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Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: marzo 2008

venerdì, marzo 28, 2008

Cinema recensione: La Banda


Cinema
"La Banda"




Cristiani, mussulmani ma non è più semplice essere unicamente esseri umani? Questa è la domanda che si pone “La Banda”, commedia agrodolce israeliana con sfumature da favola. Favola? Si, se pensiamo che il fulcro del film è l’amicizia tra Israele ed Egitto. Argomento volutamente e provocatoriamente cercato e soprattutto centrato. Il regista esordiente Kolinrin, riesce a parlare di una situazione spinosa, delle note differenze (religiose) senza parlare di religione e senza parlare di politica. Mostrando come si diceva all’inizio che più di ogni altra cosa siamo esseri umani. Tutti con problemi e sogni.
“La Banda” è uno di quei film indipendenti, sapientemente in bilico tra commedia e dramma. Sapientemente in grado di farti sorridere e di farti riflettere. Partendo da un’idea usata tantissime volte, bande o gruppi musicali, il film di Kolinrin narra una vicenda, disincatata che ha delle sue, tante, situazioni paradossali un aspetto comico esilarante.
La banda della polizia di Alessandria D’Egitto è un microcosmo complesso in cui spiccano il generale Tawfiq, leader induscusso, il vice Simon con velleità di carriera e Haled un giovane rampante e amante della vita notturna.
Il gruppo composto da otto elementi, viene invitato a Petah Tikva, una grande città israeliana, per l’inaugurazione di un centro culturale arabo. Un po’ per problemi burocratici un po’ per problemi…mentali…il gruppo sbaglia pullman e finisce a Bet Hatikva uno sperduto paesino desertico dove "non c'è nessun centro culturale arabo, non c'è cultura nè israeliana nè araba". Gli otto elementi, costretti a rimanere per la notte, vengono ospitati da alcuni abitanti del paese vivendo una notte indimenticabile.


La storia da qui si biforca in tre percorsi differenti. L’uscita serale di Tawfiq con la proprietaria del ristorante, la serata in "discoteca" di Haled con un gruppo di giovani e la cena di Simon e di altri tre componenti a casa di una famiglia del luogo. Nascono tre situazioni differenti, la prima romantica, la seconda comicissima e la terza tra gli isterismi di un menage famigliare. Tutte convincenti e ben strutturate.
Tante le scene e immagini su cui bisognerebbe soffermarsi. Forse, per noi, quella più d’impatto è la scena finale in cui la banda si esibisce a Petah Tikva, tra lo sventolio delle bandiere isrealiane ed egiziane.

Per tutta la pellicola aleggia una certa presenza importante. Kolinrin sembra seguire alcuni dogmi del divino Kaurismaki. Un po’ di Leningrad Cowboys, se vogliamo, visto il tema del viaggio-musicale e le situazioni paradossali, visto il leader dittatoriale e tutto di un pezzo e visto l’attaccamento morboso alla divisa (che mai viene abbandonata). In altri casi, molto più tecnici, Kolinrin gioca sui dettagli, sulle contro scene, sulla luce, proprio come il grande regista finlandese, senza però dare l’impressione di esserne un clone.

Kolinrin prova a raccontare un suo sogno, una sua speranza. Purtroppo però il suo film non è stato trasmesso nei paesi arabi e nemmeno al festival di Dubai. Paradosso dei paradossi non è stato ammesso nemmeno alla corsa agli Oscar per miglior film straniero. Perché le regole dell’Accademy Awards prevedono che le pellicole, in corsa per quella categoria, debbano essere parlate almeno per il 50% in lingua straniera, mentre il film di Kollinrin ha parecchi dialoghi in
inglese. C’è ancora tanta strada da fare per cambiare convinzioni e vecchi pregiudizi.

Titolo originale: The band's visit
Nazione: Israele, Francia
Anno: 2007
Genere: Commedia, Drammatico
Durata: 90'
Regia: Eran Kolirin
Sito ufficiale: www.thebandsvisit.com
Cast: Ronit Elkabetz, Sasson Gabai, Uri Gavriel, Imad Jabarin, Ahuva Keren, Rubi Moskovitz, Khalifa Natour, Eyad Sheety, Saleh Bakri
Produzione: July August Productions, Bleiberg Entertainment, Sophie Dulac Productions
Distribuzione: Mikado



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mercoledì, marzo 26, 2008

Baseball e Beisbol

Cuba parte la postemporada




Non è stato il campionato più esaltante di questi ultimi anni e la cronaca ha un po' messo in secondo piano l'evento, ma nel campionato più bello del mondo è il momento dei playoff.
Otto squadre che da domani inizieranno la corsa alla corona, detenuta dalle Avispas di Santiago. La squadra della città donde el ciel es siempre azul ha ottime possibilità di mantenere il titolo di campione in carica e di arrivare per la quarta volta consecutiva alla finale. Degno avversario potrebbero essere i Vaqueros de La Habana, unica squadra, con Santiago ad aver superato il tetto delle 60 vittorie.




Questi gli abbinamenti: Santiago - Las Tunas; Villa Clara - Ciego De Avila; Pinar Del Rio-Industriales; La Habana - Sancti Spiritu




World Classic




Decisi i gironi per il World Classic 2009. L'Italia giocherà a Toronto, contro Canada, Stati Uniti e Venezuela.




Gli altri gironi:




Girone A: Cina, Taipei, Giappone, Corea



Girone B: Australia, Cuba, Messico, Sud Africa



Girone D: Repubblica Dominicana, Panama, Portorico, Olanda



Piemonte




Al freddissimo Memorial Cameroni, vince il Novara in finale con l'Avigliana. Occhi puntati sulle rinnovate formazioni piemontesi, oltre a Novara ed Avigliana c'era grande attesa per il Giubileo o Juve98. Terzo posto per la squadra di Torino che batte nella finalina 3-0 il Milano.


Ci arrendiamo al furor di popolo e pubblichiamo i primi contributi per il new deal torinese. Per mandare i vostri usate il form. Garatito l'anonimato come in questo caso...(specifichiamo che non è roba nostra!)







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mercoledì, marzo 19, 2008

Musica: Nick Cave & The Bad Seeds, Elio e Le Storie Tese










Nick Cave & The Bad Seeds
"Dig!!!, Lazarus, Dig!!!"


Dice "Perchè le 3 del mattino è sempre l'ora preferita per cadere in depressione, mettere su un cd di Nick Cave e suicidarsi?". Forte di questa bellissima battuta tratta dal film "E morì con un felafel in mano" ho sempre catalogato Nick Cave come poeta deprimente. Poeta, si, perchè comunque gli ho sempre riconosciuto una notevole bravura e apprezzato il suo cameo in "Il Cielo sopra Berlino", ma veramente l'etichetta del "deprimente" non sono mai riuscito a toglierla. Non che il nostro ci abbia mai provato. Almeno fino a ieri. Pessimismo e depressione.
Poi l'orecchio cade sul nuovo singolo "Dig, Lazarus, Dig!!!". Title track. E sorpresa...il triste Cave sembra essersi addentrato in nuovi territori e spara una canzone che addirittura suona allegrotta, aiutata anche dal video in cui Nick se la balla e canta (che brutto che è!).
Merita maggiore attenzione questo nuovo disco e arrivano ancora soprese. Nick Cave dona un rock suberbo, meno crepuscolare del solito, ottimo, a volte distorto a volte tracciato in su una linea retta, talmente semplice da essere spiazzante. I Bad Seeds che stanno dietro macinano suoni adatti per la cupa voce del cantore neo cinquantenne, vagando anche con un diabolico organetto molto, molto retrò che si spiaccica ad hoc sulle melodie.
L'inizio è un tuffo al cuore. La title track e poi "Today's Lesson" sono il biglietto da visita di un disco che non delude proprio mai.
Sembrerà che il cupo Nick sia diventato Arlecchino...beh...in realtà l'essenza poetica dark non è mutata. Le parole sono pesanti, dense e nubolose e non mancano i pezzi da reietti vagabondi notturni come "Night Of The Lotus Eaters" al quale si alternano delle sferzate rock come "Albert Goes West" o "Lie Down Here" senza contare il sixties di "Midnight Man".
Il nuovo Nick Cave saluta tutti con gli otto minuti di "News From Nowhere", un altro pezzaccio azzeccato che sembra la summa di tutto quello appena sentito. Un ultima enunciazione di un poeta che sembra non volersi crogiolare sulle sue idee. Alla ricerca di nuovi spazi. E noi sorridiamo.
Elio E le Storie Tese
"Studentessi"


Parlare di un disco di "Elio & Le Storie Tese" è un gran casino. Perchè da un lato se hai iniziato ad ascoltarli quando facevi terza media con i "Live in Borgomanero" e hai seguito tutta l'epopea, provi affetto e stima viscerale. Quindi non puoi essere cattivo o obiettivo. Dall'altro lato, i dischi di Elio non hanno una specifica forma, uno specifico genere. E' mix di tutto un po' come sempre d'altronde, pieno di riferimenti musicali e non, di inserti di strumenti di vario genere e decorazioni elettroniche. Ospiti a valanga. Che casino.

Cinque anni sono passati da "Cicciput" e in questo lustro il simpatico complessino si è lanciato in una marea di side project, tutti riusciti o quasi (il quasi è l'Ares Baseball) dimostrando ancora una volta di essere artisti, scusate il francesismo, con i controcoglioni. Forse pure troppe sono starw le cose e un po' ci hanno allontanato dal corebusiness degli Elii, tant'è che ascoltando "Studentessi" ho avuto la sorpresa di "scoprire" un gruppo la cui etichetta di demenziale suona come una condanna.

Gli Elio & Le Storie Tese, divertono, suonano da Dio, si lanciano in nuovi colori musicali, utilizzando i canovacci già descritti. La lunga assenza ha reso più bello il ritorno che, a titolo personale, cancella l'opaca prova di "Cicciput" (giudizio molto, molto personale sia chiaro).
Quello che manca a "Studentessi" è forse un singolone da cantare ai concerti. "Parco Sempione" primo uscito è un gran pezzo, con un ottimo video ma troppo spigoloso nella ritimica e troppo milanese nel concetto...oh...da torinese non so manco dove sia il suddetto parco.

Per il resto se non si è capito, nulla da eccepire. Non è un album bello o brutto. E' un album di Elio, punto e basta. Diverso, lontano. Cultura pop e subcultura. Crocevia dei deliri compositivi del gruppo e della loro intelligenza straordinaria. Fuori da tutto e da tutti. Fuori da ogni logica canora con Carla Fracci ospite e Mangoni che rappa. Dentro i nostri ricordi, perche in diciassette anni di fedele ascolto, più della metà della mia età, Elio è qualcosa in più di un simpatico complessino.

E andate a scopare il mare se non siete d'accordo.



NEWS



Sex Pistols al Traffic

Siamo amanti dei Clash e dei Ramones, rispettiamo anche i Sex Pistols. Ma nulla più. Comunque la band di vecchietti ex cattivoni del punk arriverà l'11 luglio a Torino. Sid Vicious non c'è più da tempo immemore e Johnny Rotten sembra un pensionato e come dice il mio barista di fiducia "perchè non mandiamo a Modena i Sex Pistols e a Torino facciamo venire i Rage Against The Machine?". Già.


Rage Against The Machine a Modena

Il titolo già dice tutto. Il 15 giugno a Modena unica data italiana. Uh...lancio il messaggio...se qualcuno vorrebbe andare faccia un fischio!

Prossime uscite
Una marea di dischi interessanti, almeno si spera, sta per arrivare nei nostri lettori. Futurheads, Weezer e soprattutto Afterhours (yeahhhhhhh!) e REM. Già che ci siamo arrivano anche i "We Are Scientist".


Il video di Nick Cave



il video degli Elio e Le Storie Tese

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lunedì, marzo 17, 2008

Cinema Trash: Jesus Christ Vampire Hunter

¡Basura!

come fare un film trash e diventare un mito


Jesus Christ Vampire Hunter


(CAN- 2001-L.Demarbre)




Un fulmine vi colpirà se leggerete questa recensione. La stessa punizione vi colpirà se guarderete questo film. "Jesus Christ Vampire Hunter". Ma in fondo chi se ne fotte? Che sarà mai un fulmine di fronte alla visione di un capolavoro trash?

Di capolavoro stiamo parlando e non c'è altro modo di definire questo film canadese del 2001. Culto mondiale, forte di una marea di riferimenti su internet. Un trash con un'ottima regia e un trama entusiasmante. Un pelo meno dissacrante di "South Park" il film di Lee Demarbre è un mix tra film horror vampireschi, musical e arti marziali. Una favola moderna in cui il nostro buon Gesù si ritrova sulla terra a dover combattere i vampiri.
Eh già! Perchè le demoniache creature hanno scoperto che scuoiando le lesbiche e riutilizzando la pelle possono vivere tranquillamente alla luce del sole. Quindi due preti, uno punk, convincono Gesù ad occuparsi della questione. Benchè figlio di Dio, il nostro eroe con tanto di piercing, adidas e capello alla moda troverà veramente pane per i suoi denti. I vampiri sono tosti forti e ammiccanti e gli aiutanti di Gesù generalmente finiscono maluccio. Unica degna spalla del Cristo è Santos un wrestler obeso e mascherato che aiuta il nostro a sterminare a colpi di paletti, aglio, croci e kung fu l'orda diabolica.

Meraviglioso! Divertentissimo e come già detto forte di una regia intelligentissima con un occhio sopraffino. Da incorniciare alcune scene come la rissa-sterminio al jazz-club, in cui Gesù si mette a cantare, la rivelazione da parte del gelato all'amarena e il flash back sul kebab extra aglio che Gesù mangia per poter avere una fiatella anti-vampiro.
Film consigliato a tutti, se proprio non siete bigotti. Il sangue che scorre non è per nulla eccessivo, ma è giusto e perfetto per la storia

Giudizio Trash: M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-O!

Reperibilità: Dura ma si può fare...basta cercare nei posti giusti

Curiosità: ha vinto un sacco di premi in festival-off ed è di culto!



Ecco il favoloso Trailer!








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mercoledì, marzo 12, 2008

Baseball

Piemonte
Come anticipato nel nostro post del 12 gennaio lo sponsor del sodalizio Juve-Grizzlies sarà l'azienda di onoranze funebri Giubileo. La facile ironia che ne nasce ha già stuzzicato la fantasia di qualcuno...ma per ora non divulghiamo...
In tempi di par condicio, segnaliamo che la trovata ha portato il nome della Juve98 sulle pagine dell'Espresso on line.
In riva ai laghi invece s'annuncia l'ingaggio dell'interbase argentino Mondino classe 1980, di passaporto italiano, con passate esperienze nel nostro campionato.
Varie
E' stata ufficializzata la sede della fase finale dei mondiali di baseball 2009. Sarà Roma.
Infine, la nazionale slovena è ufficialmente iscritta alla serie C1 italiana, con tutti i diritti. Potrà essere promossa in B e disputare eventualmente la Coppa Italia.
Cuba
Poco o nulla da dichiarare su Cuba. Mancano tre giornate al termine del campionato e poche sorprese s'attendono in classifica. La Habana resta saldamente la miglior squadra dell'ovest. Intanto i giornalisti si lanciano nelle nominations sul miglior rookie dell'anno. Per ora pare avere un grande successo Yosvani Pérez Torres lanciatore del Villa Clara. Intanto il Neptuno di Rotterdam disputerà alcune amichevoli nel mitico stadio Latinoamericano de La Habana, contro una selezione di giocatori dell'accademia di baseball.

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venerdì, marzo 07, 2008

Cinema Trash: Braindead

¡Basura!

Come fare un film trash e diventare miliardario

Some things won't stay down even after they died

Braindead

(P.Jackson - USA - 1992)

Prima che sentisse il fruscìo dei dollaroni, prima che si proclamasse "Il Signor regista Degli Anelli", Peter Jackson faceva film di un certo…spessore. Peterone era un mito. Eroe del cinema bordeline. Poi, giusto o meno che sia ha fatto altre scelte che sicuramente gli sono fruttate parecchi soldoni, ma fatto perdere parecchi fan e acquistarne altri di diverso tipo. E vabbè.
Ma nei primi anni ’90 il regista neozelandese era un fiume in piena e diede alla luce il suo terzo lungometraggio “Braindead” pochi anni dopo del convincente esordio di “Bad Taste”.
“Braindead” tradotto in italiano con “Gli Schizzacervelli” e per il mercato americano in "Dead or Alive" è un capolavoro del suo genere. Un mito dello splatter, un totem trash, una commedia fantastica sugli zombie e mostri vari.
D’accordo, parte in pole position grazie a una produzione di una certa importanza, ma è una cosa che in fin dei conti possiamo perdonare. Per il resto c’è tutto quello che uno splatter deve avere: litri di sangue, teste e corpi frantumati, mostri inqualificabili e soprattutto tantissima ironia.


Oh yeah. Anni ’50. La scimmia-topo di Sumatra, ma suona meglio l’originale “Sumatran Rat-Monkey” è un orribile incrocio. Come dicono, più semplicemente, nel film “i topi si sono sc… le scimmie”. Ehm…dicevamo, un esemplare di questo essere viene catturato in una landa desolata e primitiva, nelle prime e deliranti scene e venduto allo zoo di Wellington. Pare che un suo morso possa trasformare il malcapitato in uno zombie.
Poco tempo dopo il buon Lionel perseguitato da una madre più che protettiva si reca allo Zoo in compagnia della bella Paquita, pedinato dalla sua mammina, che troppo s’avvicina alla gabbia delle bestia e viene morsicata. Muore.
Lionel, però, piezz’e’core, non riesce né vuole sbarazzarsi della cara mammina ormai zombie in decomposizione. Da qui in poi nascono tutta una serie di situazioni demenziali-horror, mentre la mamma va in giro a mozzicare altre persone duplicando l’esercito dei morti viventi e distruggendo la casa. Delirio: due s’accoppiano e nasce pure un orribile figlio.
“Splatters” ha personaggi e scene memorabili. Come dimenticare il funerale e gli equivoci sessuali incestuosi e necrofili? Come dimenticare l’orribile bambino e la gitarella al parco di Lionel (la scena preferita da Jackson stesso)?
E soprattutto come non avere in simpatia lo zio di Lionel, Elvismaniaco e maniaco e basta, oppure il prete, Lionel stesso e la dolce e cara mammina.
Ho capito…ho capito…sembra atroce ma non lo è. Fidatevi è un capolavoro.


Giudizio Trash: Già detto! E’ un capolavoro!
Reperibilità: Ovunque e in qualunque formato
Curiosità: L’ambientazione nella gola rocciosa, inizio film, è stata riutilizzata nel Signore Degli Anelli. Braindead detiene il record di sangue. Per la scena finale sono stati utilizzati ben 300 litri di sangue finto.


Il trailer è favoloso...però è più horrorifico dei programmi di Veltrusconi...quindi se sei sensibile lascia stare...che poi di notte magari sogni la Bindi nuda...altrimenti buon divertimento!

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mercoledì, marzo 05, 2008

Cinema: Sweeney Todd Il Diabolico Barbiere di Fleet Street

Cinema
Sweeney Todd Il Diabolico Barbiere di Fleet Street




Musical? Fatto pure quello! Che cosa manca ancora alla collezione di Tim Burton? Fatti: Fantascienza, horror, commedia, animazione e thriller. Sicuramente nella lista manca qualcosa ma il geniale Tim in ogni sua avventura cinematografica disparata che fosse non ha mai fallito (a parte ne "Il Pianeta delle Scimmie" ma è un altro discorso).

E ora si lancia addirittura in un musical di Broadway tratto a sua volta da un romanzo di fine ottocento inglese. Rispetto ad altre volte, Burton, non si addentra più di tanto in nuovi territori. Gioca e utilizza tutti i suoi credo. Quindi se vi piace il Burton classico…accomodatevi pure sulla poltrona comodissima di Sweeney Todd, il diabolico barbiere e lasciatevi trascinare dalla sua distruttiva follia.
Benjamin Barker, barbiere, viene ingiustamente imprigionato da un giudice che si è invaghito della moglie e punta a conquistarla. Dopo quindici anni di prigionia Barker torna in città in cerca della famiglia e soprattutto di vendetta. Si fa chiamare Sweeney Todd, perchè Barker, dice lui, è "morto". Come spalla trova Mrs Lovett una donna proprietaria di un emporio, per così dire, gastronomico. Da qui parte un vortice di folle violenza che trascina sempre più negli abissi i protagonisti a colpi di feroci vendette verso il genere umano.

Sebbene in certi punti si dilunghi un po' troppo e in altri abbia qualche licenza poetica è un film che scorre veloce proprio come la lama del protagonista.
Tim Burton, genera una favola tipicamente sua. Luce azzurrina pallida, scenario lugubre gotico e personaggi con gli occhi pesti dalle anime inquiete e nere come la pece. Dal punto di vista registico la sua mano è ottima come sempre. Movimenti di camera suggestivi e precisissimi che incorniciano ogni singolo dettaglio. Esemplare come la ricostruzione, di una Londra grigia, tetra e fumosa.

A contrastare il quasi perenne nero/grigio dell'ambiente e la luce pallida ci pensa il rosso sangue generato…dalla follia omicida di Todd.
Colore rappresentato anche da una memorabile scena, molto burtoniana, in cui i nostri protagonisti dark si ritrovano in un luminosissismo prato senza perdere, soprattutto Todd, le caratteristiche gotiche. L'humor nero.

Nemmeno i personaggi scricchiolano. Ottimi tutti quanti. Il protagonista è un uomo visibilmente distrutto, tormentato dal suo passato. Compassato e spettrale cerca di riappropiarsi della propria vita visibilmente a pezzi e in decadenza. Una distruzione simboleggiata anche dalla sua tetra bottega.
Degna spalla è Mrs Lovett segretamente innamorata di lui che cerca in tutti i modi di entrare nelle sue grazie. Donna in chiaro scuro, divisa tra sentimenti positivi ed estremamente negativi. Mrs Lovett a conti fatti è un po' il fulcro di tutta la vicenda. Notevoli anche gli altri, tutti giustamente costruiti. Perfetti meccanismi del marchingegno burtoniano.

Di musical si tratta e lo schema a canzoni, già un po' provato in "La Sposa Cadavere" funziona e l'abbondanza non stanca. A sorpresa si notano le doti canore di Johnny Depp che mette a segno un'altra prova degna di nota riunendosi con il "suo" regista. Helena Bonham Carter o Signora Burton che dir si voglia, continua ad essere bellissima e affascinante oltre a riuscire a tenere, come al solito, testa al buon Depp.

La prova di queste due star, non svilisce la performance degli altri attori. Tutti bravi insomma, anche Sacha Baron Cohen nel ruolo di Pirelli un finto italiano imbonitore di piazza.
"Sweeney Todd" nulla aggiunge alla filmografia del grande Burton. Ripesca strutture già viste in altri suoi film, ma in ogni caso il risultato finale è sotto ogni aspetto convincente.

Titolo originale: Sweeney Todd: The Demon barber of Fleet Street
Nazione: U.S.A.
Anno: 2007
Genere: Musical, Thriller
Durata: 117'
Regia: Tim Burton
Sito ufficiale: http://www.sweeneytoddmovie.com/
Cast: Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen, Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head, Jamie Campbell Bower, Anthony Head
Produzione: DreamWorks SKG, Parkes/MacDonald Productions, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros.



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lunedì, marzo 03, 2008

Baseball & Beisbol

Piemonte


Prime indiscrezioni sui roster di Juve e Grizzlies, pubblicati ieri sul sito ufficiale della società. In C1 il manager sarà Lunar e il team potrà contare su Ballor, De Simone, Pesenti, Reale, Giacomello, Guidoni e Iannazzo. A voi i commenti.



Cuba


Habana e Santiago continuano la loro corsa. La squadra della capitale con la difficile vittoria sul campo del Pinar Del Rio ha ottenuto la matematica certezza della qualificazione alla post-temporada in concomitanza con la vittoria numero 12 di Yuliesky Gonzalez. Raggiunge invece quota cinquanta vittorie anche il Santiago impegnato contro l'ostico Las Tunas. Dietro è bagarre ecco la classifica


A): Pinar del Río (34/37); Isla de la Juventud (31/40), 3.0; Matanzas (26/45), 8.0, y Metros, (24/46), 9.5.

B): La Habana (51/20); Industriales (43/27), 7.5; Sancti Spíritus (36/34), 14.5; y Cienfuegos (24/47), 27.0.

C): Villa Clara (41/27); Las Tunas (40/31), 2.5; Ciego de Ávila (40/31), 2.5; y Camagüey (28/43), 14.5.

D): Santiago de Cuba (49/22); Holguín (36/35), 13.0; Guantánamo (33/37), 15.5; y Granma (28/42), 20.5.




Ancora guai per Bonds


Spunta un altro test antidoping positivo per il celebre Bonds. Già nel 2003 il giocatore sarebbe risultato positivo a un test. Bonds se la vede peggio con la falsa testimonianza data al Gran Jury.


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