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essekappa: maggio 2008
mercoledì, maggio 28, 2008
Musica: Futureheads e Death Cab For Cutie
Musica
The Futureheads
"This is not the world"
Parafrasiamo il titolo: “This is not the way”. Cioè, non è che uno vuole sempre parlare male di tutto e di tutti. Capiamo anche gli scazzi (con la casa discografica) che hanno avuto, ma dal terzo disco dei Futureheads ci aspettavamo di più.
Il nostro gruppo, dell’ultima ondata, preferito (meglio dei Maximo Park secondo noi) poteva spiccare il salto in avanti, staccando gli inseguitori.
Invece più che Future…sono past…e si accontentano di seguire la stessa identica linea dei precedenti, senza cadere in fallo, sia chiaro, ma senza stupire con i proverbiali effetti speciali. E ci dispiace visto che questo gruppo i numeri li ha davvero, sia dal punto di vista sonoro, sia dal punto di vista degli argomenti.
Così rieccoci con una taglientissima manciata di canzoni che ricordano i Jam di Paul Weller. Veloci, fresche, coinvolgenti con gli immancabili coretti che da sempre contraddistinguono la band. Un tappeto sonoro quasi continuo dall’inizio alla fine, che regala qualche, interessante, calo di tensione (Sale Of Cenury, Hard To Bear), in mezzo alle simpatiche ed orecchiabili melodie e ai nervosissimi giri di chitarra.
“This is not the world” propone brani interessanti come “This is Beginin of The Twist” (il video è sotto) oppure la title track o anche “Sleet”, “See What You Want To See” oltre ai due pezzi (un po’ più) lenti.
Peccato che questi spunti siano un po’ appannati da una strada ampiamente già solcata. In ogni caso l’ultimo nato si ascolta volentieri, muovendo la testolina e restando con un senso di allegria e di vago malditesta per il frastuono.
Rallenta ancora l'Avigliana in A2, un po' a sorpresa. Contro il Sala Baganza vince il primo incontro e perde il secondo. Ne approfitta quindi il Bollate che vince a Piacenza e che ha una partita in meno rispetto ai piemontesi. Il Novara continua con il solito andamento, pareggia contro il Parma vincendo la prima partita per manifesta e perdendo la seconda. In Serie B il derby piemontese ha un solo capitolo, vinto dai torinesi per 8-4. Seconda gara rinviata per pioggia. In C1 infine vittoria del Castellmonte contro i Grizzlies Torino 48
Softball serie B - girone A 2^ giornata girone di ritorno Skatch Boves Star Cairo 2 11 - 17 Vercelli Torino Junior 2 10 - 3 Birbante.it Porta Mortara Castellamonte R.I.C. Star Cairo 1 Torino Junior 1 11 - 0 Torino Junior 2 Castellamonte 0 - 7 Recupero 1^ ritorno Classifica: Star Cairo 1 1000 ; Torino Junior 1 750 ; Vercelli e Porta Mortara 667 ; Castellamonte 571 ; Skatch Boves e Star Cairo 2 250 ; Torino Junior 2 000
Nekromantik What lives does not live from the death of some one else? (Ger 1987 - Buttgereit)
Suvvia, quanti di voi non hanno portato a casa qualcosa dal proprio lavoro? Dai che l'abbiamo fatto tutti! Chessò una penna, una clip, una risma di fogli ecc.ecc. Beh...così fa anche Robert. Che lavoro fa Robert? Bella domanda. Dunque, lui lavora per un'agenzia la "Street Cleaner" che si occupa di recuperare e raschiare via i cadaveri, vittime di incidenti o semplicemente scovati in giro, dalle strade. Ecco quindi, come avrete immaginato, casa sua è piena di frattaglie varie messe in formalina.
La buttiamo sull'ironia, ma Nekromantik è veramente un film pesantissimo. Disturbante e vomitevole. Forte anche per chi mastica horror e splatter. Nonostante tutto ciò, questa è una pellicola geniale già dal doppio senso del titolo. Film tedesco girato con poco budget e attori non professionisti e scenografie (?) famigliari è diventato un cult per la sua totale indipendenza e il suo viaggiare in canali underground. Per quanto possa essere pesante e sconvolgente, il regista Buttgereit è riuscito a creare un capolavoro che resta sospeso tra l'horror, lo splatter, il gore, il necro e la poesia. Poche parole, molta musica e immagini rafforzate dalla amatorialità delle riprese. Si, ok, tutto è fortissimo e i dettagli scabrosi sono tanti ma nel suo genere è perfetto in tutto e per tutto. Dicevamo dell'impiegato Robert e delle sue collezioni che aumentano di "valore" quando un giorno torna a casa con un intero cadavere. L'arrivo dell'essere cambierà radicalmente il rapporto tra Rob e la sua fidanzata Betty generando un morboso rapporto con il cadavere. Un manage a trois su cui naturalmente non si sorvola. La relazione crolla quando Rob viene licenziato e Betty scappa con il suo nuovo "fidanzato" decomposto (fa ridere a dirlo, ma a vederlo meno...). Rob in preda allo sconforto capisce che l'unico modo di riconquistare Betty è quello di diventare cadavere e nella scena finale, fortissima e disgustosa, il nostro si squarta il ventre e si riappacifica con la morte.
Fine? Forse no.
Giudizio Trash: Da vedere se siete appassionati del genere o almeno un po' curiosi Reperibilità: al solito Curiosità: C'è un seguito Nekromantik 2 che pare sia molto interessante. Buttgereit nonostante abbia dimostrato talento pare scomparso nel nulla.
Qualsiasi cosa stia per scrivere è stata confermata e incorniciata, ma allo stesso tempo stracciata e sconfessata. Più che ammazzare il sabato, l’album degli Afterhours ha ammazzato i fan. Così nei forum è una lotta senza sosta tra persone che decretano l’ultimo nato come capolavoro e quelli che invece constatano la morte artistica di Agnelli e soci. Un totem del rock italiano, non poteva che innescare, come al solito, una reazione così turbolenta.
Insomma è una questione personale. E siccome di sensazioni personali stiamo parlando inizio subito col dire che “I milanesi ammazzano il sabato” (riferimento a un libro di Scerbanenco) alleggerisce le sonorità rispetto agli ultimi lavori, ricordando in parte i primi lavori del gruppo, anche se la definizione, ideata da alcuni, di un “Hai paura del buio” bis suona molto esagerata. Schizoide, sfrenato, caotico e disorientante.
Quattordici brani, che per gli amanti delle etichette, si muovono sui territori del rock/pop, in salsa anni settanta con qualche arrangiamento elettronico, incisi per una major (la Universal) e presentati seguendo la scia dei nuovi media. Myspace in anteprima e video (già tre realizzati) che girano in rete. Manuel Agnelli ha detto che il gruppo ha ritrovato le proprie radici e che il disco è composto da quattordici singoli. Sulla prima affermazione ci siamo già espressi, sulla seconda c’è da dire che è proprio il problema maggiore.
Ascoltando questo disco si ha la sensazione, appunto, di qualcosa di slegato che rischia di passare inosservato. Se in “Quello che non c’è” e “In Ballate per piccole iene” testi e atmosfere si muovevano su una stessa linea, qui non c’è una vera e propria direzione.
Ci vogliono due o tre ascolti per memorizzare tutto e cominciare ad apprezzare alcuni episodi. Eccezion fatta per “E' Solo Febbre” probabilmente uno dei migliori brani di sempre del gruppo, inquietante e tagliente traccia numero 2 presa in mezzo dall’intro di " Naufragio sull'isola del tesoro" e dal rock lanciato di “Neppure carne da cannone per Dio”.
Già…sonorità aspre, pezzacci rock ritornano in diversi momenti. Oltre al già citato brano, si nota l’effervescenza un po’ alla Stogees di “Pochi istanti nella lavatrice” o in maniera meno netta il rock di “Riprendere Berlino”“E’ dura essere Silvan”,“La mia Città” o di “Musa di nessuno”.
Ci sarebbe anche un pezzo dal titolo “Tutti gli uomini del Presidente”, che è un po’ il vero caso del disco, capace di scatenare le ire di parecchi ascoltatori per il falsetto e la struttura che ricorda, forse è vero, “Muori Delay” dei Verdena. Per il resto, quando il ritmo cala, gli Afterhours lo fanno con una delicatezza che finisce in certi casi in una sorta di ninna nanna.
Quando si parla di Afterhours non si può fare a meno di parlare anche dei testi. Meno criptico del solito, ma più ironico degli ultimi due album, Agnelli lascia, poi come al solito le interpretazioni possono essere varie, un senso di inquietudine fra le righe. A parte la critica sulla vita milanese e a parte che ha intriso il disco di riferimenti alla famiglia e alla paternità, Emma la figlia viene citata diverse volte, senza contare che il pezzo di chiusura è una chiara e aperta dedica, spicca il tema della creatività artistica. Tema autobiografico o forse no, in "E' Solo Febbre" e soprattutto in “E’ dura essere Silvan” i riferimenti sono tanti e soprattutto preoccupanti per il futuro
“Sono stanco di invecchiare/sostenere ciò che muore (…) essere divertente sai non più divertente/ ho perso la magia per sparire tra la gente”. Gravissimo, se fosse autobiografica"
Caparezza "Le dimensioni del mio caos"
Il Frank Zappa italiano? Ma non esageriamo! Anzi, non lo scrivete più che sennò rovinate il Capa, un artista serio che si è trovato di fronte a un paragone eccessivo!.
Caparezza fa dischi che sono divertenti e critici, ben fatti e studiati usando il giusto mix tra l’indipendenza artistica e la commercializzazione. Usando il giusto mix musicale, spaziando tra diversi stili dall’hip hop al rock, finendo a volte per essere cross over. Però Frank è e resta su un altro pianeta.
“Le dimensioni del mio caos” evidenzia tutte queste cose, compresa la freschezza di un artista che al quarto disco riesce a rinnovarsi. Certo, lo stile è il medesimo, la voce è pulciosa come al solito e il senso di panza piena dall’ascolto si avverte anche qui, ma il Capa va oltre e propone un concept album (ops…un fonoromanzo) che narra le vicende di due protagonisti: Ilaria e Luigi. Semplice scusa per criticare la società partendo come al solito dalla cronaca e usando una struttura semplice e rime a volte allegre. Missione compiuta. Sotto la lente della testa ricciuta finiscono, mode, ambiente, sicurezza e tanto altro ancora.
Interessantissimi certi momenti, come l’intelligente singolo “Eroe”, ottimo testo, oppure l’esilarente critica alla moda di “Ilaria condizionata” e soprattutto la tarantella di “vieni a ballare in Puglia”, ottimo ancora il gioco metaforico con i videogames di “abiura di me”.
Riprende la corsa dell'Avigliana in A2 dopo la sconfitta contro il Novara. I lacustri battono il Milano 7-8 e 3-8. Il Novara invece, esce sconfitto dalla sfida contro il Bollate, perdendo la prima partita all'extra inning e la seconda per manifesta.
In Serie B, strabordante pareggio juventino. Fuori casa i bianconeri battono il Rajo 6-20 all'ottavo inning e perdono la seconda partita per 12-4. Doppia sconfitta per il Porta Mortara fermato a Cagliari.
Softball serie B - girone A 7^ giornata girone di andata Torino Junior 2 Skatch Boves 0 - 16 Vercelli Star Cairo 1 1 - 12 Star Cairo 2 Castellamonte 2 - 4 Birbante.it Porta Mortara Torino Junior 1 5 - 4 Classifica: Star Cairo 1 1000 ; Torino Junior 1 750 ; Vercelli 714 ; Porta Mortara 667 ; Castellamonte 500 ; Skatch Boves 286 ; Star Cairo 2 167 ; Torino Junior 2 000
BasuraCome fare un film brutto e diventare un mito
Rock 'n' Roll High School
(USA 1979 - A. Arkush)
Assai meglio dei film dei Beatles. Di gran lunga superiore a quelli di Elvis. Meglio anche di quelli di Nino D’Angelo e più trash di Jolly Blue il documentario sulla carriera (ma quale?) degli 883.
1979 i Ramones finiscono su pellicola e come tutte le cose che hanno fatto, sono riusciti a creare un capolavoro usando una schema semplice, semplice. Beh…che vi aspettate che vi dica un blog che nell’intestazione ha logo dei fratellini newyorkesi? E' un capolavoro!
“Rock ‘n’ Roll High School” ha l’unico difetto di essere stato concepito esattamente per essere un B-movie L’obiettivo è stato ampiamente raggiunto anche grazie all’attenta produzione di un altro oscuro signore del cinema mondiale, Roger Corman.
Joey, Dee Dee, Johnny e Marky, The Ramones, sguazzano allegri e bruttissimi in questo mondo di teen-ager svegli e rockettari opressi da una preside che vuole riportate ordine e disciplina nella peggior scuola dello stato, la Vince Lombardi High School (omaggio a un grande coach dell'NFL). E così i nostri eroi vengono chiamati da un gruppo di studenti rivoltosi che hanno dovuto subire la censura della musica rock e il rogo nazi dei dischi dei Ramones.
Con le loro giacche di pelle, l'aspetto inquietante, le Converse, i Ramones ovviamente vincono fornendo pure numerosissimi momenti musicali, tra i quali spicca un memorabile Dee Dee che suona vestito nella vasca da bagno.
Forse è inutile dirlo, ma un film così musicale, con uno dei migliori gruppi rock della storia, ovviamente ha nella colonna sonora un aspetto fondamentale. Oltre ai brani dei Ramones spiccano anche tanti alti artisti, come Chuck Berry, Brian Eno, Velvet Underground ecc.ecc. Oh meraviglioso. Favoloso se pensiamo che "Rock 'n' Roll High School" è stato studiato ancor prima di ingaggiare i Ramones e che si era fatto il nome di altre band all'epoca più famose. Riportiamo dal sito www.ramonestory.it alcuni passaggi di un'intervista che Ramones rilasciarono per la loro biografia in merito al film
Joey: « (...) E' un normale B-movie. Migliora quando entriamo in scena noi. Non era stato scritto per noi. In realtà noi eravamo solo la band nel film».
Johnny: «Il registra aveva bisogno di un gruppo per il film ed un ragazzino propose noi per la parte. Avevamo addirittura delle battute da imparare a memoria».
Dee Dee: «Era tutto molto californiano, l'intero set del film, e quando noi uscimmo sembravamo degli alieni, capite, vestiti di pelle e tutto il resto».
Marky: «Le bambole del terrore».
Dee Dee: «E non era come quando andavamo noi alle superiori. Potevi fumare, bere e fare qualunque cosa. Non c'era alcun preside intransigente, nè nulla di cui preoccuparsi».
Giudizio Trash: Capolavoro assoluto, se siete fan dei Ramones dovete vederlo. Se non lo siete della vita avete capito ben poco
Curiosità: In teoria ci sarebbe un sequel...ma nemmeno da prendere in considerazione!
Reperilità: In italiano avvistato solo una volta su uno di quei canali minori notturni, sennò in originale su internet
L'argomento è difficile. Fanta-politica-letteraria. Il regista è di quelli bravi. Giuliano Montaldo che negli anni settanta diede vita a film come "Giordano Bruno", "Sacco e Vanzetti" e "L'Agnese Va A Morire". "I Demoni di San Pietroburgo" è il film che riporta sul grande schermo, dopo quasi vent'anni, il regista genovese, che sceglie come location, oltre a San Pietroburgo, la nostra Torino. Da un'idea di Konchalovskij nasce un lavoro elegante e vellutato come al solito, in cui Montaldo dona spesso immagini suggestive riprese da un occhio sapiente. Ennio Morricone, amico del regista, crea una colonna sonora stupenda ed adeguata. Purtroppo però la storia è appesantita da questo lusso estremo, da uno stile narrativo lento e retrò che si scontra con una trama molto aggrovigliata e giustamente, visto il protagonista, piena e zeppa di decorazioni filosofeggianti. Retorica e superflua la figura dell'aquila simbolo di libertà. La recitazione, poi, appare più vicina a una fiction che a un film e poco serve un Miki Manojlovic, il mitico Nero di "Underground" di Kusturica, bravo e preciso se il resto del cast non lo spalleggia adeguatamente. A sentire i commenti del pubblico post spettacolo e a vedere qualche uscita anticipata dalla sala, la storia de "I Demoni di San Pietroburgo" non è piaciuta a tutti. Nel 1860 un attentato uccide un membro della famiglia reale. Pochi giorni dopo il grande scrittore Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij, riceve la lettera di un certo Gusiev, un giovane ricoverato in un ospedale psichiatrico. Gusiev, durante l'incontro con lo scrittore, svela l'esistenza di un piano per eliminare un altro membro della famiglia reale. Dostojevskij, sebbene pressato dai creditori, in piena crisi psicologica e al lavoro su "Il giocatore" cercherà di far fallire l'attentato, in quanto contrario a ogni forma di violenza.
Parlavamo male delle recitazione e in effetti poco ci convince. Gli interpreti e comparse hanno spesso la faccia più italiana che russa. Emblematico il caso di Roberto Herlitzka, nel ruolo di un commissario della polizia zarista. Attore bravissimo non c'è che dire, ma visivamente poco adatto alla parte, già visto, tra l'altro, come protagonista di "Buongiorno Notte" di Bellocchio. Le donne nella loro bellezza glaciale (Carolina Crescentini e Anita Caprioli) riescono a non sfigurare ma non incidono particolaramente. Le comparse poi, sfondo di parecchie scene, le potete incontrare al "Cafè Liber" o su e giù per la Val Susa e noterete che di russo hanno ben poco (prego guardare la foto a lato se non ci credete). "I Demoni di San Pietroburgo" sarebbe un film stupendo, se gli si togliesse l'audio e si cambiasse il contorno. Tanto di cappello, in ogni caso a Montaldo, una persona molto alla mano nonostante il suo notevolissimo curriculum. E ci dispiace assai se questo film proprio non ci convince.
Dura battaglia in quel di Avigliana. I neroarancio impegnati contro il Novara, danno vita a una doppia sfida combattutissima. I padroni di casa la spuntano in gara 1 per 15-14, resistendo al potente ritorno di fiamma degli ospiti che negli ultimi tre inning segnano dieci punti. Il Novara si vendica nella seconda partita vincendo 10-3, portando a casa ben quindici valide contro le 6 degli avversari. In serie B doppia caduta della Juve 98, che perde contro il Senago per 3-4 e 3-6 e scivola al quarto posto in classifica
Baseball serie A2 9^ - 10^ giornata girone di andata
Softball serie B - girone A 6^ giornata girone di andata
Vercelli Skatch Boves 12 - 5 Star Cairo 2 Torino Junior 2 13 - 6 Birbante.it Porta Mortara Star Cairo 1 10 - 11 Castellamonte Torino Junior 1 0 - 20 Torino Junior 2 Torino Junior 1 0 - 19 Recupero 5^ giorn. Torino Junior 2 Star Cairo 2 8 - 17 Anticipo 6^ ritorno Classifica: Star Cairo 1 e Torino Junior 1 1000 ; Vercelli 833 ; Porta Mortara 600 ; Castellamonte 400 ; Star Cairo 2 200 ; Skatch Boves 167 ; Torino Junior 2 000