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Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: aprile 2007

sabato, aprile 28, 2007

Musica: Chk Chk Chk e Arctic Monkeys


Cuba: Santiago Campione per la settima volta! Alèèèèèèè

Musica
!!! - Myth Takes


I "Chk, Chk, Chk" sono dei gran furbacchioni. Ironici. Tanto da dire "!!!, si può pronunciare con qualsiasi suono monosillabico, anche se Chk Chk Chk è il più comune, voi potete dire anche Pow Pow Pow, Bam Bam Bam, Uh Uh Uh". Bravi polistrumentisti. Geniali compositori capaci di mettere insieme, punk, funk e un po' di elettronica che non guasta mai. Danzerecci, divertenti e molto indie. Veramente dei gran furbacchioni.

Il loro nuovo disco "Myth Takes" è un gioco riuscitissimo, già dal titolo (mistakes), che trascina l'ascoltatore in un febbricitante e tarantolato lavoro. La title track si muove notturna e inquietante prima di lanciare la seconda traccia vera e propria esplosione di punk/funk. Da qui in poi il vortici danzereccio è irresistibile. Inserti elettronici intervallati da chitarre e tastiere con grande maestria come in "Must be The Moon" o un mix compulsivo di tutto come in "Heart Of Hearts". Tante altre cose ci sarebbero da dire, come le stravanganti scelte stilistiche di Yadnus o "Sweet life". Un bel disco, una sverzata di novità suonata bene con quel tocco indie che finchè dura a noi piace tantissimo. In fondo al post un video tratto dal loro recente concerto allo Spazio 211. Purtroppo l'abbiamo perso...



Arctic Monkeys "Favourite Worst Nightmare"


Il mondo va così. Scimmie Artiche. Suoni per anni in cantine, sei magari un genio, ma ti gira male. Sei un gruppo divertente, nulla di nuovo, un giornalista inglese ti scopre. Diventi un mito. Fai uscire un disco di sicuro impatto, hai l'aria indie e piaci agli appassionati di musica.

Poi un anno dopo appena, forse preso dal Dio denaro, forse dall'invidia per i Klaxons o i The Rakes o altri ancora fai uscire un altro disco. Non brutto, non bello ma senza l'impatto del primo. Insomma messo lì per dire "Hey ragazzi ci siamo ancora!". Mettiamola così: hai vent'anni. E va bene.

Questo è per noi il secondo album degli Arctic Monkeys che si fregia del tentativo (andato a male) di regalare una confezione più elaborata e stilosa. Tutto troppo in fretta. La formula è sempre quella del primo disco; giri di chitarra, batteria, logorrea del cantante, fantasmi dei Jam che vagano gentili. L'apertura ti fa pensare che gli Arctic vogliano segnare il territorio. "Brainstorm" è sparata a mille, cattivissima e velocissima. Il resto si snoda come sempre, con qualche tentativo di fare le cose sul serio come in "Balaclava" e "Fluorescent Adolescent".

Se vi sono piaciuti gli "Arctic Monkeys" di "Whatever People Say I Am, That's What I'm Not", rimarrete un po' delusi dal freno a mano tirato. Se invece non li conoscete affatto, sicuramente apprezzerete la verve rock/pop che in ogni caso rende ascoltabile e divertente questo lavoro.
Recensioni che esaltano il lavoro contro quelle che scrivono "E' la solita cazzata all'inglese". Per noi sta nel mezzo, anche se il cantante ha dichiarato "Abbiamo voluto fare un disco diverso e tornare in studio subito. Non volevamo fare la fine degli Stone Roses o gente del genere". Hai vent'anni e va bene, ma la carriera degli Stone Roses, resterà (per te) sempre un miraggio.



News



E' ora!

Con lo spirito e con il cuore siamo là a Indio California e più precisamente al "Coachella Valley Music & Arts Festival". Motivo semplice: il 29 suoneranno i Rage Against The Machine, per la prima volta dopo sette anni. Che peccato non esserci!!!!


Nuovi arrivi

Si preannuncia un ricco periodo di uscite discografiche interessanti. A inziare con quei tre pirlotti dei Beastie Boys (a noi stanno molto simpatici), attesi a giugno con "The Mix Up", per proseguire con i bravissimi Editors e il loro "An End Has A Start" che uscirà il 25 giugno, per passare poi agli Interpol con "Our Love To Admire" e per chiudere con Jack White nei negozi con i White Stripes ma anche con il side project Raconteurs.


Notizia nascosta...

La signora Sharon Osborne moglie chiaramente del buon Izzy, continua a insultare artisti. Un anno fa gli Iron Maiden e soprattutto il leader Bruce Dickinson, quest'anno ha augurato al leader dei Queens Of The Stone Age (di cui ci sfugge il nome...) di prendersi la sifilide e di morire, prima però gli deve cascare il pisello che deve essere mangiato dalla madre. Motivo di questo "leggero" insulto? La band americana ha dichiarato di voler rinunciare all'Ozzy Fest perchè i gruppi vengono trattati male. Ci sfugge il nome del leader....boh...











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giovedì, aprile 26, 2007

Cinema & Sport: Mr. Baseball

Cinema & Sport

in questo caso manga

Mr. Baseball


Se parte delle persone ha sempre creduto che il catcher fosse scelto in base alla sua stazza, il ciccione della squadra, è colpa anche di "Mr. Baseball". Anche se surclassato da "Tommy La Stella dei Giants", "Mr.Baseball" aveva il suo fascino e un suo senso. Non era strappalacrime come Tommy, faceva ridere ma come al solito in campo ne abbiamo viste di tutti i colori.

Grandissimo successo in Giappone, "Dokaben", questo il titolo originale, è nato dalla penna di Shinji Mizushima e inserito nel "Shonen Magazine", dal 1972 al 1981 per un totale di 48 volumi. La serie anime è datata 1976 - 1979 per 163 puntate e ha avuto due sequel "Dai Koushien, Dokaben" e "Dokaben". In più la softwarehouse Capcom ha realizzato nel 1989 un videogames, che era una sorta di card game.

Il "Dokaben" del titolo originale è una specie di cestino da pranzo, usato dal protagonista Taro Yamada. Eccolo, il buon Taro "Dokaben" Yamada. Studente dalla stazza imponente e appassionato di judo, scopre un giorno il gioco del baseball e mette a disposizione della sua scuola la Meikun tutte le sue qualità atletiche e soprattutto la sua estrema bravura in battuta. Con i fedelissimi Iwaki e Saeko il cosidetto "Hana Trio", il team scolastico diventerà una squadra fortissima, capace di vincere il torneo scolastico.

La sigla italiana è molto carina e conserviamo ancora il 45 giri dell'epoca. In uno stile rockabilly, mostra già le peripezie classiche del cartone. Cercando su internet abbiamo trovato anche quella originale, siccome ce ne siamo innamorati mettiamo anche quella.
Bellìa serie insomma, non fondamentale, ma piacevole.





















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mercoledì, aprile 25, 2007

25 Aprile














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lunedì, aprile 23, 2007

Baseball - Beisbol

ITALIA


Ottima prestazione dell'Avigliana che batte per due volte, meritatamente, la Fortitudo Bologna. Tre incontri equilibrati e divertenti giocati sul filo del rasoio, davanti a un folto e partecipe pubblico. 3-5 la prima gara poi 1-0 e 5-4.
In Serie B ko la Juve 98, sconfitta in casa dal Milano. Continua il momento no dei Grizzlies sconfitti dal Senago (i risultati sono al fondo).

CUBA


E' iniziata la sfida finale tra Santiago e Industriales. La serie ha già dimostrato di essere spettacolare e incerte. Allo stadio Moncada di Santiago, i padroni di casa si impongono 19-6 e 8-6. Sembrava a buon punto la sfida, ma al Latinoamericano gli Industriales ricambiano il favore e si impongono per 5-0 e 3-0. Staremo a vedere.





Risultati


Baseball serie A1 4^ - 5^ - 6^ giornata girone di andata

Danesi Caffè Nettuno- Telemarket Rimini (2 - 8, 0 - 6, 4 - 3) Cariparma-MPS Grosseto (4 - 3,1 - 4,7 - 14) Avigliana Baseball-Italeri Fortitudo Bologna (3 - 5, 1 - 0,5 - 4) T&A San Marino-De Angelis Godo (3 - 2, 5 - 4, 7 - 8
Classifica: Grosseto e Rimini 833 ; Bologna e Nettuno 667 ; Avigliana e San Marino 333 ; Godo e Parma 167


Baseball serie B - girone A 3^ - 4^ giornata girone di andata

Novara 2000-Vercelli 9 - 6, 11 - 5; Juve 98-Milano 1946 5 - 11, 0 - 10; Senago-Grizzlies Torino 12 - 4, 9 - 6 Rajo Rho-Ares Milano 3 - 5,7 - 12 Cagliari-Old Rags Lodi 10 - 0, 16 - 7
Classifica: Senago, Cagliari e Novara 1000 ; Ares 750 ; Milano 1946 500 ; Lodi, Juve 98 e Rho 250 ; Vercelli e Grizzlies Torino 48 000


Baseball serie C1 - girone A 3^ giornata girone di andata

CastellamonteAosta Bugs 8 - 7; New Panthers S. Antonino-Genova Gryphon 2 - 11
Cairese-Dolphins Chiavari 17 - 2; Fossano-Sanremo 3 - 8
Classifica: Genova e Sanremo 1000 ; Castellamonte 667 ; Cairese e Fossano 500 ; Aosta 333 ; Chiavari e New Panthers 000


Baseball serie C2 - girone A 2^ giornata girone di andata

Albisole Cubs-Diamante Mondovì 5 - 4; Carcare-Skatch Boves 4 - 14
RIPOSA: Nizza Monferrato
Classifica: Albisole e Boves 1000 ; Carcare 333 ; Nizza M.to e Mondovì 000


Baseball serie C2 - girone B 3^ giornata girone di andata

Avigliana Bees-Pol. Torino Grugliasco 16 - 6; Angels Vercelli-Settimo 19 - 1
RIPOSA: Blue Sox Alessandria
Classifica: Avigliana 1000 ; Vercelli 667 ; Alessandria 500 ; Grugliasco 333 ; Settimo 000


Baseball - Cat. Cadetti anticipo 1^ giornata girone di andata

Vercelli-Avigliana 6 - 5; Juve 98-Castellamonte8 - 7; Cairese-Grizzlies Torino 48 4 - 6
Giocata 14 apr.
Classifica: Grizzlies Torino 48, Juve 98 e Vercelli 1000 ; Cairese, Avigliana e Castellamonte 000


Baseball - Cat. Allievi 2^ giornata girone di andata

Vercelli-Settimo 6 - 5; Grizzlies Torino 48-Avigliana 6 - 3 Grizzlies Torino 48-Aosta Bugs
14 - 3 Recupero 1^ giornata
Classifica: Grizzlies Torino 48 1000 ; Vercelli, Settimo e Avigliana 500 ; Aosta e Mondovì 000


Baseball - Cat. Ragazzi - Gir. A 3^ giornata girone di andata

Juve 98-Grizzlies Torino 48 5 - 20, Settimo-Avigliana 14 - 23
Recupero 1^ giornata
Classifica: Castellamonte, Vercelli e Avigliana 1000 ; Grizzlies Torino 48 333 ; Juve 98 e Settimo 000

Softball serie A2 - girone A 3^ - 4^ giornata girone di andata

Malnate-Saronno 5 - 13-7 - 3 Supramonte-Madige La Loggia 2 - 6, 3 - 5 Caronno-Star Cairo
7 - 0, 14 - 2

Classifica: Caronno 1000 ; Saronno e La Loggia 750 ; Cairo e Torino Junior 500 ; Malnate 250 ; Cagliari e Supramonte 000

Softball serie B - girone A 2^ giornata girone di andata

Star Cairo-Manhattan Pinerolo 7 - 8, Skatch Boves-Vercelli 10 - 0
RIPOSA: Castellamonte
Classifica: Pinerolo e Castellamonte 1000 ; Boves 500 ; Vercelli e Cairo 000

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venerdì, aprile 20, 2007

Cinema "Sakebi"

Cinema
Recensione di "Sakebi"
(anteprima nazionale)




Che al Cinema Massimo siano impazziti? Una retrospettiva su un certo Kyoshi Kurosawa? Siamo ignoranti. Non lo conosciamo. Ma curiosi come siamo, ci sembrava strano che il nostro cinema preferito dedicasse una retrospettiva a un regista qualsiasi.
Infatti. A colpi di click e letture di giornali del settore scopriamo che Kyoshi Kurosawa, benchè poco noto da noi, è un regista fondamentale per il cinema nipponico moderno e idolo dei fan del settore. Potremmo aggiungere che è il padrino dei J-Horror e tante altre belle e interessanti cose sul suo conto. Vi rimandiamo, però, per motivi di spazio a questo sito di nome neoneiga.

Noi sempre curiosi siamo finiti dritti, dritti e famelici all'Antemprima Nazionale del suo ultimo film "Sakebi", letteralmente "Grido", ma presentato in cartellone come "Castigo" e a Venezia come "Retribution". In più abbiamo visto anche "Cure".
Dritti, dritti e famelici, come prima, siamo entrati in un mondo interessante, che sta solo a confermare che per il genere thriller/horror ormai ci si deve affidare esclusivamente ai paesi asiatici. "Sakebi", usa il genere horror soltanto come mezzo per parlare del vero tema del film: il passato dimenticato, come ha detto lo stesso regista presente in sala.


Pellicola non facile e sicuramente non "popolare" ma che troverà la sua cerchia di estimatori.
E' un film che va visto soprattutto per la cristallina classe del regista e il suo notevole uso della macchina da presa e per l'intelligenza della sceneggiatura. Strabiliante.
A volte però, oscilla troppo tra generi diversi che un po' disorientano. Non terrorizza. Non è un poliziesco. Non è una storia d'amore. Eppure ci sono tutte e tre le cose.


C'è qualche stereotipo horror nipponico di troppo e un finale tirato alla lunga, ma la storia si segue con grande trasporto grazie a un abile trama e la poesia che pervade tutta la pellicola è molto affascinante.
La storia è ambientata in una sordida periferia di Tokio in perenne rinnovamento. Il controverso e caotico poliziotto Yoshioka indaga su un killer che uccide annegando le vittime in acqua salata.

Finito egli stesso tra i sospetti viene anche perseguitato dal fantasma di una donna vestita di rosso, che si scopre essere una donna dimenticata da tutti in cerca di una sorta di vendetta.

"Tokyo è una città caotica -dice Kyoshi Kurosawa - in cui il passato viene cancellato da nuovi edifici che soppiantano i vecchi, ed è "caotico" il carattere e la psicologia che ho voluto dare al protagonista". Basterebbe questa affermazione per capire il senso di questo film. L'importanza di un passato e il piattume e l'incertezza del futuro.
I personaggi, come ovvio, sono molto complessi e psicologicamente fragili e soli. Un aspetto che viene trasmesso a meraviglia dall'interpretazione convincente degli attori, naturalmente mossi ad arte, dalla già descritta maestria del regista. Yakusho Koji nella parte del detective è perfetto e inquietante. Conturbante il contesto polveroso e grigio, in cui gli unici colori accesi sono quelli dei vestiti dei fantasmi.

Sakebi uscirà in Italia in agosto. Intanto al Cinema Massimo continua la retrospettiva e per chi volesse saperne di più e vedere qualche cosa di questo regista vi mandiamo al link della Rivista Del Cinema, organo ufficiale del Museo Del Cinema. Da non dimenticare...


Sakebi
Titolo originale: Sakebi
Nazione: Giappone
Anno: 2006
Durata: 103'
Regia: Kiyoshi Kurosawa
Cast: Kôji Yakusho, Manami Konishi, Hiroyuki Hirayama, Joe Odagiri
Produzione: Oz Co Ltd
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: Venezia 2006

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mercoledì, aprile 18, 2007

Musica; Petrol e Kings Of Leon


Musica


Petrol - Dal Fondo


La prossima volta consigliamo l'operazione "Simpatia". Perchè i Petrol non si presentano di certo con modestia. "Proviamo a scomodare un paio di mostri sacri, giusto per toglierci lo sfizio di vedere cosa succede e diciamo che forse i Petrol sarebbero piaciuti anche ad Antonin Artaud e che suonano come se Fabrizio de Andrè avesse imbracciato una Gibson. Tanto vale osare, essere urticanti e supponenti perché è questa la musica che fanno i Petrol prendere o lasciare. (dal loro sito ufficiale).

E va bene che la voce è quella di Franz Goria ex Fluxus. E va bene che il bassista è Dan Solo, storico ex dei Marlene Kuntz, però insomma ci sembra un profilo un po' eccessivo.
Anche perchè, una volta fatte le presentazioni, si ascolta un disco sicuramente ben suonato e interessante, vista la caratura degli artisti, con suoni che si muovono compatti e precisi, ma a livello generale non è un risultato così sorprendente.

Dan Solo spalma il suo basso in lungo e in largo, suona come sa fare, cioè benissimo, intonandosi bene in un rock nebuloso ma pronto a inteprendere una strada irruenta, ma non smuove di un centimetro il suo credo. Il resto lo fa la voce di Goria, cupa e intensa. Il quartetto riesce a creare qualche perla, ad esempio con il singolo "Nel Buio" oppure con "L'ultima notizia è la stessa di sempre", brano lanciato a mille dal buon Dan, ma non possiamo ignorare che, paradossalmente, i Petrol finiscono spesso sulla strada degli ultimi Marlene Kuntz. "Cera" il brano che apre il disco è l'esempio più lampante. Il resto si muove notturno e senza sussulti soprattutto in "Devo Andare Via Domani" e "Corro Inutile" e a volte è inquitante come in "Senza Alcuna Ragione". Bravi si, ma basta.
L'impressione è quella di avere a che fare con degli ottimi musicisti, un po' troppo convinti delle proprie idee, che si sono accontentati di svolgere il loro compito facendo le cose che hanno sempre fatto. Non li bocciamo. Li Rimandiamo. Alla faccia di Casasonica




Kings Of Leon - Because of the times


Chissà come se la passano i tre fratellini (più cugino) Followill, in arte Kings of Leon. Chissà se si sono dati alla vita da star o se sono rimasti i tre figli (più cugino) di un pastore protestante, grezzi schivi e molto tranquilli.
Vita privata a parte, sembrerebbe che questo bizzarro gruppo di cappelloni cresciuto tra funzioni religiose e viaggi in auto, goda di ottima forma.
Attesissimi nel loro terzo album, "Because of the times", non rinnegano le scelte musicali passate eppure riescono a cambiare quel giusto da far vedere una crescita artistica interessante.
Questo disco rispetto ai due precedenti ha suoni meno sporchi. E' più curato nella forma, più variagato nei suoni ma il colore e le sensazioni restano identiche al passato. In una parola: è più completo degli altri.
I Kings Of Leon propongono un rock polveroso, che ammicca spesso ai Led Zeppellin e agli anni '70, con una batteria che a volte picchia duro e una voce che sembra inaffiata dal whisky.
L'apertura è già qualcosa di particolare, 7'10" con "Knocked up" che proietta l'ascoltatore in pieno nel nuovo lavoro. Suono pulito e il rock dei Kings Of Leon che esplode. Subito dopo un altro bel brano interessante, "Charmer", blues bianco e urla isteriche del cantante in un pezzo semplicimente trascinante. Poi si passa a qualche nuova sensazione con "On Call" (il video è al fondo) e "McFearless", per poi darsi al rock sudista di "Black Thumbnail" e alle stravaganze di "My Party" e di "Ragoo".
E bravi i Followill, "Because of the times" incornicia questo gruppo, togliendoli l'etichetta di "promessa". Che Dio li mantenga così.








NEWS
Spaziale!


Gran bel cartellone per il Festival Spaziale, dello Spazio 211. Il locale di Via Cigna, oltre ad aver annunciato i Sonic Youth, ufficializza l'arrivo di quei simpatici pirloni grunge dei Mudhoney e dei Wilco. Inziamo bene!


Josh Homme, la dice giusta...


Lo aprezziamo come musicista ma il leader dei Queens Of The Stone Age, questa volta stupisce tutti con delle pillole di saggezza. Mentre parla del nuovo disco dei Queens, Homme commenta "E' l'era dell'indecisione, tutto l'album ha come tema l'indecisione (...) Nella nostra generazione, nessuno più vuol fare il muratore o lavorare in miniera. Tutti vogliono prolungare l'adolescenza il più possibile, rinviare il più possibile il momento di scegliere che cosa fare. E lo capisco, davvero. E mentre si cerca di prendere una decisione, tutti provano un po' di tutto, e tutti vorrebbero fare lavori artistici (...) Più il mondo si modernizza, più diventa complesso. Non so, veramente, se oggi c'è più il tempo per innamorarsi di qualcuno. Ci vuole fatica e pazienza per farlo, e pochi sono disposti a coltivarle per andare dove veramente vogliono. Si preferisce focalizzarsi su ciò che è più vicino e conosciuto, si prova a trovare un posto per sè stessi dove ci si senta comodi e al sicuro." Grande!

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lunedì, aprile 16, 2007

Baseball- Beisbol

Italia


Inizio non molto fortunato per le torinesi. L'Avigliana esce sconfitta dal difficile match con il Rimini. Perde 11-0 la prima sfida, ma mette a dura prova i padroni di casa nelle due restanti gare (4-2 e 5-1).

In Serie B, colpo gobbo del Cagliari che sbanca, 4-9 e 5-9, Torino, contro i Grizzlies. I biancoverdi sono apparsi un a corto di idee. La Juve 98 pareggia a Milano perdendo la prima gara per manifesta, 14-1, e vicendo la seconda di misura per 11-10. Bene il Novara che non ha problemi contro il Milano (4-10, 7-9), mentre il Vercelli va ko contro il Senago (4-9, 8-13)



Cuba


E' terminata proprio mentre stiamo scrivendo la settima sfida tra Santiago e Villa Clara.
Sette partite per decidere la seconda finalista del campionato.
E al Moncada, nella stupenda "città eroica" Santiago e Villa Clara hanno data vita a un'altra sfida intensa.
Finisce con la vittoria dei padroni di casa che piegano il Villa Clara per 18-8.
Gli Industriales invece hanno concluso senza problemi l'impegno nella semifinale contro l'Habana. 4-0. Quindi come per il campionato 2006 la finale vedrà contro Industriales - Santiago de Cuba. Speriamo che quest'anni cambi almeno il vincitore....

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sabato, aprile 14, 2007

Musica: Marlene Kuntz vs Signorina Else

Marlene Kuntz Vs Signorina Else







Un paio di piaceri della vita: vedere un film con accompagnamento dal vivo, sentire i Marlene Kuntz suonare. E allora? Marlene Kuntz vs Signorina Else era l'appuntamento del mese. Il cinema Massimo strapieno di fedelissimi Kunzici e dei soliti "Amici degli amici" della Torino bene. Gente insomma che o non sapeva dell'esistenza de "La Signorina Else" o che non sapeva dell'esistenza dei Marlene Kuntz. Un bel mix. Noi ignoravamo l'esistenza del film tratto da un libro di Arthur Schnitzler, lo stesso che ha ispirato Kubrick per "Eyes Wide Shut".




Il film. Il regista tedesco Paul Czinner realizza nel 1928 la versione cinematografica. Film incantevole, con una regia veramente convincente e impressionante, per la qualità e le idee, con un utilizzo costante del piano sequenza. Else è una giovane e graziosa figlia di una famiglia benestante di Vienna. Si reca in vacanza a St. Moritz con la zia e durante il soggiorno le arriva una lettera della madre con la richiesta di salvare il padre dall'imminente bancarotta. L'unico modo è chiedere i soldi a un ricco signore che soggiorna nello stesso albergo, che però vuole qualcosa in cambio da Else... Il conflitto interno di Else rappresenta la fase più concitata e interessante della pellicola, che termina con il suicidio della ragazza. Nota di cronaca, film adorato dal nostro idolo, Aki Kaurismaki, che spesso lo presenta in rassegna accompagnato da un'orchestra.

Marlene Kuntz. In questa veste l'effetto è veramente strabiliante. In una dimensione più avvezza all'artista aggiunto, il bassista Maroccolo e con l'aiuto della voce di Ivana Gatti, i nostri stupiscono fin dall'inizio. Improvvisano praticamente sempre e aprono con un base elettronica che sembra generata dal moog. Le distorsioni e il frastuono restano fuori dal contesto per più di metà film. I Marlene propongono suoni su suoni, delicati e inquientanti che s'appiccicano alla pellicola alla perfezione. Poi, si sente qualche nota di "Amen" da "Bianco Sporco" e ancora qualche suono tipico del gruppo. Fragore e batteria pesante.
E visibile l'emozione che i Marlene hanno provato. Al termine sorridono al pubblico che li accompagna con un lungo e meritatissimo applauso.





NEWS




Sonic Youth: 5 luglio a Torino
Un sogno che si realizza! I Sonic Youth a Torino per il mitico tour di "Daydream Nation", l'album uscito vent'anni fa e capolavoro assoluto. La gioventù sonica si esibirà al Festival Spaziale (presso lo Spazio 211). 25 euro i biglietti.




Noel Gallagher solista
Il leader degli Oasis, annuncia che sta lavorando a un album solista e nello stesso tempo al nuovo disco degli Oasis. Date incerte sulla realizzazione. Sarà una Gallagherata?






Libertines di nuovo insieme?
Ormai Pete Doherty è più noto (e ha rotto) per la sua storia con Kate Moss. Ma a dare una svolta alle cronache ci pensa la reunion del tutto improvvisata (pare...) dei Libertines. In un concerto di Doherty, Carl Barat è salito sul palco e insieme hanno suonato i vecchi pezzi dei Libertines. I giornali avranno da scrivere, ora, su un'eventuale reunion del gruppo.






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giovedì, aprile 12, 2007

Cinema "Le Vite Degli Altri"

Cinema
Recensione "Le Vite Degli Altri"






Scuotilo e guardalo attentamente. Giralo, capovolgilo. Non se cava niente. "Le vite degli Altri" è un film compatto, preciso e perfetto, sotto ogni aspetto. Non un capolavoro, ma un film riuscitissimo. Intelligente e coinvolgente. Talmente riuscito da vincere l'oscar come miglior film straniero. Talmente intelligente da creare tanti buoni motivi di riflessione. Il potere e i suoi mezzi di controllo. E' vero che si parla della DDR, della storia tedesca, della Stasi, ma giornali alla mano anche nel nostro mondo "libero" le cose non sono tanto diverse. Se ne accorge per primo il buon Pollack che compra subito i diritti per una versione made in USA, a quanto pare, sul "Patriot Act".
"Le vite degli altri" oltre al duplice aspetto storico e d'attualità ha anche il notevole pregio di riuscire a tenere sempre altissima la suspance, oscillando tra spy story e thriller e usando comunque una narrazione lineare e semplice. In qualche caso strappa un sorriso e ammicca in rarissimi e veniali casi al pubblico.

La riproduzione della DDR è curata nei minimi dettagli. Dai luoghi, all'atmosfera plumbea per arrivare alle ingenuità socialiste e per finire con il temibile sistema di polizia della Stasi e il suo obiettivo di "sapere tutto".
Siamo nel 1984 e il capitano di ferro Gerd Wiesler è un apprezzato dirigente della Stasi, noto per la sua bravura negli interrogatori e per la sua cieca fedeltà al regime. Gli viene affidato l'incarico di spiare una coppia di artisti, l'autore teatrale Georg Dreyman e sua moglie Christa Maria Sieland, apprezzati dal governo ma anche molto invidiati. L'incontro con i due aprirà a Wiesler gli occhi sul regime facendo emergere il suo lato umano.

Se la storia non difetta in nulla è altrettanto perfetta l'interpretazione. Uno su tutti il capitano Wiesler interpretato da Ulrich Muhe. Intenso e convincente nel suo passaggio da macchina del regime inflessibile e perfetta a uomo con dei sentimenti. Tra l'altro, come riportano le cronache, Muhe, ha vissuto una storia simile. Noto attore teatrale dell'est è stato spiato per anni dalla moglie informatrice della Stasi...
Ottimi anche gli altri protagonisti, Sebastian Koch, nel ruolo di Georg Dreyman, e la moglie arrivista Martina Gedeck.
Non c'è che dire, un bel colpo per il regista, dal nome impronunciabile, Florian Henckel Von Donnersmarck, che giovanissimo e con un piccolo curriculum conquista addirittura l'Oscar. Forse un colpo pure troppo grosso. Perchè o siamo davanti a un nuovo genio, oppure vivrà la sua carriera con l'eterno paragone di questa straordinaria storia.







Titolo originale: Das Leben Der Anderen
Nazione: Germania
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 137'
Regia: Florian Henckel von Donnersmarck
Sito ufficiale: http://www.sonyclassics.com/thelivesofothers/
Cast: Martina Gedeck, Ulrich Mühe, Sebastian Koch, Ulrich Tukur, Thomas Thieme, Hans-Uwe Bauer, Ludwig Blochberger, Werner Daehn
Produzione: Bayerischer Rundfunk, Creado Film, Wiedemann & Berg Filmproduktion
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Oscar 2007 06 Aprile 2007 (cinema)

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martedì, aprile 10, 2007

Baseball - Beisbol

Baseball - Beisbol



News dal Fronte

L'eroe di mille battaglie è tornato. Grazie alla collaborazione con il Wild Pitch Group, Brian Brown è tornato a mandarci sue notizie. Per ora in versione Beta. Accesso dal solito link a lato.
Poi abbiamo una blog radio, i cui pezzi sono già ascoltabili sui siti myspace dei relativi artisti. Stay tuned....una sorpresa ci attende.



Italia

Conto alla rovescia per l'inizio dei campionati. Avigliana già in campo venerdì contro il Rimini. Poi sabato sarà la volta dei Grizzlies che giocheranno in casa contro il Cagliari. La Juve è attesa a Milano.

Cuba

Spettacolare semifinale tra Santiago e Villa Clara. Allo stadio Moncada di Santiago, gli ospiti beffano i padroni di casa in una partita spettacolare. Finisce 5-4 grazie ai tre punti ottenuti nel quinto inning. Gara 2 altrettanto spettacolare. Il Santiago riesce a battere gli avversari, 3-2, soltanto al decimo inning.

Molto più rilassato il clima dall'altra parte dell'isola. Gli Industriales sono in vantaggio 2-0 contro i cugini dell'Habana, grazie alle vittorie per 3-1 e 4-0 nel monumentale Latinoamericano.

venerdì, aprile 06, 2007

Cinema: Still Life

Cinema

Recensione "Still Life"






Contrasti contro contrasti. La Cina tra passato e futuro. Lo spettatore tra noia e stupore. Facce e commenti esasperati del pubblico, contro chi declama questo film. Storie di quotidiana paranoia cinese colpita dalla frenesia dello sviluppo.
Difficile dare un giudizio univoco.
Il paragone tra il vecchio e il nuovo che avanza parte da un noto fatto di cronaca, la costruzione della diga delle Tre Gole. Opera titanica fortemente voluta dal governo cinese, che prevede la distruzione di alcuni centri urbani, sfollamento della popolazione e inevitabile distruzione della storia millenaria e dei ricordi.
Il percorso di critica sociale e politica inizia proprio qui. E' affascinante e impeccabile quando propone scene di un'intelligenza straordinaria mettendo lo spettatore di fronte alla realtà con un'ironia molto, molto, amara.
Minatori cinesi, in canotta, bravissimi a usare il cellulare. Cinesi vestiti con abiti storici, alla caccia di un record sul Gameboy. Battelli pieni di gente che emigra, accompagnata da una guida turistica che magnifica il progetto della diga.
Sullo sfondo una città, Fengjie, apocalittica in distruzione. Demolitori, martellate ed esplosivo. Gli anziani che protestano, i giovani che vivono sereni.

Su questa ottima struttura Jia Zhang-Ke aggiunge la storia di due persone. Con una divisione narrativa in capitoli aperta da oggetti (sigarette, thè, caramelle) si narra la storia del minatore Han Sanming che ritorna a Fengjie a cercare la moglie da lui abbandonata sedici anni prima e Shen Hong, infermiera, che torna a in cerca del marito scappato di casa due anni prima. Purtroppo la vicende umana appaiono come un atto dovuto per giustificare il film. Le due cose (cioè la storia e la critica) sembrano viaggiare su due piani diversi senza quasi mai intrecciarsi. I personaggi restano piatti, poco approfonditi e le loro vicende non scuotono e non impressionano.
La regia svolge serena il suo compito, a parte le scene geniali di cui sopra, restando molto sobria. Tra il grigiore della città, l'umido del paesaggio e la tristezza dei personaggi, il rischio di dire "Ma chi me l'ha fatto fare" è alto.

Forte del suo titolo, azzeccatissimo, "Natura morta", il film, nel bene e nel male, raggiunge il suo scopo di fotografare il drastico cambiamento in atto in Cina.
Non a caso sono seguite tutta una serie di polemiche. Il governo cinese ha osteggiato a lungo questa pellicola, mollando un po' la presa dopo che il film ha vinto il "Leone D'Oro". Già, Venezia l'ha premiato. Si è sollevato un polverone, dubbi, critica e come al solito...contrasti.




Titolo originale: Sanxia haoren
Nazione: Cina
Anno: 2006
Durata: 108'
Regia: Jia Zhang-Ke
Sito italiano: www.luckyred.it/stilllife/
Cast: Sanming Han, Hong Wei Wang, Tao Zhao
Produzione: Shanghai Film Studios, Xstream Pictures
Distribuzione: Lucky Red

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mercoledì, aprile 04, 2007

Musica: Verdena e Silvestri


VERDENA "REQUIEM"



Bang! E' con uno sparo che i Verdena aprono il loro lavoro. Bang! E "Requiem" è un proiettile che esce veloce, veloce, pericoloso e letale. "Requiem" è il contrario del suo titolo. E' l'album che li consacra, per chi aveva ancora dei dubbi, tra i gruppi rock italiani di qualità.

Tagliente e rabbiosamente cupo già dalla scarna copertina, "Requiem", è un disco molto convincente sotto ogni aspetto. Si snoda tra percorsi seventies, psichedelici, sfumature da "gioventù sonica", ma soprattutto stoner.
"Don Calisto" è la prima canzone dopo l'intro e ha l'onore di continuare la deflagrazione lanciando a mille chitarre pesanti e batteria che pesta duro. Episodi che si ripetono in "Non prendere l'acme Eugenio", nella rabbiosissima "Isacco Nucleare", nel convincente stoner di "Canos" e nella urla di "Was?".
Il singolo "Muori Delay", poi, è una di quelle canzoni destinate a entrare nella storia del gruppo e in quella del panorama rock italiano. Perfetta sotto ogni punto di vista, con l'aggiunta di avere un video bellissimo (al fondo del post)
Dal rock acido e tagliente si passa alla psichedelia rappresentata dalla distorta ballade "Angie" e da "Trovami un modo per uscirne". Interessanti anche i brani "Gulliver" e "Sotto prescrizione medica del dott. Huxley". Due pezzi, superiori ai dieci minuti, che prendono per mano l'ascoltatore, portandolo in giro per tutto l'album, facendolo vagare con la mente.

Niente da dire, è quello che ci voleva.


SILVESTRI "IL LATITANTE"


La paranza è una danza/che ti riempe di soldi la stanza/ e se sei cantautore che ha intelligenza / rende la carriera più st..
Questa è la nostra versione de "La Paranza". La nota e orecchiabile canzoncina sanremese, che impazza nelle classifiche, in radio e probabilmente fa già parte della tracklist di qualche locale latinoamericano. Oh, niente da eccepire a livello tecnico. Coglie nel segno di brutto e ti entra nel cervello per non uscirne più. E' divertente. Demenziale.
Peccato però che sia Silvestri l'autore. Uno dei migliori cantautori italiani, ironico, intelligente, un po' alla Gaetano. Ancor peggio è il fatto che "Il Latitante" è un disco in sintonia con i ritmi e i tempi del Silvestri più apprezzato. Canzoni, esistenzialiste, ironiche con suoni lontani dalla tradizione italiana...ma poi...eccola lì. "La Paranza". Ammiccante e luccicante, demenziale e commerciale, riesce nei suoi 4' di lunghezza a sminuire la qualità artistica del resto dell'album. Fosse stato un singolo a se, non avremmo avuto nulla da dire. Ma qui stona. Tantissimo.
Canzoni interessanti come "Faccia di Velluto", o le autocitazioni di "Il Suo Nome" e "Gino e l'alfetta" o la gaetanissima e di parte "Che Bella Faccia" sbandano grazia alla paranzata.
Il segno è chiaro. Non è più il Silvestri dell'album d'esordio, non è più quello di Cohiba, ma è andato oltre anche a "Unò e duè". A noi manca, perchè al di là delle presenze sanremesi è sempre stato uno che ha messo idee e testi, spesso di parte, prima di tutto. Peccato che ora sia diventato "Il Latitante".








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lunedì, aprile 02, 2007

Baseball- Beisbol




ITALIA
La Juve 98 ha vinto il primo memorial Cameroni, battendo in finale i Grizzlies Torino 48. Torneo fortemente limitato dal maltempo, ma comunque interessante vetrina per la stagione che sta per iniziare







CUBA





Le due finaliste dello scorso anno, Santiago e Industriales sono le prime due squadre che si sono qualificate per le semifinali. Entrambe le squadre hanno concluso la serie contro sul 3-1. Il Santiago ha battuto il Camaguey, mentre gli Industriales hanno eliminato il Sancti Spiritus. Molto più complesso il cammino del Pinar Del Rio che si trova sul 2-2 contro l'Habana. Sorprende invece il Las Tunas per ora in vantaggio per 2-1 sul Villa Clara.

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