Cinema: Ultimatum Alla Terra
Cinema Recensione
Ultimatum Alla Terra
“Michael Rennie was ill the the day the earth stood still”. Se Micheal Rennie era malato, come dice la canzone d’apertura del “Rocky Horror Show” durante “Ultimatum alla terra”, del 1951 ora dopo il re
make del 2008 si farebbe ricoverare.
Ed è proprio vero quello che dicono le due versioni, cioè che noi stiamo rovinando il pianeta e/o il Mondo. Certo, verissimo, soprattutto a partire dal cinema hollywoodiano, si direbbe, che ormai a corto di idee va a ripescare vecchi film, riproponendoli in versione rinfrescata ma con scarsi risultati.
“Ultimatum alla Terra” versione 2008 non ha nulla a che vedere con quello del 1951. La storia è più o meno simile, ma a questo gli manca il sale, la poesia, lo stupore e quel “fai da te”, tanto caro agli sci-fi dell’epoca che faceva simpatia a prescindere dalla storia.
L’originale fu poi un colpo a sorpresa, uno sci-fi che ebbe la sfacciataggine di essere totalmente pacifista in tempi di guerra fredda. Questo parla di ecologia. Sai che novità. Ne parlano tutti e in tutti i modi. Dai radar ai touch screen, gli anni passano, ma anche sugli effetti speciali siamo proprio sul misero, così come è misero di espressioni il personaggio dell’alieno Klaatu interpretato da Keanu Reeves. Si sforza e lo rende glaciale al massimo, bravo, ma alla fine l’effetto è fastidioso.
Si, “Ultimatum alla terra” proprio non incide, non morde e nemmeno fa riflettere l’arrivo di questo Klaatu, accompagnato da un robottone gigantesco, giunto da noi col fine di attuare un piano di eliminazione della razza umana perché sta rovinando il pianeta terra.
Sarà anche questo verissimo, ma se non altro il Rennie/Klaatu del 1951 era un Signor Alieno arrivato qui solo per avvisarci dei rischi che avremmo corso “Se…”, senza velleità di farci fuori, senza uccidere nessuno. Se si arrabbiava al massimo distruggeva le armi.
Il Reeves invece non ci pensa nemmeno tanto a portarsi avanti col lavoro suscitando l’interesse e l’ascolto di pochi cervelloni progressisti. In particolar modo una scienziata astrale che si porta dietro il figliastro di colore (Jaded Smith figlio di Will Smith), dando così quel tocco di politically correct che in film come questi non stona mai.
L’unica cosa degna di nota oltre al grande John Cleese è che le trattative con l’alieno le porta avanti il segretario alla difesa. Una donna. Kathy Bates. Segno che anche i film di fantascienza hanno scaricato l’uscente figura del Presidente. Non che i risultati siano migliori, lei è ottusa come tutti gli altri.
Ma quel che è peggio di tutto è che non si sente mai dire “Klaatu, Barada, Nikto!”. La frase che usava Micheal Rennie per disattivare il robottone Gorth e che da sondaggi è considerata una delle più famose e amate del cinema di fantascienza. Passano i tempi e cambiano le tecnologie e naturalmente Reeves non la usa, usando qualche altro metodo più moderno che passa inosservato. Come il film d’altronde.
make del 2008 si farebbe ricoverare.Ed è proprio vero quello che dicono le due versioni, cioè che noi stiamo rovinando il pianeta e/o il Mondo. Certo, verissimo, soprattutto a partire dal cinema hollywoodiano, si direbbe, che ormai a corto di idee va a ripescare vecchi film, riproponendoli in versione rinfrescata ma con scarsi risultati.
“Ultimatum alla Terra” versione 2008 non ha nulla a che vedere con quello del 1951. La storia è più o meno simile, ma a questo gli manca il sale, la poesia, lo stupore e quel “fai da te”, tanto caro agli sci-fi dell’epoca che faceva simpatia a prescindere dalla storia.
L’originale fu poi un colpo a sorpresa, uno sci-fi che ebbe la sfacciataggine di essere totalmente pacifista in tempi di guerra fredda. Questo parla di ecologia. Sai che novità. Ne parlano tutti e in tutti i modi. Dai radar ai touch screen, gli anni passano, ma anche sugli effetti speciali siamo proprio sul misero, così come è misero di espressioni il personaggio dell’alieno Klaatu interpretato da Keanu Reeves. Si sforza e lo rende glaciale al massimo, bravo, ma alla fine l’effetto è fastidioso.
Si, “Ultimatum alla terra” proprio non incide, non morde e nemmeno fa riflettere l’arrivo di questo Klaatu, accompagnato da un robottone gigantesco, giunto da noi col fine di attuare un piano di eliminazione della razza umana perché sta rovinando il pianeta terra.
Sarà anche questo verissimo, ma se non altro il Rennie/Klaatu del 1951 era un Signor Alieno arrivato qui solo per avvisarci dei rischi che avremmo corso “Se…”, senza velleità di farci fuori, senza uccidere nessuno. Se si arrabbiava al massimo distruggeva le armi.
Il Reeves invece non ci pensa nemmeno tanto a portarsi avanti col lavoro suscitando l’interesse e l’ascolto di pochi cervelloni progressisti. In particolar modo una scienziata astrale che si porta dietro il figliastro di colore (Jaded Smith figlio di Will Smith), dando così quel tocco di politically correct che in film come questi non stona mai.
L’unica cosa degna di nota oltre al grande John Cleese è che le trattative con l’alieno le porta avanti il segretario alla difesa. Una donna. Kathy Bates. Segno che anche i film di fantascienza hanno scaricato l’uscente figura del Presidente. Non che i risultati siano migliori, lei è ottusa come tutti gli altri.
Ma quel che è peggio di tutto è che non si sente mai dire “Klaatu, Barada, Nikto!”. La frase che usava Micheal Rennie per disattivare il robottone Gorth e che da sondaggi è considerata una delle più famose e amate del cinema di fantascienza. Passano i tempi e cambiano le tecnologie e naturalmente Reeves non la usa, usando qualche altro metodo più moderno che passa inosservato. Come il film d’altronde.
Etichette: Cinema

9 Comments:
ma in che film si dice Klato barada Nicto? porca paletta non ricordo.
Fabio aiuto.
La casa 2?
l'armata delle tenebre?
(il nemico di salvagno e beccaria)
La famosa frase di una ipotetica lingua aliena è entrata nell'immaginario collettivo, tant'è che molti altri artisti l'hanno citata in svariate opere. Ne L'armata delle tenebre viene usata dal protagonista come formula magica. George Lucas padre di Guerre Stellari, ne Il ritorno dello Jedi del 1983, utilizza le singole parole per dare il nome a tre alieni della corte del signore del crimine Jabba the Hutt. Ma vi sono anche citazioni in svariati film (Tron), telefilm ( X-Files, Genitori in blue jeans, I Simpson, Farscape, Johnny Bravo), in alcuni romanzi (The Armageddon Rag di George R. R. Martin e Mucho Mojo di Joe R. Lansdale) e anche nel mondo dei videogiochi (SimCity 2000, Grand Prix 2, Sam & Max Hit the Road, Sacrifice, World of Warcraft) nonché del software: digitando "about:robots" nella barra degli indirizzi di Firefox 3 la linguetta della "pagina nascosta" risultante ha questo titolo come citazione.
della serie se faccio una domanda mi si dia una risposta.
Trovato.
è quel balengo dell'armata delle tenere che non se la ricorda dopo che il vecchio la ripete per 6 volte almeno.
fantastico cinema altro che la merda di oggi.
questo è uno dei film più brutti mai visti ma i dialoghi chi li ha scritti un bambino di 5 anni???
comunque fabio puoi evitare di copiare le tue recensioni non sei un professionista.....
Anonimo di sopra...
eh?
Cosa è che farei?
Copio? Ah...e da dove di grazia?
nessuno tocchi Granaro.
I post con la spiegazione di Klaatu barada Nikto li ho postati io copiandoli dalla Wikipedia.
per rispondere a me stesso sulla domanda precedentemente posta.
mi sono fatto una domanda e mi sono dato la risposta.
avrei potuto evitare tutto quel casino ma i miei neuroni sono lenti e quindi avevo già postato il tutto.
sono anche lo stessoche poi si è congratulato con sè stesso per essersi dato una risposta, perchè oltre ad avere i neuroni lenti sono anche un cazzo di schizofrenico.
Ciau Balengo
Granaro è una persona seria.
Non un Salvagno o Beccaria qualsiasi.
nessuno tocchi Granaro.
I post con la spiegazione di Klaatu barada Nikto li ho postati io copiandoli dalla Wikipedia.
per rispondere a me stesso sulla domanda precedentemente posta.
mi sono fatto una domanda e mi sono dato la risposta.
avrei potuto evitare tutto quel casino ma i miei neuroni sono lenti e quindi avevo già postato il tutto.
sono anche lo stessoche poi si è congratulato con sè stesso per essersi dato una risposta, perchè oltre ad avere i neuroni lenti sono anche un cazzo di schizofrenico.
Ciau
Granaro è una persona seria.
Non un Salvagno o Beccaria qualsiasi.
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