Cinema: Il Divo
recensione
Il Divo
Come osa il Sig. Sorrentino Paolo toccare una delle icone italiane? E soprattutto come si permette di realizzare un film perfetto
sull’argomento? Talmente perfetto che lo fa diventare di diritto uno dei migliori, se non il migliore, regista italiano contemporaneo.
“Il Divo”. Potere, misteri, affari sporchi della Repubblica Italiana. Il divo: Giulio Andreotti. L’uomo da cui e su cui, si dice, siano passate più della maggior parte delle vicende italiche.
Facile sarebbe pensare a un film d’accusa, un mix tra il documentaristico e il giornalistico, una miscela tra Moore e Travaglio.
Invece è proprio sul come che Sorrentino, sbalordisce e sbaraglia. Apre con un glossario sui fatti e personaggi italiani. Poi, è il grottesco che la fa da padrone e diabolici sorrisi spuntano qua e là. La regia è affascinante grazie a un mix di immagini che vanno dal poetico al veloce. Incastri di oggetti con immagini e luci, con l’aggiunta di sovraimpressioni sbilenche che accentuano il lato, se consentite il termine, pulp di alcune scene. Musica, fattore importante per i lavori di Sorrentino chiaramente non delude, sottolineando momenti e situazioni con una vastissima gamma di scelte sonore che oscillano dalla classica ai “Ricchi e Poveri”, chiudendo con “Da, Da, Da” dei Trio.
Forse, a ben vedere, ingrandendo il raggio d’azione, “Il Divo” non è solo un film su Andreotti. E’ un film sul potere occulto. Prova ne è, che lo stesso potere, rappresentato e gestito dal gobbo senatore a un certo punto gli gira le spalle. E’ proprio da quel periodo cruciale, un bivio fondamentale per la vita di Andreotti e della repubblica, che il film parte. Primi anni ’90. Mani pulite è alla porta. Il VII governo Andreotti ha grossi problemi e pian piano si sta sfaldando, così come
La figura che traspare del senatore è proprio quella che l’immaginario collettivo, più scaltro, si figura. Un uomo ambiguo, che sa, che forse ha fatto, che ha voluto e premeditato, come dichiara il personaggio in un monologo che costituisce la parte più forte del film. Vicende non chiare l’hanno visto in mezzo: l’omicidio Pecorelli, quello di Dalla Chiesa, il sequestro Moro e la collusione con
Toni Servillo, irriconoscibile, rende una forma di Giulio Andreotti, che come negli intenti di Sorrentino non è un sosia, ma un’assonanza con l’esplicito paragone a Helen Mirren in “The Queen” di Frears. L’obiettivo è ampiamente raggiunto e l’interpretazione dell’attore rende ancora più gustoso il lato grottesco della pellicola. Degnissima spalla è Anna Bonaiuto nel ruolo della Sig.ra Andreotti, così come è precisa Piera Degli Esposti come segretaria del politico.
Ottimo poi tutto l’entourage andreottiano. Strepitoso il Pomicino di Buccirosso, ottimo il Lima di Colangeli e meraviglioso la trasposizione, di Giulio Bosetti di Eugenio Scalfari che intervista Andreotti.
Clamore, come ovvio, ne ha suscitato tanto. Dalla frase “è una mascalzonata” di Andreotti, poi rimangiata a critiche di parte piuttosto imbarazzanti. Ma si sa in Italia certe cose e modi non moriranno mai, così come il dubbio: chi è veramente Andreotti?
| Titolo originale: | Il Divo |
| Nazione: | Italia |
| Anno: | 2008 |
| Genere: | Drammatico |
| Durata: | 110' |
| Regia: | Paolo Sorrentino |
| Sito ufficiale: | www.luckyred.it/ildivo/ |
| Cast: | Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Giorgio Colangeli, Piera Degli Esposti, Alberto Cracco, Lorenzo Gioielli, Paolo Graziosi, Gianfelice Imparato, Massimo Popolizio, Aldo Ralli, Giovanni Vettorazzo |
| Produzione: | Indigo Film, Lucky Red, Parco Film, Babe Film |
| Distribuzione: | Lucky Red |
| Data di uscita: | Cannes 2008 28 Maggio 2008 (cinema) |
Etichette: Cinema

2 Comments:
Interesante film
Ciao kenny!! leggo domani la tua recensione poichè vado stasera a vedere il film, domani magari vedo se darti raggione oppure no!!
saluti
Simone
Posta un commento
<< Home