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venerdì, giugno 12, 2009

Cinema: Antichrist

Cinema
"Antichrist"


Se c’è una cosa che gli va riconosciuta è che Lars Von Trier non si è mai adagiato. Ha sempre cercato di andare oltre, di cambiare linguaggio e di proporre nuove situazioni.
Qui in “Antichrist” tocca il punto più estremo, almeno fino ad oggi, realizzando un film molto personale, stroncato un po’ da tutti.
Von Trier, spocchioso come sempre, ha dichiarato che lui i film li fa per se e non per il pubblico e che è stata la mano di Dio a portarlo, sembra un po’ una battuta, alla realizzazione di “Antichrist”. Ha chiuso dicendo che è il più grande regista esistente.
Fatti i debiti tagli e le necessarie revisioni alle sue affermazioni, resta difficile poter dare un giudizio univoco su un film così introspettivo ed enigmatico. Un’opera che vive di simbolismi e di vari significati reconditi. Bello o brutto? Sta allo spettatore. Vale un po’ il discorso che si può fare su un film di Lynch, ognuno prende e assorbe quello che vuole e che riesce. Quindi questo è quanto per noi.
“Antichrist” è un film pesante, lento e psicopatico. Forte nel suo messaggio, si potrebbe dire un po’ misogino e fortissimo nelle sue immagini. Presentato male, forse banalizzato, cercando di fare leva sulla morbosità di spettatori e critici grazie alla presenza di elementi “horror e porno”. Caratteristiche presenti ,certo, con organi genitali fatti a pezzi e scene di sesso e violenza, ma che non vanno oltre il limite di certi film splatter/gore. Ossia, nulla che ecceda un certo cinema underground.
“Antichrist” ha il grosso difetto di rielaborare canoni tipici dei film horror e/o introspettivi. Già visti e stravisti. Bosco, solitudine, disperazione, pazzia. Senza contare l’amata narrazione in capitoli di Von Trier.
Il pubblico respinge, almeno sentendo i commenti in sala, ma va detto che la regia di Lars Von Trier, ormai lontano dal suo dogma è meravigliosa. Il regista danese quando si butta in visioni più poetiche e ricercate dona lezioni di cinema, aiutato anche da una fotografia perfetta. Rarefatte immagini di bellezza e poesia pura, lievi giochi di luce e taglienti soggettive sottolineate da un’adeguata colonna sonora.
Bravi poi i due attori, Charlotte Gainsbourg e William Dafoe, intensi quanto basta e precisi dare profondità al dramma. Lei poi si spinge veramente oltre, recitando per mezzo film semi nuda e realizzando una scena di autoerotismo veramente lunga.
I due sono una coppia a cui muore il figlio. Lei entra in crisi e lui, terapeuta cerca di aiutarla. Per aiutarla al meglio la donna chiede di andare in una baita in montagna, “Eden”, dove però la sua follia, avrà il sopravvento.
E l’anticristo? Chi è? Noi l’abbiamo trovato, ma è una questione personale.

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