Cinema: Milk
"Milk"
"Mi chiamo Harvey Milk e voglio reclutarvi tutti!". Questo era il grido di "battaglia" con il quale Harvey Milk infiammava la folla prima di dare il via a uno dei suoi tanti discorsi pubblici. Lontani da quegli anni settanta e da quegli S
tates, vedendo "Milk" ci sentiamo in ogni caso "reclutati tutti", un po' per le giuste lotte che portava avanti ma soprattutto per la bellezza assoluta di questa pellicola.
Perché in fin dei conti poco importa se siete gay o se siete totalmente contrari o se per voi Harvey Milk è un genio o un pervertito/malato. Poco importa, perché "Milk" è un capolavoro. Sotto ogni punto di vista. Oltre ai modi pensare e alle prese di posizione. Un film che va ben oltre al "biopic" che rappresenta.
La vita di Harvey Milk è già finita al cinema. Nel 1984 il regista Epstein diede alla luce un documentario che vinse l'Oscar come miglior documentario. Ora tocca a Van Sant. Il regista americano ci ha abituato bene, a volte benissimo, ma qui forse si spinge oltre creando un'opera che non ha pecche né di tecnica, né di narrazione, nè tantomeno di interpretazione.
Frammenti video dell'epoca si mischiano e si fondono con il girato di Van Sant, dando spesso l'impressione di assistere a un film degli anni settanta. La narrazione è suggestiva, mai banale, con un occhio che cerca vie e soluzioni nuove. Meraviglia spesso e e raggiunge l'apoteosi con una tagliente scena riflessa in un fischietto che giace a terra. Uno split screen annuncia un'adunata di massa.Poetico poi il parallelismo con la musica classica e con l'Opera di cui il protagonista era grande appassionato.
Sebbene sia un "biopic" non si santifica Harvey Milk, ma si racconta la vita facendo vedere anche i lati negativi e in qualche caso opportunisti del personaggio. Anche i "cattivi" godono di una certa freddezza narrativa che si basa esclusivamente sui fatti e sta ben lontanto da giudizi di sorta. Dan White, l'omicida, non viene martoriato né giudicato, mentre gli ultraconservatori hanno la possibilità di esprimere le proprie tesi chiaramente contrastate da Milk.
Una storia vera questa di Harvey Milk. Ebreo, newyorkese, gay, fugge a San Francisco e passo dopo passo inizia una lunga e tenace battaglia per i diritti umani degli omosessuali.
La rincorsa è assai lunga, dal distretto di "Castro", quartiere eterogeneo, un po' hippie, un po' gay ma anche conservatore, Milk lotta e combatte e fa proseliti. Elezione dopo elezione, non è facile farsi largo, ma un giorno riesce ad essere eletto nel Consiglio Comunale. Non gli basta. Non si ferma e vince la sua più importante battaglia quando riesce a bloccare una legge anti-omossessuali voluta dai gruppi ultraconservatori.
Le cronache riportano che Harvey Milk fu un vero uragano, un innovatore, un combattente per i diritti umani che fece notizia e scalpore, la cui onda travolgente non si è fermata neanche dopo il suo omicidio, commesso da Dan White anch'egli consigliere comunale, andando avanti negli anni.L'ornamento che suggella e sigilla "Milk" come capolavoro è la recitazione perfetta di un ottimo cast. Sean Penn è Harvey Milk, notare bene: un eterosessuale che interpreta un gay. Una scommessa, grossissima, vinta e stravinta, grazie alla bravura di Penn che riesce a interpretare il personaggio senza enfatizzare e toccando le giuste corde. Chi ha visto il vero Harvey e chi ha visto il film, ne è convinto: Sean Penn è identico in tutti i modi di fare. Josh Brolin ha l'unico difetto di avere a fianco un Sean Penn perfetto, ma a ben guardare anche l'attore protagonista di "W." di Oliver Stone è a suo perfetto agio in un personaggio complesso, pieno di lati oscuri e sorprendente per chi non conosce i fatti. Bravissimi anche tutti gli altri da Emile Hirsh, già visto in "In To The Wild" di Penn, arguto e combattivo attivista a James Franco fidanzato di Milk, maturo e delicato. Prestazioni che sono solo un'altra perla in un film che ha meritato l'attenzione e i premi che ha vinto
Scheda Tecnica
Titolo originale: Milk
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Gus Van Sant
Cast: Sean Penn, Josh Brolin, Emile Hirsch, James Franco, Diego Luna, Brandon Boyce, Denis O'Hare, Victor Garber
Produzione: Focus Features, Groundswell Productions, Jinks/Cohen Company
Distribuzione: BIM
Data di uscita:
Etichette: Cinema


Piuttosto comune e condivisa è l’idea che gli asiatici siano gli unici rimasti a far film horror/Thriller credibili e spaventosi. Sarà la loro capacità di spingersi oltre, sarà il loro estremismo ma di fatto concordiamo. Certo che questa mancanza di limiti a volte va veramente oltre, tanto oltre da far nascere una domanda “E perché?”.






