essekappa

Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: ottobre 2006

lunedì, ottobre 30, 2006

Beisbol - Baseball

Baseball
Lorenzo "Lole" Avagnina e Anthony Caracciolo dall'Avigliana alla nazionale italiana! Sostituiscono Davide Dallospedale e Frank Candela e disputeranno la coppa intercontinentale. A entrambi un grosso in bocca al lupo!
Beisbol
Cuba Intercontinentale



Anche Cuba si prepara alla Coppa Intercontinentale. Soddisfatto il manager Anglada "Penso che abbiamo lavorato con molta professionalità durante la scelta. Qui ci sono solo giocatori che lo meritano secondo una nostra "proiezione". E la risposta dovrà essere una: la vittoria".

E' prevista per il 31 ottobre la partenza della delegazione cubana composta da 38 persone. Ecco i convocati:

Interni: Ariel Pestano, Eriel Sánchez, Osvaldo Arias, Alexander Mayeta, Yulieski Gourriel, Rudy Reyes, Eduardo Paret, Michel Enríquez.

Esterni : Frederich Cepeda, Yoandry Urgellés, Osmani Urrutia, Alexei Ramírez, Yoandry Garlobo.

Lanciatori: Pedro L. Lazo, Yulieski Maya, Deinny Suárez, Frank Montieth, Vladimir Baños, Yulieski González, Norberto González, Adiel Palma, Norge L. Vera, Yadel Martí.


Verso il Campionato


Si cominicia a parlare di campionato. Si parte il 26 novembre. La Partita inaugurale come al solito verrà giocata al Latino Americano de La Habana, tra gli Industriales e il Santiago De Cuba (le due squadre che sono arrivate in finale).

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giovedì, ottobre 26, 2006

Cinema: A Est Di Bucarest

Recensione di "A Est Di Bucarest"




Viene voglia di fare due cose al termine della proiezione. Uscire all'aria aperta e respirare a pieni polmoni per riprendersi dal senso di claustrofobia che lascia il film e cancellare Carlo Verdone dalla lista delle persone attendibili, visto che ha definito questa pellicola un capolavoro.
Diciamolo, da "A Est di Bucarest", ci aspettavamo un piccolo miracolo indipendente. Ne siamo usciti con una cocente delusione. E' un film statico, poco ironico e a tratti un po' noioso. Meno male che è breve.


Tra colori che variano dal grigio chiaro al grigio scuro, auto scassate, strade sconnesse, palazzoni popolari, un improvvisato anchorman proprietario di una assurda emittente di una città di provincia a est di Bucarest, organizza un dibattito in diretta, proprio nel sedicesimo anniversario della rivoluzione. Al centro della discussione una sola domanda “C’è stata o no la rivoluzione nella nostra citta? La gente ha partecipato al rovesciamento del regime, oppure è scesa in piazza a cose fatte?”.
Relatori e ospiti, due eminenti celebrità locali: un professore di storia alcolizzato e perennemente indebitato. E un vecchietto che per campare si veste da babbo natale. Ognuno racconta la sua versione dei fatti, ma le telefonate in diretta, creano parecchie obiezioni e parecchie revisioni dell’accaduto.

L’idea di base è semplicemente favolosa. La visione di un fatto storico, dal punto di vista di persone comuni e soprattutto cittadini di una città che è rimasta un po’ fuori dalla rivoluzione del 1989.
Il tutto resta imbrigliato, anzi, per meglio dire, chiuso, nelle case dei protagonisti nella prima parte del film e poi, nella seconda parte, nell’angusto studio televisivo. Fiumi di parole, ripetizioni, chiacchiere, investono lo spettatore che invece delle poltrone, s’immagina d’essere in una trincea. Poca satira, qualche revisionismo storico ma nulla di realmente convincente o chiarificatore di cosa pensano i romeni del passato e del presente.
E' anche vero che noi non siamo romeni. Non abbiamo avuto Ceauşescu, sicuramente uno dei più disgraziati dittatori della storia e quello che sappiamo della rivoluzione, l'abbiamo studiato sui libri o visto in diretta TV. Senza contare che il nostro ricordo maggiore sono le bandiere con il buco in centro che i tifosi romeni sventolavano a Italia 90. Insomma, non sappiamo se e quanto pesi ancora la figura del dittatore e se e quanto il popolo romeno possa riderci su, tanto per ripeterci, alla Goodby Lenin. Di contro però, ricordiamo che un certo Kusturica ha ironizzato sulla Jugoslavia...

Il regista, appena trentunenne e abitante all'epoca in un paesino, si è ispirato a un fatto vero, a un dibattito simile visto in tv. La regia è semplice, ma molto reale così come la recitazione degli attori sicuramente in sintonia con i personaggi e l'ambiente descritto.

Qualcosa da dire l'abbiamo anche sul doppiaggio. Seguito dal mitico Tonino Accolla, delude parecchio, soprattutto considerando che uno spettatore che telefona in trasmissione era palesemente di Trastevere. Cosa spiazzante, quasi quanto il fatto che anche in Romania ci sono i cinesi.


Titolo originale: A fost sau n-a fost?
Nazione: Romania
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 89'
Regia: Corneliu Porumboiu
Sito italiano: www.aestdibucarest.com
Cast: Mircea Andreescu, Teodor Corban, Ion Sapdaru, Teo Corban, Luminita Gheorghiu, Lucian Iftime
Produzione: 42 Km Film
Distribuzione: Istituto Luce

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lunedì, ottobre 23, 2006

Monoscopio: Alberto Juantorena


MONOSCOPIO
Quando lo sport era Sport



ALBERTO JUANTORENA (Atletica)

"Le vittorie olimpiche di Alberto Juantorena in nome della rivoluzione cubana", sono state talmente leggendarie da finire in una canzone. Cioè in "Robespierre" degli Offlaga Disco Pax, band di Reggio Emilia di vero culto (il link al loro sito è a destra). Ma al di fuori della musica, Alberto Juantorena fu un vero e proprio mito degli anni 70 e fiero rappresentante di Cuba. La sua storia, a parte tutto, è molto strana.

Alberto Juantorena nasce a Santiago De Cuba, e già questo ce lo rende simpatico (Santiago è sempre la nostra città cubana preferita). Si dedica alla pallacanestro, prima di incontrare un allenatore polacco di atletica, che vede lungo e lo convince a cambiare sport.

Da lì a breve il buon Juantorena diventa il "Caballo" per la sua grande falcata e da lì a un anno, arriva alle semifinali dei 400 mt alle Olimpiadi di Monaco 72. I risultati continuano ad arrivare negli anni a venire, ai Giochi Panamericani e in altre manifestazioni fino all'evento inatteso. A Montreal 1976, snobbato un po' da tutti, il buon "Caballo" raggiunge la finale degli 800 mt, domina, vince e sigla il record del mondo. Pochi giorni dopo vince anche i 400 mt. Il primo e unico nella storia.

Quattro anni dopo a Mosca arriva sempre in finale e nel 1983 ai mondiali chiude la sua carriera, prima di diventare un "ambasciatore sportivo", arrivando in semifinale.

Personaggio divertente e strambo. Purtroppo non abbiamo la foto del "Caballo" in versione Offlaga Disco Pax. Peccato.

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giovedì, ottobre 19, 2006

Cinema: Water

Recensione di "Water"



La formula matematica "regista donna nè europea, nè americana + film sulle donne + sfondo sociale" da sempre come risultato, secondo critici e giurati di festival, una pellicola intoccabile ed esente da critiche. "Water", film indiano, entra di diritto in questa categoria protetta.
Pellicola molto interessante e degna d'esser vista, ma sostanzialmente sopravvalutata.
Peccato, perchè "Water" era a un passo dall'entrare nella storia, ma scivola proprio sul più bello. Scivola sulla questione apparentemente più semplice. Scivola sul...sapone.
Al di là della critica cinematografica, "Water" merita applausi per la stoicità della produzione. Terzo film della trilogia degli elementi della regista Deepa Mehta, che dopo aver fatto arrabbiare gli induisti con un film dal tema saffico, scalda nuovamente gli animi con un lavoro piuttosto critico verso la religione.
E così durante le riprese gli integralisti bruciano il set, minacciano la produzione e il governo indiano si tira indietro e si rifiuta di avvallare l'opera. Dopo qualche anno, il film viene terminato in gran segreto in Sri Lanka.

Chulya è una sposa bambina che rimasta vedova va a vivere, secondo religione, in un'Ashram. Una casa per vedove. E' una delle tre possibilità che ha, oltre a sposare il fratello minore del marito o morire con il consorte.
Nella dimora s'intrecciano le storie di altre vedove, alcune anziane altre più giovani e una ancora molto attraente. Chulya diventa un po' il crocevia di tutte le vicende, con la sua dirompente ingenuità e la sua voglia di crescere. Ma dietro a questa facciata di sacralità religiosa c'è tutto un mondo marcio e corrotto, creato soprattutto dal fatto che le donne dell'Ashram vivono in povertà chiededendo l'elemosina.

Ambientato nel 1938, periodo in cui l'India, ancora sotto il giogo inglese, s'interroga sulla bontà delle parole di Gandhi e in parte vede già in lui il grande personaggio rivoluzionario. Da allora qualcosa è cambiato, ma ancora oggi, moltissime vedove vivono fuori dalla società in condizioni disagiate.
Ed è la critica alla falsità delle religioni che ha fatto sbottare gli induisti. Sotto accusa gli insegnamenti religiosi, rigidi, traditi in gran segreto o utilizzati a proprio vantaggio. Questo è il maggior pregio di "Water", una critica religiosa dura abbinata a quella sociale. Ottima è anche la riproduzione del contesto storico e dell'ambiente sociale.
Purtroppo come dicevamo all'inizio, c'è un lato oscuro. Una giovane e attraente vedova s'innamora di un ragazzo. Apocalisse. Lui, indiano, bello, alto, intelligente, laureato, ricco, seguace di Gandhi, con una preoccupante somiglianza con l'attore di sceneggiate Walter Nudo. Lei, vedova molto graziosa (l'attrice è indo/polacca), giovane e desiderosa di uscire dalla sua condizione. S'incontrano casualmente per strada. Nascono tutta una serie di situazioni che scivolano pian piano nei paradossi e nell'incredulità da soap opera. Abbiamo la "strega cattiva", il padre carogna, l'amico cinico e filo inglese, che somiglia, fatto ancora più inquietante, ad Aldo Maccione da giovane. Poco o nulla valgono le citazioni shakespiriane, messe lì quasi come salvagente, di "Romeo e Giulietta", il rapporto è già finito in una bolla di sapone.

La storia d'amore, così affettata e paradossale, si scontra frontalmente con quanto di buono e giusto narra il film dal punto di vista storico e umano e il mix disorienta e stona.
Dispiace, dispiace anche tanto, vista l'ottima fotografia e l'ottima colonna sonora. Grandiosa anche la recitazione di tutti gli attori, nessuno escluso. Le donne dell'Ashram rendono perfettamente il disagio e i personaggi sono toccanti. Convincenti anche il giovane indiano progressista, la sua famiglia, l'amico filo inglese e il trans ruffiano che opera nell'oscurità.
Presenza non trascurabile, considerando anche il titolo, dell'acqua sacra del Gange (interpretato...da un altro fiume), che lava i peccati e che purfica. Almeno di giorno...

Titolo originale: Water
Nazione: Canada, India
Anno: 2005
Genere: Drammatico, Romantico
Durata: 114'
Regia: Deepa Mehta
Sito ufficiale: www.water.mahiram.com
Sito italiano: www.videa-cde.it/water/
Cast: Lisa Ray, Seema Biswas, Kulbhushan Kharbanda, Waheeda Rehman, Raghuvir Yadav, Vinay Pathak, Rishma Malik
Produzione: Deepa Mehta Films, Flagship International, David Hamilton Productions, Echo Lake Productions, Noble Nomad Pictures Ltd., Téléfilm Canada
Distribuzione: VIDEA-CDE, Warner Bros. Pictures

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martedì, ottobre 17, 2006

Musica: Assalti Frontali, Evanescence

Se c'è un rapper gotico, questo è il suo post...
Assalti Frontali (Mi sa Che Stanotte)

Tra un "Top of The Pops", un "TRL Live" e un "Festivalbar", cantanti e gruppi hip hop, o meglio, presunti tali, hanno rovinato la vita a questo genere rendendolo poco credibile.
Ma meno male che oltre a questo pattume patinato c'è chi continua da anni sulla propria strada, con le proprie convinzioni e la propria storia. E' il caso degli Assalti Frontali, gruppo romano in attività dal 1990 forti di una serie interminabile di concerti nei centri sociali d'Italia e di una militanza rocciosa e convinta nel giro squat, che ha causato non pochi problemi con le forze dell'ordine.

Da poco è uscito "Mi sa Che Stanotte", sesto album, registrato in parte a Torino. Quasi un concept album che narra le storie di questo gruppo di ragazzi e l'incredibile circostanza che li ha visti oggetto di pedinamenti e interrogatori nelle indagini sulle "Nuove Br" e solo perchè gli Assalti Frontali partecipano da anni alla vita dei centri sociali romani.
Complessivamente un bel disco, molto sincero e schierato con testi che lasciano ben poco all'immaginazione sul colore del gruppo. "Mi sa che stanotte" raggiunge l'apice con le due versioni della title track che raccontano appunto le vicissitudini con la legge.
Notevoli anche "Che Stress i Ros" e "Plus Militant" la seconda una divertente presa in giro in cui si auspica l'elezioni a capi del governo di tutto il gruppo. Spiazza invece la ballata "Gaia Per Davvero" dedicata a una amica scomparsa.
Curatissime e ricercate più di ogni altra volta le basi che accompagnano la particolare e decisa voce del cantante, il celebre Militant A. D'altronde c'è lo zampino di Casacci dietro a questo album.
Forse un po' breve, sicuramente più poetico e riflessivo dei precendenti lavori, ma indubbiamente la miglior faccia del Rap nostrano.


Evanescence (The Open Door)


Gli Evanescence sono un po' gli Skunk Anansie del 2000. Un gruppo che basa il proprio successo e notorietà sulla bravura e bellezza della cantante. Gli altri componenti sono ottimi musicisti, assai convincenti, che riescono a sottolineare le doti canore di chi canta, ma restano abbastanza anonimi e soprattutto scompaiono nel nulla allo scioglimento del sodalizio.

E tutto ciò viene confermato con l'uscita di "The Open Door".
Purtroppo cambia poco o nulla rispetto al lavoro precedente. Formula vicente non si cambia d'altronde. E allora riecco gli acuti di Amy Lee, che dominano in tutte le tredici tracce. Ed ecco gli accompagnamenti di chitarre possenti e di una batteria molto pesante. Riff duri insomma, ma che mischiati con la splendida voce della cantante diventano godibili anche da chi non è proprio un amante del rock. Si beh...possiamo dire che strizza l'occhiolino al mercato.
Ma malgrado tutto gli Evanescence sono bravi e questo disco merita d'essere ascoltato, se non altro per la qualità dei musicisti.
Il marchio da apocalisse gotica che ha reso celebre questo gruppo impazza già dalla prima canzone "Sweet Sacrifice" e naturlamente non ci abbandona mai.
Per quanto riguarda i testi sono all'altezza della situazione, amore, sofferenza e tanta gioia di vivere ( beh...più o meno).
Complessivamente apprezziamo di più i singoli. Tutto insieme suona spesso troppo simile a se stesso.


NEWS

Consigli di moda dall'oltretomba

E vabbè, che ci tocca sentire. A quanto pare i musicisti hanno una vita eterna diversa dai comuni mortali. Stanno sempre qui con noi. E se si ha fortuna si riesce a sentirli. Così è per il mitico Joe Strummer, cantante dei Clash. A quanto pare Joe è in contatto con Janie Jones ex maitresse che ispirò il titolo di una canzone. La Jones dice che Strummer continua a dispensare consigli artistici e di moda...A quanto dice lei anche Mick Jones altro Clash, sente la presenza del compagno. Più tabacco la prossima volta

Marlene al cinema

I Marlene Kuntz tornano a prestare la propria opera al cinena. Questa volta attraverso il rifacimento della canzone "La Libertà" di Gaber, che compare nel film "Checosamanca" che verrà presentato nella sezione Extra al Festival Internazionale del Cinema di Roma.

Radiohead in studio
Il leader dei Radiohead ha rivelato che la band ha cominciato a lavorare sul nuovo album "Le recording session sono iniziate in piena regola", ha detto il cantante Yorke.
In un'intervista però Yorke ha posto l'accento più che sul nuovo lavoro, su un progetto sociale supportato dai Radiohead. The Big Ask, un'associazione che cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'utilizzo di energia pulita. Sito: http://www.thebigask.com/

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domenica, ottobre 15, 2006

Baseball

Baseball

E' Serie A!!!
Con la doppia vittoria sul Junior Parma, per 6-2 e 6-5, l'Avigliana Baseball ha vinto la finale di Serie A2, centrando la promozione in Serie A.
Dopo quasi 10 anni d'assenza, il baseball piemontese torna nel giro che conta. Sinceri complimenti alla società e a tutti i giocatori.

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martedì, ottobre 10, 2006

Cinema: Clerks II


Recensione di Clerks II



Caro bigliettaio che mi stai per vendere l'ingresso per Clerks 2, sappi che la nostra non è una semplice transazione commerciale. In quel biglietto c'è molto di più. Perchè se Clerks 2 fosse una stupidaggine, il mondo come lo conosciamo potrebbe finire. Già, perchè Clerks, quello del 1994, è stato il film che ha descritto, inquadrato, affrescato, meglio di qualsiasia altra pellicola, tutti quelli che ora hanno dai 28 ai 33/34 anni. C'è chi ha avuto "Via Col Vento", chi "American Graffiti", la mia generazione ha avuto "Clerks". E non farei cambio.
Quindi, caro bigliettaio, se questo Clerks 2 fosse una schifezza, io domani potrei svegliarmi con la voglia di pulire casa, di andare in giacca e cravatta a lavoro e di metter su famiglia. Sarebbe l'apocalisse.

Era con questo spirito preoccupato che sono andato a vedere Clerks 2. Ed è con allegria che sono uscito dal cinema. Il temuto effetto sequel, non c'è. Anzi, Clerks 2 celebra il mito del primo e diverte come sempre. Certo, non c'è più quello spirito amatoriale da salto nel vuoto che c'era in Clerks. Il bianco e nero, usato per spendere di meno, è stato sostituito dal colore. La telecamera fissa, da inquadrature più eleborate. Il cast composto da amici e compagni di scuola, qui può annoverare la comparsata di Ben Affleck e la presenza di Rosario Dawson, la bella e brava attrice già vista "La 25a Ora" (peccato per il nome che ne limita almeno da noi il giusto seguito).
I pilastri del Clerks-pensiero, sono immutati. Aggiornati, si, ma sempre medesimi. Dante e Randall sono tali e quali, con qualche chilo in più, così come per la maggior parte di noi...ma gli sproloqui, le varie discussioni, sessiste, sul cinema, sulla vita, sono come al solito divertenti e pesanti. Si raggiunge l'apoteosi con lo scontro culturale tra "Signore Degli Anelli" e "Guerre Stellari". Un po' una lotta tra nuovo e vecchio.
Infine, come nel primo non c'è una vera trama.

Dante e Randall dopo aver dato fuoco al mitico Quick Stop vanno a lavorare nel fast food Mooby, alle dipendenze di Becky e con un diciannovenne come collega. E' l'ultimo giorno di lavoro di Dante. Partirà all'indomani per la Florida, dove si sposerà con una ricca e noiosa ragazza. Ma la giornata, chiaramente, riserverà grandi sorprese.

C'è da dire che questo film forse è un po' troppo da fan sfegatati. A volte autocitazionista, ma trattasi di cult, trattasi di Clerks e allora...va bene anche così. Oltre ai già descritti Randall e Dante, si rivedono, in splendida forma, Silent Bob, il regista Kevin Smith e Jay che pascolano allegramente davanti al negozio, spacciando, ascoltando musica e dicendo cose assurde. Non ci sono più Olaf il cugino russo e Palla di Neve purtroppo e chissà dove sono finiti.
Le novità sono da rappresentate da Becky e da Elias. La prima, bellezza naturale, è la versione femminile di Dante e Randall. Il secondo è il tipico impiegato di Mc Donald's che diventa la vittima preferita di Randall e Dante. Un po' infantile, un po' stupidotto. Non è una grande pubblicità per i giovani d'oggi.

Kevin Smith, riesce dunque nuovamente a inquadrare perfettamente la generazione dei trentenni di oggi, così come c'era riuscito all'epoca con i ventenni. Sempre precari, sempre alla ricerca di qualcosa o di qualcuno e purtroppo con la sindrome di "Devo fare quella cosa, perchè è quello che s'aspettano da me e siccome ho già trent'anni...". Ma appunto, sarebbe più semplice vivere come si vuole e cercare la propria strada senza suggerimenti esterni e soprattutto mantendendo il proprio back ground culturale senza rinnegare le proprie radici. Almeno così dovrebbe essere...

Titolo originale: Clerks 2
Nazione: U.S.A.
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 98'
Regia: Kevin Smith
Sito ufficiale: http://www.clerks2.com/
Sito italiano: www.mikado.it/clerks2/
Cast: Jeff Anderson, Brian O'Halloran, Rosario Dawson,Trevor Fehrman, Jason Mewes, Kevin Smith
Produzione:
The Weinstein Company LLC
Distribuzione: Mikado
Data di uscita:
Cannes 2006 29 Settembre 2006 (cinema)

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lunedì, ottobre 09, 2006

Baseball

BASEBALL

-Finisce 1-1 la finale d'andata tra Junior Parma e Avigliana. Primo match finito in favore dei padroni di casa che s'impongono "rocambolescamente" per 3-2 al decimo inning. Nella seconda gara vendetta dei torinesi che vincono 11-10 siglando anche tre home run. Sabato il ritorno ad Avigliana.

-La società Grizzlies Torino 48 comunica che il 15 ottobre ci sarà il 10° Memorial Mario Pogliano, riservato alle categorie Cadetti e Ragazzi.

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sabato, ottobre 07, 2006

Musica: Junior Boys, Polysics

Stacchiamo gli amplificatori e ci dedichiamo agli estremismi isterici della musica elettronica.


Junior Boys (So This Is Goobye)

Gli appassionati di elettronica e i nostalgici degli anni '80 (mah...) hanno trovato i loro nuovi profeti. Si chiamano Junior Boys, sono canadesi, suonano da un bel po' di anni, ma sono noti al pubblico solo dal 2004, grazie all'uscita dell'album "Last Exit". Ora con l'uscita di "So This Is Goodbye" sono stati incoronati dalla critica e dal pubblico.

Gli elogi si sprecano tra un "pop di ricerca" e "musica che scalda il cuore", i Junior Boys conquistano i voti più alte in tutte le recensioni. Che dire? E' un disco lento, dove i sintetizzatori e basi elettroniche sono in primo piano e s'accompagnano a una voce delicata, sospesa e molto anni '80. A tratti un po' noioso, forse eccessivamente lento, ma è vero, per il suo genere è proprio un bel disco. Ve lo dice chi non è assolutamente appassionato di elettronica e soprattutto ritiene riprovevole la musica anni '80...

POLYSICS

Quelli che vi possono sembrare dei dementi giapponesi usciti da qualche programma demenziale, sono in effetti dei dementi giapponesi. Ma invece di far TV fanno musica.

Si chiamano Polysics e sebbene non abbiano fatto uscire nulla di nuovo, sono arrivati da noi da poco grazie ai video che girano in televisione. I loro dischi "Now is The Time" e "Polysics or Die" (che è considerato il migliore) sono un mix di musichette dei videogame degli anni ottanta e chitarre da punk nipponico. Spesso solo musica, ogni tanto c'è anche la voce. Niente di particolarmente bello o ben suonato. Ma alla fine questi Polysics li promuoviamo. Sono divertenti, demenziali e scorrono veloci veloci, mentre ti immagini di giocare a pac-man, mettendo altre 200 lire nel videogame.

Game Over

NEWS

Horror Pantera

Una persona di dubbio gusto ha inserito su un giornale inglese, nella rubrica "Afterlife", un finto messaggio dall'aldilà di Dimebag, il chitarrista dei Pantera assassinato sul palco da un fan. La rubrica è già un'accozzaglia di annunci simil personali di persone decedute ed è seguita dal solito medium che dice di parlare con i morti. A parte il poco rispetto dimostrato per Dimebag, un grandissimo per il suo genere, secondo il messaggio, il chitarrista se la sta passando benone.

Cheddar Blur

Alex James il bassista dei Blur, ha deciso di darsi alla produzione di formaggio. Sta infatti organizzando nella campagna inglese una piccola azienda casearia. Dalle colonne di un giornale con cui collabora, esorta gli inglesi a mangiare più formaggio. Intanto Damon Albarn, il cantante dei Blur, sta proseguendo il lavoro con la sua nuova band. Sarà stata la noia dell'inattività?

Speriamo sia vero

Le Pussycat Dolls hanno annunciato le date del loro tour europeo. Per fortuna l'Italia non c'è, ma...minacc...ops...comunicano che potrebbe essere inserito un concerto in Italia. Uno dei tanti giornaletti di gossip inglese annuncia che la band si sta sciogliendo. Tra tante scemenze pubblicate, speriamo che questa volta sia una notizia vera

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giovedì, ottobre 05, 2006

Monoscopio: Alvise Zago

Monoscopio: Quando lo Sport era Sport

Lo sport ha generato anche storie tristi, di campioni spezzati o mai sbocciati per colpa di un destino crudele. Un tempo se ne parlava al bar. Ora andrebbero ai reality show...che all'epoca non c'erano. Ma c'era il solito odioso monoscopio...

prima di finire in un reality ricordiamoci di...

Alvise Zago (Calcio)

Zago era un grande problema. La sua figurina Panini non si trovava. Truffai il mio compagno di scuola “Manzo” con un gioco di prestigio degno di Silvan per averla. Ma soprattutto Alvise Zago era un avversario temibile. Arrivava dal vivaio, del Torino che funzionava ancora bene, e in campo era a dir poco spettacolare.


Conquistò subito la maglia dell’Under 21, i titoli dei giornali e i cuori delle mie compagne di scuola, biondino com’era, che puntavano anche loro alla sua figurina (ma io l’avevo già appiccicata e “Manzo” girovagava per la classe cercandola. Finì in analisi per colpa di un amico truffatore…ehm…). Purtroppo però la fortuna di Alvise Zago, durò veramente poco. Così come fu veloce la sua ascesa, fu altrettanto veloce e violenta la discesa.


In un Torino-Sampdoria, in uno scontro con lo spagnolo Victor, si distrusse completamente il ginocchio, da notare bene che quel “completamente” è molto riduttivo.
Alvise Zago tornò a giocare dopo circa un anno e mezzo di assenza. Dopo la lunga convalescenza non riuscì più a tornare a quei livelli ma nemmeno a tornare nel calcio che conta. Proseguì la sua carriera, bazzicando in Serie C e serie minori e giocò a casa sua nel Rivoli. Ha smesso da pochi anni e ora fa l’allenatore.
Chissà cosa sarebbe stato di lui…

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lunedì, ottobre 02, 2006

Cinema: Little Miss Sunshine

Recensione di Little Miss Sunshine



Andate alla vostra anagrafe di fiducia e verificate se siete consanguinei degli Hoover di Albuquerque USA. Fatto? Se non lo siete tirate un sospiro di sollievo, se lo siete...beh...auguri, fate parte di una famiglia veramente incasinata, ma in fin dei conti unita e ironica.
Prima che vi presentiate a casa loro con fiori e cioccolatini, vi diamo un'anteprima dei vostri ritrovati parenti. Dunque, papà Richard è un motivatore un po' fallito. Nonno è un erotomane, cocainomane. Lo zio Frank è un gay depresso studioso di Proust (il miglior studioso di Proust d'America). Il figlio più grande, Dwayne, legge Nietzsche e non parla mai. Si salvano solo le donne, la moglie di Richard e soprattutto la piccola Olive che è l'unica ad essere totalmente sana di mente.
Questa è la famiglia che compone l'allegro e assurdo mondo di "Little Miss Sunshine", commedia agrodolcefarsesca da dieci e lode. D'altronde il biglietto da visita di questo film la dice lunga. Successi al Festival di Locarno, di Edimburgo e al Sundance, i festival che incoronano i film da guardare, rivedere e prendere il DVD.

Una storia on the road, che narra del viaggio degli Hoover che da Albuquerque (New Mexico) partono per Redondo Beach California a bordo del mitico pulmino anni sessanta della Volkswagen, per portare Olive a un concorso di bellezza per bambine. Naturalmente il viaggio non sarà indolore. A partire dal pulmino, a cui si sfascia la frizione alla prima sosta, passando per incontri, crude realtà e altro ancora, fino ad arrivare al concorso "Little Miss Sunshine". Luogo plastificato, finto e pieno di mini-barbie lanciate al successo da mamme manager.

Si ride di gusto, ma la cosa tragica è che i problemi della sconquassata famigliola, nella maggior parte dei casi non sorpassano mai la soglia della realtà. Insomma le sfighe sono reali, la risoluzione dei problemi pure e l'unità e la forza di queste persone di tirare, in ogni caso, avanti è encomiabile. Ma al di là delle grasse risate, i personaggi sono fragili e forti allo stesso tempo e riescono a commuovere e a toccare nel profondo lo spettatore, che riflette sulla propria vita, sui sogni, sulla famiglia e sulle illusioni.
Bellissima la varietà dei componenti di questa famiglia, tra cui spicca, parere personalissimo, la figura dell'adolescente taciturno Dwayne, che stupisce oltre che per il personaggio anche per una recitazione straordinaria e assai credibile.
Infine il pulmino Volkswagen. Quello mitico. Quello degli hippie. Con il suo candore bianco e giallo, i suoi guai alla frizione e la ridicola partenza a spinta, sta un po' a significare che ogni tanto per far ingranare qualcosa ci vuole una "spinta" e l'aiuto di tutti.

Titolo originale: Little Miss Sunshine
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 101'
Regia: Jonathan Dayton, Valerie Faris
Cast: Steve Carell, Toni Collette, Greg Kinnear,Alissa Anderegg, Alan Arkin, Cassandra Ashe, Abigail Breslin, Paul Dano
Produzione: Big Beach Films, Third Gear Productions LLC, Deep River Productions, Bona Fide Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 22 Settembre 2006 (cinema)

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