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essekappa: Monoscopio: Mario Pogliano

martedì, settembre 26, 2006

Monoscopio: Mario Pogliano


Monoscopio: Quando lo Sport era Sport

Mario Pogliano (BASEBALL)

Nel variegato mondo del baseball piemontese, ci sono stati personaggi di cui ancora oggi si parla. Possiamo definirli leggendari? Forse no, s'offenderebbe la loro modestia.
Di fatto però, il personaggio di cui parliamo, il Sig. Mario Pogliano, è da leggenda. Oltre ai risultati e allo spessore umano, in epoca di ripicche, odi e quant'altro questo Signore riesce ad unire tutti (ma proprio tutti), nel ricordo della sua straordinaria figura.
Chiedete in giro, tutti elogeranno le sue doti.
Persona innamorata del baseball e sinceramente impegnata nella crescita di questo sport, è stato allenatore, maestro, trascinatore di tanti ragazzi che hanno giocato o che ancora giocano.
Sul campo ha avuto il delicato compito di fare da selezionatore per la rappresentativa Categoria Ragazzi della Regione Piemonte e Valle D'Aosta e grazie a questo, le sue doti umane e sportive sono andate oltre la nostra regione.
Come dirigente, Pogliano è stato tra i fondatori della compagine Di Falco's Grizzlies. E il riferimento all'orso americano, fu proprio una sua idea.
Purtroppo ci ha lasciato a soli 51 anni, lasciando un grande vuoto.

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13 Comments:

At settembre 26, 2006, Anonymous Anonimo said...

ecco appunto

bel ricordo di mario pogliano

però se leggete il libro di bretto e guardate a personaggi come pogliano, come mai negli anni abbiamo perso la voglia di cooperare?

cosa è scattato a u certo punto?

 
At settembre 26, 2006, Anonymous anita said...

Grazie
mi ha fatto piacere leggere queste parole.
E' una persona che non dimentichero' mai e ha lasciato un grande vuoto.
Saluti Anita Manca

 
At settembre 27, 2006, Anonymous Anonimo said...

Anita...ma non eri quella che non leggevi mai i Posts su Solopiemonte? Ma và là!!! (al di là di ciò che hai scritto...su quello non ho nulla da obbiettare)

 
At settembre 27, 2006, Anonymous Anonimo said...

smettiamola con ste vaccate e rispondete alla mia domanda di prima che vi riporto

Perchè una volta ai tempi di bretto e anche pià recente (ai tempi del buon mario) si collaborava e poi che è successo?

 
At settembre 27, 2006, Anonymous Anonimo said...

Mimmo#21
Ho avuto la fortuna di essere allenato e selezionato da Mario Pogliano per la rappresentativa del Piemonte e,se non ricordo male,la squadra del Piemonte che lui portò ad un torneo delle regioni raccolse (penso ancora ad oggi) il miglior risultato (1° posto) da 15 anni a questa parte per quanto concerne il settore giovanile Piemontese.Io,anche se ero gagnu,lo ricordo come un bravo allenatore che non s'imponeva con la forza ma metteva i suoi ragazzi nelle migliori condizioni per fare bene.
A lui va il mio ricordo.

 
At settembre 27, 2006, Anonymous Anonimo said...

Mimmo#11
Non volendo infangare la figura di Mario Pogliano con altri discorsi riprendo in questo altro post il discorso riguardante collaborazioni,ecc...
Ad oggi,senza Progetto Piemonte le cose sembrano evolvere in un certo modo...nonostante ciò io continuo comunque a rimanere sulle mie idee e quindi appoggio il Progetto Piemonte in pieno,naturalmente rivisto rispetto alla bozza che si era fatta l'anno passato ma secondo me vale la pena di provare a costruire qualcosa insieme.Senza attriti,senza polemiche,collaborando qualcosa di buono potrà pur uscirne no!!?
Ditemi 1 pò cosa ne pensate,se lo fate per favore mettete 1 firma al vostro commento,non costa nulla ed almeno si capisce qualcosa...con l'anonimato non si fa nessun passo in avanti.
Già riprendendo solo il nome di Mario Pogliano...se lui fosse ancora tra noi non avrebbe spinto per collaborare tutti insieme per il bene del baseball piemontese?Per quel poco che posso immaginare penso proprio di si.
Sono ben accette anche risposte da dirigenti che appongono la propria firma sul commento,grazie.

 
At settembre 27, 2006, Anonymous Anonimo said...

Solo un favore: Credo che per rispetto della figura di Mario Pogliano qualsiasi altro commento che non sia per parlare bene di Lui andrebbe fatto nei post sottostanti e non in questo.

grazie.

 
At settembre 27, 2006, Anonymous anita said...

Mi ha fatto molto piacere leggere
questo articolo su Mario e ho ricordato con piacere i bei tempi quando lavoravamo insieme e ci divertivamo. Purtroppo non c'è piu' e onestamente non mi diverto piu'.
Mario era una persona positiva e sapeva sempre trovare il lato bello di tutte le situazioni anche le piu' difficili e risolverle con tranquillità e serenità.
In questi anni sono cresciuti molti ragazzi anche giocando a baseball e penso che si siano divertiti, ma dietro a questo c'è sempre stato un lavoro organizzativo silenzioso.
Adesso con internet si fanno troppe chiacchiere e purtroppo con critiche pesanti e non sempre costruttive.
Per me come per Mario lo scopo finale è stato sempre quello di aiutare nella crescita con lo sport i ragazzi che si sono avvicinati negli anni. Se poi seguivano dei successi a livello agonistico erano ben graditi.
Ho avuto un po timore ad esprimere questi pensieri, ma è troppo grande il mio affetto per Mario.
Saluti Anita Manca

 
At settembre 27, 2006, Anonymous Anonimo said...

Non credo esistano parole per raccontare Mario.
Tutto il dolore provato per la sua morte non si spiega, non si può nemmeno lontanamente capire...
Tutto quello che ha dato a noi bambini,ci resta dentro ancora adesso che dovremmo essere adulti. Va al di là dello scorrere del tempo, delle puttanate varie, dell'essere più o meno bravi a prendere e tirare una pallina.
Tutto scorre, Mario non verrà mai dimenticato da me, da Aaron, da Emanuele, da Marco, da Francesco, da Massimo, da Dante, da Fabio, da Tonino, da Tino...da tutti i suoi ragazzi. Provate a chiedere, la risposta sarà sempre la stessa.
Igor.

 
At settembre 27, 2006, Anonymous Anonimo said...

se vi riferite al fatto che ho posto la domanda sulla collaborazione

io vi chiedo scusa non era mia intenzione offendere o mancare di rispetto, se il webmaster vuole può cancellare o spostare

 
At settembre 28, 2006, Blogger giuliano#7 aka clandestino said...

Penso di aver fatto parte del primo gruppo di ragazzi che Mario ha allenato... con lui siamo cresciuti e abbiamo imparato che lo sport prima di essere solo la ricerca del risultato e della prestazione e' divertimento e voglia di stare insieme.
Ciao Mario hai lasciato un enorme vuoto nelle nostre vite.

 
At settembre 28, 2006, Anonymous Anonimo said...

Me lo ricordo ancora quando arrivava al campo con la sua macchina scassata di un improbabile colore azzurrino... Qualcuno la chiamava scherzosamente la Ferrari. Credo fosse una semplice Bianchina o qualcosa del genere. Mi ricordo quel primo giorno al campo dove ero stato trascinato da mio cugino: avevo appena nove anni... Mi ricordo quel suo modo di parlare inciampando tra vocali troppo ardite, quell'espressione che usava sempre quando facevamo troppa confusione e lo subissavamo di domande: calma e gesso, diceva. E io non ho mai capito cosa c'entrasse il gesso. Non avevo la più pallida idea di cosa fosse il gioco del baseball. Uno vede una piscina e sa che la gente ci può nuotare dentro, vede un campo di calcio e anche se non ha mai tirato un calcio ad un pallone, intuisce cosa ci si può fare su quel campo. Per me il campo da baseball era un mistero. La prima partita che ho giocato, Mario mi ha messo all'esterno destro. Quando si è piccoli e inesperti si finisce sempre a fare l'esterno destro perché è raro che da quella parte arrivi qualche battuta... Ricordo che la notte prima della partita non dormii, ripassandomi le regole del gioco su quel manuale illustrato che da qualche parte conservo ancora... Quando si grattava la barba era il segnale che dovevamo rubare... Eravamo dei bambini, ma Mario non ci ha mai trattato come tali. Voleva che ognuno di noi si impegnasse sempre al massimo. Non pretendeva niente che non fosse oltre le nostre possibilità. Mi ricordo dei tanti giri di campo che mi ha fatto fare per punizione e gliene sono grato. Mi ricordo di quella volta in cui eravamo già grandi e passati di categoria e Mario non ci allenava già più, ma venne un giorno in campo Marche a sostituire l'allenatore che non ricordo nemmeno più chi fosse dei tanti che ho avuto. Era tardi e durante l'allenamento di battuta, una pallina si perse. Mario fermò tutto e ci disse che l'allenamento non sarebbe proseguito se non avessimo prima ritrovato quella pallina, anzi che non saremmo nemmeno andati a casa. Credendo di fare una cosa furba, presi una pallina dalla sacca e urlai che l'avevo ritrovata. Mario mi guardò come si guarda uno stronzo e roteando il dito indice su se stesso, disse solo: "Ee-e... Comincia a correre". Non ho idea di quanti giri abbia fatto. A quel tempo giocavo titolare in prima base. Ma la domenica successiva (il nostro allenatore non era ancora tornato) Mario senza dirmi nemmeno una parola, mi tenne in panchina. Senza dirmi niente. Ed io non dissi niente a lui. Quella fu una delle grandi lezioni che mi diede. Ne avrei tantissimi di aneddoti da raccontare, come so che ne avrebbero altrettanti i miei compagni e amici di allora... Davvero tanti... Mi ricordo tutto di lui. Quei suoi occhietti piccoli dietro le lenti degli occhiali dalla montatura troppo grossa, non lo dimenticherò mai. (...) Aaron

 
At ottobre 04, 2006, Anonymous Leo said...

grazie

Leo

 

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