Musica: Iggy Pop & Phoenix
Musica
Iggy Pop
"Preliminaires"
"Preliminaires"
Ok, ok, Iggy Pop è quello di “Now I Wanna Be Your Dog”. Ed è anche quello che saltava come un pazzo a torso nudo in compagnia dei suoi fottuti Stooges, sul palco del più bel concerto del Traffic Festival di Torino.
Ed è pure l’interpr
ete di uno dei più bei sketch di “Coffee And Cigarettes”, film di Jarmusch nel quela Iggy dialogava con Tom Waits facendogli notare che non c’erano dischi suoi nel juke box del bar in cui erano.Iggy è tutto questo e molto di più. Ma il punto sta nel capire se l’allucinato rocker deve sempre appagare la nostra morbosità facendo la scimmietta da circo, oppure se lo stesso può giocare a stupirci. Ancora.
A noi l’iguana piace rocker, non ci piove, ma ci piace anche assistere alla ricerca di un artista che evidentemente è molto più di uno scalmanato totem rock (vedi l’esperienza da attore).
Anche lui la pensa così e pertanto ha dato vita a “Preliminaires”, disco riassumibile con una frase presente nel sito ufficiale dell’artista: “L’iguane mette son costume de crooner”. O se preferite l’inglese: “Iggy Lets Out The Crooner Inside”
Un po’ di storia, tanto per capire. Si narra che quasi casualmente l’iguana si sia messo a leggere poesie di Michel Houellebecq regista e poeta francese. Pare che il libro sia stato il suo compagno di viaggio in Normandia dove il nostro ha soggiornato in un freddo e vecchio hotel amato anche da Proust. Tornato in patria Iggy è stato contattato dallo stesso Houellebecq per la realizzazione di una colonna sonora. Ma il leader degli Stooges deve aver preso con estrema serietà la questione e si è chiuso in una baracca a Miami, in compagnia di una chitarra. Risultato: “Preliminaires”.
Un disco veramente coraggioso, che sposta l’iguana in un’atmosfera da localaccio fumoso e buio di New Orleans. Misterioso, intenso. Voce bassa, profonda e graffiante, chitarra che spizzica, arrangiamenti delicati a tinte blues e jazz. A volte ricorda il suo amico Waits, a volte Nick Cave e a volte sembra creare un’ideale colonna sonora per un film del buon Jarmusch.
L’inizio è spiazzante più che mai. “Les Feullies Mortes” l’opener è cantato in francese e se non ci fosse la confezione del disco si potrebbe pensare a un clamoroso fake. Invece no, è proprio Iggy Pop che poi continua preciso con brani come la buia“I Want To Go To The Beach”, il jazz allegro “King Of The Dogs” e il vellutato e sudato rock di “Je Sais Que Tu Sais”.
Nulla da eccepire nemmeno sul seguito “Spanish Coast”, molto Cave o il fiammeggiante rock di “Nice To Be Dead”. Uniche note stonate, a parte i soli trentasei minuti di musica, “How Sensitive” e “Party Time”, con inserti elettronici soprattutto la seconda, che spezzano la magia di un disco che altrimenti sarebbe un capolavoro assoluto.
Interessanti le versioni sul mercato, anche troppe, ma molto intelligente l’idea del sito internet che da la possibilità, inserendo il cd nel lettore, di poter vedere tutti i contenuti extra.
Phoenix
"Wolfang Amadeus Phoenix"
Il titolo è spocchioso, ma essendo francesi si può dire, che sappiamo come va. Francesi si, anche se non si direbbe visto che i Phoenix fuggono da lingua e tradizioni, dando v
ita a un’ elegante opera elettropop che a tratti strizza l’occhio a al brit degli anni novanta.
“Wolfang Amadeus Phoenix”, contiene una manciata di canzoni strutturate benissimo e soprattutto in grado di entrare nelle classifiche senza essere commerciali. Un album onesto, sincero e godibile.
L’inizio è a razzo grazie a “Lisztomania” singolone dal sapore anni novanta, trampolino per i flutti vivaci di elettrop che seguono, anche se a volte la classe viene graffiata da aspetti più danzerecci e meno eleganti.
“Wolfang...” si spezza a metà con l’inserimento due episodi assolutamente strani e soprattutto diversi da tutto il contesto. “Love Like A Sunset Part I” e “Part II”. Coppia composta da un brano lunghissimo oscuro e più elettronico che pop e da un veloce e cantato pezzo a metà strada tra gli stili.
Chiusa questa parentesi il disco ritorna sui binari dell’inizio. Ci si ributta subito e pesantemente nelle sonorità e nelle scelte di un elettropop allegro con brani come “Lasso”, “Rome” e “Girlfriend”. Male non sono, unico difetto che stanno eccessivamente sulla stessa linea.
ita a un’ elegante opera elettropop che a tratti strizza l’occhio a al brit degli anni novanta.“Wolfang Amadeus Phoenix”, contiene una manciata di canzoni strutturate benissimo e soprattutto in grado di entrare nelle classifiche senza essere commerciali. Un album onesto, sincero e godibile.
L’inizio è a razzo grazie a “Lisztomania” singolone dal sapore anni novanta, trampolino per i flutti vivaci di elettrop che seguono, anche se a volte la classe viene graffiata da aspetti più danzerecci e meno eleganti.
“Wolfang...” si spezza a metà con l’inserimento due episodi assolutamente strani e soprattutto diversi da tutto il contesto. “Love Like A Sunset Part I” e “Part II”. Coppia composta da un brano lunghissimo oscuro e più elettronico che pop e da un veloce e cantato pezzo a metà strada tra gli stili.
Chiusa questa parentesi il disco ritorna sui binari dell’inizio. Ci si ributta subito e pesantemente nelle sonorità e nelle scelte di un elettropop allegro con brani come “Lasso”, “Rome” e “Girlfriend”. Male non sono, unico difetto che stanno eccessivamente sulla stessa linea.
NEWS
Surprise...stiamo suonando...
Per presentare la nuova raccolta "Midlife: A Beginners Guide To Blur", in doppio CD e soprattutto per ufficializzare il rientro di Coxon i Blur si sono esibiti a sorpresa ieri sera presso il Rough Trade East Shop, davanti a soli 170 spettatori, i più veloci a leggere su internet nel pomeriggio stesso e a correre alla 02 Arena a ritirare i biglietti (gratis).
Stessa cosa per i Pixies che sempre ieri sera si sono esibiti al Village Underground, davanti oltre al pubblico normale a una platea di star: Klaxons, Carl Barat, The Horrors e altri.
Trent Reznor gna fa più
Al termine del concerto al Tennessee Festival, il leader dei Nine Inch Nails, ha annunciato che è stato l'ultimo concerto negli Stati Uniti. Reznor ha dichiarato di sentirsi stressare e di necessitare un lungo stop. Boh...intanto la band continuerà il tour all'estero
Niente reunion, lo volete per iscritto?
Originale dichiarazione del chitarrista John Squire ex Stone Roses la leggendaria band che ha ispirato il brit pop idolatrata dai fratelli Gallagher. Le numerose notizie che vogliono l'imminente reunion, sono state smentite da Squire che per l'occasione ha creato un artwork che verrù messo in vendita dal primo luglio.
Sul lavoro si legge ""I have no desire whatsoever to desecrate the grave of seminal Manchester pop group The Stone Roses". Intanto il leader Ian Brown è alle prese con i remasters dei dischi della mitica band.
Al termine del concerto al Tennessee Festival, il leader dei Nine Inch Nails, ha annunciato che è stato l'ultimo concerto negli Stati Uniti. Reznor ha dichiarato di sentirsi stressare e di necessitare un lungo stop. Boh...intanto la band continuerà il tour all'estero
Niente reunion, lo volete per iscritto?
Originale dichiarazione del chitarrista John Squire ex Stone Roses la leggendaria band che ha ispirato il brit pop idolatrata dai fratelli Gallagher. Le numerose notizie che vogliono l'imminente reunion, sono state smentite da Squire che per l'occasione ha creato un artwork che verrù messo in vendita dal primo luglio.
Sul lavoro si legge ""I have no desire whatsoever to desecrate the grave of seminal Manchester pop group The Stone Roses". Intanto il leader Ian Brown è alle prese con i remasters dei dischi della mitica band.
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1 Comments:
Iggy mi fa ammazzare...
è un grande...veramente
canta a torso nudo anche il jazz
MITICOOO
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