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essekappa: Monoscopio: Gianbattista Baronchelli

mercoledì, agosto 02, 2006

Monoscopio: Gianbattista Baronchelli

Monoscopio: Quando lo Sport era Sport


Mi piace pensare che fino ai primi anni novanta, il ciclismo fosse uno sport e non il finto baraccone che è adesso. Mi piace pensarlo perché se così non fosse, avrei perso giorni e mesi a guardare Giro e Tour con la Gazzetta davanti per riconoscere i corridori. Avrei perso ore ad ascoltare il grande De Zan…ed energie per cercare il rapporto giusto in salita
Mi consola comunque che anche all’epoca c’era la Rai con il fischio odioso del monoscopio ti diceva che era troppo tardi o troppo presto. Tutto è finito (in provetta in questo caso)…ma vi ricordate di…


GIANBATTISTA BARONCHELLI (CICLISMO)



Ho ancora la biglia di plastica con la foto di Baronchelli. Grazie a lei, vinsi da piccolo, alcune clamorose gare sulla spiaggia e ne persi altre altrettanto clamorose. Già, forse perché la biglia era di Baronchelli e non di un Moser qualsiasi (con rispetto parlando). Perché di fatto Gianbattista Baronchelli è stato uno di quelli che ha vinto tanto, ha stupito ma ha anche perso tanto e deluso. Insomma, poteva ottenere di più, ma la scarsa vena in certe situazioni e gli infortuni in altre, lo hanno frenato.

Baronchelli con la sua tipica faccia triste (come potete vedere dalla foto. lui è quello a sinistra) che lo accompagnerà per tutta la carriera e non lo abbandonerà nemmeno durante le premiazioni, esordisce come professionista nel 1974. Giornalisti e tifosi urlano al miracolo, vedendo in lui il nuovo Coppi e “Tista” li ripaga al suo primo Giro d’Italia mettendo una dannata paura a Eddie Merkx. Arriva secondo, alla fine, per una manciata di secondi. Non male per un debuttante.
Ma nel 1975 ecco il primo clamoroso flop. In un Giro D’Italia, fatto quasi apposta per lui, Baronchelli riesce a perdere contro un certo Bertoglio.

Ma i successi di certo non sono mancati e l’imprese neppure. Tra i vari Giro dell’Appennino, Giro Del Lazio, Coppa Placci ecc.ecc. vinti,rivinti e stravinti, Baronchelli sfiora un altro clamoroso sgarbo. Questa volta ai danni dell’odioso francese Hinault, nel 1980 durante i Mondiali, in cui si piazza secondo ed è l’unico in grado di resistere fino alla fine alla furia del francese.
Infortuni in quantità e anche un’epatite hanno purtroppo frenato il povero “Tista”. Sfortuna. Si ritira nel 1989, partecipa in seguito a qualche gara di Mountain Bike e apre con il fratello (anche lui ex ciclista) un negozio di cicli.
Un grande campione. Uno dei più grandi di quel tempo. Non c’è che dire. Peccato che però non rientri, per poco, nell’Olimpo.
Magari…magari…ora riprendo la biglia e vado al mare. Ma le biglie con i ciclisti sono ancora in commercio?

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7 Comments:

At agosto 02, 2006, Anonymous Anonimo said...

e come dimenticare TISTA?

GRANDEEEEEEEEE!

Bellissima la foto, divertente la storiella! Grazie!

Ah sabato vado al mare guardo in giro e ti dico se ci sono le biglie...


ma quanto era bello giocarci?

 
At agosto 02, 2006, Anonymous Anonimo said...

scusate, scusate...

voglio sapere se pensate che il doping nel ciclismo sia arrivato negli anni 90 oppure era fenomeno nascosto già prima

seriamente non è polemica...


le famose "bombe" che cosa erano? Per me è stata una cosa sempre di prassi non una scoperta recente!

 
At agosto 02, 2006, Blogger giuliano#7 aka clandestino said...

un campione potenziale... rovinato dalla sua mancanza di istinto "omicida" gli mancava sempre un centesimo per fare un soldo...

p.s. nel ciclismo le "bombe" sono sempre girate dai tempi di coppi in poi... il problema del ciclismo moderno e' l'istituzionalizzazione del doping come pratica comune e non limitata a pochi corridori.

 
At agosto 02, 2006, Blogger Fabio Granaro said...

bisognerebbe capire quanto quelle "bombe" incidevano sulle prestazioni.

Perchè, se è vero, che per quelli dell'epoca di Coppi la caffeina era considerata una sostanza che migliorava le prestazioni...beh...possiamo riderci su...

e comunque anche in epoche recenti siamo lontani dallo sfascio di oggi...causato tra l'altro dai soldi e sponsor...

se pensiamo che chi ha vinto il tour è risultato positivo...bah che fine ignobile!

ciao!

 
At agosto 04, 2006, Anonymous Anonimo said...

Ai 45 all' ora di media per 6 ore al giorno per 15 giorni, come ci si può stupire se gli atleti risultano positivi per il doping? Come cavolo facevano altrimenti?

 
At agosto 04, 2006, Anonymous Anonimo said...

se avete tempo e ci passate davanti fermatevi un attimo al circuito Pasta di Rivalta...e poi chiedetevi come c... fanno sti qui che sono dilettanti ad andare così cannati...

non scherzo!

a sto punto visto che tutti prendono dovrebbero legalizzarlo e dichiarare che stiamo guardando uno show e non uno sport...come per il wrestling!

 
At settembre 03, 2006, Anonymous giovanni said...

grazie per aver ricordato la faccia triste del tista,
io ero un suo tifoso ma gli si voleva bene anche se non ha mai vinto il giro, ciao
giovanni

 

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