Musica: Perturbazione e Beastie Boys
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Perturbazione e Beastie Boys
Perturbazione "Pianissimo Fortissimo"
Ci sono periodi un po' così. Forse il caldo, forse il compleanno, forse l'attesa di una nuova era. Pure noi allora adoratori del frastuono ci fermiamo ad ascoltare, riascoltare ed ascoltare ancora un disco come "Pianissimo Fortissimo" dei Pertubazione. Siamo un po' catartici? Massì, può darsi e chi se ne importa! E' più interessante il fatto che è fantastico immergersi nel pop dei Perturbazione. Meglio ancora è sentire che il passaggio a una major (la EMI) non ha portato la svendita del gruppo, che continua sulla propria strada, ma ha messo a disposizione di Tommaso e soci un involucro più curato, più pensato. Un disco riflessivo, malinconico che incornicia la crescita del gruppo di Rivoli (potevamo dire Torino ma noi dell'ovest città ci teniamo ai nostri vip) soprattutto dal punto dei testi (grazie a Dio, non si parla di sms!).
Ci si perde subito tra le pieghe di una riflessione a volte amara, a volte ironica. Il viaggio inizia con "Un Anno in Più" e "Nel Mio scrigno" due canzoni perfette e compatte che buttano l'ascoltatore nei ricordi e allo stesso tempo mettono in mostra il campionario di casa Perturbazione. Dopo "Leggere Parole" arriva il pezzaccio "Battiti Per Minuto" irristibile pop impreziosito dal solito e ottimo violoncello e dall'ironico ritornello "Se l'amore è un gioco/quale regole ti dai?". Stupendo a dir poco. Aggiungete il video che vedete sotto e fate un po' voi se questo pezzo non è un capolavoro.
Sono tanti gli episodi degni di nota di questo disco. La leggerezza di "Se mi scrivi", la malinconia di "Brautigan" o le variazioni di ritmo di "Qualcuno si dimentica", senza scordare "On/Off" e "Controfigurine" per chiudere con "Giugno Dov'eri" brano che lascia un'atmosfera quasi da banda di paese.
Bravi i nostri Perturbazione. Fanno centro e meriterebbero un riscontro di pubblico maggiore. Bravi, perchè come pochi sanno cogliere uno stato d'animo, una situazione senza finire nelle banalità tipiche della canzone italiana. Un disco non estivo, sicuramente, ma già loro l'avevano detto "Agosto è il mese più freddo dell'anno". In attesa di Settembre.
Beastie Boys "The Mix Up"
Quanti di voi forti di un successo ormai consolidato, cambierebbero strada e rott
a? Così di colpo? Pochi, pochi certamente. Eppure i Beastie Boys l'hanno fatto. Di nuovo. Dall'hardcore al demenziale, dal cross-over al rap.
a? Così di colpo? Pochi, pochi certamente. Eppure i Beastie Boys l'hanno fatto. Di nuovo. Dall'hardcore al demenziale, dal cross-over al rap. Oh, d'accordo possiamo tacciarli d'essere un po' commerciali, d'essere lontani dal concetto di rap (ma c'è ancora qualcuno di famoso che interpreta il significato originale? Mah...) ma sti tre ex ragazzi continuano a prendere in contropiede gli ascoltatori.
Ed ecco qua "The Mix Up" un album totalmente strumentale, che richiama gli intermezzi di quel capolavoro anni 90 che fu "Ill Comunication" (quello con Sabotage). Dodici tracce che giocano con regole semplici. Chitarra, basso, batteria, effetti elettronici (nemmeno molti).
Risultato? Un disco che non è piaciuto alla stampa, perchè se fai sempre le stesse cose ti criticano, se cambi tutto, ti criticano lo stesso. Amen.
"The Mix Up" per intenderci non è un capolavoro. E' un disco divertente che intrattiene e bene l'ascoltatore. Un vago senso di b-movies anni settanta fa capolino già nella canzone d'apertura "B-For My Name" e di tanto in tanto riappare piacevolmente ad esempio in "The Gala Event" o "Elettric Worm". Il resto si discosta di poco da questi binari. Si passa da una ricerca di un suono più sofisticato come in "Off The Grid" a cosa più leggerine quasi demenziali come il riff di "The Rat Cage".
Tutto lì. Enjoy yourself, in attesa di un nuovo capitolo della saga di questi strampalati quarantenni di Brooklyn.
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