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mercoledì, luglio 02, 2008

Cinema Trash: Biancaneve & Co.

¡BASURA!

come fare un film peggiore di quelli di Muccino e diventare un mito


Biancaneve & Co.


(ITA-1982-M.Bianchi)



Quando il Walter Veltroni aveva ancora delle idee precise e di mestiere faceva il giornalista/politico, emise, metà anni 90, un editto che riabilitò i B-movies italiani.

Fino ad allora Edwige Fenech, Barbara Bouchet e Gloria Guida si vergognavano profondamente di tutto ciò che avevano fatto. Lino Banfi, Alvaro Vitali e Renzo Montagnani erano eroi nazionali osannati però lontano dai salotti dell’intellighenzia italiana. Carbonari.

Poi il Walter ha riabilitato tutto. Le suddette attrici andavano in giro tronfie di tutto ciò che avevano fatto. Banfi, Vitali e Montagnani iniziarono ad essere, ufficialmente, argomento di dibattito anche nei salotti buoni. I vari colonelli, infermiere, pierini e liceali rieditati e trasmigrati in dvd-versione deluxe.

Ecco. Però da questa lista deve essere rimasto fuori “Biancaneve & Co.”. Perché sfido chiunque a trovare una citazione che rivaluti questa opera, oppure a segnalare un passaggio in TV. Nulla di nulla.

A vederlo in effetti si capirebbe anche il motivo. Trattasi della versione soft-core della nota fiaba e già il fatto di essere soft lo sminuisce di fronte alle tante versioni hard-core molto più note.

Alla regia abbiamo un certo Mario Bianchi che scartabellando su internet può andare orgoglioso un curriculum artistico che lo vede alla regia di film i cui titoli evocativi farebbero invidia alla scena del videonoleggio di Clerks. Sentite che meraviglia: “Analità profondo... orgasmi del secondo canale” “Cavalla per stalloni doc... bocca calda mani di velluto” “Una famiglia per pene”.

Tornando al nostro “Biancaneve & Co.” può annoverare anche un cast a dir poco stellare. Michela Miti meglio nota come la supplente di Pierino è Biancaneve. Gianfranco D’Angelo nel ruolo dello specchio, Franco Bracardi come Locandiere, Oreste Lionello nel ruolo del Mago Magone, Tiberio Murgia e Enzo Garinei nei panni di Godolo e Stronzolo.

Tutti quanti inseriti in una pellicola che definire trash è dire poco. Battute e interpretazioni low-cost che si poggiano su una sceneggiatura scritta forse in un giorno e una scenografia fatta di boscaglia di periferia e case rurali. La storia è quella di Biancaneve con qualche licenza poetica. La matrigna vuole sempre uccidere Biancaneve, ma lei si salva, dando la sua verginità al killer (altro nome…Gianni Magni). La principessa poi va in giro per il regno, abbastanza ignuda e gioconda incappando poi nei Sette Saggi. Saggi e non nani, manco lo sforzo di farli nani! Un po’ più bassini si, ma non nani! E’ inutile che vi dica che Biancaneve non ripaga l’ospitalità con faccende domestiche…

Chiusura col botto di grande intelligenza artistica. Il principe arriva, Biancaneve però è ormai esperta e necessita di operazione per recuperare la virtù perduta. I saggi nani sferragliano.

Tanto per cambiare è un film apprezzabile soprattutto per il fatto che nessuno se lo fila! Michela Miti poi non è affatto male e sicuramente avrebbe meritato più successo di quanto ha realmente avuto. La ricordate no?


Giudizio Trash: Per gli amanti del trash italico è una perla da non perdere

Reperibilità: rarissima e su internet

Curiosità: una sola, ma nostra “Perché?”




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