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Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: ottobre 2008

giovedì, ottobre 30, 2008

Musica: Oasis e Kings Of Leon

Oasis
"Dig Out Your Soul"


Leggo cose meravigliose su Dig Out Your Soul. Miglior disco dai tempi di "Definitely Maybe " Compatto. Grandioso.
Resto perplesso anche dopo il quarto ascolto. Che ci voglia poco ad essere superiore dei diretti predecessori "Don't Believe The Truth" e "Heathen The Chemestry" è cosa facile e soprattutto risaputa.
Che poi "Dig Out Your Soul" non sia brutto, non c'è dubbio. Ma capolavoro è un po' eccessivo così come è eccessivo paragonarlo al primo disco dei Gallagher e dimenticarsi, tra l'altro, dell'esistenza di "What's The Story? Morning Glory".
Sarà che ho comprato Definitely Maybe quando è uscito, sarà che ho tutta la discografia, sarà che gli Oasis più che muoversi sulle onde sonore beatlesiane non hanno praticamente mai fatto e sar àche le sortite folcloristiche dei fratelli, dopo quattordici anni, iniziano a non far ridere più,
Sarà per questo, che un senso di noia e deja vu mi assale. Scusate, ma non ci posso far proprio niente. Liam canta come sempre, i giri di chitarra sono sempre gli stessi di un tempo, così come la batteria. Poi per inciso la copertina ammicca eccessivamente agli artwork beatlesiani.
Siamo come i Beatles ripete ossessivo Noel, più o meno da quando è nato immagino e sicuramente da quando gli Oasis esistono.
Ma il risultato mi da l'idea che nella Manchester dei fratelli sia tutto fermo e arrotolato su stesso. Ammettiamo che "Bag It Up", l'opener è molto carina (ma già sentita!) e il singolo "The Shock Of Lightining" assolutamente orecchiabile e ben concepito (ma già sentitoooo!). Tutto il resto viene a noia e tocca l'apice sullo stile Stg Pepper di "To Be Where There's Life". Già sentito. Quaranta anni fa tra l'altro.


Kings Of Leon
"Only By Night"


Usciva un sano odore di Whiskey americano dai dischi dei Kings Of Leon. Dava quasi alla testa.
Usciva, perchè ora invece si sente l'odore di Martini e c'è il rischio che un'oliva ci colpisca in pieno. Oh già. Pochi anni fa, tre fratellini e un cugino scesero dalla macchina del loro padre, un predicatore girovago, ammalati del rock che ascoltavano durante i viaggi e lanciarono su scala mondiale un revival di southern rock, veramente ma veramente convincente. Jeans sdruciti, magliette bianche e capelli spettinatati con barbona lunga allegata (foto a sinistra).
Ora nel 2008, le cose sono parecchio cambiate. I nostri si sono fatti soldini, donne e droghe. Si vestono di scuro, si pettinano e sono parecchio bellini.
Marketing? Produttori? Loro stessi? Chissà. Quello che conta alla fine è che anche il sound è piuttosto cambiato. Meno rabbia. Meno polvere. Meno giri di chitarra spumeggianti. Meno batteria. "Only By The Night" è il disco che suggella questo cambiamento di rotta, già in parte avvistato in "Because Of The Time".
Nulla da eccepire, gusti personali a parte, una crescita e/o una variazione di stile che li rende sicuramente poco ripetitivi ma meno originali. La nuova veste, più trendy, del gruppo di Nashville, calza abbastanza bene e c'è qualche brano degno di nota, soprattutto in apertura.
Va detto che spesso ci pare di sentire la voce Caleb Followill che vuole uscire dal bicchiere di Martini e tuffarsi in una botte di whiskey del Tennessee, dove sguazzerebbe con più naturalezza.
Marketing? Produttori? Loro stessi? Chissà. Fatto sta che il trittico iniziale, "Closer", "Crawl "e "Sex On fire" (singolo), male non è, anche se a parte la prima le altre due ricordano in parte le vecchie armonie. "17" poi, a parte le campane (?) dell'intro ha dei passaggi degni di nota che purtroppo s'infrangono sui coretti e sul ritorno delle campane (?). Carine anche "Notion" e "Cold Desert", lunga ballade di chiusura.
Il New Deal modaiolo invece è creato da brani come "Use Somebody" che gioca pesantemente con il rock commerciale, veramente troppo!, "Manhattan" e "I Want You".
Che dire infine? "Only By Night" è un disco sicuramente adatto a un pubblico più vasto rispetto ai precedenti. Ben arrangiato e studiato, di certo più orecchiabile. Ed è certo che il risultato non piacerà ai fan dei primi dischi, che, c 'è da giurarlo, ricaccerebbero tutti e quattro sulla vecchia auto di papà per fargli trovare la strada perduta.



NEWS

Beatles sul PC

E' ufficiale l'uscita di un videogame con i Fab Four protagonisti. Il gioco creato anche con la collaborazione di MTV è stato fortemente voluto da Paul e Ringo assolutamente entusiasti dell'idea. Il gioco uscirà nel 2009.

00...White

Jack White dei White Stripes e dei Raconteurs ha finalmente visto ufficialmente il duro lavoro fatto per la colonna sonora dell'ultimo film di James Bond "Quantum Of Solace". White ha scritto la canzone "Another Way To Die" con Alicia Keys. Ha ammesso, che il lavoro svolto l'ha messo a dura prova

Oasis già pronto il prossimo disco

A quanto pare Noel non si stanca mai. Ha già annunciato d'aver completato il prossimo album degli Oasis, che a detta del maggiore degli Oasis sarà ancora più bello di "Dig Out Your Soul" e avrà sonorità alla Kinks. Sconosciuta l'uscita e la veridicità della cosa...



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lunedì, ottobre 27, 2008

Cinema Trash: Barbed Wire Dolls

presenta

Barbed Wire Dolls

Dai percorsi paludosi della mente umana e da quelli diabolici di uno come Jess Franco, non si poteva non giungere alla realizzazione di un film come “Frauengefängnis”.
Film prodotto dallo svizzero Erwin Dietrich, altro produttore-regista perverso, appassionato di sexploitation e firma di film come “Ranch of the Nymphomaniac Girls" e "The Erotic Adventures of Robin Hood".
"Frauengefängnis" del 1975 è più nobwd1to con il titolo di “Barbed Wire Dolls”, almeno da noi, visto che a seconda della nazione la pellicola ha assunto titoli diversi. “Caged Women”, “Woman Caged” e “Women's Penitentiary IV”.
Il buon Franco, un nome una garanzia di b-movie in salsa europea, qui da fondo a una grande varietà di sadiche perversioni, tanto che questa opera è da molti considerata come una delle più “infamous” del regista spagnolo.
Donne. Incarcerbwd2ate. Trattate male etorturate. Nudità piuttosto esplicite. Violenza e sangue. Sadismo.
Un film che ha riscritto spingendo all’estremo il genere “Women In Prison”,subgenere del exploitation, nato più o meno negli anni ’50.
Trama minimale e location essenziale, per non parlare dei pochi costumi di scena, come ogni buon b-movie vuole e prevede. La bella Maria uccide il padre che tenta di violentarla e si becca l’ergastolo. Finisce però in una dura e bieca prigione, la cui direttrice, sado-lesbica, si diverte conbwd3 le prigioniere e il cui medico, Dr.Costa, le droga e violenta e non di rado i due le cedono a un eminente uomo politico locale. Le prigioniere poi, campano con pochi vestiti addosso e svariate pulsioni sessuali.
Tutte queste energie probabilmente le trovano nei succulenti piatti serviti in mensa che prevedono a volte piccoli roditori…o almeno questo è quello che s’intende nella miglior scena del film, in cui Maria protesta per un topo morto nel piatto e si sente dire che fa bene alla dieta!.
Stufa un po’ di tutto, Maria con uno stratagemma attira e uccidebwd4 il Dr.Costa e con alcune compagne fugge di prigione. Inseguite dalle guardie, tra cui una donna in abiti succinti, raggiungono una casa. Ma è proprio quella dell'uomo politico di cui sopra...
Per quanto possa essere disdicevole e perverso tutto ciò “Barbed Wire Dolls” resta un capolavoro per il suo genere, forte anche della mano ferma e saggia di Franco. Talmente apprezzato che qualcuno vede in questo film, un tentativo dello spagnolo di analizzare l’uomo. Mah…sarà…secondo noi è solo il prodotto di due menti un po’ particolari…

Scheda Tecnica

Titololo Originale:
Frauengefängnis
Nazione: Switzerland
Regista: Jess Franco
Durata: 90'
Cast: Lina Romay, Paul Muller, Monica Swinn, Roger Darton, Ronald Weiss
Casa di produzione: Elite Film









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domenica, ottobre 19, 2008

Baseball


Altro regalo per la Juve? Che Vergogna!

Poi non ci si stupisca se il baseball fa parte degli "sport minori". 
Il fatto di essere minore parte anche dalla scarsa serietà che traspare in certi momenti. E da sempre, più che sul campo, nel baseball le cose si sono decise in ufficio, alla faccia tra l'altro di chi i risultati li ha ottenuti sul campo. 
E pare che si continui. In un minaccioso post del 16.10.2008 sul sito ufficiale della Juve98, citato nei nostri commenti s'annuncia la possibilità di una promozione d'ufficio per le squadre di grandi città: Torino, Milano e Firenze per il rilancio del baseball su grandi piazze. 
Al di là dell'inutilità della cosa, tre anni fa Torino era in Serie A2 e la cosa non ha scatenato il boom e al di là del fatto che Avigliana è a 20 km da Torino, si parla dell'ennesimo regalo a una società come la Juve98 che nella sua storia ha già ottenuto una promozione d'ufficio più una lunghissima serie di ripescaggi (parte il quiz vi ricordate quanti?).  Sarebbe una vergogna, sig.Fraccari. Una vera vergogna!

Bagialemani lascia Nettuno

Ampiamente annunciato e previsto, il leggendario Bagialamani si è dimesso dalla guida del Nettuno, dopo un incontro con i giocatori avvenuto a fine stagione seguito della sconfitta nella finale scudetto. La dirigenza però spera che Bagialemani torni sui suoi passi

Pitt si da al baseball?

Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game, è il titolo di un best-seller di Lewis che parla della squadra di Oakland che grazie a un potentissimo sotfware e con un budget bassissimo assembla una squadra fortissima. Da questa storia la Columbia Pictures dovrebbe creare un film diretto da David Frankel che a quanto pare avrà come protagonista il buon Brad Pitt. 


L'edizione numero 48? Dovrà essere migliore della precedente!

"La quarantottesima Serie del campionato nazionale, dovrà essere superiore alla precedente perchè è il miglior modo di risollevare gli animi del nostro popolo in questo periodo difficile" sono le parole di Christian Jimenez presidente del Istituto National de Deportes Education Fisica y Recreacion di Cuba, pronunciate ad Holguin. Quest'anno pere che l'Inder abbia intenzione di far disputare alcune partite del campionato nelle città più colpite dall'uragano Ike. 

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giovedì, ottobre 16, 2008

Cinema: Un Giorno Perfetto

Cinema

Recensione di 

"Un Giorno Perfetto"

Sia che uno abbia letto il libro della Mazzucco, sia che non l’abbia letto, il giudizio alla fine è sempre il medesimo: bella la storia ricreata da Ozpetek, tiene l’attenzione alta ma i personaggi lasciano a desiderare.

Sarà che Ozpetek, specialista di storie quotidiane, al primo film “non suo” si è trovato un po’ disorientato, forse in difficoltà con qualcosa di già scritto da altri, ma il regista italo-turco non centra in pieno il bersaglio.

L’”original version”, dice chi ha letto il libro, ambientava la storia in un contesto più popolare, più borgataro ma soprattutto dava connotati più forti ad ogni personaggio.

Noi, a digiuno dell’omonimo libro, ci accontentiamo della visione del film e a volte abbiamo avuto la sensazione di trovarci di fronte a una fiction, di fronte a un’opera ben pensata ma non realizzata completamente. Un bel incompiuto.

Quello che stona di più è il mix tra personaggi/interpreti, cosa che fa cadere in fallo anche uno come Mastandrea che in un habitat del genere ha costruito (ma pure limitato) la sua carriera cinematografica. Antonio Buonocore, il suo personaggio, figura abbozzato nonostante la centrale posizione nella storia. Dovrebbe essere violentissimo, psicotico e gelosissimo dell’ex moglie, doti che si vedono ma restano troppo superficiali e danno l’impressione che il Buonocore sia una scheggia impazzita uscita da “Distretto di Polizia”.

Isabella Ferrari, acconciata e conciata male con due straccetti addosso, matura precaria, vittima del marito è quella che forse se la cava meglio soprattutto dal punto di vista fisico.

Stona tantissimo invece una Sandrelli  nel ruolo della nonna “borgatara”, nel libro astiosa megera, ma nel film stralunata donna.

Punti di vista del regista? Sicuramente si. Nulla da dire se non fosse che una serie di elementi ci fa pensare a una famiglia che “vorrebbe ma non posso”, che cerca di mandare il figlioletto alla scuola bene. Ma la struttura messa in piedi da Ozpetek fa crollare per buona parte questo ambiente togliendoli credibilità.

Alla storia centrale s’aggiungono e s’intrecciano altre vicende. Abbiamo il politico la cui figlioletta è compagna di scuola del bimbo di Antonio ed Emma, a rischio trombatura e in netta crisi con la giovanissima moglie che da l’impressione di preferire il figlio del marito con il quale condivide interessi e ardore giovanile. Oppure la storia della professoressa, Monica Guerritore, della figlia più grande della coppia protagonista a cui salta un non meglio precisato appuntamento galante. E infine la dottoressa, interpretata dalla Finocchiaro, presenza cauta ma riuscita.

Dispiace che sia tutto solo abbozzato, perché la storia tiene ed emoziona oltre ad essere molto fedele al libro. Nulla di trascendentale, sia chiaro, roba da cronaca nera che purtroppo leggiamo sui giornali, follia domestica che però lascia lo spettatore in uno stato di attesa continua.

“Un giorno perfetto” ha diviso critica e pubblico, punti di vista come al solito, noi siamo dalla parte negativa, perché da uno come Ozpetek ci si aspetta un “film perfetto”.  



itolo originale: Un giorno perfetto
Nazione: Italia
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 105'
Regia: Ferzan Ozpetek

Cast: Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Nicole Grimaudo, Federico Costantini, Monica Guerritore, Angela Finocchiaro, Stefania Sandrelli, Christian Serritiello, Fausto Maria Sciarappa
Produzione: Fandango, Rai Cinema


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lunedì, ottobre 13, 2008

Cinema Trash: La Liceale


B Movies Heroes

presenta


"La Liceale"



Uno vede i primi cinque minuti de “La Liceale”, in cui la liceale2protagonista mostra tutte le sue grazie e si attende grandi cose. Lecito. E infatti dopo l’inizio soft-core con tanto di musica adeguata, questo film non delude certo le attese. Anzi, c’è molto di più. Come storia vuole, siamo di
fronte alla madre di tutte le “liceali e professoresse”, di fronte al film che lanciò…ehm…nello “star system” l’allora diciottenne Gloria Guida. Michele Massimo Tarantini, un regista leggendario per il genere, con questo film del 1975 oltre a mandare a case le onorevolissime e allegrotte cortigiane apre l’immaginario di almeno un paio di generazioni di studenti.
Quanti di noi abbiamo sognato una compagna di classe appena giunta da un’altra città, intelligentissima, ovviamente gnocca, amante delle classiche docce?. In quanti abbiamo odiato i bellocci splendidi, i professori affascinanti e fatto comunella con bidelli scapestrati?.
Pensateci, battute a parte, a quanto è veritiera la caricatura di questo filone e delle commedie sexy all’italiana.
“La Liceale”, sicliceale1uramente meno comico e più soft-core di altri, ha il merito di aver aperto questa strada, poi intrapresa da un’infinità di variazioni sul tema e di figliocci come l’eclatante ciclo di “Pierino”.
Per fare un buon film “Liceale” sono necessari pochi ma buoni ingredienti. Il canovaccio è più o meno lo stesso in tutti. Dunque, una studentessa gnocca e ricca che, generalmente dal nord si trasferisce al sud, faccia pulita e forme sinuose (Guida docet). Una classe di casinari totali con un allievo belloccio che spazia tra il serio e il faceto, che solitamente litiga all’inizio con la nostra studentessa per poi avere una storia d’amore. Optional di lusso, le compagne di classe innamorate di lui che s’accontentano dei co-protagonisti, un professore e un preside o totalmente stupidi, tipo D’Angelo e Banfi, o bellissimi che ci provano e ci riescono con la nostra liceale. Infine un bidello che fomenta le scorribande scolastiche o ne è vittima.
Ora basta cambiare il nome del personaggio con un nome proprio ed ecco che avrete la trama di ogni buon film del genere.
Per quanto riguarda “La Liceale”, Gloria Guida è Loredana, liceale3figlia di un noto industriale il mai indimenticato Mario Carotenuto, vive con la madre separata che ha una storia segreta con il buon Enzo Cannavale, alias Osvaldo.
A scuola, Loredana fa girare la testa a tutti e viene usata per distrarre i professori durante le interrogazioni. Casca come una pera cotto il nuovo arrivato, Billy, il compagno belloccio, che con Loredana arriverà a una disatrosa scena di petting. Perde la testa anche il Prof.Guidi, Gianfranco D’Angelo, usato dalla buona Loredana per far ingelosire Billy. Ma l’unico che ruberà il cuore alla nostra liceale è il Dott.Salvi, uomo d’affari amico del padre di Loredana, che la sedurrà e l’abbandonerà.
Gag e nudità in abbondanza per un film che annovera anche un prezioso cameo di Ilona Staller. Da vedere senza dubbio!

Scheda Tecnica

Titolo Originale: La Liceale
Anno: 1975
Regia: Michele Massimo Tarantini
Cast: Gloria Guida, Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali, Giuseppe Pambieri, Gisella Soffio
Casa di Produzione: Dania Film






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lunedì, ottobre 06, 2008

Baseball


Juve98 ko a Buttrio

I padroni di casa del Buttrio vincono entrambi gli incontri chiudendo la serie sul 3-1. Dopo il pareggio dell'andata i giuliano battono la Juve98 9-7 e 6-1, conquistando la promozione in Serie A2.
Sfuma così, all'ultimo, il sogno dei bianconeri di conquistare la prima promozione della storia.
Si conclude il quadro delle promosse in A2: Verona, Buttrio, Arezzo e Castenaso. 


Il Venezuela si dimette

Josè Grasso, presidente della Liga Venezolana de Beisbol, ha annunciato le dimissioni della federazione dal comitato organizzatore del World Classic. La decisione è stata presa a fronte delle polemiche interne e della rinuncia a disputare l'evento da parte di alcuni giocatori importanti. 

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