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essekappa: febbraio 2009

martedì, febbraio 24, 2009

Cinema: Milk

Cinema Recensione

"Milk"

:

"Mi chiamo Harvey Milk e voglio reclutarvi tutti!". Questo era il grido di "battaglia" con il quale Harvey Milk infiammava la folla prima di dare il via a uno dei suoi tanti discorsi pubblici. Lontani da quegli anni settanta e da quegli States, vedendo "Milk" ci sentiamo in ogni caso "reclutati tutti", un po' per le giuste lotte che portava avanti ma soprattutto per la bellezza assoluta di questa pellicola.

Perché in fin dei conti poco importa se siete gay o se siete totalmente contrari o se per voi Harvey Milk è un genio o un pervertito/malato. Poco importa, perché "Milk" è un capolavoro. Sotto ogni punto di vista. Oltre ai modi pensare e alle prese di posizione. Un film che va ben oltre al "biopic" che rappresenta.

La vita di Harvey Milk è già finita al cinema. Nel 1984 il regista Epstein diede alla luce un documentario che vinse l'Oscar come miglior documentario. Ora tocca a Van Sant. Il regista americano ci ha abituato bene, a volte benissimo, ma qui forse si spinge oltre creando un'opera che non ha pecche né di tecnica, né di narrazione, nè tantomeno di interpretazione.

Frammenti video dell'epoca si mischiano e si fondono con il girato di Van Sant, dando spesso l'impressione di assistere a un film degli anni settanta. La narrazione è suggestiva, mai banale, con un occhio che cerca vie e soluzioni nuove. Meraviglia spesso e e raggiunge l'apoteosi con una tagliente scena riflessa in un fischietto che giace a terra. Uno split screen annuncia un'adunata di massa.Poetico poi il parallelismo con la musica classica e con l'Opera di cui il protagonista era grande appassionato.

Sebbene sia un "biopic" non si santifica Harvey Milk, ma si racconta la vita facendo vedere anche i lati negativi e in qualche caso opportunisti del personaggio. Anche i "cattivi" godono di una certa freddezza narrativa che si basa esclusivamente sui fatti e sta ben lontanto da giudizi di sorta. Dan White, l'omicida, non viene martoriato né giudicato, mentre gli ultraconservatori hanno la possibilità di esprimere le proprie tesi chiaramente contrastate da Milk.

Una storia vera questa di Harvey Milk. Ebreo, newyorkese, gay, fugge a San Francisco e passo dopo passo inizia una lunga e tenace battaglia per i diritti umani degli omosessuali.

La rincorsa è assai lunga, dal distretto di "Castro", quartiere eterogeneo, un po' hippie, un po' gay ma anche conservatore, Milk lotta e combatte e fa proseliti. Elezione dopo elezione, non è facile farsi largo, ma un giorno riesce ad essere eletto nel Consiglio Comunale. Non gli basta. Non si ferma e vince la sua più importante battaglia quando riesce a bloccare una legge anti-omossessuali voluta dai gruppi ultraconservatori.

Le cronache riportano che Harvey Milk fu un vero uragano, un innovatore, un combattente per i diritti umani che fece notizia e scalpore, la cui onda travolgente non si è fermata neanche dopo il suo omicidio, commesso da Dan White anch'egli consigliere comunale, andando avanti negli anni.L'ornamento che suggella e sigilla "Milk" come capolavoro è la recitazione perfetta di un ottimo cast. Sean Penn è Harvey Milk, notare bene: un eterosessuale che interpreta un gay. Una scommessa, grossissima, vinta e stravinta, grazie alla bravura di Penn che riesce a interpretare il personaggio senza enfatizzare e toccando le giuste corde. Chi ha visto il vero Harvey e chi ha visto il film, ne è convinto: Sean Penn è identico in tutti i modi di fare. Josh Brolin ha l'unico difetto di avere a fianco un Sean Penn perfetto, ma a ben guardare anche l'attore protagonista di "W." di Oliver Stone è a suo perfetto agio in un personaggio complesso, pieno di lati oscuri e sorprendente per chi non conosce i fatti. Bravissimi anche tutti gli altri da Emile Hirsh, già visto in "In To The Wild" di Penn, arguto e combattivo attivista a James Franco fidanzato di Milk, maturo e delicato. Prestazioni che sono solo un'altra perla in un film che ha meritato l'attenzione e i premi che ha vinto

Scheda Tecnica

Titolo originale: Milk
Nazione: U.S.A.
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Gus Van Sant
Cast: Sean Penn, Josh Brolin, Emile Hirsch, James Franco, Diego Luna, Brandon Boyce, Denis O'Hare, Victor Garber
Produzione: Focus Features, Groundswell Productions, Jinks/Cohen Company
Distribuzione: BIM
Data di uscita:

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venerdì, febbraio 20, 2009

Musica: Morrissey, The Rifles

Musica

Morrissey
"Years Of Refusal"

Quasi cinquanta anni, una lunga carriera alle spalle, ma nonostante tutto la voglia e la forza di fare un disco energetico, fresco. D’impatto. Bella la lezione che Morrisey da ad artisti più giovani e più lanciati, nonchè ad ex grandi leader di band del passato. Bella responsabilità per il controverso cantante di Manchester.
Non siamo di fronte a un capolavoro, ma a un ottimo disco di un “evergreen” della musica che crea una manciata di canzoni tutte fatte e ben concepite.
Un caparbio mix di pop/rock, che pende più verso il secondo e che si allunga verso altre sonorità. Un sali e scendi di ritmi, molto suggestivo e piacevole.
L’apertura shock della rockeggiante e tossica (vedere il testo) “Something is Squeezing My Skul” ci introduce in questo abile contesto che passa da canzoni più delicate e riflessive come "I'm Throwing My Arms Around Paris" o "It's Not Your Birthday Anymore" a brani molto più movimentati come “All You Need Is Me”, “One Day Goodbye Will Be Farewell" o "I'm OK by Myself" fino a toccare l’estremo con la contaminazione Tex/Mex di "When Last I Spoke to Carol".
Nulla stona e nulla annoia, in “Years Of Refusal”. Piccolo premio per le tante vicissitudini di produzione che ha avuto, dall’uscita posticipata, alla distribuzione alle diatribe con i produttori.
Piccolo regalo del buon Morrisey che da qui a poco dovrebbe riaccendere il progetto “The Smiths” e se lo farà con questa energia…


The Rifles
"The Great Escape"

Esattamente. Si tratta dell’ennesima band indie rock dalla Gran Bretagna. London. E che possiamo farci? Beati loro che possono scegliere tra una quantità imbarazzante di gruppi rock, qualcuno di questi molto paraculo e qualcun altro molto bravo.
Nel caso in oggetto i The Rifles, stanno in mezzo alle due cose con perfetto equilibrio. Canzoni snelle veloci, molto orecchiabili, furbette, furbette che ti finiscono nelle orecchie e da lì dritte nel cervello. Suonate bene e confezionate ancora meglio. Vagamente 60’s, vagamente Mod, con l’ombra di Paul Weller che si scorge qua e là. Ed è proprio il buon Paul Weller il maggiore sponsor di questo gruppo, visto che si è esibito con loro in un concerto.
Purtroppo è roba già sentita, nulla di nuovo, anche se “The Great Escape” si fa ascoltare con piacere dall’inizio alla fine. Cioè da quando i “The Rifles” danno l’avvio al loro indie rock con “Science Is Violence” facendoci ricordare i “The Coral” e gli “Idlewild” e toccando da subito il punto più alto del disco. Poi una dopo l’altra arrivano altre staffilate, come la title track, “Fool To Sorrow” calmandosi solo a metà disco con sonorità più pop che rock come nel caso di “History” e soprattutto con il closer, beatlesiano “For The Meantime”.
Da ascoltare velocemente. La data di scadenza arriva presto. Eccezion fatta per alcune canzoni.


NEWS

No Line On The Horizon in streaming!

Grande occasione per i fan degli U2. Dal 22 Febbraio sul sito Spotify sarà possibile ascoltare il nuovo disco degli U2. Totalmente e quante volte si vuole. Purtroppo però pare che il servizio sia solo per utenti inglesi. Ma tentar non nuoce no?

Paul Weller fa perdere centomila sterline alle agenzie di scommesse.

E bravo Weller. Centomila sterline levate a Bookmakers del tipo Ladbrokes, Paddy Power e William Hill. Però la cifra non è finita a lui. E' capitato che sette persone a Londra e Guildford (dove abita e lavora Weller) abbiano scommesso nel brevissimo giro di tempo sulla vittoria del modsgodfather ai British Awards come miglior solista. La concomitanza di così tante scommesse ha fatto pensare alle agenzie a una fuga di notizie oppure a un "assist" di Weller che ha pre-registrato il discorso di premiazione. In ogni caso il buon Weller è scagionato da ogni sospetto.

Vuoi comprare il disco di John Freese a 75.000 dollari?

Josh Freese è stato il batterista dei Nine Inch Nails collaboratore dei DEVO, Queens Of The Stone Age, A Perfect Circle e tanti altri gruppi ancora. E' un rocker rozzo e cattivissimo ecco.
Però per il suo disco solista "Since 1972" ha dimostrato una sensibilità enorme alle vendite.
Si può comprare il disco spendendo dai sette ai settancinquemila dollari.
Tutto vero, si va dal download digitale più tre video per sette dollari, si passa ai cinquanta con maglietta e ringraziamento personale del musicista via telefono, che prevede anche la possibilità di criticare pesantemente il suo lavoro. Poi se si sale è prevista una cena e festa post cena pagando dai cinquecento dollari in su. E per duemilacinquecento sono previste lezioni private di batteria, cena e casino post cena e la possibilità di prendere due vestiti del musicista.
Infine tra mille altre soluzioni, per settantacinquemila dollari si può andare in tour qualche giorno, si può avere un EP registrato da Freese le cui canzoni sono incentrate sul "donatore" e avrete oltre alle solite feste incasinate la possibilità di avere il batterista per la vostra band oppure come assistente personale...






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domenica, febbraio 15, 2009

Baseball & Beisbol

Baseball & Beisbol

Piemonte: tra Avigliana e Novara arriva l'accordo

"Oggi, sabato 14 febbraio’09, Novara Baseball 2000 e Avigliana Baseball hanno raggiunto un accordo di collaborazione". Queste sono le righe di introduzione di una breve nota pubblicata sabato sul sito dell'Avigliana Baseball e sul sito del Novara che mette fine alle voci "catastrofiche" che riguardavano l'Avigliana Baseball. La nota continua dichiarando che il Novara baseball inserirà nel suo organico un gruppo importante di tecnici e giocatori dell'Avigliana Baseball. A fronte di ciò si può immaginare che i lacustri giocheranno in B e il Novara in A2
A noi sembra proprio un prototipo di franchigia. Che ne pensate?

La Fibs intanto ha diramato il calendario della IBL. Inizio il 10 aprile e finale scudetto dal 14 agosto. Il Godo intanto ha annunciato d'aver ingaggiato Felix Escalona classe 1979 interbase con un breve passato in Major League


Venezuela: Chavez la Mlb liberi i giocatori

Le posizioni anti-americani dell'auto-definito Simon De Bolivar dei giorni nostri arrivano anche nel mondo sportivo. Hugo Chavez ha criticato duramente le squadre della Mlb che secondo lui vieterebbero agli atleti venezuelani il diritto di difendere i colori della propria nazione durante il World Classic. Sempre Chavez ha citato la Fifa che obbliga le società a lasciare liberi i giocatori convocati con le nazionali. Il Venezuela esordirà al Clasico il 7 marzo contro l'Italia a Toronto.


Usa: Alex Rodriguez è tutto vero.

Ammissione di colpa per Alex Rodriguez che ha ammesso di aver usato steroidi durante il periodo in cui giocava per i Texas Rangers. A-Rod ha dichiarato d'averlo fatto perchè si sentiva sotto pressione e voleva dimostrare di essere all'altezza dei più grandi campioni. Obama intervenuto sull'argomento ha dichiarato che la vicenda è deprimente e getta ombre su un'intera era del baseball.

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giovedì, febbraio 12, 2009

B Movies Heroes: Guinea Pig The Devil’s Experiment


Presenta

"B Movies Heroes"
grosso modo il meglio su pellicola. Grosso modo.





Guinea Pig: The Devil’s Experiment

gp3Piuttosto comune e condivisa è l’idea che gli asiatici siano gli unici rimasti a far film horror/Thriller credibili e spaventosi. Sarà la loro capacità di spingersi oltre, sarà il loro estremismo ma di fatto concordiamo. Certo che questa mancanza di limiti a volte va veramente oltre, tanto oltre da far nascere una domanda “E perché?”.

L’esempio è lampante nella serie “Za ginipiggu” conosciuta da noi come “Guinea Pig”, traducibile in “Cavie da Laboratorio”. E il titolo è già un programma per questi sette episodi (anche se l’ultimo è una specie di “Best Of”) generati dal 1985 al 1992 che hanno shokkato il gp2pubblico, fatto pensare a “snuff movie” e finire sotto accusa gli autori. Tutto a posto. E’ tutta finzione che ha il maggior pregio e unico tra l’altro, di essere stata realizzata in un modo veramente credibilissimo.

Iniziamo con il numero uno: The Devil’s Experiment. Trattasi di quarantacinque minuti di pellicola praticamente priva di dialoghi che vede protagonista una ragazza catturata e rapita da due personaggi che la sottopongono a ogni tortura possibile per testare la resistenza umana. Botte e schifezze varie si alternano in un contesto molto minimale che tocca l’apoteosi dell’oltre gp1ogni confine con il “conteggio” in sovraimpressione di minuti e colpi subiti dalla donna. Alla fine muore. Null’altro da aggiungere se non come già detto tutto sembra incredibilmente reale e pertanto il risultato è piuttosto disgustoso.







Scheda Tecnica


Titolo Originale: Za ginipiggu: Akuma no jikken
Titoli Alternativi: Guinea Pig: The Devil’s Experiment, Guinea Pig
Anno: 1985
Nazione: Giappone
Regista: Satoru Ogura
Durata: 43'
Casa di Produzione: Japan Home Video

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lunedì, febbraio 09, 2009

Beisbol & Baseball

Italia: Pasticciaccio brutto n.2

Ancora nulla di certo o meglio dire di ufficiale in merito alla bomba della scorsa settimana. Avigliana rinuncia alla A2 e dichiara il progetto franchigia con il Novara. Il team di Guilizzoni però smentisce tutto ed ecco l'ennesimo pasticcio alla piemontese. Che succederà?.
I siti ufficiali dopo dichiarazioni e smentite tacciono. Tace anche la juve. Intanto questa settimana arriva l'ufficialità dei gironi e ripetiamo Che succederà? Tutto a posto...siamo in Piemonte.

Cuba

Poche novità a Cuba. Continua la folle corsa del Villa Clara, che grazie alla vittoria sul Las Tunas raggiunge, per prima, il traguardo delle quaranta vittorie. Los Naranjeros sono a questo punto la squadra favorita per la vittoria finale, anche se i Ciego De Avila e il Santiago (entrambe della zona oriental) tengono la scia con trentanove e trentasei vittorie.
Nella zona occidentale invece La Habana è l'unica squadra che sembra avere il passo delle tre orientali. La squadra della capitale, guida senza indugi con trentasei vittorie davanti al Pinar Del Rio, quest'anno un po' deludente.
Intanto la federazione cubana di beisbol ha dato le chiavi della nazionale al "companero" Higinio Velez Carrion per il Clasico. Si tratta comunque di una conferma, visto che Carrion ha già guidato con ottimi risultati la compagine nel primo Clasico Mundial

Zona Ocidental
La Habana (36/19), Pinar Del Rio (28/28), Isla De La Juventud (27/29), Metropolitanos (26/30), Matanzas (26/33), Industriales (21/34), Sancti Spiritu (21/35), Cienfuegos (18/38)

Zona Oriental
Villa Clara (40/16), Ciego De Avila (39/18), Santiago De Cuba (34/21), Holguin (33/23), Camaguey (28/28), Granma (26/30), Guantanamo (24/31), Las Tunas (23/33).



Messico: Per Cuba non sarà una passeggiata

Grande fiducia nella nazionale messicana che dovrà affrontare Cuba nel Clasico Mundial De Beisbol. Jorge Cantù giocatore dei Florida Marlins ritiene possibile una vittoria della sua nazionale contro la temibilissima Cuba. "Dobbiamo sfruttare la potenza dei nostri lanciatori, visto che abbiamo un parco lanciatori di qualità e molto potente". Cuba e Messico dovrebbero incontrarsi allo stadio Foro Social Del Distrito Federal di Mexico City, se come da pronostico vinceranno contro Sud Africa e Australia. Incontro previsto per il 10 marzo.




Alex Rodriguez è il nuovo scandalo del baseball
americano

Il popolare e pluri-premiato A-Rod, il dominicano naturalizzato americano, nonchè stella degli Yankees e giocatore più pagato della lega, è il nuovo nome che fa tremare le fondamenta della MLB.
Secondo fonti il giocatore avrebbe assunto steroidi anabolizzanti nel 2003. Rodriguez all'epoca giocatore dei Texas Rangers venne sottoposto a un controllo che sarebbe dovuto rimanere segreto in quanto non ufficiale e solo di prova. Invece la sua storia e soprattutto i risultati sono stati pubblicati su Sport Illustrated. Nè il giocatore, nè la MLB rilasciano commenti sull'accaduto.



Hank Aaron e Barry Bonds: due modi di festeggiare diversi...

Hank Aaron e Barry Bonds, uniti. Entrambi leader dei fuoricampo, entrambi di colore e entrambi eroi della MLB. Più o meno.
Se il primo ha festeggiato i suoi settantacinque anni in compagnia di Clinton, Turner e il commisioner Selig in quel di Atlanta, il secondo, viene da dire, festeggerebbe i suoi record di fronte alla corte federale. Al centro del più grande scandalo sportivo di questi ultimi anni Bonds rischia il carcere per aver mentito alla corte federale in merito all'uso di doping.
Aaron non si schiera nè da una parte nè dall'altra, ma come fanno notare anche fuori dal campo i due erano diversi. Bonds un leggendario arrogante. Aaron una simpatica persona.

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venerdì, febbraio 06, 2009

Musica: Franz Ferdinand, Eagles Of Death Metal


Franz Ferdinand
"Tonight: Franz Ferdinand"


Due dischi che fanno il boom. Soldi a palate. Fama, Ansia, stress, esaurimento. Tre anni di pausa. Promesse di cambiare, di sbalordire e concerti test per le nuove canzoni. Tonight: Franz Ferdinand”.

Diciamolo subito, i quattro non hanno rivoluzionato il lor
o credo o cambiato dogma. Il marchio di fabbrica è sempre visibilissimo, sia nella voce che nelle sonorità. Ci aggiungono un bel po’ di synth anni ’80, pure troppi per le nostre orecchie e un leggero rallentamento globale. Non c’è una “Take Me Out” o una “Do You Want To” capaci di infiammare le folle e far muovere le testoline ovunque le si ascoltassero. Fine delle premesse.

Ciò detto, promuoviamo in pieno il nuovo episodio di Kapranos e soci. Capaci di realizzare un album che non sfigura nei confronti dei due precendenti, che tiene alta la guardia e non stanca. A ciò aggiungiamo che i Franz Ferdinand sono rimasti sotto un’etichetta indie.

Da “Ulysses” opener nonché singolo, dall’avvio lento, a “Katherine Kiss Me” lenta ballade di chiusura i quattro scozzesi snocciolano canzoni interessanti e ben confezionate, alternando come di consueto ritmi ed emozioni. Ottimo il poker d’apertura che dopo “Ulysses” (video al fondo) continua con la spumeggiante “Turn It On” e “No You Girls”, che sembra tratta dai due dischi precedenti. Si narra
che per questo brano il gruppo abbia suonato le percussioni usando ossa umane. Curiosità e leggende a parte il quartetto iniziale si chiude con l’elegante “Send Him Away” dal sapore 60’s.
Buono anche tutto quello che arriva dopo. “Twilight Omens” esemplifica la smodata virata verso l’elettronica anni ottanta così come “Live Alone” e “Can’t Stop Feeling”. Eccedono pure. “Bite Hard” e “What she came for” sono i brani classici strafottenti e ruffiani, in senso buono of course, a cui il gruppo ci ha abituato. Chiusura sulle spalle di “Dream Again” e “Katherine Kiss Me” la prima lenta e la seconda una ballade acustica, ottima e pregevole altro stilema classico di Kapranos & co.


Discorso a parte, infine, merita “Lucid Dreams”. Il brano più interessante e strano di tutto il disco, che si piazza in terz’ultima posizione con quasi otto minuti di mix, convincente al massimo, tr
a psichedelie e sonorità che viaggiano dagli anni ’60 ai nostri giorni. Non ammazza la concorrenza, nonostante la crime scene della copertina ma dimostra che i Franz Ferdinand hanno qualcosa in più. Ora attendiamo, con tutto il tempo necessario, il vero colpo da ko.



Eagles Of Death Metal
"Heart On"

Cose strane nella west coast. Josh Homme e Jesse Hughes sembrano maturati. Dura a credere per due che si conoscono da una vita e si fanno soprannominare “Baby Duck” e “The Devil”. Tutto vero. E il side-project più minchione del biondo profeta dello stoner nonché leader dei Queens Of The Stone Age, pare voglia discostarsi un po’ da quell’aurea di demenzialità e divertimento che ne aveva caratterizzato i due primi dischi. Senza contare che era il punto di forza di una band discretamente inutile che spingeva sull’ironia già a partire dal nome.
“Baffone” Hughes disperso motociclista anni ‘80 faceva ridere solo a vedersi e poteva contare sulla bravura di Homme e della sua gang. Innegabilmente grandi musicisti. “Peace Love & Death Metal” e “Death By Sexy” prendevano a piene mani i due descritti connotati, con buona pace di tutti e gran divertimento globale.
Gli anni passano e si cresce potremmo dire con un luogo comune e “Heart On” pare voler dimostrare una struttura più seriosa. Almeno a livello sonoro, perchè a guardare il video del singolo...
Pensando male si potrebbe dire che sembra che Homme abbia un po’ di nostalgia dello stoner più puro, dei dischi dei Kyuss ma soprattutto dei primi tre dischi dei suoi Queens Of The Stone Age, “Rated R” in primis, riempiendo questa nostalgia con sonorità polverose e ipnotiche presenti in linea generale e in alcuni passaggi di “Anything Cept The Truth”, “Solo Flights”, “I Used To Couldn’t Dance” e “High Voltage”. La citazione è palesissima invece con “I’m Your Torpedo” che chiude il lavoro in maniera più che degna.

“Heart On” lascia spazio anche a un rock leggero e snello. Molto divertente. Che a volte si spinge fino ai confini della musica dei T-Rex o dei New York Dolls. Con l’aggiunta che gli Eagles ci mettono, vedi distorsioni, il risultato non è male. Ottima e trascinante, più che altro, “Wannabe in La” (video sotto) è l’esempio più eclatante. Oppure “Secret Plans” e “Heart On” nonostante i coretti in falsetto.
E già. I coretti in falsetto. Sono la cosa che fa scendere di interesse e qualità il lavoro e di cui gli “amichetti” Homme e Hughes a volte abusano troppo. Anche dimenticandoci dei coretti a volte gli Eagles volano bassi, vedi l’inutile ballade “Now I’m Fool”, ma tutto sommato potendo classificare questo disco con il più classico dei modi di dire, “di transizione” e contando che si tratta di un side-project, possiamo essere più che contenti del risultato.



NEWS

Addio a Lux Interior. Un'altra fetta di storia che se ne va

E' morto a 62 anni in ospedale Lux Interior frontman dei "The Cramps". Problemi cardiaci si è detto. Proprio lui che il cuore lo lanciava a mille sul palco dando vita a performance indiavolate alla Iggy Pop. I "The Cramps" sono stati una delle band fondamentali del giro punk newyorkese, fondati da Interior e dalla moglie Poison Ivy nei primi anni '70 hanno anche loro infuocato il leggendario CBGB's il locale che ha ospitato Ramones, Velvet Underground, Television, New York Dolls e tanti altri. Anch'esso non c'è più.

Se Etta James s'incazza sono dolori per Beyonce...

Etta James, la leggendaria cantante americana non ha preso molto bene l'idea di Beyonce di cantare una sua canzone durante l'insediamento di Obama. "At Last" è la canzone chiamata in causa e Beyonce che dovrebbe interpretare la cantante nel film "Cadillac Records" è stata minacciata piuttosto rudemente dall'anziana eroina della musica statunitense.

Axl Rose...reunion? Mettiamoci una pietra sopra.

Nel delirio di un'intervista, Axl Rose ha dichiarato che non ci sono possibilità di una reunion dei Guns con Slash alla chitarra. Le discrepanze tra i due non sono mai state ricucite e anzi sono peggiorate negli anni. Axl ha risposto così a un fan che chiedeva a gran voce una reunion concludendo dichiarando dche o lui o Slash moriranno prima che il gruppo torni insieme.






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lunedì, febbraio 02, 2009

Cinema: Tony Manero

Cinema
"Tony Manero"

Il punto è capire cosa sareste disposti a fare per seguire un effimero idolo che vi porti fuori dalla mediocrità quotidiana. Trovata questa risposta, qualunque sia, non mancherete di biasimare o comprendere la storia di Raul. Cileno nel Cile di Pinochet.
In una nazione alla sbando economicamente e socialmente, militarizzata al massimo, il regime cerca di “vendere” modelli di vita scintillanti e di successo utilizzando tra i tanti mezzi un programma TV che cerca sosia di personaggi famosi.
“Lei cosa fa nella vita? Questo…ballo” è la frase emblematica di Raul, uno dei tanti sognatori, uomo di mezza età "ammalato" della “Febbre del sabato sera”, per meglio dire dal personaggio principale: Tony Manero.
La vita di Raul è uno schifo. Vive da “Re della Giungla” in una sordida stanza in uno scalcinato ristorante periferico con una donna attempata, una di lui coetanea, la figlia di quest’ultima e un ragazzo. Dispone di loro, fisicamente e psicologicamente cercando anche di preparare un numero di ballo ispirato ovviamente alla “Febbre del Sabato Sera”.
Questo e la voglia di vincere la puntata di sosia di Tony Manero, porta Raul a calpestare, uccidere, derubare e tradire chiunque gli si pari davanti. Schifosamente. Sferzate di ironia cupa spuntano qua e la dai muri incrostati e finiscono sui colori spenti che fanno di “Tony Manero” un film pesante e disgustoso. Crudo.
Non si lesina sui particolari. Ogni dettaglio anche estremo viene mostrato e si sposa col già descritto decadente ambiente facendo assumere al tutto un connotato ancora più atroce.
Si. Disgustoso capolavoro del giovane Pablo Larrain che spinge al massimo verso ogni direzione, narrativa e tecnica, possibile.
Questa storia dalla morale importante viene narrata con superba abilità e maestria, utilizzando uno stile velocissimo e mobilissimo, fatto di camere a spalla e tagli vorticosi. Tutto così reale, sommando i fattori. Tutto così atrocemente comico vedendo alcune scene, vedendo la vita di Raul e l’assurda trasmissione TV.
Ottimi gli interpreti. Dai comprimari per finire ovviamente con Alfredo Castro che interpreta Raul “Tony Manero” Peralta, il killer gelido e senza scrupoli, buon ballerino incantato dalla retorica di regime.
Opera non facile che a vedere le facce a fine proiezione divide e sbalordisce il pubblico. In ogni caso un gioiello in tutto e per tutto.


Titolo originale: Tony Manero
Nazione: Cile, Brasile
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 98'
Regia: Pablo Larrain
Sito italiano: www.tony-manero.it
Cast: Alfredo Castro, Paola Lattus, Héctor Morales, Amparo Noguera, Elsa Poblete
Produzione: Fabula Productions, Prodigital
Distribuzione: Ripley's Film

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