Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...
essekappa: marzo 2007
mercoledì, marzo 28, 2007
Cinema & Sport: The Wacky Races
Cinema & Sport
in questo caso cartoon
Wacky Races
Ma che dire di un cartoon creato nel 1968 che per vent'anni ha imperversato sulle scene facendo impazzire bambini e non di ogni parte del mondo?. Niente. E' un mito, punto e basta.
Hanna & Barbera crearono questo "mostro" ispirandosi soprattutto al film "La Grande Corsa" di Blake Edwards. Tema principale, ovviamente, le corse su e giù per gli States di strampalate automobili . Diciassette puntate con due corse l'uno e addirittura qualche psicopatico s'è preso pure la briga di segnare i risultati. Da qui visto il successo partirono altre serie "The perils of Penelope Pitstop" (le avventure di Penelope Pitstop) e soprattutto "Dastardly and Muttley in their flying machines" (The Flying Machine) o Squadrone Avvoltoi, altro successo planetario dalla sigla punkeggiante.
Assolutamente da visitare il sito http://www.hotink.com/wacky/ dal quale abbiamo tratto informazioni dettagliate e immagini.
Ma ecco i protagonisti
Vettura n° 00 - Dastardly e Muttley: Caso classico di cattivi ma beniamini del pubblico, uno dei pochi di casa Hanna & Barbera. Dick Dastardly ricalca le fattezze di Jack Lemmon nel già citato "La Grande Corsa". Oltre a lui c'è il suo cagnetto, Muttley, veramente bastardissimo e sempre pronto a prendere in giro il padrone e a tirarsi fuori dai guai. Frasi mitiche accompagnano questo duo «Accidenti, doppio e triplo accidenti» e soprattutto «Muttley, fa’ qualcosa!». Cercheranno sempre di vincere ogni corsa usando mezzi impropri e tranelli. Ci riusciranno una volta, ma ovviamente verranno squalificati. I due riappariranno in "The Flying Machine", sempre nel ruolo di cattivi sfigati. Muttley poi avrà un suo sosia, l'investigatore Mumbly, protagonista di un'altra serie di Hanna & Barbera.
Vettura n° 01 - La macigno mobile dei Fratelli Slag (The Boulder Mobile). Cappelloni e grezzi, i due fratelli cavernicoli passano tutte le gare a colpirsi con le loro clave o a usare le stesse per ricostruire la macigno mobile dopo qualche incidente. Emettono solo suoni gutturali. Simpatici nella loro semplicità.
Vettura n° 02 - Il Diabolico Coupé (The Creepy Coupè). Chiara citazione della Famiglia Addams, questa autovettura è un po' la riproduzione della loro casa. Guidata da due mostri, con una grossa torre sempre attorniata da pipistrelli, al cui interno c'è un drago che funge da propulsore per l'auto. Tra le più elaborate e divertenti.
Vettura n° 03 - Il Professor Pat Pending con la Multi-uso (The Ring - a -ding convert car). Poteva mica mancare lo scienziato pazzo? No di certo. E in questo caso è il buon Prof. Pat Pending con la sua auto capace di modificare assetto e aspetto a seconda delle difficoltà incontrate. Personaggio di sfondo, ma simpatico.
Vettura n°04 - Red Max (The Crimson Haybailer). Non c'è bisogno di dirlo, questo personaggio s'ispira al Barone Rosso. La sua vettura è in grado d'alzarsi da terra per pochi metri, utili però per sorpassare avversari e ostacoli. Più che altro è famoso per la citazione nella sigla «Red Max, balzellon balzelloni, avanza spedito».
Vettura n° 05 - Penelope Pitstop e la Pussycat (The Compact Pussycat). Altro personaggio preso dalla "Grande Corsa", Penelope è una delle protagoniste assolute delle Wacky Races con la sua buffa auto "Pussycat". Diventa un vero e proprio mito, un po' svampita e belloccia, tanto da meritarsi una serie tutta sua.
Vettura n° 06 - L'armata speciale (The Army Surplus Special). Meekley e Blast sono i due componenti di questa compagine assai marginale, famosa per utilizzare il cannone del carroarmato per darsi una spintarella. Niente più.
Vettura n° 07 - La banda di Clyde con la Macchina Antiproiettile (The Bullet Proof Bomb). Un manipolo di uomini partecipa alla gara con un'auto anni trenta. Sono tutti piccoletti, buffi con le facce da gangster e sono comandati ovviamente da Clyde. Curiosità: facendo il conto dei piazzamenti loro sarebbero i vincitori. Seconda curiosità: finirono nella serie di Penelope.
Vettura n° 08 - L'insetto scoppiettante di Luke e Blubber (The Arkansas Chugabug). Automobilina carina e scasciata con motore a stufa e guidata dal boscaiolo Luke in compagnia dell'orso fifone Blubber. Simpatici e molto riusciti.
Vettura n° 09 - La 6 cilindri di Peter Perfect (The Turbo Terrific). Più o meno è la trasposizione di Tony Curtis sempre della Grande Corsa. E' un damerino perfettino e saputello, ma simpatico, che possiede l'unica auto normale del gruppo, che in caso di incidenti viene semplicemente scrollata e torna come nuova. Ci prova in tutti i modi con Penelope Pitstop e molto probabilmente è andato a segno.
Vettura n° 10 - La Spaccatutto di Rufus Ruffcut (The Buzzwagon). Seconda auto agreste, tutta in legno, con delle seghe circolari al posto delle ruote, che diventano utilissime in gara. Il pilota è un enorme boscaiolo coadiuvato dal castoro Sawtooth.
Come nelle migliori storie sportive, s'è dovuta attendere la fine dell'ultima partita di campionato per scoprire quali squadre avrebbero preso parte alla postemporada. E' per questo che abbiamo tardato a scrivere di Cuba e del 46esimo campionato.
Nell'ultima giornata il Las Tunas si è qualificato per la prima volta ai playoff, battendo 4-1 in trasferta, nella sfida decisiva, il Ciego De Avila. Risultato poco in discussione, grazie al fatto che gli ospiti già al terzo inning hanno chiuso il conto con i quattro punti decisivi.
Il Santiago De Cuba, invece, è la squadra che ha chiuso la temporada al primo posto assoluto (speriamo bene).
Questi gli abbinamenti per la postemporada che inizierà martedì: Pinar Del Rio - Habana; Industriales - Sancti Spiritu; Villa Clara - Las Tunas; Santiago De Cuba - Camaguey.
Classifiche finali
Grupo A
Pinar Del Rio .622; Isla De La Juventud .478; Metropolitanos .322; Matanzas .289
Grupo B
Industriales .596; Sancti Spiritu .573; Habana .511; Cienfuegos .467
Grupo C Villa Clara .578; Las Tunas .556; Camaguey .556; Ciego De Avila .533
Grupo D Santiago De Cuba .640; Granma .500; Holguin .438; Guantanamo .344
Classifiche Individuali
Media Battuta: Urrutia Ramirez (Las Tunas) .371; Martinez Dorta (Ciego De A.) .370; Enriquez Tamayo (Isla De La Juventud) .368
Si è concluso ieri il Congresso della Federazione Europea, che si è tenuto a Vilnius in Lituania.
L'Italia o l'Olanda sono le due alternative per l'organizzazione dell'Europeo 2009, già assegnato alla Russia, ma in forte dubbio per cause organizzative.
Dal 2008 scomparirà la coppa CEB. Restano invece la Coppa Campioni e la Coppa Delle Coppe, che però avranno una nuova formula. Si partirà con una fase di qualificazione e si chiuderà con una Final Four.
Puerto Rico: Scomparso Josè Garcia
Josè "Ronquito" Garcia, giocatore noto anche in USA per il suo passato da professionista e attualmente figura di spicco degli Atenienses de Manatí è deceduto oggi a seguito complicazioni post operatorie.
Quanto ci sarebbe piaciuto parlare di questo film in termini di capolavoro!. Si ok, siamo di parte non ne facciamo un mistero, ma l'idea di non avere più Bush tra le scatole, sebbene con una fine che non gli auguriamo, ci allettava tanto e ci apriva nuovi spiragli di speranza. Però invece di uscire dalla sala sollevati, anche se di sola finzione cinematografica si trattava, siamo usciti un po' perplessi. Ci aspettavamo di più. "Death of a President" è un film riuscito solo a metà. Grandiosa l'idea di un documentario fantapolitico ambientato nel futuro e realizzato alla Micheal Moore in tutto e per tutto. Eccezionale la relizzazione, tra computer grafica fotomontaggi e taglia e incolla di filmati ufficiali, che rendono il tutto reale e crebibile. Bravissimi poi gli interpreti veramente naturali e sciolti nei loro ruoli, tanto da sembrare le vere riproduzioni di consiglieri del presidente, agenti FBI, testimoni e indiziati.
Però il colpo della novità si smorza strada facendo, la trama diventa pesante e le interviste ai protagonisti diventano eccessive, lunghe e a volte inutili. Forse è colpa della ricostruzione eccessivamente ben fatta della morte di Bush e delle seguenti "Breaking News" di cronisti d'assalto, che probabilmente creano nello spettatore l'attesa di qualcosa di ancor più grandioso. Ma invece del colpo del ko, il film finisce per giocare in difesa facendo melina. Per tenere viva l'attenzione, il regista la butta sul giallo, sull'intrigo, sulla caccia all'assassino, cosa che non sempre funziona.
Il nostro Bush va a Chicago per una conferenza, contestato da un numeroso pubblico, ci lascia le penne per colpa di un preciso e infallibile cecchino. Seguono inchieste, scoop, processi e colpi di scena.
A ben vedere Bush è solo un simbolo, l'uomo sbagliato nel posto sbagliato. E' vero, la critica alla sua gestione è evidente, ma è ancora più pesante la critica all'americanismo. A quel modo di pensare così radicato nell'establishment USA e molto presentuoso. Perchè in "Death of a President" è chiaro che morto un Bush se ne fa un altro.
Death of a president - Morte di un presidente Titolo originale: Death of a President Nazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Drammatico, Thriller Durata: 90' Regia: Gabriel Range Sito ufficiale: www.deathofapresident.com Sito italiano: www.mortediunpresidente.it Cast: Hend Ayoub, Brian Boland, Becky Ann Baker, Robert Mangiardi, Jay Patterson, Jay Whittaker, Michael Reilly Burke, James Urbaniak Produzione: Borough Film Ltd., Borough Films, Channel 4 Television Corporation, Chicago Borough Films Distribuzione: Lucky Red Data di uscita: 16 Marzo 2007 (cinema)
Che si dirà tra dieci anni dei "The Rakes"? Mah...niente. Forse qualche sito li citerà. Perchè questo gruppo inglese di certo non propone nulla di nuovo. Già dall'aspetto. Un po' Franz Ferdinand, un po' Strokes, Interpol, qualche volta alla Buzzcocks. Però i "The Rakes" riescono a conquistare l'ascoltatore, che è vero che non resta esaltato, ma nemmeno contrariato. Si fanno ascoltare insomma. Piacevolmente. "Ten New Messages" è il secondo album della band nata solo 3 anni fa (sigh...). Suona meno ruspante, meno bellicoso e sicuramente più ammiccante verso il mercato del predecessore intitolato "Capture". Rispetto al primo manca il pezzo da ascoltare e riascoltare, come era quel fantastico brano, dal testo totalmente idiota, "22 Gran Job". A parziale discolpa anche la giovane età del gruppo che non ha l'esperienza e al momento la bravura per lanciare un qualcosa che suoni come nuovo. E così si vedono fin troppo spesso i profili degli Strokes e dei Franz Ferdinand, Interpol e in certi passaggi i "dieci nuovi messaggi", sembrano quasi dei b-side dei gruppi sopracitati. Si stacca la spina, solo qualche volta. Ad esempio con "Trouble" con sonorità molto più acide e taglienti oppure con "Leave the city e come home" che chiude l'album. A salvare il tutto ci pensa un po' di brit-rock sparpagliato qua e là, tanta spensieratezza e quell'accento londinese tanto caro ai primi Blur. "Capture" ci è piaciuto di più, ma questo non è un brutto disco, in fin dei conti. Un lavoro da ascoltare fino a quando la storia non lo dimenticherà e coi tempi che corrono...
Idlewild "Make Another World"
Gli Idlewild li promuoviamo sulla fiducia. Per la carriera. Per la provenienza. Scozzesi, in scena da dodici anni e sempre alfieri del indie rock. Basta questo. Poi possiamo anche discutere che questo non sia il loro miglior lavoro, siamo d'accordo, ma innanzitutto ci piace e suona bene. Schietto e sincero, con chitarre taglienti e batteria che pesta duro. Il rock è degli Idlewild è questo. Sospeso tra i Pixies, gli Smith, qualche volta i REM e ancora i primi, adoratissimi, Manic Street Preachers.
L'apertura del disco è sconvolgente. "In Competition For The Worst Time" e "Everything (As It Moves)" hanno la forza di un uragano e allo stesso tempo una voce così bella e sospesa che rende il tutto strano e magico. Dopo l'inizio lanciatissimo, gli Idlewild compiono una brusca manovra e si spostano sul pop quasi danzereccio con "No Emotion", scelto come singolo. Un brano che è assolutamente lontano dal resto del disco, che all'inizio sembra stoni un po', ma che dopo un po' diventa un piacevole ascolto (il video è al fondo).
Il tutto ritorna in carreggiata con la title track ottimo brano rock e antipasto per la violenta ed eccezionale "If It Takes You Home" probabilmente il brano migliore del disco. Non mancano come al solito gli episodi alla REM come "Future Works" e "Once in Your Life" che danno al disco un tocco melanconico e riflessivo che non stona di certo nel contesto chiassoso e potente di "Make Another World".
NEWS
Sonic Youth: Daydream Nation
Da un lato siamo contentissimi. Dall'altra siamo tristissimi, perchè salvo miracoli non avremo la possibilità di vedere il tour dei Sonic Youth, che hanno deciso di omaggiare uno dei migliori album di tutti i tempi. Il mitico "Daydream Nation" che li fece definitivamente diventare dei miti assoluti. Il disco verrà anche ripubblicato e ampliato con b-side e rarità.
Arriva la nuova....Pertubazione
I nostri cari amici Pertubazione, da Rivoli, stanno per far uscire, ad aprile, il nuovo album "Pianissimo Fortissimo" anticipato dal singolo "Un Anno In Più" che si può ascoltare dal loro sito su My Space. Il disco uscirà ad Aprile per la EMI e vede la collaborazione del Grande Manuel Agnelli
Gene Simmons....HORROR!!!!
Non è che sia mai stato un bell'uomo, ma Gene Simmons leader dei Kiss è sulle pagine di tutti i rotocalchi per l'orrenda foto che lo vede appena uscito da un'operazione di lifting. E' qui...se avete coraggio!!!!
Il sito ufficiale dell'Avigliana Baseball, annuncia che Davide Zuanon giocherà la prossima stagione nei Grizzlies Torino 48. La prospettiva più interessante è la collaborazione, citata nell'articolo, tra i due club.
CUBA
Ultima settimana per la regular season. Ancora da assegnare gli ultimi posti per i playoff, mentre in vetta il Pinar Del Rio continua con sorpredenti prove di carattere, che portano i Tabaqueros ad essere la miglior compagine del campionato davanti al Santiago.
In attesa del quadro definitivo, ecco le classifiche:
GRUPO A
Pinar Del Rio .625; Isla De La Juventud .488; Metropolitanos .313; Matanzas .250
GRUPO B
Sancti Spiritu .588; Habana .563; Industriales .557; Cienfuegos .463
GRUPO C
Villa Clara .563; Las Tunas .557; Camaguey .550; Ciego De Avila .605
GRUPO D
Santiago De Cuba .613; Granma .513; Holguin .463; Guantanamo .375
Pessimismo e fastidio. Una sciabolata di sfiga e distruzione vi colpirà in pieno, alla lettura dei titoli delle canzoni. "Black Mirror", "Black Wave/Bad Vibrations","My Body Is A Cage" e "Antichrist Television Blues", tenete le mani sulla scrivania, per favore.
Ribadiamo e sottolineiamo: alla lettura. Perchè all'ascolto questo disco è tutt'altro che gotico e cupo. Anzi. A volte è divertente e i testi non sono deprimenti.
Gli Arcade Fire, sono un piccolo fenomeno. Gruppo canadese, amato da critica e pubblico, ha ottenuto lodi, incredibili, dai Coldplay e dagli U2. "Neon Bible" secondo album è destinato a ricevere altrettanti consensi.
Un disco che ha come punto di forza la vastità dei suoni e dei generi. Un campionario veramente ampio di combinazioni, che vanno dall'elettronica, al pop, al rock. Strade che a volte s'intrecciano con quelle dei Mercury Rev, Flaming Lips e Talking Heads. Si apre con "Black Mirror" un ottimo pezzo pop eletronico, che precede "Keep The Car Running", il brano più orecchiabile di tutto il disco. Poi i toni si smorzano con la title track, lenta e inquitante ballade che ricorda un po' Nostro Signore di ognisfiga, il buon Nick Cave e con gli organi dell'intro di "Intervention". Il rincorrersi di atmosfere diverse che vanno dall'allegro al riflessivo, non cessa fino alla fine del disco. Il fantasma di Nick Cave a volte s'affaccia nella sua versione meno melanconica e soprattutto s'alternano pezzi scoppiettanti come "The Well and The Lighthouse" o brani incredibilmente sospesi tra il rockabilly e Springsteen come "Antichrist Television Blues". Possono non piacere, può essere un genere distante dai propri gusti, ma va riconosciuta la qualità e la bravura che gli Arcade Fire mettono in "Neon Bible", veramente un ottimo disco.
Kaiser Chiefs "Yours Truly, Angry Mob"
Sappiamo già cosa molti di voi pensano. Altra band che scopiazza il Brit Pop, cloni dei Franz Ferdinand, orecchiabili, riff semplici, insomma niente di nuovo. Va bene, qualche critica di mancata originalità se la meritano, va bene, non passeranno alla storia, ma....cavolo...i Kaiser Chiefs sono bravi, sono convincenti e soprattutto maledettamente divertenti. Si, si, ci piacciono. Ci piaceva il primo disco e ci piace anche questo. Molto brit pop in stile Blur, anche nei testi. Meno elettronica e meno rock rispetto ad "Employment" che però, aveva un impatto decisamente più forte. "I love you everyday less and less" e "Modern Way" ti entravano nelle orecchie e non ne uscivano più, poi a vedere i relativi video ne restavi incantato. "Yours Truly Angry Mob", invece parte con il singolo "Ruby" (il video è al fondo del post),un pezzo meno di impatto che comunque conquista dopo un paio d'ascolti. "Angry Mob" poi, traccia due, è un pezzo semplicemente trascinante che viene incorniciato dal suo coretto finale. Convincono anche gli altri pezzi, come "Boxing Champ", mentre "Heat Dies Down" e "Retirement" farebbero invidia agli Oasis e ai Blur degli anni d'oro. Se questo disco fosse uscito nei primi anni novanta, avremmo parlato di un capolavoro, di un disco unico, divertente e innovativo. Invece siamo nel 2007 e lo consideriamo un disco riuscito, frizzante, da avere e da ascoltare, ma che di certo non finirà insieme a "Parklife" e a "(What's The Story) Morning Glory?". Personalmente ce ne ricorderemo, ma questa è un'altra storia.
news
Afterhours on the road again!
Sembrano non conoscere la stanchezza gli Afterhours. Terminato un tour veramente lunghissimo con bis, tris e quaterne, la band riparte nuovamente per gli states per altre 10 date.
Complimenti!
REM nei negozi entro l'anno
Basterebbe dire che i REM stanno per tornare e i nostri cuori si riempirebbero di gioia. Noi aggiungiamo che il produttore del prossimo disco di Stipe e soci sarà, Jacknife Lee, produttore anche dell'ultimo disco dei Bloc Party.
Baustelle: Al Lavoro!
Colti dal successo de "La Malavita", i Baustelle stanno già lavorando al loro prossimo disco, titolo ancora sconosciuto. Vedremo se il gruppo toscano continuerà sulla strada del precedente disco o se tornerà agli esperimenti dei primi dischi.
Bene, bene. Un paio di ritocchi alla trama è diventa un gran film. Ottima l'idea di farci vedere il provino del film. Grazie Ozpetek. Ora attendiamo l'uscita del film definitivo, con attori veri. Perchè quello che è al cinema non può essere il film definitivo. Ci rifiutamo di pensarlo. Perchè non può esistere un'opera recitata così male, così piatta, con attori che provano a recitare. E non ci riescono.
E' vero che già i nomi dovevano dirci qualcosa. Ambra Angiolini, showgirl in cassa integrazione. Luca Argentero ex concorrente di un Grande Fratello. Pierfrancesco Favino, attore di fiction. Poi, lui, l'anti attore per eccellenza, Stefano Accorsi, che continua a imperversare, purtroppo, con la stessa espressione in qualsiasi scena. Infine, una serie di attori minori presi dalle soap opera Tutti insieme...non...appassionatamente riescono a rovinare le prestazioni di chi in realtà sarebbe bravo. Milena Vukotic, Margherita Buy, Serra Ylmaz e Ennio Fantastichini, restano intrappolati nel piattume interpretativo del gruppo.
Il lasciarsi e la solitudine sono i temi principali di Saturno Contro. Perdere una persona sentimentalmente e perdere una persona definitivamente. Fortuna vuole che per un caso fortuito il film esca proprio quando l'attualità è concentrata sui Pacs e sull'eutanasia, temi che finiscono per essere toccati dalla storia. Però l'atmosfera da fiction pervade per tutta la pellicola e annienta il messaggio che voleva essere comunicato. Anche gli inserti che dovrebbero alleggerire la trama, strappando una risata, restano frenati nella superficialità.
Ozpetek poi non s'impegna più tanto. Una regia semplice e senza colpi di genio, riprende le solite cene, i soliti balletti, le solite citazioni turche, in una Roma altolocata dall'accento snob.
I protagonisti di Saturno Contro, sono un gruppo di amici, composto da due coppie sposata, una coppia gay, un gay single e una strafattona anch'essa single. Tra cene e gite la loro vita scorre tranquilla, fino a quando uno di loro muore. La scomparsa di un amico e la separazione di una delle coppia, mette a dura prova l'amicizia del gruppo.
Ne abbiamo dette tante di Saturno Contro. Ma una cosa la vogliamo salvare. L'amicizia. E' bellissimo il rapporto che li lega. Tutti a disposizione di tutti, pronti ad aiutarsi nel bene e nelle disgrazie. Nulla è per sempre, però, come viene detto. Stessa cosa che si può dire per il genio, appassito, di Ozpetek.
Mentre in Italia scoppia la febbre dell'ASI e relativa caccia, a volte un po' assurda, Hollywood s'accorge del clamore di questi affaire all'italiana e crea subito un interessante film di denuncia.
Il trailer del film, molto più atteso e scandaloso di Borat, lo potete vedere a fondo post come al solito. Solo nei Migliori cinema.
CUBA
Pedro Lazo torna alla ribalta delle notizie sul beisbol, dopo la grande prestazione contro l'Holguin. I Tabaqueros, giunti all'ottava vittoria consecutiva, hanno travolto l'Holguin diventando i lider assoluti del campionato e i tifosi già sognano i playoff all'altezza della regular season. Anche vero che, l'escalation alla leadership del 46esimo campionato è stata aiutata e sottolineata dal fatto che Santiago e Sancti Spiritu non hanno giocato causa pioggia. Ormai manca pochissimo alla fine del torneo ed ecco le classifiche aggiornate
GRUPO A Pinar Del Rio .644; Isla De La Juventud .493; Metropolitanos .306; Matanzas .260
GRUPO B
Sancti Spiritu .597; Industiales .583; Habana .562; Cienfuego .466
GRUPO C Las Tunas .549; Camaguey .548; Villa Clara .548; Ciego De Avila .534
GRUPO D Santiago De Cuba .611; Granma .507; Holguin 452; Guantanamo .342
Venezuela al via la preparazione
Sono 35 i giocatori che faranno parte della pre-selezione, per la nazionale venezuelana che parteciperà ai giochi Panamericani di Rio De Janeiro di luglio. Primo punto di ritrovo è la città di Barquisimeto, in cui la nazionale inizierà la preparazione. Poi sono previsti alcuni test a Cuba contro squadre locali.
Redford su Robinson
Robert Redford sta per iniziare le riprese del suo nuovo film, che ha come soggetto Jackie Robinson, il primo giocatore di colore a partecipare alla Major League. Ancora sconosciuto il cast
E quanto se la tira sto Ken Falco! Potrebbe vincere la gara del personaggio delle anime più convinto e saccente! A rivederlo adesso ci sta un po' antipatico, per non dir di peggio, vista la sua arroganza, saccenza e fighetteria in generale. Il classico tipo che prenderesti a pugni dopo cinque minuti. Odioso.
Ken Falco però, sapeva darti energia e forza più di altri cartoni. Già a cominciare dalla sigla dei SuperRobots (che potete vedere al fondo), sicuramente una delle migliori di sempre, per poi passare alla storia che prevede, sofferenza, impegno, sfiga nella vita. Ma forse non c'era bisogno di ricordarlo. La serie è datata 1976. Titolo originale Machine Hayabusa, disegnato da Go Nagai per la Toei Animation, 21 puntate.
Si narrano le vicende di Ken Hayabusa, figlio di un noto ingegnere inventore dell'omonimo e cazzuto motore e fratello di un famoso pilota, entrambi morti in un incidente. Ken è il pilota della Sayongi, una piccola ma agguerrita scuderia che partecipa a una specie di campionato in cui le auto sono meglio di quelle di 007. Veicoli iper accessioriati con: fumogeni, missili, turbine da aerei di caccia, tric e trac e bombe a mano, servo sterzo, abs ed airbag, tutti usati per eliminare (non solo dalla corsa) eventuali nemici. Al fianco di Ken, oltre al proprietario della scuderia, un genio scorbutico dei motori, troviamo i compagni di gara Gatetsu e Kamikaze, Yamato e Mutsu due meccanici e soprattutto la sorella del boss, Sakura, che palesemente si sollazza con Ken a puntata finita.
L'avversario principale del nostro eroe è il team Black Shadow. Una squadra bastardissima già dal nome, di proprietà di un tizio mascherato, Ayab Mobil Dick, che somiglia un po' a Gene Simmons dei Kiss e un po' al Dott. Destino dei Fantastici 4.
Come se non bastasse i circuiti non sono autodromi, ma luoghi impervi e impossibili, sui quali spesso s'abbattono catastofi naturali durante la corsa. Già nella prima puntata corrono su un vulcano attivo. Ed è solo l'inizio.
Il nostro buon Falco riesce sempre ad avere la meglio sui piloti della Black Shadow, vincendo praticamente sempre, eccetto una volta in cui vince il compagno Gatetsu, vittorie che manco Schumacher e Senna messi insieme riescono a vantare. Poi però, grazie al cielo, arriva alla Black Shadow un certo Ryu. Un pilota bravissimo e stranamente corretto che riesce a battere ogni tanto Ken e che ne diventa amico. Altro amico/rivale è Romy, una ragazza figlia di un grande pilota, che corre con lealtà, ha un storia con Falco (sempre a sigla finita) e poi muore in un incidente.
Traduzione fatta da integralisti nipponici. Una volta tanto i nomi non sono stati stravolti a parte Hayabusa che diventa Falco e addirittura nella serie da noi conosciuta le sovraimpressioni erano in giapponese, forse esagerato in senso opposto
Grande successo per una serie che ha poche puntate e soprattutto una storia sempre uguale. Sarà la sigla che ci esorta a lasciare un posto in stanza a Ken Falco, sarà la stupenda macchina, ma questo anime entra nella nostra top ten.
Cannibalismi. Quello presunto di Idi Amin Dada dittatore ugandese degli anni settanta. Quello di Forest Whitaker, che interpretando il dittatore, ha accentrato su di se tutte le attenzione, "cannibalizzando" il film. Tra colori bellissimi e saturi, Whitaker giganteggia, spavaldo, impaurito, sanguinario e in certi casi generoso. Riesce a dare una consistenza umana a un personaggio che di umano, sentimentalmente parlando, aveva ben poco. E arriva l'oscar. Meritato? Si, ma solo se sommiamo altre grandi interpretazioni di questo attore, anti-star, spesso sottovalutato.
Dietro ai centonovantuno centimetri di stazza dell'attore americano, c'è anche un film. "L'ultimo Re di Scozia". Un lavoro tratto da un omonimo libro, girato da Kevin Macdonald, noto documentarista. Due ingredienti molto palesi che segnano la pellicola. Con precisione chirurgica la vita del dittatore viene estratta e narrata dalla sua ascesa al potere fino all'inizio della sua discesa mediatica. Cosa c'è stato prima e gli oppositori vengono esclusivamente citati o visti in lontananza. Le ingerenze politiche e i giochi di potere dell'occidente, sono sussurati, ma mai dichiarati. E Infine la violenza del dittatore non è mai esplicita, ma solo raccontata e vista indirettamente, o a cose fatte. Purtroppo a volte la pellicola prende la strada del thriller all'americana, con buoni sentimenti, redenzione e annientamento del cattivo. Tutte cose che smorzano un po' l'argomento trattato e banalizzano la storia, che comunque scorre liscia senza mai annoiare. Dal punto di vista narrativo il tocco saliente è la creazione di un personaggio, inesistente nella realtà , che funge da narratore indiretto. Nicholas Garrigan, neolaureto in medicina, scozzese, decide di andare in Uganda per fare esperienza. Ragazzo immaturo, un po' stupido, affascinato dalla medicina ma anche dalle donne e dal divertimento . Incappa casualmente nel dittatore che lo prende in simpatia, anche perchè scozzese, e lo fa diventare suo medico personale. Nicholas ammaliato dalla figura, all'apparenza nazional popolare buonista del dittatore, ne diviene un fedelissimo. Frequenta party, riunioni importanti e dispensa consigli utili per la gestione della nazione. Ma il tempo gli aprirà gli occhi. I personaggi sono interessanti e per certi versi similari. Amin e Nicholas sono entrambi attratti da potere e lusso. In realtà sono molto fanciulleschi e immaturi. Whitaker è bravissimo nell'alternare l'aspetto bambinesco dell'uomo a quello sanguinario, donandoci una prova di grande intensità. Buona anche l'interpretazione di James McAvoy nel ruolo di spalla, riesce a dare credibilità a al medico giovincello è un po' superficiale. Nel cast appare anche un ' irrconoscibile Gillian Anderson che mollati i panni di Scully parrebbe finita in esilio volontario in Africa.
La regia dispensa riprese mobili e inquadrature di primissimo piano che intesificano i personaggi. Stupenda la fotografia. E ottima la colonna sonora.
Dal punto di vista storico il film riporta fedelmente la realtà dei fatti. Idi Amin Dada ex fuciliere al fianco dei britannici contro i Mau Mau, diventò generale dell'esercito ugandese per poi compiere un colpo di stato. S'atteggiava a uomo voluto dal popolo e invitava la Scozia a separarsi dalla Gran Bretagna e diventare... ugandese. Voleva d essere il primo uomo a creare uno stato libero, giusto e moderno in Africa. Amato dalla stampa internazionale anche grazie al suo carisma, ben presto, come molti dittatori, iniziò a perseguitare ed assassinare i nemici. Circa trecentomila furono le vittime degli otto anni di regime. I consensi andarono pian piano scemando e nel 1979 con l'aiuto della Tanzania un gruppo di ribelli destituì Amin Dada. Al potere tornò il predecessore, Milton Obote, che chiaramente iniziò il linciaggio dei fedellissimi di Amin Dada che nel frattempo scappò in Arabia Saudita dove morì nel 2003. Ancora oggi l'Uganda versa in uno stato politico veramente difficile. Insomma, Amin Dada, era solo uno dei tanti boriosi, saccenti e sanguinari dittatori.
Interessante notare come Hollywood si stia aprendo alle storie sociali africane. Interessante, ma un inquietante dubbio ci sovviene: si parla di Africa per aprire gli occhi alle persone sulle nefandezze dell'occidente, oppure per far soldi con i drammi altrui?
Titolo originale: The last King of Scotland Nazione: Gran Bretagna Anno: 2006 Genere: Drammatico Durata: 121' Regia: Kevin Macdonald Cast: Forest Whitaker, Gillian Anderson, James McAvoy, David Oyelowo, Kerry Washington Produzione: DNA Films, Fox Searchlight Pictures, FilmFour, Cowboy Films Ltd., Cowboy Films, Slate Films, Tatfilm Distribuzione: 20th Century Fox Data di uscita: 16 Febbraio 2007 (cinema)
L'avete rivoluto? E adesso ve lo tenete...forse. Il 73% (secondo solo al 97% di preferenze di Castro alle elezioni cubane) di voi ha votato per il ritorno del mitico Brian Brown, amico di grandi e piccini. Ideatore di programmi e progetti che a distanza di anni sono stati copiati!
Vabbè, vox populi. Adesso vedremo di convincerlo e se lui vorrà presto...presto...tornerà fra noi. Intanto in questa foto sembra sorridere, diamine, è un buon segno.
Italia
Boh. Forti del detto che il "silenzio è d'oro" le torinesi svelano ben poco del proprio roster, dando spazio sui propri siti alla Winter League e alle giovanili. Attendiamo fiduciosi. Stessa fiducia che John Genzale noto giornalista sportivo americano ripone nel baseball italiano "il baseball italiano ha un enorme potenziale" dice in un'intervista visibile sul sito www.baseball.it . Non sappiamo se i risultati arriveranno, ma intanto la stampa è con l'Italia. E' già un risultato.
Due Milioni ed è vostra!
Due milioni e rotti di dollari per una figurina! Ripetetelo pensando alla cifra. E' l'incredibile prezzo pagato per comprare la figurina di Honus Wagner, un ex interbase dei Pittsburgh Pirates, di inizio secolo scorso. Ne esistono 60 esemplari e questo pare che sia quello nelle migliori condizioni...E' stato acquistato da un collezionista californiano che ha chiesto di restare nell'anonimato.
Cuba
Illesi dall'ultimo turno Pinar, Sancti Spiritu e Santiago vivono tranquilli in attesa dell'inizio dei play-off e anzi staccano ancora le inseguitrici. In classifica bella lotta tra Las Tunas e Granma distanziate di una sola gara. Niente da dire quando ormai la regular season sta finendo. La notizia principale resta la voce di Castro sentita per radio durante un dialogo con il suo "imitatore" Hugo Chavez. E da Cuba per ora è tutto.
Grupo A
Pinar Del Rio .612; Isla De La Juventud .478; Metropolitanos .313; Matanzas .254
Grupo B
Sancti Spiritu .597; Industriales .576; Habana .567; Cienfuegos .478
Grupo C Villa Clara .567; Ciego De Avila .567; Las Tunas .545; Camaguey .522
Grupo D
Santiago De Cuba .612; Granma .537; Holguin .433; Guantanamo .343