Monoscopio: Luigi Malabrocca
A chi vuol essere maglia nera. A chi si sente maglia nera. A chi se ne frega dei giudizi altrui. A chi ha grande ironia, dedichiamo la storia di Luigi Malabrocca, detto "Il cinese".Un genio. Un mito. Un ciclista che ha dato una certa notorietà, simpatia e dignità alla famigerata maglia nera, facendo diventare il suo nome un modo di dire.
Una volta era così. Al Giro, si dava questa maglia, del tutto virtuale, all'ultimo in classifica. Ma non solo, il vincitore (anzi meglio dire il perdente) riceveva anche un premio in denaro. Allora...qualcuno i conti se li deve essere fatti. C'erano Coppi e Bartali. Troppo forti per un normale ciclista. C'era questo premio in denaro. C'era povertà. E allora...la maglia nera era un'occasione ghiotta.
Il buon Malabrocca conterraneo e amico di Coppi era comunque lontanissimo da essere un brocco. In carriera ha vinto ben 138 gare vincendo nella Parigi-Nantes '47, nella Parigi-St. Valery '48, nel Giro di Croazia e Slovenia '49 e nel Circuito di Bressana '54. Senza contare i due titoli nazionali di ciclocross. Ma è evidente che tutti ne hanno parlato per le due maglie nere vinte nel 1946 e nel 1947. Ultimo nel 1946 a 4.9’34" da Gino Bartali. Ultimo nel 1947 a 5.52’20" da Fausto Coppi.
Malabrocca vinceva ed era semplicemente ingegnoso nel riuscire nel suo intento. Lo spieghiamo con licenza poetica: in gara Malabrocca cazzeggiava. Si fermava al bar, mangiava, chiacchierava. Si nascondeva tra i cespugli, fingeva cadute, bucava ripetutamente, s'imboscava in posti bizzari, come quella volta che si nascose in un pozzo e venne scovato da un contadino che gli chiese spiegazioni.
Certo, in molti hanno tentato di scippargli il trono, ma in quei due anni lì non c'è stato nulla da fare. Campione.
Se lassù c'erano Coppi e Bartali, in fondo alla classifica il duello diventò presto tra Malabrocca e Carollo. E che duelli!. Indimenticabile quello del 1949. Ultima tappa. Carollo ha uno svantaggio di due ore. Malabrocca lo sa e s'impegna a battere il rivale che pedala sereno in mezzo al gruppo. "Il Cinese" fora, si ferma in osteria, va a casa di un tifoso, riprende la gara con tutto comodo, pedala piano e arriva due ore e un quarto dopo Carollo. Solo che, nel suo piano perfetto non aveva calcolato il fattore cronometristi. Ormai stanchi e annoiati lasciano la postazione e classificano Malabrocca insieme al gruppo. Carollo vince...ops...perde la gara. Dopo questa cocente sconfitta Malabrocca decide di abbandonare per sempre la corsa per la maglia nera.
Luigi Malabrocca ci ha lasciato di recente, ma le sue gesta lo fanno entrare di diritto nella storia del ciclismo.
Etichette: Monoscopio















