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Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: gennaio 2009

lunedì, gennaio 19, 2009

Baseball & Beisbol

Italia: Reggio Emilia star sul mercato, mentre in Sicilia...

Quarto acquisto per il Reggio Emilia. Questa volta da Los Angeles arriva il lanciatore Abe Alvarez, già nel giro dei Boston Red Sox, quattro anni in triplo A e una paio di presente in Major. Intanto in Sicilia ben undici formazioni faranno parte di un grande progetto di franchigia che dovrebbe presto coinvolgere anche Messina e Palermo. Al momento la struttura piramidale è così prevista: Paternò in A2, Messina in B e le altre in C1 e qualche team in Under 21.



Messico: Semifinali all'ultimo colpo

Grande incertezza in Messico dove le semifinali sono ferme sul 3-3. Il Venados vince a Algodoneros per 6-3 mentre Naranjeros a Caneros per 5-2. Lunedì si conosceranno le semifinaliste.


Venezuela: Le Tigri fiutano la finale

Con la grande vittoria per 6-0 sui Leones de Caracas, Los Tigres de Aragua ottengono la quinta vittoria consecutiva nel round robin delle semifinali del campionato venezuelano. Quasi staccato il biglietto per la serie finale, settima consecutiva. I Tiburones De La Guaira sembrano gli unici che riescono a tener testa alle tigri avanti di mezzo punto. Dietro Cardenales e Leones a uno e infine Las Aguilas a 1,5.

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sabato, gennaio 17, 2009

B Movies Heroes: Ultimo Mondo Cannibale


presenta

"B Movies Heroes"
all'incirca il meglio del cinema mondiale


Ultimo Mondo Cannibale


Guardando il trittico “cannibale” di Ruggero Deodato, due cose sono chiare. La prima che non è iscritto al WWF. La seconda che non è vegetariano.

Tre anni prima del suo capolavoro “Cannibal Holocaust”, Deodato era alle prese con l’antipasto, (mai termine più azzeccato) di quello che sarà il filone più famoso della sua vasta filmografia.

“Ultimo Mondo Cannibale”, pur essendo il primo della specie, non è di certo un abbozzo e già mostra tutti i canoni estremi del regista. A parte la scelta, di dubbio gusto, di squartare animali, qui vediamo già corpi straziati, violenza e sangue cioè il biglietto da visita di “Monsieur Cannibale”.

“Ultimo Mondo Cannibale” è stato il primo film italiano a mostrare scene esplicite di cannibalismo, sebbene sia il secondo del genere dopo “Il Paese del Sesso Selvaggio” di Lenzi del 1972. Abbiamo più o meno la struttura che vedremo anche in “Cannibal Holocaust”. Però alla ricerca di colleghi scomparsi ci vanno in due: Rolf e Robert Harper che atterrano in emergenza nella giungla di Mindanao. Subito scoprono che i colleghi scomparsi hanno fatto una pessima fine, identica sorte che tocca al pilota dell’aereo e a un’accompagnatrice. Rolf e Robert rimasti soli vengono aggrediti da alcuni indios, il primo ferito riesce a fuggire. Il secondo catturato, imprigionato e costretto ad assistere suo malgrado a tutta una serie di riti violentissimi. Grazie alla bella indigena Pulan, viene poi liberato e con lei fugge.

Dopo averla stuprata (…) e dopo aver ritrovato Rolf, in una caverna, in non buone condizioni, i tre cercano disperatamente l’aereo. Vengono ritrovati dai cannibali che umc2uccidono e mangiano Pulan in una scena, consentiteci la battuta, che ricorda un po’ i Festival Dell’Unità.

Rimasti in due con Rolf nuovamente ferito, Robert uccide e mangia il fegato del capo tribù meritando il rispetto degli altri componenti e potendo più o meno in tranquillità raggiungere l’aereo e finalmente fuggire con il compagno.

Un film gustoso (…), non c’è che dire, per il suo genere naturalmente. “Ultimo Mondo Cannibale” nacque come sequel del già citato “Il Paese del Sesso Selvaggio” e doveva avere dietro alla macchina da presa, sempre Lenzi. Viste le richieste economiche del regista, la produzione scelse di dare tutto in mano a Deodato. E non a caso Ivan Rassimov (Rolf) e Me Me Lai (Pulan) sono già presenti nel film del 1972.

Abbastanza inutile dire che il film venne parecchio censurato, soprattutto in Gran Bretagna, dove rischiò di finire nella lista di “video nasty”. A seguito del successo di "Cannibal Holocaust" una versione del film negli USA venne intitolata "Jungle Holocaust".



Scheda Tecnica

Titolo Originale: Ultimo Mondo Cannibale

Titoli Alternativi: O Último Mundo dos Canibais, Fases da Morte 8 - O Último Mundo dos Canibais, Mundo Canibal (Brasile) Cannibal (Gran Bretagna-video title), Cannibals (Grecia-video box title), Carnivorous, Jungle Holocaust (DVD BOX), The Last Survivor (cut version) (USA), Le Dernier monde cannibale, Horror Cannibal (Francia), Kannibaalit (Finlandia) Last Cannibal World (Internazionale), Mondo Cannibale 2 - Der Vogelmensch (Germania) Mondo cannabale 2 (Polonia), Mundo caníbal Spagna, De Sista kannibalerna (Svezia), Viimeiset kannibaalit (Finlandia)

Anno di Uscita: 1977

Nazione: Italia

Regia: Ruggero Deodato

Altri film del regista recensiti: Cannibal Holocaust

Durata: 92'

Cast: Massimo Foschi, Me Me Lai, Ivan Rassimov, Sheik Razak Shikur

Casa di Produzione: Erre Cinematografica

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giovedì, gennaio 15, 2009

Musica: The Killers - Tv On The Radio

Musica


The Killers
"Day & Age"

Dove diavolo vogliono andare i “The Killers” non è chiaro. E non lo è mai stato. Dall’esordio di “Hot Fuss” di “Somebody Told Me” tamarra e commerciale al punto giusto da piacere agli alternativi e non, passando per un disco troppo impegnato per le proprie corde, "Sam’s Town" e chiudendo con una raccolta di B-Sides in cui spiccava, solo, “Tranquilize” e quel solo si chiamava Lou Reed.
Ora la nuova puntata si chiama “Day & Age” e stiamo a chiederci “Are We Human o Are We Dancers?”. Uh…no…siamo a chiederci, capolavoro o nefasta cazzata? Bravo il gruppo di Las Vegas a confondere le idee. E bravo soprattutto a piazzare un singolo “Human” che per quanto sia tamarro, molto anni ottanta e molto alla Pet Shop Boys seconda maniera funziona, ti entra in testa e in breve tempo ha accalappiato il suo buon esercito di fan (si suppone questa volta poco alternativi). Non è una novità, la specialità di casa è quella: i singoli. I “The Killers” sparano secco un singolone destinato ad entrare nella storia o meglio dire nelle chart. Poi il resto del disco vive un po’ con il senso di inferiorità nei confronti del primo “nato”.
Pare proprio di vedere tutto ciò anche in “Day & Age”. Disco sufficientemente riuscito, apprezzato con discrezione dalla critica, che può presentare diverse canzoncine riuscite e diversi brani che ti verrebbe voglia di andare a prendere a sberle Brandon Flowers. Essenzialmente l’inizio male non è “Losing Touch”, “Human” (con tutti i suoi ma), “Spaceman” ammiccante e commerciale ma meno tamarra della precedente. Poi anche sforzandoci iniziano ad arrivare brani che lasciano perplessi. “Joy Ride” che già dal titolo fa temere a una cover degli allampanati Roxette, forse era meglio, sembra un brano buono per qualche casinò di Las Vegas dove tutto è artefatto e dove gente con camice sgargianti vaga con bicchieri dai liquidi colorati. Ma la colpa di tutto ciò è l’infausta scelta di inserire una sezione fiati e percussioni. Delirante.
Fatto ciò ne segue pure una ballade, “A Dustland Fairytale” che male non è, ma che sarebbe meglio ascoltarla lontana dalla robaccia appena descritta e poi un’onesta “This Is Your Life”. A seguire un altro brano su cui vale la pena soffermarsi “I Can’t Stay”, una pezzo da resort hawaiano, con tanto di conga buono se i suddetti personaggi di “Joy Ride” decidono di spostarsi al mare a continuare a bere i loro cocktail colorati. Il resto si snoda sereno con parecchie sonorità e synth anni ottanta “Neon Tiger” e soprattutto “The World We Live In” che togliendo la questione gusti personali sono concepite bene. In coda un’ottima ballade dal titolo “Goodnight Travel Well” e un pezzo molto orecchiabile e ben fatto come “Forget About What I Said”.



Tv On The Radio

"Dear Science"



Al primo ascolto uno si chiede se “Dear Science” è una compilation di autori vari. Al secondo capisci che non è così. Al terzo piace. Al quarto ti rendi conto che parlare di un disco così è un gran casino.
Cara scienza non si sa da che parte prenderti. Eterogenea come sei. Facciamo melina, intanto ci pensiamo, parlando del gruppo i “TV On The Radio”. Nati del 2001 dalla folli mente di un certo Tunde Adebimpe nato in Nigeria e vivente a New York e da David Andrew Sitek, un produttore e musicista, il gruppo si espande in numero e comincia la solita trafila di demo e canzoni. Poi nel 2004 primo disco acclamato dalla critica “Desperate Youth, Blood Thirsty Babes” seguito due anni dopo da “Return To Cookie Mountain” altro lavoro che fa il pieno di consensi. Poi nel tardo 2008 arriva “Dear Scienze” che viene acclamato da chiunque entrando nella lista dei migliori dischi dell’anno per Rolling Stones e NME.
E…quindi…”Dear Science”. Un disco che è un immenso mondo variopinto e colorato di generi e stili. Elettronica, indie rock, soul, pop tutti messi insieme con una capacità spiazzante e una semplicità che lo rende secco e sorprendente come uno schiaffo. Pure troppa grazia che quasi li rende antipatici come degli odiosi “primi della classe”.
Nulla da eccepire comunque, I “TV On The Radio” non sbagliano un colpo e una dopo l’altra le canzoni si susseguono che è un piacere.
Già a partire dall’opener “Halfway Home” che col coretto di apertura molto catchy (pa-pa-pa-pa) da l’idea di portarci nel pop più smaccato che ci sia. Invece è la porta di ben 5’31” che apre sul mondo di “Dear Science” con un elettro pop che ci lascia in sospeso in attesa dell’avvenire. E l’avvenire non potrebbe essere migliore con brani come il dolce elettropop di “Criyng” e il mix con l’hip hop di “Dancing Choose” (video in fondo), senza dimenticare l’eleganza di “Stork and Owl” e le reminiscenze vocali alla U2 ("Achtung Baby") presenti in “Golden Age”. Gli spunti interessanti sono tantissimi e per ogni brano bisognerebbe soffermarsi. I “Tv On The Radio” riescono nell’intento di miscelare con intelligenza pezzi più lenti a brani veloci che a volte sono trascinanti come ad esempio il duetto “Family Tree” e “Red Dress”. “Lover’s Day” è l'ottima scelta per la chiusura di un disco che va ascoltato piuttosto che conosciuto sulle varie recensioni.
Miglior album del 2008? Forse un po’ troppo. Sicuramente un disco ottimo che fa ben sperare per un futuro musicale meno clonato e più alla ricerca di nuove sonorità o miscele. Sarà scienza? O Fantascienza?.


NEWS



Obama rock star


Di Barack Obama presidente star si è sentito di tutto. E naturalmente al suo insediamento ci sarà un cast di stelle impressionante tra i tanti Beyonce, Bono, Sheryl Crow, Herbie Hancock, John Legend, John Mellencamp, Bruce Springsteen, James Taylor e Stevie Wonder. Il concerto si terrà il 19 gennaio, mentre il 18 al party di insediamento sono previste performance di Bono e Springsteen


Bye Bye London Astoria


Per il London Astoria è giunto il momento di calare il sipario. Nirvana, Manic Street Preachers, Strokes e tanti altri sono passati nei trent'anni di storia. Ma ora per ordine del sindaco Boris Jonhson il posto deve essere demolito per far passare una linea ferroviaria che collegherà centro-est-ovest di Londra. Inutili le proteste degli artisti che hanno insultato a volte il sindaco. Ieri sera ultimo show sul palco: Mystery Jets, Get Cape, The Automatic. E via un altro pezzo di storia!



Graham Coxon & Pete Doherty


Graham Coxon il chitarrista dei Blur che pare stia per tornare nella formazione, spende parole di elogio e quasi d'amore nei confronti di Pete Doherty. Graham dopo aver sentito un demo ha deciso di collaborare con Doherty per il suo nuovo disco che uscirà il nove marzo defininendo l'artista "simpatico, affascinante, ospitale ma anche impressionabile e vulnerabile". Sta a vedere il prossimo gossip...



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lunedì, gennaio 12, 2009

Beisbol: Il ritorno di Santiago

Beisbol




Cuba: Il ritorno di Santiago

Quanto è volubile il campionato cubano! Solo sette giorni fa scrivevamo della mediocrità del campionato del Santiago. Oggi una settimana dopo assistiamo a otto vittorie consecutive che riportano Las Avispas nella parte alta della classifica del torneo. Parte del merito di questo ritorno dei campioni in carica è del ricevitore Rolando Merino giocatore della settimana per i giornalisti e autore a 37 anni di 19 valide su 41 turni tra i quali sei doppi, cinque fuoricampo e 16 punti portati a casa. E martedì arriva Pinar Del Rio.





El Clasico? Determinante per il beisbol

Secondo Higinio Velez ex manager di Cuba e ora presidente della Federazione, il "Clasico" sarà una vetrina importante per il beisbol e per evitare che esca dal giro olimpico. Uscito da Londra, Velez spera che il beisbol possa tornare sport olimpico nel 2016. Intanto in attesa che il "Clasico" abbia inizio dal 5 al 23 marzo, Cuba secondo un sondaggio on line risulta essere la favorita.

Venezuela: In testa Leones e Cardenales

Con la vittoria di 3-2 sulle Aguilas del Zulia e con quella di 11-1 sui Tiburones De La Guaira, i Leones De Caracas e i Cardenales De Lara stanno comandando il round robin della semifinale del campionato venezuelano. Il 23 gennaio terminerà questa fase che darà i nomi delle due finaliste
La vincitrice del campionato disputerà la Serie Del Caribe a Mexicalì dal 2 al 7 febbraio con le vincitrici di Messico, Porto Rico e Repubblica Dominicana.

Messico: Buona la prima per Naranjeros e Algodoneros

Inizia benissimo la semifinale per i Naranjeros de Hermosillo vincitori in trasferta per 4-2 contro i Cañeros de Los Mochis. Bene anche gli Algodoneros de Guasave vincitori per 7-3 sul Venados de Mazatlán. Stanotte seconda partita

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venerdì, gennaio 09, 2009

Cinema: Come Dio Comanda

Recensione

Come Dio Comanda


Una provincia insonne. Rassegnata. Un mondo terribile, decadente, sconcertante. Salvatores nel suo “Ammaniti-bis” descrive quanto peggio si possa vedere e incontrare, riuscendo a intristire e a segnare anche lo spettatore più allegro.
Dopo “Io Non Ho Paura” arriva “Come Dio Comanda” che però non ottiene gli stessi riscontri positivi del predecessore e non sempre riesce a convincere.
Intendiamoci gli spunti interessanti e degni di nota sono tanti e ottimi, ma a questi si alternano momenti di debolezza che abbassano il livello del film.
Tutto è nero in “Come Dio Comanda”. I personaggi chiave sono pesanti e i rapporti tra loro e loro e il Mondo sono tesi e isterici. Padre e figlio sono il focus. Un padre neonazista, Rino Zena, con una sua morale personale cresce un figlio, Cristiano, maschera disincantata e vuota che ha come faro e come "Dio" il padre. Unici amici di famiglia un operaio, “Quattroformaggi” che un incidente ha reso “svitato” e l’ovvio Assistente Sociale.
Questa famiglia allargata vive distaccata dal vicino piccolo paese e quando ci “entra” l'effetto è più che conflittuale fino a provocare la morte di una ragazza, fattaccio che stravolgerà per sempre gli equilibri del microcosmo dei tre.
Quello che funziona in “Come Dio Comanda” è la voluta drammaticità dei personaggi, ben descritti e soprattutto mai giudicati. E’ da cineteca poi la scena principale di tutto il film. Venti minuti, circa, in un bosco al buio con il suono scrosciante della pioggia che sostituisce le parole. E’ qualcosa di ipnotico, affascinante e mai noioso.
Bellissimo poi il contrasto, gusti musicali a parte, creato da una canzone smaccatamente pop come “She’s The One” di Robbie Williams. Ascoltata dai personaggi esclusivamente via IPod rappresenta uno stacco roseo dalla truce realtà. Non male nemmeno il rapporto molto particolare tra padre e figlio. Amore e odio, dubbi e sospetti che alla fine non scalfiscono il rapporto e la venerazione.
Peccato però che a lungo andare la storia perda mordente e si affievolisca. Se escludiamo poi la prova di Filippo Timi nei panni di Rino, gretto e bastardo il giusto, quella di Elio Germano con “Quattroformaggi”, sorprendente ed espressivo ma a volte esagerato e quella di Alvaro Caleca, Cristiano, che rende bene il suo personaggio, tutta la restante recitazione viaggia su canoni decisamente bassi per un film di Salvatores. Poco credibili i comprimari. Poco interessanti. Fabio De Luigi, stimato e ottimo comico, come assistente sociale è fastidioso e leggero nei suoi modi di fare parecchio simili a quelli già visti in una nota sit-com.
La stima nei confronti di Salvatores per noi non cambia. Ancora una volta ha dimostrato di essere un grande regista (vedere la scena del bosco), il cui pregio principale è quello di non ripetersi mai, cercando storie e soggetti nuovi. A volte ci riesce benissimo. A volte non lo fa “Come Dio Comanda”.

Titolo originale: Come Dio comanda
Nazione: Italia
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 103'
Regia: Gabriele Salvatores
Sito ufficiale: comediocomanda.it.msn.com
Cast: Elio Germano, Filippo Timi, Fabio De Luigi, Alessandro Bressanello, Angelica Leo, Vasco Mirandola, Vasco Mirandola, Alvaro Caleca, Carla Stella
Produzione: Colorado Film Production, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

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mercoledì, gennaio 07, 2009

Musica: Guns'n'Roses, Los Campesinos!

Guns'n'Roses
"Chinese Democracy"

Quindici anni è più o meno il tempo che ci ha impiegato Tolkien a scrivere “Il Signore Degli Anelli”. Un capolavoro. E quindici anni è il tempo che ci ha messo Axl Rose per fare uscire “Chinese Democracy”, un disco che sembrava un po’ maledetto e un po’ leggenda metropolitana. Facendo le debite proporzioni, visti gli anni, ci si aspettava un capolavoro anche da Axl ultimo templare dei leggendari “Guns’n’Roses”.
Purtroppo però “Chinese Democracy” è un lavoro non totalmente riuscito. Una manciata di canzoni ben fatte, una manciata di canzoni che si potevano evitare.
Se Axl avesse perso le sue qualità canore, miracolosamente mantenute e se non avesse beccato nella lunga via crucis di questo progetto musicisti di un certo rango, saremmo qui a parlare di un totale fallimento. La qualità c’è anyway, canzoni belle o brutte che siano e così il disco riesce così a raggiungere la piena sufficienza.
Poi, come con tutti i grandi artisti il mondo si è diviso tra chi si genuflette adorante di fronte a questa democrazia cinese e chi invece scappa dalla stessa. Stesso discorso su ogni singola canzone.
A noi per dire non dispiace la title-track nonché opener. A noi per dire piace anche la traccia numero due “Shackler’s Revenge”, il rock very old style (nel senso di Guns) di “I.R.S.” e in parte di “Better” e sempre in parte “There Was a Time” e “Catcher in The Rye”.
E per quanto riguarda le dannate ballade simbolo dell’epoca che fu ci sentiamo di salvare “Sorry”, la drammatica intensità di “This I Love” e salviamo anche “Street of dreams” (autoplagio però ci sa tanto di “November Rain”) Invece proprio non riusciamo a sopportare il mix, di 6’15” messi al fondo, di “Prostitute” nonché il marasma di “If The World” (non male comunque gli acuti di Axl). Questo per citare alcuni casi eclatanti, ma tanto altro ci sarebbe da dire da fare, ma magari ci pensiamo nei prossimi quindici anni. Per ora “Chinese Democracy” sta nel gruppo della sufficienza con la nostalgia però dei membri originali che furono e di un tempo in cui il gruppo dettava legge.


Los Campesinos!
"We Are Beautiful, We Are Doomed"


Coscienti o forse no del rischio ripetizione e noia i gallesi “Los Campesinos!” fanno uscire a pochi mesi dal primo, un secondo disco. “We Are Beautiful, We Are Doomed” segue “Hold On Now Youngster”, ma il tempo è troppo breve per farsi un’idea di crescita e cambiamento per un gruppo che potrebbe essere piuttosto interessante per il mondo pop.
I connotati sono gli stessi. Fiumi di parole, riff velocissimi, una miriade di strumenti mischiati, chitarre e violini ubriacanti, in canzoni brevissime molto casinare e saltellanti. Vorticosi.
Sono divertenti e sbarazzini i “Los Campesinos” e anche qui possiamo dire di scorgere sprazzi di qualità pop non indifferenti.
Purtroppo però a volte sembra di assistere a un’auto citazione e già che siamo in argomento con un abile copia incolla riutilizziamo quanto da noi scritto per il primo disco “Il resto più meno si sviluppa sugli stessi canoni e percorsi” naturalmente escludendo una manciata di pezzi che emergono. L’opener “Ways To Make It Trough The Wall” ad esempio, oppure “Miserabilia” o anche la title track senza scordare qualche inserto sonoro.
E’ un buon disco, tirando le somme, che lascia speranze per un terzo, magari tra un lasso di tempo maggiore, che speriamo non prenda esempio dalle parole di “Ways To Make It Trough The Wall”: We are waiting here for the catastrophe!


NEWS

Il Chitarista degli Stooges trovato morto

Ron Asheton chitarrista degli Stooges la leggendaria band di Iggy Pop è stato trovato morto il 6 gennaio. L'uomo fondatore del gruppo con il fratello e Iggy pare sia morto per un attacco di cuore ed è stato rinvenuto alcuni giorni dopo il decesso a casa sua dalla polizia locale. Aveva 60 anni. Tanti i gruppi e gli artisti che si stanno affrettando a lasciare dichiarazioni e tributi in favore di Ron.

Led Zeppellin forse il nuovo album

Restiamo in tema di gruppi storici. I Led Zeppellin forse torneranno ad incidere un nuovo disco. Solo forse perchè al momento al gruppo inglese manca il cantante. Robert Plant pur dicendo di essere in buoni rapporti con i suoi compagni si è detto non interessato al nuovo progetto. La band quindi può contare su Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham, figlio di Bonzo. E il cantante? Si mormora addirittura Chris Cornell o Steve Tyler!

Amy Winehouse e Mark Ronson nel mirino dei terroristi islamici

Amy Winehouse e Mark Ronson pare siano finiti tra gli obiettivi possibili del terrorismo islamico. A dirlo è il "Sun" (...) che dichiara d'aver letto il nome della cantante e del produttore sul sito Ummah un sito arabo che ha detta del tabloid sarebbe frenquentato da terroristi e che nel forum avrebbe pubblicato un post intitolato "I principali ebrei che potremmo uccidere".



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lunedì, gennaio 05, 2009

Beisbol

CUBA

La Habana ride. Industriales e Santiago piangono


Con una vittoria per 6 a 4 sui concittadini Industriales, I "Vaqueros" de La Habana continuano la loro marcia e loro edificante risalita. Gonzalez, Zuleta e Rodriguez sono i tre protagonisti che spingono la squadra in vetta nella "Zona Ocidental" proprio davanti agli Industriales e al Pinar Del Rio. Proprio la squadra di Pinar è la protagonista di una prodigiosa rimonta ai danni dei Metropolitanos che al settimo vincevano per 6-3 per poi perdere 11-7. Sugli scudi il quinto rilievo Brian Ruiz.
In oriente invece il Villa Clara continua la sua incessante corsa, lasciando agli altri ben poche briciole. Secondo in classifica è un rinato Holguin (con Camaguey) che dopo un po' di stagioni oscure sembra stia tornando ai fasti del recente passato. Crisi nera invece per i campioni in carica del Santiago sconfitti in casa dal Guantanamo e ora tristemente nella parte bassa della classifica

Classifica
Zona Occidental
La Habana 15/7, Industriales 13/11, Pinar Del Rio 12/13, Isla De Juventud 10/13, Sancti Spiritu 10/14, Metropolitanos 10/15, Matanzas 8/17, Cienfuegos 7/17

Zona Oriental
Villa Clara 18/4, Holguin 17/8, Camaguey 17/8, Ciego De Avila 17/9, Las Tunas 11/12, Santiago 11/13, Guantanamo 9/14, Granma 8/17


Il Venezuela pensa al World Classic

Non si nasconde il Venezuela che punta a costruire una squadra formidabile per il prossimo "Clasico de Beisbol". Luis Sojo manager della nazionale ha dovuto affrontare diverse traversie tra polemiche interne e polemiche con i maggiori team. Malgrado tutto ciò pare improbabile che il Venezuela possa fare a meno di Magglio Ordoñez, Miguel Cabrera, Bob Abreu, Johan Santana, Francisco Rodríguez e Carlos Zambrano, anche se per Santana i NY Mets non sembrano intenzionate a dare il permesso di giocare vista la recente operazione al menisco e visto che preferiscono che il giocatori si prepari per il prossimo campionato.

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