essekappa

Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: febbraio 2007

martedì, febbraio 27, 2007

Musica: Afterhours e Virginiana Miller

Afterhours "Non usate precauzioni Fatevi infettare"


Certo che viene da sorridere guardando il filmato amatoriale, made in Corbetta nel 1985, dai colori scuri e mano incerta, con la scritta "Concerto Rock" in originale e poi pensare ad oggi. Senza contare la visione di un Manuel Agnelli, giovanissimo, con i capelli cortissimi molto simile a Bono.
"Non usate precauzioni fatevi infettare" doppio DVD, parte da quella metà degli anni '80 in cui una band di giovincelli dal nome ispirato a una canzone dei Velvet Underground, si esibisce nella palestra comunale di un sobborgo di Milano.
Afterhours. Forza e voce con i Marlene Kuntz del rock italiano di qualità. E ultimamente graditi anche all'estero dopo il recente tour in UK e USA.
Due DVD che omaggiano, senza suberbia, il percorso di Agnelli e soci. Belli, semplici, ideali per i fan, ma anche per chi vuole conoscere meglio questa strepitosa realtà.
Il primo DVD è un documentario di 100 minuti, che racconta degli esordi, fino ad arrivare all'uscita di "Hai paura del buio" (1997).

Svolgimento semplice e naturale. Interviste e ricordi. Dai primi membri del gruppo, per arrivare a quelli di oggi. Un Giorgio Prette divertito e divertente racconta un paio di storielle sui concerti. Xabier Irondo, l'indimenticabile ex-chitarrista, da fondo e sfoggio a tutto ciò che lo ha portato a diventare un Afterhours e a quello che ha rappresentato lui per il gruppo e il gruppo per lui. Manuel Agnelli naturlamente fa il padrone di casa, essendo l'unico membro originale rimasto, spiegando scelte artistiche (ad esempio passare dall'inglese all'italiano), evoluzioni e le notevoli difficoltà del gruppo che nonostante tutto ha faticato tantissimo.
Interessante. Bello anche per il fatto che rispolvera la storia della mitica etichetta indipendente Vox Pop, che negli anni 90 ha lanciato gruppi come Mau Mau e Ritmo Tribale.

Il secondo dvd invece è una raccolta di inestimabile interesse, di tutti i video realizzati dal gruppo. Si parte con un videoclip evidentemente rippato da una vhs che presenta tutti i segni dell'usura. Il resto poi è una rassegna di filmati che quasi mai si avvicinano al concetto classico del video, ma che dipingono la visione e la stravanganza degli Afterhours. "Germi" ,"Dentro Marylin", "La Sinfonia Dei Topi" fino ad arrivare a "White Widow" versione inglese de "La Vedova Bianca" contenuta in "Ballads For Little Hyenas" la proposta anglofona di "Ballate per Piccole Iene".
A maggio altro regalo. Altri due dvd, che coprono il restante lasso di tempo e che propongono una serie di esibizioni live.




Virginiana Miller "Fuochi Fatui D'Artificio"


Questo è un mondo cattivo. Un gruppo come i Virginiana Miller vive nell'oscurità, invece di essere osannato dall'intera popolazione. Che tristezza. "Fuochi Fatui D'Artificio" è uno dei migliori album italiani del 2006. Completo e complesso. Divertente e pensieroso. Si. Un grandissimo album. E anche se è uscito un po' di tempo fa, merita una recensione seppur tardiva.


Canzoni rock/pop con inserti elettronici si intervallano a pezzi più cantautorali. Atmosfere sospese e ambientazioni più movimentate accompagnate da una voce particolare che comunque compie egregiamente il proprio lavoro.
Non finisce qui. Testi ironici si danno il cambio con testi più profondi. Cosa si vuole di più?
"Uri Geller" apre l'album ed è semplicemente grandioso il paragone tra il potere del sensitivo e la forza di chiudere una storia d'amore. Così come è eccellente il testo di "Dispetto", il cui divertente video si vede a volte su Brand New di Mtv, oltre che al fondo di questo post.
Ampi spazi per la riflessione si aprono con pezzi come "Formiche", "L'anno dello scambio culturale Italia-DDR" e soprattutto in "Dopo La Festa".

Il mondo è cattivo, ma più che altro il pubblico si beve cosa passa in TV. Due o tre coglioncelli che cantano da due mesi, ma hanno un ottimo ufficio stampa alle spalle, sono scambiati per grandi star. A differenza di chi, da 17 anni, propone buona musica. Ma questa è un'altra storia. Intanto "Fuochi Fatui D'Artificio" non smette di girare sul nostro stereo.











NEWS



Verdena Nuovo disco il 16 marzo

Giovedi 1 marzo i Verdena saranno in concerto all'Hiroshima per il tour che anticipa l'uscita del disco "Requiem". Speriamo che il titolo non sia un'anticipazione del futuro...

Manic Street Preachers: bentornati!

I Manic Street Preachers sono per noi un altro culto assoluto. Si ok, li preferivamo in versione rock, più che nelle ultime versione, ma sentire questa stravagante e policitizzata band gallese è sempre un piacere. Quindi aspettiamo impazienti l'uscita di "Send Away The Tigers" prevista il a maggio. A fine marzo sul sito del gruppo sarà possibile scaricare gratuitamente il singolo.



Etichette:

domenica, febbraio 25, 2007

Cinema: Speciale Razzie Awards

Cinema Razzie Awards






Come ogni anno la Golden Raspberry Award Fundation ha assegnato i premi di peggiori film e attori dell'anno.


Sugli allori il plurischifato Basic Instinct 2 che s'aggiudica ben quattro premi. Messo bene anche il film demenziale Quel Nano Infame che s'aggiudica tre statuette.








Ecco i premiati per la 27esima edizione:



Peggior Film:

Basic Instinct 2
Sony/Columbia



Peggior Attrice:

Sharon Stone
Basic Instinct 2


Peggior Attore:

Marlon Wayans & Shawn Wayans
Little Man (Quel Nano Infame)



Peggior Attrice non protagonista:

Carmen Electra
Date Movie e Scary Movie 4 (Hot Movie, Scary Movie 4)

Peggior Attore Non Protagonista:

M. Night Shyamalan
Lady in the Water



Peggior Regista:

M. Night Shyamalan
Lady in the Water



Peggior Coppia:

Shawn Wayans e Kerry Washington o Marlon Wayans
Little Man (Quel Nano Infame)



Peggior Remake:
Little Man (Quel Nano Infame)
(da un cartone del 1954 con Bugs Bunny "Baby Buggy Bunny")



Peggior Prequel o Sequel:

Basic Instinct 2




Peggior Sceneggiatura:
Basic Instinct 2





www.razzies.com per maggiori dettagli





Etichette:

venerdì, febbraio 23, 2007

Cinema: La Voltapagine



Recensione "La Voltapagine"



Per noi angeli vendicatori, fieri filosofi del "A buon rendere", Melanie è un buon esempio da seguire. Sguardo angelico da serial killer. Precisione chirurgica. A distanza di anni una vendetta senza sangue nè strilli. Perfezione diabolica.
"La voltapagine" è sostanzialmente questo. Un film che narra di una vendetta molto psicologica, tra velluti, musica classica, interni in rovere e ville enormi. Senza morti nè feriti. Una missione dichiarata fin dalle prime immagini, che scorre lenta, strisciante e silenziosa.

E' vero che non c'è suspance, visto che si gioca a carte scoperte . E' vero che la recitazione è molto distaccata, ma nello svolgimento della storia questa tranquillità non stona e dona al film un senso di calma e stile.

Ottimo poi il gioco che crea il regista. Crea attesa per una svolta violenta, che poi viene puntualmente smontata.


Melanie è una bambina molto portata per il pianoforte, figlia di due macellai. Partecipa a un concorso, ma la presidente della commissione, Ariane, nota pianista, rovina la sua esecuzione. A distanza di anni, Melanie riuscirà a entrare nella vita di Ariane a compiere la vendetta.

Tutto ruota sull'interpretazione di Déborah François. Ragazza normale, non brutta, non bellissima, riesce con la sua faccia espressivamente magnetica a inquitare e a ipnotizzare la Ariane, interpretata dall'altrettanto brava Catherine Frot.

Film di culto in Francia, campioni d'incassi, "La Voltapagine" ha come regista una specie di genio.

Denis Dercourt. Accademico di musica, figlio di cineasti è giunto al sesto film ed è considerato uno dei migliori registi francesi.

Titolo originale: La tourneuse de pages
Nazione: Francia
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 85'
Regia: Denis Dercourt
Cast: Xavier De guillebon, Pascal Greggory, Deborah François, Catherine Frot, Christine Citti, Clotilde Mollet, Jacques Bonnaffé, Antoine Martynciow
Produzione: Diaphana Films
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 09 Febbraio 2007 (cinema)

Etichette:

martedì, febbraio 20, 2007

Baseball




L'Avigliana presenta qualche volto nuovo in attesa di completare il roster. I Grizzlies tacciono, mentre la Juve aggiusta il settore tecnico. Ancora poche certezze quindi.
Mentre impazza il dubbio di cosa ha detto Vasquez dopo il derby di due anni fa, un altro ritorno in Italia sembra imminente. Un plebiscito sta per far tornare con noi il noto Brian Brown. C'è tempo per votare fino al 28. Poi un nostro ambasciatore si recherà da lui per convincerlo. Vedremo.




CUBA



Segnali pericolosi arrivano da La Habana. Gli odiosi Industriales stanno chiudendo in crescendo questa regular season e hanno distanziato di 3.5 Sancti Spiritu e 4.5 La Habana. Risultati che hanno portato la squadra della capitale ad essere prima in media battuta e seconda sul monte.


Per il resto poche novità. Sono interessanti le dichiarazioni de El Gran Capitán Antonio Pacheco timoniere delle vespe di Santiago. "Dopo un inizio difficile siamo riusciti a riprendere il cammino, ora siamo arrivati a un momento clou e abbiamo qualche problema sul monte e in attacco, ma non c'è dubbio che lotteremo per il titolo


GRUPO A
Pinar Del Rio .600; Isla De La Juventud .483; Metropolitanos .333; Matanzas .250


GRUPO B
Industriales .627; Sancti Spiritu .567; Habana .550; Cienfuegos .450


GRUPO C
Ciego De Avila .600; Villa Clara .567; Las Tunas .542; Camaguey .517


GRUPO D
Santiago .583; Granma .533; Holguin .433; Guantanamo .367


Classifiche individuali
Battuta: Enriquez Tamayo (Isla D.J.) .428; Martinez Dorta (Ciego) .382; Urgelles Cobas (Industriales) .376


Lanciatori: Jimenes (Sancti) .1,65; Sanchez Quesada (Camaguey) .1,63; Palma Lopez (Cienfuego) .2,33


Altra moda...Powerball
Pare che anche in Italia stia per arrivare la moda del Powerball. Cosa è? Powerball è un giroscopio dinamico grande come una pallina da tennis, con un rotore interno che sviluppa una forza centrifuga in grado di coinvolgere il 90% dei muscoli del braccio. E' in grado di generare una resistenza pari a 20 kg, con il vantaggio, che essendo piccolo si può usare ovunque.
Utilizzato tantissimo da chi gioca a baseball, tennis, golf, con il suo look innovativo è diventanto un vero oggetto trendy. Esiste pure una versione bluetooth. Solo moda o strumento utile? Mah...

Etichette:

domenica, febbraio 18, 2007

Musica: The Shins e Klaxons


The Shins "Wincing The Night Away"


Se questi Shins entrassero nel giro che conta, tanti menestrelli molto cool ma del tutto inutili se ne potrebbero andare a casa. Subito.




Ma a noi che ci importa? In fin dei conti conviene che questi Shins restino dove sono. Eroi dell'indie pop. Propositori di musica suonata bene con arte e parte.




Dall'aspetto del tutto normale, quasi sfigato, questi ragazzi del New Mexico hanno iniziato ad essere conosciuti quando alcune loro canzoni hanno fatto parte del film "La mia vita a Garden State" di Zach Braff (quello di Scrubs). Da lì in poi è stato un crescendo di consensi e di utilizzo di loro pezzi in diversi telefilm. Ma nonostante tutto restano un fenomeno indie.

E giunti al loro terzo album convincono pur smorzando i toni precedentemente sentiti. "Wincing The Night Away" si compone di una serie di canzoni a volte belle e altre volte semplicemente trascinanti. Un suono molto british per un gruppo americano che a volte cita, con le modulazioni vocali, il buon Morrissey.

Dopo una partenza sospesa si finisce in un disco pop di qualità. Mai banale. La sensazione è forte già dopo due tracce. Ma la formula vincente viene cambiata nel corso di questo lavoro. Dai riff pop che avrebbero portato a termine un buon lavoro, gli Shins si spostano su sonorità più elettroniche. L'esempio lampante è in "Sea Leags". In altri pezzi prendono per mano l'ascoltatore ad esempio con "Turn on me" un brano caloroso e veramente convincente. Non mancano poi episodi più intimi intimi come "Red Rabbits", "Black Wave" e "Comet Appear".

Un ottimo disco indie pop, non c'è che dire. Da avere, sentire e risentire. Anche perchè se un giorno diventassero star da rotocalco e ragazzine noi potremmo sempre consolarci con questo, bel lavoro. Al fondo di questo post il video di Phantom Limb

http://www.myspace.com/theshins







Klaxons "Myths Of The Near Future"




La fortuna di essere un gruppo inglese è che se diventi simpatico a una certa stampa, dall'oggi al domani diventi una star. E' anche vero che se a quella stampa diventi antipatico il percorso contrario è altrettanto veloce. Bravura e meriti a parte.
Nel primo segmento della vita musicale inglese, si trovano questi Klaxons. Tre ragazzi passati dai pub alle copertine. Dall'oggi al domani. Bravi? Bufale? Meteore? Difficile da dire. La gente che li vede dal vivo si dice entusiasta, i giornali inventano neologismi.
Il disco, appena uscito, "Myths Of The Near Future" a volte è convincente a volte un po' meno. Mischia bene pop/rock/punk/dance ma a volte disorienta per la vastità dell'offerta. A essere sinceri sul genere preferiamo i Test Icicles, meno conosciuti, più cattivi nei suoni, più convincenti.

Brani orecchiabili si mischiano con pezzi più dirompenti, passando così da un estremo all'altro.
Dal dance rock di "Atlantis to Interzone" si passa immediatamente a una canzone orecchiabilissima, come "Golden Skans". E subito dopo, ancora una svolta estrema con il punk elettronico di "Totem On Timeline". Tutto molto eterogeneo. Riassume gli elementi "Gravity's Rainbow" un capolavoro.

Per ritornare ai dubbi iniziali sarà il tempo a decretare se sono una delle tante bufale made in UK o uno dei tanti mostri made in UK. Per il momento è chiaro che hanno capito, benissimo, come farsi apprezzare dal grande pubblico e da quello indipendente.
News
Audioslave è la fine!
Chris Cornell ha annunciato di aver abbandonato gli Audioslave. "Irrisolvibili conflitti di personalità" hanno portato alla decisione estrema l'ex Soundgarden. Ormai non ci sono più dubbi, Morello conferma, del ritorno in vita dei Rage Against The Machine. Intanto Cornell sta per fare uscire il suo secondo disco solista.
Queens Of The Stone Age: Le regine tornano in estate
"Era Vulgaris" sarà il titolo del quinto album dei QOTSA. La band di Homme ha annunciato su My Space il titolo del nuovo lavoro e qualche anteprima sulla tracklist.
Low nuovo disco e tour
I Low pubblicheranno il loro nuovo disco il 19 marzo. "Drums And Guns" il titolo, etichetta Sub Pop il 19 marzo. E' previsto anche un piccolo tour italiano. Treviso, Bologna, Roma e Milano, le città che verranno toccate.

Etichette:

giovedì, febbraio 15, 2007

Cinema: INLAND EMPIRE

Cinema





Recensione di "INLAND EMPIRE"



Quanti critici si sono votati all'idolatria di INLAND EMPIRE! Perchè Lynch è Lynch, non si discute, si ama! E' quello che si dice in giro!.

Sono pochi quelli che hanno avuto il coraggio di stroncarlo. La realtà, secondo noi, è che non si può dare un giudizio. Da INLAND EMPIRE ognuno carpisce, vede, si perde ed elabora un pensiero, positivo o negativo. In entrambi i casi il giudizio è valido, vista la cripticità e particolarità dell'opera, visto che Lynch come al solito si rifiuta di dare spiegazioni e risponde con frasi del tipo "Me lo spieghi lei cosa significa...".


INLAND EMPIRE, se vi interessa, ci è piaciuto. Ripercorre gli stessi luoghi e ambienti di Mulholland Drive. Hollywood e attori. Personaggi alla Twin Peaks e altre autocitazioni ma nonostante questi clichè, il viaggio visivo è molto affascinante.


Lynch si diverte a sconvolgere il cervello dello spettatore con un bombardamento di immagini. Un viaggio in paludi mentali, dove tutto è il contrario di tutto. Dove tutto viene mischiato, frammentato, ricostruito, distrutto nuovamente e forse ricomposto nel finale. Forse. Inutile far finta di niente a un certo punto è inevitabile vagare con la mente in altri lidi. Asini chiusi in una stanza, balletti su musiche anni sessanta, grigliate, circensi che vagano, luci livide, riprese distorte e flash. Ed è in questo caos mentale e visivo che Lynch mette in scena il meglio, con cose apparentemente senza significato che andrebbero studiate e riviste una ad una. Così la chiave di lettura è differisce da spettatore a spettatore, ed è questo che ci piace. INLAND EMPIRE non si svela, come un po' tutte le opere di Lynch, ma da la possibilità di parlarne e pensarci approfonditamente.


Laura Dern è la grandiosa protagonista che interpreta due ruoli difficili e intensi, partendo dal fatto di essere un'attrice appena ingaggiata per un remake di un film mai portato a termine. Questo è il punto di partenza dal quale il film si sviluppa e attorciglia.
Oltre alla straordinaria Dern, sono impressionanti le interpretazioni di Justin Theroux e di un divertito Jeremy Irons.


Descrivere INLAND EMPIRE in poche righe è impossibile. E' un'opera che va vista, sapendo bene che si va incontro a 168' minuti di immagini scagliate contro lo spettatore e di scene cut-up (per usare un termine non cinematografico). Forse lungo. Eccessivamente. Ma non giudichiamo, ognuno ha e avrà il suo INLAND EMPIRE.

Titolo originale: Inland Empire
Nazione: U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 168'
Regia: David Lynch
Sito ufficiale: www.inlandempirecinema.com
Sito italiano: www.bimfilm.com/inlandempire
Cast: Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Julia Ormond, Harry Dean Stanton, Scott Coffey, Mikhaila Aaseng
Produzione: Studio Canal
Distribuzione: Bim Film
Data di uscita: 09 Febbraio 2007 (cinema)

Etichette:

martedì, febbraio 13, 2007

Baseball - Beisbol

BASEBALL
ITALIA
L'Avigliana scopre le carte
Domani (15/02/07) su Tuttosport a firma di Capello, verrà pubblicato un lungo special sui nuovi volti dell'Avigliana. Dalle indiscrezioni ci attende qualche sorpresa e qualche gradito ritorno.
Brian o no?
Dopo la quinta mail anonima (o è uno che si registra ovunque o siete tanti), abbiamo deciso di creare il sondaggio "Vuoi che Brian Brown torni?" Il link al domandone è a destra sotto il menù sondaggi... Per ora è tutto. Vox Populi.


CUBA


Siamo quasi giunti al buono ed eccoli che tornano. Loro sono gli Industriales che grazie alla vittoria sul Las Tunas sono i primi del proprio girone. Sugli scudi il rilievo Despaigne, eroe della sfida.

Manca poco più di un mese dicevamo e la situazione sembra essere abbastanza chiara. Industriales, La Habana, Pinar Del Rio, Villa Clara, Ciego De Avila, Santiago De Cuba, Sancti Spiritu, salvo sorprese nelle ultime gare sono le squadre con un piede nei playoff. Presto potrebbe arrivare anche Las Tunas.

Interessante vedere che gli Industriales rispetto allo scorso campionato, hanno 6 vittorie in meno. Il Pinar Del Rio è la squadra con il miglior monte. Pare quindi che saranno ben 3 le squadre del girono B che si qualificheranno per la fase successiva. Esperemos!



GRUPO A
Pinar Del Rio .593, Isla De La Juventud .463, Metropolitanos .333, Matanzas .204

GRUPO B
Industriales .604, La Habana .593, Sancti Spiritu .574, Cienfuegos .426,

GRUPO C
Villa Clara .593, Ciego De Avila .593, Las Tunas .547, Camaguey .537

GRUPO D
Santiago de Cuba .593, Granma .537, Holguin .463, Guantanamo .352



Paura eh?

Incredibile reazione della "Associazione dei giocatori venezuelani" che è ricorsa in appello contro la decisione della federazione di aprire le indagine sull'uso di doping nel massimo campionato. No Comment


Il nuovo assistente? E' l'I-Pod

Il nuovo assistente dei manager si chiama I-Pod. Il noto prodotto della Apple che ha schiacciato qualsiasi concorrente, diventando un oggetto di moda, è ufficialmente entrato nella Major League e presto in tutti i diamanti.
Oltre all'uso "classico" di lettore mp3, buono per rilassarsi, l'I-Pod viene usato come scout per visionare e studiare gli avversari. Ad aprire la moda nella moda ci hanno pensato i Colorado Rockies.

Etichette:

lunedì, febbraio 12, 2007

Essekappa Presenta: Tromatic Blog

Essekappa

orgoglionamente
presenta




http://troma.wordpress.com/

fan site dedicato alla mitica casa di produzione cinematografica americana


- Trailer
-News
-Recensioni
-Tromettes

e altre c... che hanno reso mitica la TROMA!!!!


Da 30 anni la Troma produce trash-horror-splatter che sono diventati un mito e un culto per i cinefili di tutto il mondo.

Come dimenticare: Toxic Avenger (che è sto qua a sinistra), Kabukiman, I Surfisti nazisti devono morire, Chopper Chicks In Zombie Town e Poultrygeist e tanti altri titoli mitici!



enjoy!!!














Etichette:

sabato, febbraio 10, 2007

Cinema & Sport : Tommy La Stella Dei Giants

Cinema & Sport
Tommy La Stella Dei Giants
in questo caso manga e anime


Chissà se i vari lanciatori piemontesi ci hanno mai provato. Cioè dico, avranno mai provato a lanciare una palla infuocata o invisibile? E tra le basi qualcuno avrà mai provato la scivolata con avvitamento? Avranno i giocatori piemontesi l'invidia dei movimenti visti in "Tommy La Stella dei Giants"? Mah, che ci abbiano provato dubitiamo, altrimenti non sarebbero tutti interi.

Tommy & soci lo facevano però, nel manga più ha esegerato con l'agonismo giapponese. Il manga sportivo di maggior successo nella storia. Lunghissimo e strappa lacrime. Titolo originale Kyojin no hoshi "La stella dei Giants", uscito per la prima volta nel 1966 su Shonen Magazine. Autori: IkkiKajiwara (testi) e Noboru Kawasaki (disegni). Composto da 19 volumi usciti fino al 1971.



Forte del grandioso successo la serie è stata ripresa nel 1979 dagli autori che modificarono il titolo in Shin Kyojin no hoshi "La nuova stella dei Giants". Come tutti sappiamo esiste la versione anime, creata nel 1968, che si componeva di 182 episodi (una telenovela praticamente!) e alla quale seguì naturalmente anche un ciclo animato della seconda serie. Cinque lungometraggi sono stati realizzati e in uno di questi figurano giocatori dei veri Giants.

Con la solita sofferenza e impegno nipponico, si narrano le drammatiche vicende di Hyuuma Hoshi (Tommy Young) figlio del campione di baseball Hittetsu che a causa di una ferita di guerra deve abbandonare l'agonismo. Hittetsu riverserà la sua voglia di sfondare sul figlio, cercando di farlo diventare un campione, torturandolo (in allenamento Hyuuma deve indossare un'armatura con le molle per potenziarsi) fisicamente e psicologicamente. Come se non bastasse tutta una serie di sfighe e bastardate entrano nella storia. Il padre a un certo punto viene ingaggiato da una squadra avversaria per battere il figlio. Hyuuma ha una vastità di nemici veramente stronzacchioni, tra i quali spicca Mitsuru Hanagata (Alexander Mitchell), figlio di un industriale, che alla fine sposerà la sorella di Hyyuma (mica scemi in casa Hoshi!). Non manca la storia d'amore. Hyuuma s'innamora di un'infermiera, Mina, le cose vanno bene ma lei confessa di essere affetta da un male incurabile (azz...).


La prima serie termina con la vittoria del campionato per Hyuuma che però nell'ultimo lancio s'infortuna gravemente e lascia il baseball. Ma si riappacifica con il padre. La seconda serie è ambientata nove anni dopo. Hyyuma ha smesso di giocare, causa infortunio, così tutti gli altri. L'amico del cuore Ban, però convince un allenatore americano ad andare in Giappone e ad allenare il buon Hyyuma, che scopre di essere un lanciatore destro naturale ma il padre l'ha sempre fatto lanciare mancino. Si rimette in forma e rinizia tutta la tiritera di sfide impossibili e lanci straordinari. Bill Thunder (l'allenatore americano) diventerà suo nemico e Hyuuma verrà aiutato dal padre.
La terza serie, di grandissimo successo, è composta solo da 23 episodi. E' stata abbandonata dagli autori perchè ormai fuori...di senno. Pare che la decisione sia scaturita quando è stato deciso l'introduzione del Progetto Piemonte nella storia.

Sebbene non si dovrebbe fare (...) vi consigliamo il seguente sito monotematico:

http://digilander.libero.it/ivanricci2/kyojin%20no%20hoshi.htm

Purtroppo la sigla non l'abbiamo trovata ma mettiamo questo video sul buon Tommy












Etichette:

giovedì, febbraio 08, 2007

Musica: Bloc Party e Clap Your Hands And Say Yeah

Musica
Bloc Party "A Weekend In The City"


C'era da scommettere e vincere che in parecchi aspettavano come avvoltoi l'uscita di questo disco. Il sogno era di poter scrivere di un flop clamoroso, della solita band, prima osannata, che però aveva già perso la vena. Noi eravamo curiosi. Si sa che dopo un grandioso esordio, ripetersi agli stessi livelli è cosa ardua. Speravamo di non essere traditi dall'ennesimo gruppo che parte bene, continua male e poi finisce peggio.

Ma è con grande allegria che comunichiamo che i critici possono fare copia e incolla della recensione di "Silent Alarm", cambiando solo i nomi delle canzoni, noi invece possiamo goderci questo lavoro, perchè il secondo disco dei Bloc Party è bello quanto il primo.

"A Weekend in the city", in doppia versione (una special con filmati), ha la forza di uno schiaffo dato di sorpresa. Ed è così fin dall'inizio "Song for Clay (dissapear here)" lenta, romantica e narrata da quella voca così delicata e particolare...ma quando tutto sembra scorrere liscio un'esplosione coglie di sorpresa. Ed è una deflagrazione che ci proietta in un disco molto affascinante e trascinante.
Il colpo iniziale apre la mente e le orecchie, tanto che è difficile interrompere l'ascolto o semplicemente restare fermi. "Hunting for witches" è irresistibile ad esempio e siamo solo alla seconda traccia.
Anche il seguito è all'altezza della spumeggiante apertura. Canzone dopo canzone s'avverte un'atmosfera particolare, sospesa e in un certo senso drammatica quasi alla Placebo. Suoni elettrici si sposano con suoni elettronici con un risultato mai banale (ad esempio in "The Prayer" e "Where is home"). Compito svolto egregiamente anche con canzoni più lente come "On" e "Kreuzberg". Poi ancora un sonoro colpo con "I Still Remember" di cui al fondo del post potete vedere il video.
Grande album davvero, che dimostra e conferma che in giro c'è ancora qualcuno capace di fare buona musica. "Week End in the city" è intoccabile sotto ogni punto di vista e quindi non sapendo che dire in molti si interrogano: meglio "Silent Alarm" o "A Weekend in The City"? A voi la risposta. Su My Space: http://www.myspace.com/blocparty



Clap Your Hands And Say Yeah "Some Loud Thunder"


Battiamo nuovamente le mani e diciamo Yeah!, che ne sentivamo la mancanza. D'accordo che il primo disco gira ancora sui nostri lettori e non ne siamo stanchi, ma, così come per i Bloc Party, l'attesa di un seguito e la curiosità di capire se siamo di fronte a una cometa o a una grande band era tanta.
E anche in questo caso possiamo dirci più che soddisfatti. La sfacciataggine di questo gruppo americano continua, forse migliora pure in questo lavoro.
Non cambiano le convinzioni "commerciali" del gruppo. Il disco era scaribile dal sito ufficiale a 23 dollari più maglietta. Tam tam su internet, grazie anche a My Space.
Dal punto di visto dell'ascolto siamo contenti di notare che la voce del cantante stona...come sempre, rendendo il tutto così particolare e fantastico. I suoni sembrano più curati, più affilati. La strada è quella dei Violent Femmes, con qualche ricordo dei Talking Heads.
"Some Loud Thunder" si apre con la title track che descrive esattamente lo spirito del disco. Un pezzaccio rock/pop lanciatissimo con la stridente e odiosa, in una parola magnifica , voce che incornicia tutto.
Scelte più elettroniche poi s'alternano a ritmi pop/rock come in "Emily Jean Stock". In altri è grande la bravura nel rendere surreali e trascinanti i suoni come in "Mama, Won't You Keep Those Castles In The Air And Burning", "Love Song n.7" e nell'ipnotica, forse pure troppo, "Goodbye To The Mother And The Cove". Tutto ciò per non parlare del bellissimo singolo "Satan Said Dance", canzone che mischia sapientemente tutto quello che abbiamo detto finora.
Si, si i Clap Your Hands And Say Yeah, sono uno dei complessi più interessanti e freschi in circolazione e che maggiormente preferiamo. E noi mettiamo il primo disco in macchina e questo nel pc. Con buona pace delle nostre orecchie.


NEWS
Il ritorno delle zucche?
Oltre ai divini Rage Against The Machine, segnaliamo il ritorno di un'altra band culto e importantissima degli anni 90. Gli Smashing Pumpkins. A Luglio uscirà "Zeitgeist". Purtroppo però non saranno della partita il chitarrista James Iha e la bassista D'Arcy Wretzky. Speriamo in bene.
Riecco i Kaiser Chiefs
I divertenti Kaiser Chiefs stanno per tornare con un nuovo disco. Il 26 febbraio uscirà "Yours Truly, Angry Mob". Intanto in radio gira già il nuovo singolo e promette bene!




Etichette:

lunedì, febbraio 05, 2007

Cinema: "L'arte del Sogno"

Recensione: "L'arte Del Sogno"






Domanda Marzullo: "La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere?", se rispondesse Gondry, probabilmente darebbe risposta positiva ad entrambe le opzioni. Di certo quando ha fatto questo film ha messo insieme la nota domanda marzulliana e il suo sogno che evidentemente era quello di fare qualcosa di stupefacente dopo il notevole "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" (Se mi lasci ti cancello).

Purtroppo però i sogni partono bene, ma a volte si appesantiscono e si rovinano, in questo caso lo fanno per le idee troppo pretenziose di Gondry.

Nulla s'aggiunge a un argomento che il cinema tratta più o meno dalla sua nascita. Sogno, realtà, affetti, una vita colorata. Ok, sarebbe stato ottimo se a un certo punto il regista non avesse deciso alcune spocchiose deviazioni e pillole di filosofia spiccia. Orpelli, fronzoli. Troppo di tutto. Pesante.
Rimpiangiamo l’atmosfera cupa di "Eternal Sunshine of the Spotless Mind" in cui sebbene la trama non fosse lineare il film, andava dritto e sicuro all'obiettivo.

Meritano però applausi a scena aperta e un dieci e lode le bellissime scenografie e le costruzioni in cartone che ne fanno parte. Talmente belle da diventare oggetto di una mostra a Milano. Stupende poi le bizzarre invenzioni dei protagonisti, simpatici gli stessi. Ma basta così.
Lo sfondo è quello di una poetica storia d'amore a tratti fanciullesca e ovviamente visionaria.
Il nostro sognatore è Stephan un ragazzo franco-messicano che torna in Francia dalla madre dopo la morte del padre. Lui è un artista, vive di sogni e ha una sindrome che gli fa confondere la realtà con il sogno. Trova un lavoro piatto e noioso di fotocompositore per calendari aziendali, in una ditta composta da quattro dipendenti, capo incluso, assolutamente fuori dal Mondo.
Fortunosamente si "scontra" con la vicina, una ragazza molto interessante di cui s'invaghisce. Per conquistarla mette in campo tutte le sue visioni e folli invenzioni da sognatore pazzo e ingenuo.

Scene con attori s’intervallano a scene animate fatte da modellini in cartone, mossi con la tecnica della Stop Motion. Stile retrò, ma comunque gustoso e bello da vedere. Questa è la migliore cosa della pellicola.

Bravi gli attori, il "superbelloccio" (se andate con qualche donna al cinema si sprecheranno i commenti estetici) Gael Garcia Bernal già visto ne "I diari della motocicletta" e "La Mala Education", con le sue espressioni e la sua faccia, riesce a dare credibilità a un personaggio stralunato sognatore e anche un po' "tardo".
L’altra faccia della medaglia è rappresentata da Charlotte Gainsbourg. Intressante e intelligente vicina.
I due duettano che è una meraviglia, tanto da far passare in secondo piano le altrettanto buone interpretazioni (soprattutto dei colleghi) degli altri attori.
Leggendo le dichiarazioni di Gondry scopriamo che questo è un lavoro quasi autobiografico, fatto e diretto da lui stesso senza influenze esterne ma sopratutto totalmente Made In France.
E’ una pellicola che è piaciuta tantissimo ai critici che ne esaltano la poesia e il senso. A vedere le espressioni del pubblico a fine proiezione, non sembrano in molti ad essere d'accordo con i giornalisti. In ogni caso...sogni d'oro a tutti.




Titolo originale: The science of sleep
Nazione: Francia
Anno: 2005
Genere: Fantastico
Durata: 105'
Regia: Michel Gondry
Sito ufficiale: www.lasciencedesreves.com
Sito italiano: www.artedelsogno.it
Cast: Gaël Garcia Bernal, Alain Chabat, Charlotte Gainsbourg, Miou-Miou, Inigo Lezzi, Jean-Michel Bernard
Produzione: Partizan Films
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: Gennaio 2007 (cinema)

Etichette:

sabato, febbraio 03, 2007

Beisbol e Baseball


Beisbol


Gran bel campionato quest'anno a Cuba. Pieno di sorprese e capovolgimenti. E così dopo un inizio spumeggiante, un proseguo un po' lento, si riaffaccia alla vetta il Ciego De Avila. E così dopo un inizio lento, svetta il grande Santiago de Cuba. In un altro girone è il Pinar Del Rio che domina. Mentre è bellissima ed entusiasmante la situazione nel gruppo B. Industriales in testa, ma seguiti da La Habana e dal Sancti Spiritu. Tutte lì a un soffio. Il resto alla prossima puntata. Intanto è ufficiale un accordo tecnico con il fine di sviluppo tra la federazione cubana e quella indiana.

Domani invece a Ciego de Avila va in scena il "Juego de Las Estrellas 2007". Sono due anni che la squadra Occidentales vince. Il conteggio storico è praticamente pari 11-10 per gli Occidentales.

Classifiche
GRUPO A
Pinar Del Rio .604, Isla De La Juventud .458, Metropolitanos .313, Matanzas .229

GRUPO B
Industriales .587, La Habana .583, Sancti Spiritu .583, Ciefuegos .404


GRUPO C
Ciego de Avila .604, Camaguey .563, Las Tunas .543, Villa Clara .542


GRUPO D
Santiago .625, Granma .521, Holguin .489, Guantanamo .354
Venezuela: Chavez...liberista...
Il castrista Chavez che tutto sta nazionalizzando e accentrando, ha dato la dimostrazione di cambiare idea quando si parla di beisbol. Il presidente dello stato di Carabobo, Acosta, ha deciso di entrare nel direttivo della squadra Navegantes de Magallanes. Chavez però gli ha intimato di lasciar "libera" la società di cui il lider venezuelano è tifoso.
Venezuela: Tigres campioni!
I Tigres de Aragua hanno vinto il titolo nazionale di baseball battendo in finale i Navegantes de Magallanes. Grandissima e storica rimonta nell'ultima partita in cui le tigri erano in forte svantaggio.
Santo Domingo: Volano le aquile
Festa grande a Santiago dove un migliaio di persone ha festeggiato, invadendo le strade, la vittoria delle Aguilas del Cibao sulle Tigres del Licey, che ha consegnato ai rapaci la vittoria del campionato


Ringraziando per le mail di segnalazione e d'appoggio contro il "grande nemico" (naturlamente è ironica), comunichiamo di ritenere inutile il discorso sul Totobaseball nuova invenzione di un altro sito. Si lo sappiamo, lo facevamo anche noi con il nome TotoPiemonte 3 anni fa. Ma per dirla chiaramente...chi se ne importa! Take it easy!

Etichette:

giovedì, febbraio 01, 2007

Cinema & Sport: Mimì e la nazionale di pallavolo

Cinema & Sport:
Mimì e la nazionale di pallavolo

in questo caso anime




Mimì Ayuhara, dai sedici anni in poi ribattezzata in Mimì Marijuana, è stata la prima causa di discussioni con l'altro sesso. Ore a discutere se era meglio la battuta "goccia di ciclone" oppure i tiri del buon Holly. Tanto non se cavava niente. Già allora avremmo dovuto capire qualcosa...ma questo è un altro discorso.

Il punto principale invece, è che Mimì Ayuhara è stato un cartoon generazionale, in cui migliaia e migliaia di bambine e bambini si sono immedesimati. "Mimì e la nazionale di pallavolo" (titolo originale Attack, No. 1 !) è un anime uscito nel 1969 che si compone di 104 episodi. Produttori: Shueisha,/Tokyo Movie Shinsha. In Italia è arrivato nel 1981.

Le vicende della Ayuhara (Kozue e non Mimì il nome originale) sono il solito esempio di caparbietà, successo a fronte di una vita drammatica, tanto caro ai cartoni giapponesi. Palloni che si deformano per la velocità, salti e capriole in volo, mosse segretissime, partite lunghissime, allenamenti durissimi con catene alle braccia e alle caviglie. Una vita sfigata piena di drammi, Mimì ad esempio perde il fidanzato in un incidente stradale. Ed è forse la cosa meno drammatica della serie.

Mimì frequenta il Ginnasio Fujimi ed ha la passione per la pallavolo, sport che l'ha guarita dalla tubercolosi (sempre sfiga). Entra nella squadra della scuola, fa sfracelli e con l'amica Midori viene convoncata per i mondiali Juniores, in cui il Giappone si piazza secondo, dopo la solita ed estenuante finale, dietro l'Unione Sovietica.

Ritornate in patria le due ragazze entrano nel team del liceo Fujimi, in cui vengono osteggiate dalle giocatrici più anziane. Naturlamente la loro bravura farà breccia nelle altre ragazze e conquisteranno il posto in squadra. Il Fujimi arriva in finale del campionato per due anni di fila e nel secondo arriva la vittoria. Vittoria e convocazione in nazionale maggiore per Mimì che parte per i mondiali in Bulgaria. Come al solito viene subito osteggiata dalle sue compagne di squadra ma la sua bravura beh...lo sapete. Mondiali durissimi e sfiancanti in cui il Giappone trionferà davanti alla solita Unione Sovietica.

In realtà, rispetto alle serie sul calcio, la saga di Mimì ha un fondo di verità. In effetti negli anni settanta la nazionale nipponica era veramente tra le più forti al mondo con l'URSS.

A questo cartone ne hanno fatte di tutti i colori. Doppiato tre volte e malissimo da Mediaset, che nell'ultima versione decise di cambiare anche il nome delle squadre non essendoci più URSS e Cecoslovacchia (suvvia Cavaliere non si può cancellare la storia!), censurato nelle scene più violente, ha soprattutto creato un po' di confusione.
In Italia è stato presentato e ripresentato con tre nomi diversi (Mimì e la nazionale di pallavolo, La fantastica Mimì, Quella magnifica dozzina) e soprattutto un'altra serie sulla pallavolo è stata furbescamente intolata "Mimi e le ragazze della pallavolo" (Ashita e Attack nel 1977 23 episodi per la Nippon Animation). Un bel caos.
La sigla italiana, che potete vedere sotto, era davvero bellissima. A parte le immagini e la musica a volte quasi reggaeggiante, le parole sono stupende: "il super arci campionato mondiale" e "tiri come uragani". Due dubbi ci vengono: ma per giocare il super Arci campionato ci vuole la tessera?
Che cavolo assumeva Mimì per immaginarsi la battuta le "Goccia di Ciclone"?.










Etichette:

Powered by Blogger