Musica: Stereophonics e Kula Shaker
Musica
Stereophonics e Kula Shaker
Stereophonics "Pull The Pin"
Anteprima
Voce, chitarra, batteria. Pezzi veloci e lenti. Sono gli ingrendienti succulenti degli Stereophonics. Solo che, stesso piatto l'altro ieri, ieri, oggi e forse domani e alla fine un po' di noia e saturazione inevitabilmente giunge.Buono è buono, ma cambiare un po'? Che dite carissimi Stereophonics? Va bene che sono gli ingredienti che vi hanno reso famosi e vi hanno fatto apprezzare, ma con "Language. Sex. Violence. Other? " probabilmente abbiamo raggiunto la saturazione, tant'è che questo "Pull The Pin" sebbene assolutamente di qualità è alla lunga stancante. Basterebbe fare un copia e incolla di una recensione di un vecchio album, cambiando i titoli, anche perchè (per fortuna) tecnicamente gli Stereophonics non hanno perso una briciola di classe. La voce alla Rod Stewart di Jones scartavetra e colpisce che è un piacere stagliandosi su un muro sonoro in cui emergono i giri rock di chitarra e la batteria che suggella e cementa il tutto.
Peccato appunto di avere già sentito il tutto. "Soldiers Make Good Target" apre il disco per poi lasciare spazio al brit-rock di "Pass The Buck" probabilmente la migliore e più avvicente canzone dell'album. L'altalena delle canzoni veloci e lente inzia praticamente qui. "Bank Holiday", "My Friends" se la vedono con "It Means Nothing" (che sembra quasi una cover di "Maybe Tomorrow"), "Daisy Lane" e l'acustica "Bright Red Star". L'apparenza e il risultato finale è buono, ben studiato e concepito, ma ad esser pessimisti questo è l'inizio della fine degli Stereophonics, ormai in palese assenza di idee.
Kula Shaker "Strangefolk"
Assolutamente demodè. Passato, vecchio, superato. Cariatidi.
Beh...se fosse uscito dieci/dodici anni fa, in molti avrebbero gridato al
miracolo, al capolavoro. E invece siamo nel 2007 e i Kula Shaker si staranno mordendo le mani, leggendo, tra l'altro, che NME boccia di brutto il loro "Strangefolk". Esagerati.
Ok che i Kula Shaker erano già strani all'epoca, con il loro continuo rimando al flower power, all'India e alle divinità, però "Strangefolk" è un disco niente affatto malvagio. Ha dei tocchi di classe, mica da ridere, delle vette altissime, che si alternano a brani che riempiono e completano il lavoro.
Un interessante viaggio nel pop, dalle molteplici sfaccettature e atmosfere. E in linea generale, gusti a parte, i Kula Shaker non hanno perso le qualità musicali per le quali erano noti e apprezzati nell'epoca d'oro. Epoca, per loro, durata assai poco.
Ma dopo quasi otto anni, rieccoli sulle scene, per nulla ammuffiti e subito pronti a mostrare le intenzioni del nuovo nato con il brano "Out On The Highway", ottima apertura in stile brit pop. Il resto si snoda su percorsi differenti, brani come "Second Sight" (video al fondo), "The Great Dictator" "Super Cb Operator" andrebbero ascoltati sotto effetto LSD per completare l'atmosfera flower power (ma non si fa!). Meno acidi ma molto pop anni sessanta in "Fool That I Am", "Hurricane Season", Ol Jack Tar", "Dr.Kitt". Infine completano il panorama il brit pop di "Die For A Love", "Shadowland" e il classico mix india/brit made in Kula Shaker rappresentato da "Song of love/narayana".
In questo scorcio dell'anno in cui sembra in pieno ritmo il ritorno dei gruppi anni 90, i Kula Shaker si piazzano bene in classifica. Meglio tardi che mai? Si certo, ma se avessero battuto il ferro caldo degli anni 90...
Beh...se fosse uscito dieci/dodici anni fa, in molti avrebbero gridato al
miracolo, al capolavoro. E invece siamo nel 2007 e i Kula Shaker si staranno mordendo le mani, leggendo, tra l'altro, che NME boccia di brutto il loro "Strangefolk". Esagerati.Ok che i Kula Shaker erano già strani all'epoca, con il loro continuo rimando al flower power, all'India e alle divinità, però "Strangefolk" è un disco niente affatto malvagio. Ha dei tocchi di classe, mica da ridere, delle vette altissime, che si alternano a brani che riempiono e completano il lavoro.
Un interessante viaggio nel pop, dalle molteplici sfaccettature e atmosfere. E in linea generale, gusti a parte, i Kula Shaker non hanno perso le qualità musicali per le quali erano noti e apprezzati nell'epoca d'oro. Epoca, per loro, durata assai poco.
Ma dopo quasi otto anni, rieccoli sulle scene, per nulla ammuffiti e subito pronti a mostrare le intenzioni del nuovo nato con il brano "Out On The Highway", ottima apertura in stile brit pop. Il resto si snoda su percorsi differenti, brani come "Second Sight" (video al fondo), "The Great Dictator" "Super Cb Operator" andrebbero ascoltati sotto effetto LSD per completare l'atmosfera flower power (ma non si fa!). Meno acidi ma molto pop anni sessanta in "Fool That I Am", "Hurricane Season", Ol Jack Tar", "Dr.Kitt". Infine completano il panorama il brit pop di "Die For A Love", "Shadowland" e il classico mix india/brit made in Kula Shaker rappresentato da "Song of love/narayana".
In questo scorcio dell'anno in cui sembra in pieno ritmo il ritorno dei gruppi anni 90, i Kula Shaker si piazzano bene in classifica. Meglio tardi che mai? Si certo, ma se avessero battuto il ferro caldo degli anni 90...
news
Tornano i Led Zeppelin
E' ufficiale, Robert Plant ha dichiarato che i Led Zeppelin sono tornati! Plant, Page e Jones suoneranno insieme all'O2 Arena di Londra, il 26 novembre. Seconda reunion del gruppo, la prima, durante il Live Aid nel 1985, finì malissimo e venne censurata dal gruppo stesso, disgustato per la pessima performance. A noi dispiace un po'. I Led Zeppelin sono e resteranno per sempre quelli degli anni settanta. E non i pensionati del 2007.
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Rob Zombie il leader dei White Zombie ormai votato alla regia, ha dato alla luce il suo nuovo film. Dopo "La casa dei 1000 corpi" e "La Casa del Diavolo" e uscito in Usa il remake di un vecchio cult horror "Halloween". Ottimo successo al botteghino. Restiamo in attesa.
Etichette: Musica

4 Comments:
dai i kula shaker! pensavo non esistessero più da un vita ficooo
merda alla reunion dei led zeppelin!
il mitico Bonzo non c'è più, venduti sicuramente i biglietti saranno sui 100 euro e questi erano gli alternativi negli anni 70
VENDUTI E PENSIONATI
CON TUTTO QUELLO CHE SI E' CALATO PAGE E' GIà FORTUNATO SE CAPISCE LA DIFFERENZA TRA IL MANICO DELLA CHITARRA E...
DAI AVETE CAPITO
ho letto un pezzo su il concerto degli who a verona e sono rimasta avvilita dalle scemenze che hanno fatto
ora questi sono come quelli che loro criticavano all'epoca
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