Cinema: 1408
Cinema
Recensione
"1408"
Il cinema horror da un po' di tempo è tornato a piacere ai critici. Però, sull'onda emotiva, qualcuno si fa prendere la mano e si lancia in lodi esagerate. Brividi, paura, resterete incollati alla sedia! E' quanto leggerete in qualsiasi recensione accademica di "1408". Ma non esageriamo!Andiamo con ordine. Cambiamo etichetta e le cose inzieranno ad andar meglio. Thriller. E a leggerlo così possiamo dire che siamo di fronte a un buon film, che ha il suo punto di forza nella realizzazione e negli interpreti, più che nella storia. John Cusack e Samuel L. Jackson, sensibilmente più famosi del regista, lo svedese Hafström, noto agli amanti dei crediti per essere stato lo sceneggiatore del mitico "Kops".
"1408" ha avuto una gestazione piuttosto lunga, ben quattro anni, che se non altro sono serviti per affilare al meglio il tutto. Tratto da un racconto breve di Stephen King, garanzia di successo al botteghino, ricorda per ambiente e alcune tematiche l'irragiungile Shining.
Tra male, fantasmi veri e fantasmi personali ci si imbatte in un lungo percorso mentale che tocca alcuni spazi oscuri e reconditi della mente umana. Un incubo.
E di horror? Qualche fantasma nemmeno tanto incazzuso, qualche voce satanica e un mostro che se la passa discretamente bene tra i condotti dell'aria. Ma niente più.
Ci pensa la forma e l'impatto visivo a salvar tutto. Ottima scenografia, ottima l'occhio del regia, buone alcune strutture e soprattutto alcuni tranelli narrativi. Completano l'opera gli effetti speciali.
Notevole, forse più di tutto, l'interpretazione del buon John Cusack. Mister Alta Fedeltà, grandioso anche nel capolavoro "Essere John Malkovic" appare un po' ingrassato e interpreta il protagonista. Michael Enlsing talentuoso scrittore si dedica però alla scrittura di libri commerciali incentrati su luoghi, case, hotel pieni di fantasmi o inquietanti. Lontano da credere a questi fenomi, passa la vita a scoprire bluff e a confezionare storielle per i lettori. Ma un giorno...una cartolina anonima lo "invita" a non entrare nella stanza 1408 del Dolphin Hotel di New York. L'occasione è ghiotta e il nostro si butta a capofitto scontrandosi con il direttore dell'hotel (Samuel L.Jackson) che cerca in primis di dissuaderlo...poi lo lascerà entrare nei suoi incubi peggiori.
Cusack sembra smarrito per davvero nelle sue mille paludi mentali, è bravo nel passare dalla spavalderia inziale al terrore, per finire con la rivalsa. Di certo può contare su un'ottima spalla, Samuel L. Jackson, direttore dell'hotel. I due danno vita a un ottimo faccia a faccia per poi duettare a distanza, l'uno impelagato nella satanica stanza e l'altro ambiguamente seduto nel suo lussoso ufficio. Entrambi tengono in piedi tutto il film, rendendo opaca, ingiustamente, l'interpretazioni degli altri tra i quali spicca Mary McCormack ex moglie di Enlsing.
Un po' di trovate all'americana non potevano, ovviamente, mancare ma non sviliscono il film. Per i ragionieri, i pignoli o gli appassionati di numeri è interessante notare la ricorrenza del numero 13. La somma delle cifre che compongono il numero della stanza, l'assenza di un 13° piano nell'hotel, fino al nome del protagonista composto da 13 lettere.
In ogni caso se questo è horror viene da chiedersi cosa direbbero i critici di un qualsiasi film di Takashi...
Titolo originale: 1408
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Horror
Durata: 94'
Regia: Mikael Håfström
Sito ufficiale: www.1408-themovie.com
Sito italiano: www.kfilms.it/1408
Cast: John Cusack, Samuel L. Jackson, Mary McCormack, Jasmine Jessica Anthony, Alexandra Silber, Tony Shalhoub, Emily Harvey, Noah Lee Margetts
Produzione: Dimension Films, Di Bonaventura Pictures
Distribuzione: KEYFILMS
Data di uscita: 23 Novembre 2007 (cinema)
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