Cinema: Louise Michel
Cinema
Recensione
Recensione
"Louise Michel"
Louise Michel è stata un’anarchica francese, che ha dedicato la propria vita ai diritti delle donne e all’inseg
namento. Ha vissuto nella seconda metà dell’ottocento e nei primissimi anni nel novecento.
Louise e Michel invece sono i protagonisti di questo film che parte dal geniale doppio senso del titolo. E la pellicola non è da meno.
Trattasi di una a dir poco cinica commedia incentrata sui tempi moderni. Un’opera di stampo inglese-nordico, per modi e temi trattati, lontana dai buoni sentimenti e facilonerie delle commedie francesi di ultima generazione.
Cinismo a tutto spiano, pesante fino al limite e una volontà ferrea di sconfinare nel cinema dell’assurdo. Il tutto raccontato da una regia veloce e amante dei dettagli, in grado di descrivere benissimo con graffiante ironia lo squallore dei luoghi in oggetto.
Le cronache degli ultimi anni e quelle recentissime (vedi il caso Caterpillar) giocano a favore del soggetto del film, liberando l’istinto omicida di ognuno di noi. Vendetta è fatta!
In un piccolo paese della Picardia, Nord della Francia, nonostante le assicurazioni del proprietario, una piccola azienda tessile chiude dall’oggi al domani senza avvisare le operaie. I sindacati ottengono una buona uscita e con questi soldi le operaie, unite nella lotta, decidono di assoldare un killer per uccidere il proprietario.
L’idea è di Louise stravagante e analfabeta che in realtà è un ex galeotto, finito in carcere per omicidio di un consulente bancario, travestito da donna per rifarsi una vita. Trova un killer, Michel, sedicente “security manager” di una serie roulotte e omicida, fallito, a tempo perso. Michel in realtà è una donna, dalle sembianze maschili per i troppi ormoni presi per l’atletica leggera.
Totalmente incapace di uccidere, Michel subappalta il lavoro alla cugina malata terminale di cancro. Uccide. Finirebbe qui se non fosse che il morto non è il vero proprietario. Ed ecco che inizia una lunga caccia all'uomo con conseguente scia di sangue che porta Michel, Louise e un vecchietto malato terminale alla ricerca del vero boss dell’azienda. Prima a Bruxelles e poi nel Jersey. Invano. L’azienda fa parte di un complesso gioco di scatole cinesi.
La cattiveria e la disperazione messa in mostra in questa pellicola è figlia dei nostri tempi. In “Louise Michel” i connotati della società sono azzeccatissimi e precisi e si mischiano benissimo nel contesto assurdo messo in piedi.
Buoni i personaggi, soprattutto Louise, cinico/a, sadico/a essere piuttosto oscuro. Meno chiaro Michel di cui putroppo possiamo limitarci a intuire delle cose. Unico neo.
Per tutto il resto una vera toccasana di intelligente cattiveria per tutte le vittime del sistema moderno.
Titolo originale: Louise Michel
Nazione: Francia
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 94'
Regia: Gustave de Kervern, Benoît Delépine
Sito ufficiale: www.myspace.com/louisemichellefilm
Cast: Yolande Moreau, Mathieu Kassovitz, Bouli Lanners, Robert Dehoux, Albert Dupontel, Philippe Katerine, Kafka
Produzione: No Money Productions, Arte France Cinéma
namento. Ha vissuto nella seconda metà dell’ottocento e nei primissimi anni nel novecento.Louise e Michel invece sono i protagonisti di questo film che parte dal geniale doppio senso del titolo. E la pellicola non è da meno.
Trattasi di una a dir poco cinica commedia incentrata sui tempi moderni. Un’opera di stampo inglese-nordico, per modi e temi trattati, lontana dai buoni sentimenti e facilonerie delle commedie francesi di ultima generazione.
Cinismo a tutto spiano, pesante fino al limite e una volontà ferrea di sconfinare nel cinema dell’assurdo. Il tutto raccontato da una regia veloce e amante dei dettagli, in grado di descrivere benissimo con graffiante ironia lo squallore dei luoghi in oggetto.
Le cronache degli ultimi anni e quelle recentissime (vedi il caso Caterpillar) giocano a favore del soggetto del film, liberando l’istinto omicida di ognuno di noi. Vendetta è fatta!
In un piccolo paese della Picardia, Nord della Francia, nonostante le assicurazioni del proprietario, una piccola azienda tessile chiude dall’oggi al domani senza avvisare le operaie. I sindacati ottengono una buona uscita e con questi soldi le operaie, unite nella lotta, decidono di assoldare un killer per uccidere il proprietario.
L’idea è di Louise stravagante e analfabeta che in realtà è un ex galeotto, finito in carcere per omicidio di un consulente bancario, travestito da donna per rifarsi una vita. Trova un killer, Michel, sedicente “security manager” di una serie roulotte e omicida, fallito, a tempo perso. Michel in realtà è una donna, dalle sembianze maschili per i troppi ormoni presi per l’atletica leggera.
Totalmente incapace di uccidere, Michel subappalta il lavoro alla cugina malata terminale di cancro. Uccide. Finirebbe qui se non fosse che il morto non è il vero proprietario. Ed ecco che inizia una lunga caccia all'uomo con conseguente scia di sangue che porta Michel, Louise e un vecchietto malato terminale alla ricerca del vero boss dell’azienda. Prima a Bruxelles e poi nel Jersey. Invano. L’azienda fa parte di un complesso gioco di scatole cinesi.
La cattiveria e la disperazione messa in mostra in questa pellicola è figlia dei nostri tempi. In “Louise Michel” i connotati della società sono azzeccatissimi e precisi e si mischiano benissimo nel contesto assurdo messo in piedi.
Buoni i personaggi, soprattutto Louise, cinico/a, sadico/a essere piuttosto oscuro. Meno chiaro Michel di cui putroppo possiamo limitarci a intuire delle cose. Unico neo.
Per tutto il resto una vera toccasana di intelligente cattiveria per tutte le vittime del sistema moderno.
Titolo originale: Louise Michel
Nazione: Francia
Anno: 2008
Genere: Commedia
Durata: 94'
Regia: Gustave de Kervern, Benoît Delépine
Sito ufficiale: www.myspace.com/louisemichellefilm
Cast: Yolande Moreau, Mathieu Kassovitz, Bouli Lanners, Robert Dehoux, Albert Dupontel, Philippe Katerine, Kafka
Produzione: No Money Productions, Arte France Cinéma
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1 Comments:
ero certa di trovare questo commento, in caso contrario ti avrei detto di andarlo a vedere! film fantastico, ogni tanto mi viene in mente una bastardata e rido da sola! Aggiungerei al tuo commento che la buona uscita ottenuta dai sindacati era di ben 100 euro per ogni anno di anzianità lavorativa. Le donne in media hanno preso 2.000 euro a testa x 20 anni di lavoro. Bella presa di posizione anche sull'inutilità e la presa x il culo degli accordi tra azienda e sindacati al giorno d'oggi. Magari ci vediamo x la seconda parte del Che? Ciao, a presto Eva
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