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Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: gennaio 2007

lunedì, gennaio 29, 2007

Musica: Gruff Rhys e The Good, The Bad and The Queen

Gruff Rhys - Candylion



Chi? Gruff Rhys ho detto! E chi diavolo sarebbe? Sarebbe un mito assoluto, se il mondo andasse come deve andare. E' uno stimato professionista invece che ha reso celebre la sua band i Super Furry Animals. Un gruppo di divertenti gallesi che componevano canzoni partendo dal brit pop, proponendo suoni innovativi, spiazzanti e sempre diversi, con testi spesso ironici. Originalissimi in un momento in cui c'erano cloni dei cloni.
Gli unici gallesi che il mondo non associa alle miniere. Gli unici gallesi che il mondo ha visto sorridere.
E tolta la pelliccia dell'animaletto super peloso, il buon Rhys si mette in proprio e butta sul mondo Candylion. Un disco molto ma molto carino, già a partire dalla bellissima copertina.
Certo lo stile non cambia, così come l'ironia che pervade il disco. Ma la proposta è interessante. A partire dall'alluccinante intro, si sviluppa un disco ben suonato e molto gradevole. Già la title track apre le orecchie con un riff elettro brit pop e voce vellutata (il video è visibile a fondo post). Interessanti anche le canzoni che seguono "The Court of King Arthur" e le spiazzanti "Lonesome Words" dai ritimi quasi brasileri e "Cycle of Violence" dai molteplici inserti.
Parlare di questo disco e del suo suono è molto complesso, tanta è la vastità e la carne messa al fuoco. A volte è divertentissimo come nel caso di "Gyrru, Gyrru, Gyrru" a volte è un lento pop, a volte un po' alla Beck e addirittura con rimandi jazzisti mischiati a echi beatlesiani come nel caso di "Now that the feeling is gone". Bello.
A noi i Super Furry Animals mancano, ma possiamo farcene una ragione se Gruff Rhys continua a questi livelli. Gruffy Rhiys su Su Myspace: www.myspace.com/candylionmusic






The Good, The Bad and The Queen


E va bene che sei Damon Albarn e meriti rispetto. E va bene che sei furbetto e sai come piazzarti conoscendo bene il tam tam mediatico. Però se tutti i giornalisti dicono che questo disco è un capolavoro assoluto...beh...forse esagerano un po' troppo.
Ok il gruppo è nuovo e affascinante The Bad, The Good and The Queen. Con chiari riferimenti cinematografici e...istituzionali. Band All Star: Damon Albarn, convince Paul Simonon ex bassista dei Clash a tornare in attività, prende Simon Tong ex chitarrista dei Verve e alla batteria ci mette Tony Allen, anche lui con un passato glorioso.
Ed ecco il primo disco. Furbetto e ammiccante. Una sorta di Blur ultima maniera con richiami brit pop e sixties, con pennellate da Gorillaz. Insomma un gran calderone curatissimo. Un piatto, cotto e servito nei modi e nei tempi giusti. Un mix di voce e musica che si uniscono per offrire un disco spesso ovattato, mai urlato. Canzoni come "History Song" lenta e disincantata s'accompagnano a pezzi come "Northern Whale" da puri Blur elettronici e pezzi profondi e un po' inquietanti come "Kindom of Doom" elettro sixties ed "Herculean", fino all'esplosione finale di 7'00" della title track.
Una miscela assolutamente gradevole da sentire ma non un capolavoro come si sente dire in giro. Se non avessimo già conosciuto i Blur, i Clash, i Kinks e i Verve, potremmo definirli una grande band e questo disco uno dei migliori degli ultimi anni. Purtroppo però altri sono passati prima. Compresa l'idea di una "London Burning" messa sulla copertina. Amen.



News

Il ritorno della rabbia

A quanto pare pregare serve. Secondo indescrezioni i leggendari Rage Aganist The Machine starebbero per tornare insieme. Si dice di una possibile esibizione al festival di Coachella. Intanto sia Tom Morello che Chris Cornell stanno per far uscire i loro album solisti.

Caos in famiglia Chevelle

Visto che abbiamo qualche fan...comunichiamo che non si sono ancora placate le polemiche in casa Chevelle dopo l'addio, tutt'altro che tranquillo di Joe Loeffer, bassista e fratello del cantante e del batterista. Pessimi ancora i rapporti fra loro, mentre da oggi è nelle radio americane è possibile sentire il singolo che annuncia l'uscita (29 aprile) di "Vena Sera".


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venerdì, gennaio 26, 2007

Cinema: Le Luci Della Sera

Recensione: "Le Luci Della Sera"




Luci fredde, colori sbiaditi. Ombre. Distacco. Quel non so che di sospeso, tagliente e inquietante. Tutto ciò è il tocco magico di Kaurismaki, che rende unico e ineguagliabile ogni suo film. Questa è poesia d'immagini. Dove ogni minimo dettaglio è parte integrante della scena. E ancora, scene vuote senza attori che raccontano in certi casi molto di più di scene parlate.
Ma Lo strepitoso impatto visivo, si scontra frontalmente con l'interpretazione, fredda e neutra degli interpreti. Scelta stilistica da un lato, ma anche esempio della proverbiale timidezza glaciale dei finnici. E' tutto questo rende Kaurismaki un regista unico e semplicemente favoloso.

E ci dispiace, visto tutto ciò che abbiamo appena detto, se questo "Le Luci Della Sera" non è uno dei suoi migliori film. Ci dispiace se pecca un po' nella trama e ci rammarichiamo dell'assenza dell'ironia raffinata e pungente di Kaurismaki
Va detto. Il "maestro" l'abbiamo preferito in altre situazioni, "L'uomo senza passato" film divertente e toccante, "Nuvole in viaggio" e i più vecchi "Ho affittato un killer" e "Vita da boheme" (senza contare le commedie).
Ma alla fine, la già citata poesia, salva l'opera e giustifica il prezzo del biglietto.
Il regista finlandese da sempre ci ha offerto ritratti di persone semplici o ai margini della società o addirittura dei veri e propri reietti.
In questo caso , il tema centrale è la solitudine, i sogni e la rivalsa. Nonchè la critica della nostra società.
A ben vedere colpisce nel segno, grazie allo spettrale contorno in cui si muovono i protagonisti e grazie alla scelta di personaggi assolutamente in balia del proprio destino.
Koistinen e Mirija, le due figure centrali, sono entrambi vittime sacrificali di giochi ben più grossi e accettano di buon grado la deriva della propria vita.
Koistinen è una guardia notturna che vive con il sogno di poter avere una sua attività . La sua vita è scarna di affetti veri. I colleghi lo deridono e non ha amici. Sensibile all'alcol e al fascino femminile, viene raggirato da una donna mandata da una banda che ha progettato una rapina in una gioielleria. Le colpe ricadono su Koistinen che nulla fa per cambiare il corso della storia.

Se la recitazione è piatta e neutra, la colonna sonora sostituisce la mancanza di colore. Musica, bellissima, che passa dal tango, alla musica finlandese per arrivare alla musica punk e che rende il tutto più triste e doloroso.
Bella infine l'ambientazione, una citta dai colori lividi e cupi, anche se sinceramente ci è passata anche la minina voglia di andare in Finlandia.

Titolo originale: Laitakaupungin valot
Nazione: Finlandia
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 78'
Regia: Aki Kaurismäki
Cast: Janne Hyytiäinen, Maria Heiskanen, Maria Järvenhelmi, Ilkka Koivula, Aarre Karén, Tommi Korpela, Juhani Niemelä, Matti Onnismaa
Produzione: Sputnik Oy
Distribuzione: BIM
Data di uscita: 12 Gennaio 2007 (cinema)

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mercoledì, gennaio 24, 2007

Cinema & Sport: Arrivano i Superboys



Cinema & Sport


in questo caso anime


(Arrivano i Superboys)


sport: calcio



Quando ancora Capitan Tsubasa (Holly & Benjii) non era nato e noi nemmeno, uno stoico calciatore giapponese spaventava il mondo, segnando l'apertura al calcio delle "anime" giapponesi.


Da lì in poi i calciatori nipponici avrebbero versato sangue e lacrime per ottenere il successo (che poi arriva) come i già noti colleghi di altri sport.



Il primo pallonaro giapponese campione del mondo si chiamava Shingo Tamai, eroe della serie "Akakichi no eleven", letteralmente "Gli undici rosso sangue", arrivato da noi con il titolo "Arrivano i Superboys". La serie è nata nel 1970 e si componeva di 52 episodi prodotti dalla Tokyo TV Doga. Sceneggiature di Yoshitake Suzuki regia e animazioni di Tsuneiro Okaseko. In Italia è apparso la prima volta nel 1982.


Dicevamo di Tamai. Il protagonista è un ragazzo ribelle e tamarro appassionato di calcio a tal punto da voler sfondare. Entra far parte della squadra della scuola e subisce allenamenti durissimi e sfiancanti correndo e giocando generalmente sotto una pioggia torrenziale e nel fango per interminabili ore. Non s'è mai capito perchè i Monsoni si fossero spostati sul Giappone.


Il suo maestro Teppei Matsuki naturalmente è un campionissimo in pensione, che guiderà Shingo con tanta determinazione e lo farà diventerà campione del mondo dopo la solita ed eterna sfida con il Brasile.
Non mancano chiaramente i colpi eccezzziunali tanto cari ai manga nipponici, come il tiro dello stesso Tamai capace di "bruciare" i guanti al portiere e di rompere la rete.


Rispetto a Holly & Benjii, che ha avuto più successo, i Superboys avevano una sigla migliore (che potete sentire sotto) ed erano leggermente più realistici. Anche nell'aspetto fisico. Non c'erano 50.000 persone a ogni stupida partita, tanto per dirne una. Il disegno è quello classico dei cartoni animati giapponesi dell'epoca, un po' rustici e pesanti.
Forti anche della traduzione che ha lasciato i nomi originali, i Superboys non erano affatto male, anche se Shingo era proprio un tamarro! Un bel 7+






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domenica, gennaio 21, 2007

Baseball - Beisbol



ITALIA

Inizia il 14 aprile il campionato di Serie B. Non cambia la formula: playoff (dall'otto settembre) con le prime due classificate di ogni girone. Quattro promozioni in A2 e sei retrocessioni in C1 con la formula playout. Confermato l'obbligo degli ASI. Sette giocatori dovranno essere italiani.

CUBA

I "Gallos" di Sancti Spiritu continuano la loro corsa e grazie alla quinta vittoria in sette partite diventano la squadra con il maggior numero di partite vinte. Ben 58. Anche i nostri eroi di Santiago continuano senza intoppi il proprio percorso, dominando il gruppo D.
Ribaltati invece i risultati fin qui ottenuti per il Ciego De Avila, la Habana e gli Industriales. Le prime due formazioni che avevano fatto gridare al miracolo, ora stanno frenando la proprio corsa. Il Ciego De Avila segue il Villa Clara, mentre l'Habana occupa la terza posizione. Si rivedono gli odiosi Industriales che vittoria dopo vittoria hanno raddrizzato una stagione che sembrava negativa.

Queste le Classifiche
Grupo A: Isla De La Juventud .607, Pinar Del Rio .533, Matanzas .322, Metropolitanos .216
Grupo B: Sancti Spiritu .644, Industriales .622, Habana .573, Cienfuegos .393
Grupo C:Villa Clara .644, Ciego De Avila .589, Las Tunas .522, Camaguey .456
Grupo D:Santiago De Cuba .622, Granma .573, Guantanamo .378, Holguin .300


Venezuela: Ecco La finale

La finale del campionato venezuelano comincerà martedi prossimo a Valencia nello stato di Carobodo. Palcoscenico delle prime due sfide sarà lo stadio José Bernardo Pérez, che vedrà in campo i padroni di casa contro il team di Maracay.

Colombia: Le tigri ancora campioni


Si è concluso campionato colombiano con la perentoria vittoria delle Tigres de Cartagena. 8.000 tifosi hanno seguito la decisiva vittoria sui Caimanes de Barranquilla. E' il quarto titolo per le Tigri e il terzo consecutivo.








Santo Domingo: Aguilas vs Licey


Si ripete ancora una volta la finale del campionato dominicano. Tigres del Licey e las Aguilas Cibaeñas, danno nuovamente fuoco alla rivaltà che da 15 anni a questa parte sta dominando il campionato dominicano.





Puerto Rico: Si parte!
Inzia oggi la serie finale del campionato di Porto Rico. In campo Los Gigantes de Carolina contro Los Lobos de Arecibo. Per il manager Lino Rivera dei Giganti, "sarà una serie durissima" che però potrebbe consegnarlo alla storia facendolo diventare il settimo manager con due vittorie consecutive.

Messico: Arriva la settima partita

Le semifinali messicane arrivano al settimo e decisivo incontro. Da un lato Los Yaquis de Obregón e i Naranjeros de Hermnosillo sono finiti sul 3-3 dopo un'emozionante vittoria per 6-4 dei primi. Los Venados de Mazatlán, invece, hanno vinto 2-1 al decimo inning los Tomateros de Culiacán.

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venerdì, gennaio 19, 2007

Cinema: Il mio Migliore Amico

Recensione: "Il Mio Migliore Amico"






Leggi "Il Mio Migliore Amico" e ti vengono in mente le classiche commediole francesi. Innocue, banali e nazional popolari. Scartato.
Leggi che il regista è Leconte, quel Leconte del bel "L'uomo del treno" e pensi che si sia commercializzato, banalizzato. Ma la curiosità resta. Bisogna verificare.
E una volta verificato si ha la bella sorpresa, che seppur di commedia "alla francese" si tratta, "Il mio migliore amico" si eleva al di sopra della media delle ultime pellicole del genere.
Se lo paragoniamo a "L'uomo del Treno", un po' di tristezza ci viene, perchè qui è chiara la svolta ed è netto il segno commerciale. Leconte rischia pure grosso camminando sul baratro della banalità e dello scontato, ma alla fine non ci casca dentro e propone un film, che sebbene non resterà negli annali, divertente.
Semplicemente una storia. In cui non si inventa nulla né dal piano narrativo e né nella regia. Tutto scorre liscio, grazie a una trama forse un po' troppo intuibile. Ma "Il mio migliore amico" si salva per il percorso di vita che fanno i due protagonisti e da diverse gag degne di nota.

Tutto ruota sulla coppia centrale, François antiquario in carriera e Bruno taxista tuttologo. Il primo forte della sua agenda piena di impegni ha trascurato l'aspetto affettivo della vita. A farglielo notare è la sua socia in affari, che lo trascina in una scommessa. François in dieci giorni deve trovare un amico. Sulla sua strada trova Bruno il taxista che lo scarrozza per la città in una folle. Ma tra ex compagni di scuola e colleghi l'unico rapporto d'amicizia che nasce, più o meno felice, è proprio con Bruno.

L'uomo giusto al posto giusto, sembra aver ispirato la scelta degli interpreti. Daniel Auteuil, onnipresente sugli schermi, è molto adatto a questo personaggio superficiale, idiota e tenero allo stesso tempo.
Il suo pezzo forte è la spasmodico spulciare una lista di probabili amici. Naturale e credibile in un ruolo troppo semplice per essere facile da interpretare.
Gli tiene decisamente spalla, Danny Boon, ex cabarettista. Il suo personaggio macchietta del taxista è la cosa più divertente del film. Sapiente, appassionato di quiz, logorroico ma anche molto altruista. Nulla di nuovo sotto il sole, potremmo dire, ma anche nulla di noioso.
Il mio migliore amico
Titolo originale: Mon meilleur ami
Nazione: Francia
Anno: 2006
Genere: Commedia
Durata: 94'
Regia: Patrice Leconte
Sito ufficiale: www.monmeilleurami-lefilm.com
Sito italiano: www.luckyred.it/ilmiomiglioreamico
Cast: Pierre Aussedat, Daniel Auteuil, Dany Boon, Cyril Couton, Henri Garcin, Julie Gayet, Christian Gazio
Produzione: Fidélité Productions

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martedì, gennaio 16, 2007

Cinema & Sport: The Sandlot (I Ragazzi Vincenti)





Cinema & Sport
The Sandlot (I Ragazzi Vincenti)

Sport: Baseball




Come al solito ci ha pensato la traduzione a rovinare questo film. "The Sandlot" o "The Sandlot Kids" da noi è diventato "I Ragazzi Vincenti" per fare rima con il blockbuster "Le Ragazze Vincenti" ("A League of Their Own"), uscito un anno prima. Il titolo non c'entra nulla e di fatto sminuisce un piccolo capolavoro di cinema sportivo e giovanile.
The Sandlot è ambientato in una cittadina di provincia negli anni sessanta. Qui arriva Scotty Smalls, ragazzino appassionato di baseball che cerca di entrare nelle simpatie di un gruppo di coetanei che si ritrova a giocare su uno spelacchiato e polveroso campetto. Scotty viene ammesso al gruppo solo quando il "capo della banda" lo prende sotto la sua ala protettiva. Da qui in poi nascono una serie d'avventure giovanili e divertenti che hanno il loro pezzo forte nel cattivo e spietato vicino e nel suo cane mangia palline (personaggio, il cane, che un paio d'anni fa è stato importato anche in Piemonte...e che saluto...)

Bello. Da cercare e vedere nei pochi passaggi televisivi (generalmente su Mediaset). Voto: 8






Nel 2005 poi è uscito "Sandlot II", o "Il Ritorno dei Ragazzi Vincenti", che questa volta fa rima con "Il Ritorno dei Morti Viventi". Anche la peggior storia sugli zombie è assai meglio di questo sequel che scimmiotta il suo predecessore. La storia è più meno la stessa, ma questa volta dal vicino bisogna recuperare un razzo. Se faranno un terzo film, c'è da scommettere che gli faranno recuperare una bambola gonfiabile.

Voto: 4






The Sandlot (I Ragazzi Vincenti) - 1993

Regia: David M. Evans Protagonisti: Tom Guiry, Mike Vitar, James Earl Jones
Anno: 1993 Durata: 101' Nazione: USA


The Sandlot II (Il Ritorno dei Ragazzi Vincenti) - 2005
Regia: David M. Evans Protagonisti: Max Lloyd-Jones, James Willson, Samantha Burton, Brett Kelly, Cole Evan Weiss, Neilen Benvegnu, Sean Berdy, Jessica King.
Anno: 2005 Durata: 97' Nazione: Usa

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lunedì, gennaio 15, 2007

Baseball - Beisboll

Baseball News


Italia

Notizie Fibs


Ufficializzata la data di inizio della serie A. Si parte il 12 aprile. Non ancora comunicate le date d'inizio dei tornei di A2 e B. Intanto prende sempre più corpo il progetto dell'italian baseball league, che dovrebbe portare il professionismo anche da noi, una crescita di giovani e la creazione di franchigie regionali.



Old Rags C o no?


La crisi del Lodi sembra ormai un dato di fatto. La storica società destinata a ripartire dalla C però, per via del dirigente Benedetti, smentisce l'imminente caduta in C, dichiarando che il team sta attraversando un momento di crisi, ma che la società sta cercando nuovi sponsor.

Il Modena rinuncia alla Serie A


Il Modena ha ufficializzato la rinuncia alla Serie A1. Dietro alla scelta, naturalmente, motivi economici. Il parco giocatori comunque è stato confermato per la Serie A2. Il posto degli emiliani verrà preso, molto probabilmente, dal San Marino.


Carmagnola sul diamante


Riprendiamo la notizia pubblicata su Tuttosport a firma di Enrico Capello. Da quest'anno ci sarà sul diamante anche l'Abc Carmagnola. Società creata e presieduta da Molinero ex giocatore dell'Avigliana. Gli orange hanno aiutato la fondazione di questo nuova società che si occuperà di giovanili, grazie anche a un interessante accordo con le scuole. In bocca al lupo!



Cuba



E' iniziata la scalata alla vetta dell'Holguin e del Las Tunas, che continuano con una sorprendente serie di vittorie. Anche il Sancti Spiritu continua a vincere e a mantenere salda la leadership del girone ed è la prima squadra che raggiunge le venti vittorie in campionato. In foto Aragon che ha siglato la ventisima vittoria per il Sancti Spiritu








Classifiche:
Grupo A: Pinar del Río (16/14); Isla de la Juventud (14/16), diferencia: 2.0; Metropolitanos (7/23), 9.0, y Matanzas (5/26), 11.5;
Grupo B: Sancti Spíritus (20/11); Industriales (17/12), 2.0; La Habana (16/13), 3.0 y Cienfuegos (13/17), 6.5;
Grupo C: Ciego de Ávila (19/10); Las Tunas (17/12), 2.0; Villa Clara (16/14), 3.5, y Camagüey (16/15), 4.0;
Grupo D: Granma (19/12); Santiago de Cuba (18/12), 0.5; Holguín (16/13), 2.0, y Guantánamo (10/19), 8.0.








Porto Rico: La vendetta dei Giganti


Continuano le semifinale del campionato di Porto Rico. Los Gigantes hanno sconfitto Los Indios per 4-2 raddrizzando la seria. Gli Indio ora conducono per 2-1.


Messico: Semifinali

Los Tomateros de Culiacán iniziano bene la sfida contro i campioni in carica Venados de Mazatlán, vincendo 2-1 fuori casa. Vincono sempre gli ospiti anche nell'altra semifinale. Gli Yaquis de Obregón hanno vinto per 8-4 contro i Naranjeros de Hermosillo.

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mercoledì, gennaio 10, 2007

Cinema: Il Grande Capo

Recensione: "Il Grande Capo"



Dopo averci fustigato per anni con drammi e psicologia e averci proposto il Dogma, Lars Von Trier ci mostra il suo lato, per dirla all'inglese, "easy". Lo fa con una commedia: "Il Grande Capo".


Sia chiaro che non è di certo un film normale, digeribile facilmente, perchè l'egocentrico regista danese ci mette del suo, dimostrando innanzitutto di essere un filmaker innovativo e sempre aperto alle novità.
Film divertente, incentrato sui dialoghi, sull'assurdo e sulle situazioni farsesche. Ingarbugliata e spiazzante satira del mondo del lavoro (se siete dipendenti di qualche azienda apprezzerete maggiormente), che viene ridicolizzato da debolezze, manie, bastardate e perversioni di dipendenti, capi e uomini d'affari.


Ispirato dalle commedie in stile "Strana Coppia", "Il Grande Capo" ha anche il pregio di avere notevoli idee narrative. Cinema nel cinema e teatro nel cinema. Una sorta di Pirandello moderno. Si parte dall'io narrante del regista e dal riflesso della telecamera su un vetro, che svela che di film si tratta, si arriva poi a un sottile gioco di pedine mosse ed inserite ad arte dal regista stesso e si raggiunge poi l'apoteosi con un finto finale, preludio della vera tempesta.

La storia in se è assurda. Parte dal caro concetto aziendale dello "scarica barile". Ravn è il presidente di un'azienda di software, ma un po' per giustificare le scelte aziendali, un po' per poco coraggio, s'inventa per anni la figura di un Grande Capo in perenne trasferta in USA.
Un giorno per concludere un affare si trova costretto a ingaggiare un figurante per la parte del Presidente. Arriva così Kristoffer, mediocre attore teatrale. Ma da una semplice comparsata si passa a un'interpretazione lunga, quando l'altro contraente vuole continuare a trattare ed esclusivamente con il Grande Capo. Kristoffer si ritrova così per diversi giorni nei panni del Grande Capo. Ruolo che lo proietta in una galassia bizzarra maniacale e naturalmente effimera.


Strepitosa la recitazione, naturale e credibile. Merito della semplice bravura degli attori e della nota perfezione maniacale di Von Trier. Ottimo il pacioso Ravn, bravissimo Kristoffer e ottimi tutti i folli dipendenti.
Lars Von Trier non si è limitato a generare una commedia. Nel "Grande Capo" ha provato e sperimentato. Avrebbe voluto riprendere gli attori da dietro un vetro a specchio, per avere maggior naturalezza, ma la scarsa luce non glielo ha consentito.
Del caro amato Dogma qui c'è ben poco, anzi meglio dire che il regista è uscito dall'ortodossia del manifesto.
Ma la vera e folle novità è rappresentata dal modo di riprendere. Von Trier ha usato il sistema, da lui inventato, "Automavision". Un computer collegato alla telecamera inquadrava e riprendeva random. Sono nate così inquadrature particolari, poco centrate, che danno al film un tocco di ulteriore stranezza.
Poi, fatto non trascurabile questo è un film-quiz. Nella pellicola sono state inseriti i cosidetti "Lookey". Cose che all'apparenza poco c'entrano con la storia, ma dietro le quali si cela un enigma. Un premio in denaro a chi indovina, ma... vale solo per i danesi. A tal proposito, la recensione s'interrompe qui, ritorno al cinema a cercare gli indizi, visto che non ne ho individuato manco mezzo. Non vinco nulla. Ma fare scacco a Von Trier è una bella soddisfazione.





Titolo originale: Direktøren for det hele
Nazione: Danimarca, Svezia
Anno: 2006
Genere: Commedia
Regia: Lars von Trier
Sito italiano: www.luckyred.it/ilgrandecapo
Cast: Benedikt Erlingsson, Iben Hjejle, Anders Hove, Jens Albinus, Jean-Marc Barr, Casper Christensen, Peter Gantzler
Produzione: Memfis Film, Slot Machine, Zentropa Productions, Zentropa Real ApS, Zik Zak Kvikmyndir
Distribuzione: Lucky Red
Data di uscita: 05 Gennaio 2007 (cinema)

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lunedì, gennaio 08, 2007

Beisbol

Cuba

Bella settimana a Cuba. Le tigri di Ciego de Avila continuano con il loro cammino a un ritmo impressionante e stupefacente. Media di .739 con 23 partite giocate. Stupiti tutti e ancor più sorprendente che in casa le Tigri non hanno rivali. Questa volta ko ci va l'Isla de La Juventud che consolida così la leadership del Ciego al comando del gruppo C. Le Tigri hanno anche sfruttato il passo falso del Villa Clara contro il Pinar Del Rio. I Tabaqueros altra rivelazione, dominano il gruppo A seguiti da la Isla De La Juventud.
Si rivedono finalmente i ragazzi di Santiago de Cuba che tornano nuovamente in testa al loro girone.


Venezuela: Bob Abreu resta a casa


I New York Yankees hanno definitivamente negato il permesso ad Abreu di tornare (momentaneamente) in Venezuela per giocare con i suoi Leones, attualmente impegnati nelle semifinali del campionato. Abreu avrebbe aiutato la sua ex squadra nel tentativo di vincere per la seconda volta consecutiva il campionato. Continuano i playoff, in cui le Tigri sembrano avere una marcia in più delle avversarie. I Leones invece incappano nella terza sconfitta consecutiva.


Porto Rico: Los Lobos e Los Criollos in semifinale


Sono i Los Lobos e Los Criollos de Cagua le due squadre che si sono qualificate ieri alla semifinale del campionato di Puerto Rico. Martedì si parte.

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martedì, gennaio 02, 2007

Beisbol

Cuba





Riparte con entusiamo il campionato cubano. Da domani tutti in campo. Subito emozioni con la doppia sfida molto succulenta tra Ciego de Avila e Pinar Del Rio, le due formazioni che stanno strappando l'egemonia alle solite squadre (Industriales e Santiago). Atteso anche il risultato di La Habana-Holguin. La squadra della capitale, dovrà dimostrare di meritare il primo posto nel girone. Intanto il buon Pedro Lazo è stato eletto atleta dell'anno.


Ecco le classifiche


Grupo A
Pinar Del Rio (giocate 20 vinte 11 perse 9) .550; Isla de La Juventud (20, 10, 10).500; Matanzas (21, 5, 16) .238; Metropolitanos (20, 4, 16) .200


Grupo B
Habana (20, 12, 8) .600; Sancti Spritu (20, 12, 8) .600; Industriales (21, 11, 10) .524; Cienfuegos (20, 7, 13) .350

Grupo C
Ciego De Avila (19,14,5) .737; Villa Clara (20, 12, 8) .600; Las Tunas (21, 10, 11) .476; Camaguey (21,10,11) .476;

Grupo D
Granma (21, 14, 7) .667; Santiago de Cuba (19, 12, 7).632; Holguin (20, 10, 10) .500
Guantanamo (19, 7, 12) .368



Venezuela


Arriva al dunque il campionato venezuelano. Da oggi via alle semifinali. Allo stadio Bernardo Pérez de Valencia, scendono in campo gli eterni rivali del Leones del Caracas e Navegantes del Magallanes. Mentre nello stadio José Pérez Colmenares de Maracay, s'incontreranno le Tigres de Aragua e gli Águilas del Zulia.




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