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venerdì, febbraio 20, 2009

Musica: Morrissey, The Rifles

Musica

Morrissey
"Years Of Refusal"

Quasi cinquanta anni, una lunga carriera alle spalle, ma nonostante tutto la voglia e la forza di fare un disco energetico, fresco. D’impatto. Bella la lezione che Morrisey da ad artisti più giovani e più lanciati, nonchè ad ex grandi leader di band del passato. Bella responsabilità per il controverso cantante di Manchester.
Non siamo di fronte a un capolavoro, ma a un ottimo disco di un “evergreen” della musica che crea una manciata di canzoni tutte fatte e ben concepite.
Un caparbio mix di pop/rock, che pende più verso il secondo e che si allunga verso altre sonorità. Un sali e scendi di ritmi, molto suggestivo e piacevole.
L’apertura shock della rockeggiante e tossica (vedere il testo) “Something is Squeezing My Skul” ci introduce in questo abile contesto che passa da canzoni più delicate e riflessive come "I'm Throwing My Arms Around Paris" o "It's Not Your Birthday Anymore" a brani molto più movimentati come “All You Need Is Me”, “One Day Goodbye Will Be Farewell" o "I'm OK by Myself" fino a toccare l’estremo con la contaminazione Tex/Mex di "When Last I Spoke to Carol".
Nulla stona e nulla annoia, in “Years Of Refusal”. Piccolo premio per le tante vicissitudini di produzione che ha avuto, dall’uscita posticipata, alla distribuzione alle diatribe con i produttori.
Piccolo regalo del buon Morrisey che da qui a poco dovrebbe riaccendere il progetto “The Smiths” e se lo farà con questa energia…


The Rifles
"The Great Escape"

Esattamente. Si tratta dell’ennesima band indie rock dalla Gran Bretagna. London. E che possiamo farci? Beati loro che possono scegliere tra una quantità imbarazzante di gruppi rock, qualcuno di questi molto paraculo e qualcun altro molto bravo.
Nel caso in oggetto i The Rifles, stanno in mezzo alle due cose con perfetto equilibrio. Canzoni snelle veloci, molto orecchiabili, furbette, furbette che ti finiscono nelle orecchie e da lì dritte nel cervello. Suonate bene e confezionate ancora meglio. Vagamente 60’s, vagamente Mod, con l’ombra di Paul Weller che si scorge qua e là. Ed è proprio il buon Paul Weller il maggiore sponsor di questo gruppo, visto che si è esibito con loro in un concerto.
Purtroppo è roba già sentita, nulla di nuovo, anche se “The Great Escape” si fa ascoltare con piacere dall’inizio alla fine. Cioè da quando i “The Rifles” danno l’avvio al loro indie rock con “Science Is Violence” facendoci ricordare i “The Coral” e gli “Idlewild” e toccando da subito il punto più alto del disco. Poi una dopo l’altra arrivano altre staffilate, come la title track, “Fool To Sorrow” calmandosi solo a metà disco con sonorità più pop che rock come nel caso di “History” e soprattutto con il closer, beatlesiano “For The Meantime”.
Da ascoltare velocemente. La data di scadenza arriva presto. Eccezion fatta per alcune canzoni.


NEWS

No Line On The Horizon in streaming!

Grande occasione per i fan degli U2. Dal 22 Febbraio sul sito Spotify sarà possibile ascoltare il nuovo disco degli U2. Totalmente e quante volte si vuole. Purtroppo però pare che il servizio sia solo per utenti inglesi. Ma tentar non nuoce no?

Paul Weller fa perdere centomila sterline alle agenzie di scommesse.

E bravo Weller. Centomila sterline levate a Bookmakers del tipo Ladbrokes, Paddy Power e William Hill. Però la cifra non è finita a lui. E' capitato che sette persone a Londra e Guildford (dove abita e lavora Weller) abbiano scommesso nel brevissimo giro di tempo sulla vittoria del modsgodfather ai British Awards come miglior solista. La concomitanza di così tante scommesse ha fatto pensare alle agenzie a una fuga di notizie oppure a un "assist" di Weller che ha pre-registrato il discorso di premiazione. In ogni caso il buon Weller è scagionato da ogni sospetto.

Vuoi comprare il disco di John Freese a 75.000 dollari?

Josh Freese è stato il batterista dei Nine Inch Nails collaboratore dei DEVO, Queens Of The Stone Age, A Perfect Circle e tanti altri gruppi ancora. E' un rocker rozzo e cattivissimo ecco.
Però per il suo disco solista "Since 1972" ha dimostrato una sensibilità enorme alle vendite.
Si può comprare il disco spendendo dai sette ai settancinquemila dollari.
Tutto vero, si va dal download digitale più tre video per sette dollari, si passa ai cinquanta con maglietta e ringraziamento personale del musicista via telefono, che prevede anche la possibilità di criticare pesantemente il suo lavoro. Poi se si sale è prevista una cena e festa post cena pagando dai cinquecento dollari in su. E per duemilacinquecento sono previste lezioni private di batteria, cena e casino post cena e la possibilità di prendere due vestiti del musicista.
Infine tra mille altre soluzioni, per settantacinquemila dollari si può andare in tour qualche giorno, si può avere un EP registrato da Freese le cui canzoni sono incentrate sul "donatore" e avrete oltre alle solite feste incasinate la possibilità di avere il batterista per la vostra band oppure come assistente personale...






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