l'abbiamo atteso, visto e ci abbiamo riflettuto.
Bukowski beveva whisky e ci aggiungeva l'acqua. Bukowski andava alle corse. Bukowski aveva tante donne. In Factotum tutto ciò si traduce in: acqua macchiata di whisky, una schedina al Totip e solo due storie. Insomma, Bukowski c'è e si vede, ma la sua essenza è accennata, mai approfondita. Più poetica e meno beat. Più sfigata e meno scelta di vita. Più pulita e meno farneticante. E il finale è veloce e irruento, sembra quasi che il regista Hamer, non avesse più pellicola.
E meno male che c'è Matt Dillon che salva la baracca, che fa rivivere Hank Chinaski. Un'interpretazione, strepitosa, applaudita lungamente anche dalla moglie di Hank, Linda. Dillon è il Bukowski come noi fan lo abbiamo sempre immaginato. Con le sue espressioni. Con le sue idee. Con il modo goffo di muoversi. Peccato appunto che il tutto resti un po' frenato dal target poetico e commerciale del film. A fargli da spalla ci pensano Lilli Taylor e Marisa Tomei, in un ruolo molto difficile, reso però molto credibile.
La storia è tratta, ovvio, dal romanzo di Hank. Racconta come quasi in tutte le sue opere, di vita vissuta, una vita borderline. Chinaski, l'alter ego con cui Bukowski era solito raccontarsi, passa da un lavoro all'altro (taxista, operaio, magazziniere), da una bottiglia all'altra, da avventure e dalla scrittura di svariati racconti, la cui maggior parte viene respinta dagli editori.
A fare i precisini però, bisognerebbe vedere se l'auto usate, i monitor visti in scena e i monumenti inquadrati, erano già esistenti nella prima metà degli anni settanta, periodo d'ambientazione. Chissà.
E' vero, come dicono in molti, che l'immagine che il Mondo ha di Hank è pressochè simile a quella di un barbone. In realtà non è così, era una persona ai margini della società che comuque aveva amor proprio e profonda autostima. Senza contare il suo talento, non speciale ma diverso dagli altri. In una parola: unico.
Qui il film fa il suo dovere, però...ci sarebbe piaciuto sentire più odore di whisky. Non sarebbe stato male.
Titolo originale: Factotum
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Drammatico
Durata: 94'
Regia: Bent Hamer
Sito ufficiale: http://filmer.sfnorge.no/factotum
Cast: Matt Dillon, Lili Taylor, Fisher Stevens, Marisa Tomei, Didier Flamand, Adrienne Shelly, Karen Young, Tony Lyons
Produzione: Bent Hamer, Jim Stark
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: Cannes 2005
31 Marzo 2006 (cinema)
Etichette: Cinema


3 Comments:
Questa sì che è una bella recensione, complimenti webmaster.
Davvero ben scritta e con ottime riflessioni.
Bravo.
precisazione:
Non che le altre mi facessero schifo ma questa è scritta prorpio bene.
Bravo.
Nessun problema!
e soprattutto grazie mille!
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