essekappa

Essekappa+Solopiemonte: Un sito che ha sessanta anni anche se è stato fondato nove anni fa...

essekappa: giugno 2009

lunedì, giugno 29, 2009

Baseball

Novara: Ancora un ko

La speranza era quella di un pareggio, come citano i siti ufficiali. Il risultato invece parla chiaro e vede il Senago vincere 5-6 e 4-0 proprio sul campo del Novara. La classifica dunque non fa che peggiorare, con lo stacco del Senago (un'avversaria diretta) e il pareggio del Redipuglia che raggiunge in classifica i piemontesi.
Sorride invece la Juve98 che in Serie B batte in entrambi gli incontri l'Oltretorrente, raggiungendo gli emiliani al secondo posto in classifica dietro al Junior Parma. Bianconeri hanno ottenuto una vittoria convincente battendo gli avversari per 11-7 e 10-0 al settimo inning.
Pareggio per il Portamortara che si gioca tutto nel primo incontro contro il Lodi (vittoria 11-6) lasciando via libera agli avversari travolgenti in gara 2 con un risultato di 24-6


Obama lancia nell'All Star Game

Dopo Kennedy, Nixon e Ford anche Obama si da al baseball. Il presidente americano lancerà la prima palla dell'All Star Game 2009 che si svolgerà il 14 luglio a St.Louis. Tifoso dei Chicago White Sox Obama ha già dimostrato una certa passione e cultura sportiva azzeccando diversi pronostici. Visti i suoi predecessori va detto che "il bello e abbronzato" (...) non è scaramantico.


Tocca a Sosa?

Secondo il New York Times anche Sammy Sosa sarebbe risultato positivo a un controllo antidoping. Sosa, una delle leggende del baseball moderno, sarebbe "caduto" nel 2003.




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sabato, giugno 27, 2009

B Movies Heroes: Tromeo & Juliet

bmovies heroes

presenta

Tromeo & Juliet



tjImmagino Kenneth Branagh dopo l’eventuale visione di questo film. L’attore inglese dovrebbe sentirsi, svilito e umiliato con la sua carriera di eminente attore shakespiriano da buttare via. Shakespeare invece si sarebbe esaltato nel vedere questa versione della nota storia d’amore che preme maggiormente sull’odio e sui sentimenti. Certo secondo le menti diaboliche della Troma. Ovvio.

“Tromeo & Juliet” è un capolavoro assoluto, uno dei migliori film della casa di produzione americana, per qualcuno il migliore in assoluto.
Magari non sarà piaciuto a qualche accademico o a qualche ortodosso, ma il film di Lloyd Kaufman e di Micheal Herz è geniale.

Splatter, softcore, demenzialità non a Verona ma all’ombra del ponte di Brooklyn e soprattutto l’utilizzo di battute tratte dalla stesso dramma. Una versione “Punk” veramente memorabile con la trasposizione quasi totale di tutti i personaggi originali.

Ai giorni nostri Juliet Capulet è una biondina figlia di unavlcsnap-226791 famiglia benestante che la tiene segregata in casa con una cameriera lesbica come intima amica (molto), un padre maniaco e un matrimonio combinato con il Re delle bistecche London Arbuckle. Notare che lei è vegetariana.
Romeo Que è il figlio di Monty (Monty...Que...) un lardoso uomo di colore alcolizzato ex amico e socio (di una casa di produzione di film porno) di Cappy Capulet truffato e rovinato dallo stesso che gli ha fregato anche la moglie. Romeo ha la passione per il porno e passa ore davanti al pc.

Naturalmente l’odio tra le due famiglie è fortissimo e non di rado cugini e amici finiscono in risse piuttosto sanguinose che finiscono con cervelli spappolati e arti tagliati. Sangue. Benny, Martini, Tyron e tanti altri. Non manca nessuno.
L’amore sboccia, per caso chiaramente, alla solita festa alla quale il nostro Romeo si presenta vestito da mucca.
vlcsnap-226459Cambia “solo” il finale e senza offesa è migliore dell’orginale. Tromeo e Juliet in realtà sono fratelli si sposano vivono felici ma come la genetica insegna i figli nascono deformi.

“Tromeo & Juliet” è un vero proprio cult che parte con la strepitosa introduzione del simpatico Lemmy dei Motorhead, per poi proseguire con una lunga serie di scene memorabili, si veda la festa, le liti, la scena del “monster penis”, la trasformazione di Juliet che si finge mostro invece di morta e il gran finale.

Il gioco classico dei riferimenti made in Troma è uno spasso al quale siamo abituati. A uno sguardo attento non sfuggono i brevi cameo di Lloyd Kaufman e di Micheal Herz, in versione telefonista hard e la presenza di una maschera di Kabukiman oltre al più normale riutilizzo di scene di altri film della casa di produzione, che comprende come d’abitudine l’auto che salta.
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Trecentocinquantamila dollari di budget usati nel 1996 per dar luce a questa opera che utilizza attori più o meno noti negli States, come Sean Gunn e la cantante Jane Jensen e che si basa anche su una colonna sonora da urlo, fatta e realizzata da diverse band come i Motorhead, che hanno rinunciato all’ingaggio o comunque chiesto pochissimo.

Uno dei pochi ma significativi casi di film Troma esaltato da riviste specializzate e dai media, come “Variety”, “New York Times” e “Usa Today”. Un successo totale

Storia vuole che nel 1992 venne scritta una prima versione, totalmente con testo originale o quasi e come protagonista niente meno che il Toxic Avenger. Sicuramente sarebbe stata un’altra interessante versione, molto curiosa, ma va benissimo anche questa che è meglio di tantissime altre versioni cinematografiche sulla storia. Con buona pace di Branagh, Zeffirelli e Di Caprio.



vlcsnap-224945Scheda Tecnica


Titolo Originale: Tromeo & Juliet
Anno: 1996
Nazione: USA
Registi: Lloyd Kaufmann, James Gunn
Cast: Jane Jensen, Will Keenan, Valentine Miele, William Beckwith, Steve Gibbons, Sean Gunn
Durata: 101
Casa Di Produzione: Troma Entertainment










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mercoledì, giugno 24, 2009

Musica: Sonic Youth, Placebo

Sonic Youth
"The Eternal"




Parlando da vecchi fan è facile capire se i Sonic Youth hanno fatto un grande album. Basta farlo sentire a chi fan non è, seguendo attentamente l’espressione che si manifesta sul volto. Se appaiono disturbi e fastidio il segnale è buono: i Sonic Youth hanno fatto centro.
Provate a farlo con “The Eternal” e avrete la certezza, che trattasi di un gran bel disco.
Non che “Rathed Ripped” non lo fosse, ma il predecessore era più smussato, più tondo, più normale.
“The Eternal” invece rinverdisce il marchio di fabbrica del leggendario gruppo, riversando sulle nostre orecchie, un sano, grezzo distorto noise. Secondo Lee Ranaldo il merito è della tournè “Daydream Nation”, arrivata magicamente anche a Torino e ovviamente del cambio di etichetta da “Geffen” a “Matador”.
Da questi elementi Thurston Moore e soci hanno preso energie che sembravano ormai svanite, sparandole tutte da subito, già a partire con il lanciatissimo opener “Sacred Trickster”. Video Sotto. Il rock dei Sonic Youth, inconfondibile, è tornato.
Ed è una bellezza risentire il suono storto, le chitarre “gridare” accompagnate da una batteria che non risparmia colpi su colpi.
“The Eternal” ha delle perle superbe. “Anti-Orgasm” canzone femminista vede un duetto meraviglioso di Thurston e Kim su un tappeto sonoro noise piuttosto incisivo.
“Leaky Lifeboat” ha un’architettura esemplare sottolineata da alcuni passaggi di chitarra. “What We Know” e “Poison Arrow” hanno il fascino dei più famosi pezzi del gruppo. E ancora “Malibu Gas Station” introdotta dolcemente diventa un brano rock adatto e perfetto per la voce di Kim che incornicia il tutto.
Sonic Youth, Sonic Youth, Sonic Youth. L’ultimo brano di 9’43” ci da ragione: questo, che vi disturbi o no, è un grandissimo album.




Placebo
"Battle For The Sun"




E’ un dato di fatto che la carriera dei Placebo si sia sviluppata muovendosi di poco sul pentagramma.
Anche vero che l’unicità del sound di Molko e soci li ha resi unici e soprattutto li conserva così.
Riassumendo: “Battle For The Sun” è album alquanto inutile che nulla aggiunge alla storia dei Placebo, ma è un album che per lunghi tratti si ascolta piacevolmente.
Poi per una band che si dice sia sempre sull’orlo dello scioglimento, alle prese con “motivi personali” dello storico batterista sostituito è già tanto non perdere la faccia.
Il cambio di formazione in realtà poco cambia nello stile, anche se le prime canzoni del disco lasciano speranze poi spente dal seguito.
L’inizio è un po’ più grezzo e rock del solito i sintetizzatori restano nell’ombra, mentre Molko ripete il suo modo di cantare. “Kitty Litter” è un buon inizio e “Ashtray Heart” suona come un “classico” del gruppo al quale fa seguito il lento e compassato, convincente, singolo nonchè title track.
E il gioco funziona senza infamia e senza lode. Purtroppo però le corde s’iniziano a intravedere dalla sesta traccia “Bright Lights”, eccessivamente autocitazionista e seguita dalla ripresa di “The Never Ending-Why”.
Da qui in poi l’ossessione Placebo riempie pancia e orecchie e il sentimento di già sentito distrae l’ascoltatore. Si drizzano le orecchie solo con “Unisex” bizzarro pezzo che vaga tra elettropop e sound Placebo e la ballade finale “The Movie on Your Eyelids”.
A questo punto ci si chiede: è necessario un altro album?



NEWS

Pronti...si scaldano i motori...


Un po' di anteprime per alcuni gruppi pronti ad uscire a breve.
Gli "Editors" hanno annunciato il titolo del terzo disco "In This Light And On This Evening" che uscirà il 21 settembre e che a detta di Tom Smith "E' un disco influenzato da Londra, città presente in ogni canzone".
Più materiali e meno romantici gli "Artic Monkeys" che hanno mostrato la copertina di "Humbug" terzo capitolo in uscita il 24 agosto. La copertina è rappresentata da una foto scattata nei Electric Lady Studios di New York, l'ultimo giorno di registrazione.
Imminente anche l'uscita del primo album dei "Dead Wheater", "Horehound" previsto per il 13 luglio, ennesimo progetto di Jack White accompagnato questa volta da Alison Mosshart dei "Kills" e dal fido Jack Lawrence.
I "Dead Wheater" hanno suonato quattro canzoni allo show di Nigel Godrich "From The Basement", trasmissione TV piuttosto Off e di nicchia trasmessa via web e su SKY. Domani 24 giugno White e soci suoneranno per la prima volta davanti a un pubblico presso il "London Forum".

Una Strada intitolata ad Elton John

Con ogni probabilità Elton John, dopo la sua dipartita, avrà una via di Pinner intitolata a se stesso. Così si è espresso il consiglio municipale di Harrow. Bella idea, fossimo in Elton però...inizieremo a toccarci.



Gorbaciov incide per la moglie

Mikhail Gorbaciov ha inciso un disco di canzoni, meglio dire di "romanze", in onore della moglie Raissa scomparsa dieci anni fa. "Songs for Raisa" è composto da sette brani amati dalla stessa donna e cantati da Gorbaciov stesso in collaborazione con Andrei Makarevich leader dei Mashina Vremeni, un gruppo russo.
Il disco non sarà nei negozi, ma una copia è stata battuta all'asta per raccogliere fondi per la Raisa Gorbachev Foundation che si occupa di bambini malati di leucemia. Centosessantaquattro e rotti dollari pagati da un anonimo filantropo londinese.
Il lavoro è stato presentato sempre a Londra durante una serata per la raccolta fondi. Gorbaciov è stato "obbligato" a cantare un brano "Old Letters" suscitando emozioni e applausi. Erano presenti il sindaco di Londra, la moglie del premier britannico e i proprietari del "Daily Mail" e tanti altri esponenti dell'imprenditoria e della cultura britannica.




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lunedì, giugno 22, 2009

Baseball

Piemonte

Brutta battuta d'arresto del Novara che si arrende in casa al Collecchio per 0-14 e 2-6. Il Novara resta al penultimo posto, davanti al Redipuglia vincitore della sfida salvezza contro il Senago la formazione lombarda a parimerito con i piemontesi
In Serie B pareggio juventino contro il Lodi (4-7 e 12-9).

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mercoledì, giugno 17, 2009

Musica: Iggy Pop & Phoenix

Musica



Iggy Pop
"Preliminaires"



Ok, ok, Iggy Pop è quello di “Now I Wanna Be Your Dog”. Ed è anche quello che saltava come un pazzo a torso nudo in compagnia dei suoi fottuti Stooges, sul palco del più bel concerto del Traffic Festival di Torino.
Ed è pure l’interprete di uno dei più bei sketch di “Coffee And Cigarettes”, film di Jarmusch nel quela Iggy dialogava con Tom Waits facendogli notare che non c’erano dischi suoi nel juke box del bar in cui erano.
Iggy è tutto questo e molto di più. Ma il punto sta nel capire se l’allucinato rocker deve sempre appagare la nostra morbosità facendo la scimmietta da circo, oppure se lo stesso può giocare a stupirci. Ancora.
A noi l’iguana piace rocker, non ci piove, ma ci piace anche assistere alla ricerca di un artista che evidentemente è molto più di uno scalmanato totem rock (vedi l’esperienza da attore).
Anche lui la pensa così e pertanto ha dato vita a “Preliminaires”, disco riassumibile con una frase presente nel sito ufficiale dell’artista: “L’iguane mette son costume de crooner”. O se preferite l’inglese: “Iggy Lets Out The Crooner Inside”
Un po’ di storia, tanto per capire. Si narra che quasi casualmente l’iguana si sia messo a leggere poesie di Michel Houellebecq regista e poeta francese. Pare che il libro sia stato il suo compagno di viaggio in Normandia dove il nostro ha soggiornato in un freddo e vecchio hotel amato anche da Proust. Tornato in patria Iggy è stato contattato dallo stesso Houellebecq per la realizzazione di una colonna sonora. Ma il leader degli Stooges deve aver preso con estrema serietà la questione e si è chiuso in una baracca a Miami, in compagnia di una chitarra. Risultato: “Preliminaires”.
Un disco veramente coraggioso, che sposta l’iguana in un’atmosfera da localaccio fumoso e buio di New Orleans. Misterioso, intenso. Voce bassa, profonda e graffiante, chitarra che spizzica, arrangiamenti delicati a tinte blues e jazz. A volte ricorda il suo amico Waits, a volte Nick Cave e a volte sembra creare un’ideale colonna sonora per un film del buon Jarmusch.
L’inizio è spiazzante più che mai. “Les Feullies Mortes” l’opener è cantato in francese e se non ci fosse la confezione del disco si potrebbe pensare a un clamoroso fake. Invece no, è proprio Iggy Pop che poi continua preciso con brani come la buia“I Want To Go To The Beach”, il jazz allegro “King Of The Dogs” e il vellutato e sudato rock di “Je Sais Que Tu Sais”.
Nulla da eccepire nemmeno sul seguito “Spanish Coast”, molto Cave o il fiammeggiante rock di “Nice To Be Dead”. Uniche note stonate, a parte i soli trentasei minuti di musica, “How Sensitive” e “Party Time”, con inserti elettronici soprattutto la seconda, che spezzano la magia di un disco che altrimenti sarebbe un capolavoro assoluto.
Interessanti le versioni sul mercato, anche troppe, ma molto intelligente l’idea del sito internet che da la possibilità, inserendo il cd nel lettore, di poter vedere tutti i contenuti extra.




Phoenix
"Wolfang Amadeus Phoenix"


Il titolo è spocchioso, ma essendo francesi si può dire, che sappiamo come va. Francesi si, anche se non si direbbe visto che i Phoenix fuggono da lingua e tradizioni, dando vita a un’ elegante opera elettropop che a tratti strizza l’occhio a al brit degli anni novanta.
“Wolfang Amadeus Phoenix”, contiene una manciata di canzoni strutturate benissimo e soprattutto in grado di entrare nelle classifiche senza essere commerciali. Un album onesto, sincero e godibile.
L’inizio è a razzo grazie a “Lisztomania” singolone dal sapore anni novanta, trampolino per i flutti vivaci di elettrop che seguono, anche se a volte la classe viene graffiata da aspetti più danzerecci e meno eleganti.
“Wolfang...” si spezza a metà con l’inserimento due episodi assolutamente strani e soprattutto diversi da tutto il contesto. “Love Like A Sunset Part I” e “Part II”. Coppia composta da un brano lunghissimo oscuro e più elettronico che pop e da un veloce e cantato pezzo a metà strada tra gli stili.
Chiusa questa parentesi il disco ritorna sui binari dell’inizio. Ci si ributta subito e pesantemente nelle sonorità e nelle scelte di un elettropop allegro con brani come “Lasso”, “Rome” e “Girlfriend”. Male non sono, unico difetto che stanno eccessivamente sulla stessa linea.




NEWS




Surprise...stiamo suonando...

Per presentare la nuova raccolta "Midlife: A Beginners Guide To Blur", in doppio CD e soprattutto per ufficializzare il rientro di Coxon i Blur si sono esibiti a sorpresa ieri sera presso il Rough Trade East Shop, davanti a soli 170 spettatori, i più veloci a leggere su internet nel pomeriggio stesso e a correre alla 02 Arena a ritirare i biglietti (gratis).
Stessa cosa per i Pixies che sempre ieri sera si sono esibiti al Village Underground, davanti oltre al pubblico normale a una platea di star: Klaxons, Carl Barat, The Horrors e altri.



Trent Reznor gna fa più

Al termine del concerto al Tennessee Festival, il leader dei Nine Inch Nails, ha annunciato che è stato l'ultimo concerto negli Stati Uniti. Reznor ha dichiarato di sentirsi stressare e di necessitare un lungo stop. Boh...intanto la band continuerà il tour all'estero


Niente reunion, lo volete per iscritto?

Originale dichiarazione del chitarrista John Squire ex Stone Roses la leggendaria band che ha ispirato il brit pop idolatrata dai fratelli Gallagher. Le numerose notizie che vogliono l'imminente reunion, sono state smentite da Squire che per l'occasione ha creato un artwork che verrù messo in vendita dal primo luglio.
Sul lavoro si legge ""I have no desire whatsoever to desecrate the grave of seminal Manchester pop group The Stone Roses". Intanto il leader Ian Brown è alle prese con i remasters dei dischi della mitica band.



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domenica, giugno 14, 2009

Baseball

Piemonte

Ancora pareggi per le due maggiori formazioni piemontesi. In A2 resta traballante la situazione del Novara che anche contro il Redipuglia, ultimo in classifica, non va oltre al pareggio in trasferta (9-8 e 3-6).
Replica la Juve98 in Serie B che si sbarazza del Brescia 13-0 al settimo nella prima gara e subisce la reazione dei lombardi nella seconda partita terminata sul 7-10.
Colpo doppio invece per il Portamortara che batte in entrambe le partite l'Ares Milano, ultima in classifica, proprio dopo i piemontesi.

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venerdì, giugno 12, 2009

Cinema: Antichrist

Cinema
"Antichrist"


Se c’è una cosa che gli va riconosciuta è che Lars Von Trier non si è mai adagiato. Ha sempre cercato di andare oltre, di cambiare linguaggio e di proporre nuove situazioni.
Qui in “Antichrist” tocca il punto più estremo, almeno fino ad oggi, realizzando un film molto personale, stroncato un po’ da tutti.
Von Trier, spocchioso come sempre, ha dichiarato che lui i film li fa per se e non per il pubblico e che è stata la mano di Dio a portarlo, sembra un po’ una battuta, alla realizzazione di “Antichrist”. Ha chiuso dicendo che è il più grande regista esistente.
Fatti i debiti tagli e le necessarie revisioni alle sue affermazioni, resta difficile poter dare un giudizio univoco su un film così introspettivo ed enigmatico. Un’opera che vive di simbolismi e di vari significati reconditi. Bello o brutto? Sta allo spettatore. Vale un po’ il discorso che si può fare su un film di Lynch, ognuno prende e assorbe quello che vuole e che riesce. Quindi questo è quanto per noi.
“Antichrist” è un film pesante, lento e psicopatico. Forte nel suo messaggio, si potrebbe dire un po’ misogino e fortissimo nelle sue immagini. Presentato male, forse banalizzato, cercando di fare leva sulla morbosità di spettatori e critici grazie alla presenza di elementi “horror e porno”. Caratteristiche presenti ,certo, con organi genitali fatti a pezzi e scene di sesso e violenza, ma che non vanno oltre il limite di certi film splatter/gore. Ossia, nulla che ecceda un certo cinema underground.
“Antichrist” ha il grosso difetto di rielaborare canoni tipici dei film horror e/o introspettivi. Già visti e stravisti. Bosco, solitudine, disperazione, pazzia. Senza contare l’amata narrazione in capitoli di Von Trier.
Il pubblico respinge, almeno sentendo i commenti in sala, ma va detto che la regia di Lars Von Trier, ormai lontano dal suo dogma è meravigliosa. Il regista danese quando si butta in visioni più poetiche e ricercate dona lezioni di cinema, aiutato anche da una fotografia perfetta. Rarefatte immagini di bellezza e poesia pura, lievi giochi di luce e taglienti soggettive sottolineate da un’adeguata colonna sonora.
Bravi poi i due attori, Charlotte Gainsbourg e William Dafoe, intensi quanto basta e precisi dare profondità al dramma. Lei poi si spinge veramente oltre, recitando per mezzo film semi nuda e realizzando una scena di autoerotismo veramente lunga.
I due sono una coppia a cui muore il figlio. Lei entra in crisi e lui, terapeuta cerca di aiutarla. Per aiutarla al meglio la donna chiede di andare in una baita in montagna, “Eden”, dove però la sua follia, avrà il sopravvento.
E l’anticristo? Chi è? Noi l’abbiamo trovato, ma è una questione personale.

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mercoledì, giugno 10, 2009

Musica: Green Day e Maximo Park

ok ok, nuova musica su Radio Brown! Da ora!


Musica


Green Day
"21st Breakdown"

Evviva la lungimiranza degli anni novanta. I Green Day erano il neo-punk per ragazzine e ragazzini amanti di Mtv. NO FX, Rancid e Offspring erano per i duri e puri.
Sconvolgente pensare che NO FX e Rancid sono spariti nel tempo (i secondi sono tornati da pochi giorni). Offspring ridotti a gruppo commerciale piuttosto noioso.
E i Green Day?. Qualche disco senza particolari note, positive o negative e cinque anni fa la faccia tosta di pubblicare "American Idiot" un'opera rock, sincera e soprattutto esemplificativa del mondo in mano ai deliri di Bush. Erano punk, sul serio, descrivevano il malessere della società.
Ma all'apice del loro successo, i tre di Berkeley si sono presi una lunghissima pausa. Cinque anni durante i quali sono/siamo usciti dal tunnel Bush, vedendo, si spera, la luce.
Affamati, acclamati e convinti i tre ci riprovano con "21st Breakdown”, disco che appare subito (nuovamente) al passo coi tempi e in grado di descrivere la società. Non a caso abbiamo citato Bush, un po’ per i riferimenti di “American Idiot”, ma soprattutto per i contenuti di questo disco.
L’idea di fondo è un concept album diviso in tre capitoli “Heroes and Cons," "Charlatans and Saints," e "Horseshoes and Handgrenades" che narra le vicende di Christian e Gloria specchio di una generazione che non sa più dove andare e soprattutto degli States barcollanti. “My generation is zero/I never made it as a working-class hero” è una delle frasi cardini di tutto il disco alla quale va affiancata la critica dei valori religiosi, ormai profanati, di “East Jesus Nowhere” e messaggi politici contenuti in diversi episodi.
Diciotto canzoni per un progetto sicuramente ambizioso che cerca di riproporre il colpaccio di “American Idiot”. La confezione e la fattura sono ottime, vista la produzione di Butch Vig del quale dico solo due cose: Nirvana e “Nevermind”.
E dunque eccoci con riff penetranti, ben studiati a volte ruffianissimi come nel caso del singolo “Know Your Enemy”. Buono per la massa ma anche per il rocker più “duro”.
Una miscela pop-punk, che s’ispira a volte alle prime opere del gruppo e a volte prova ad entrare nella scia dei mitologi Who ma anche di Queen e Beatles.
Il menù è veramente ricchissimo. Ballade, canzoni più melodiche e soprattutto la passione per brani che esplodono in corso come la title-track, “Viva La Gloria” e “Restless Heart Sindrome”.
Power Chords spesso e volentieri ma anche capolino di qualche pallido sintetizzatore e reminescenze dell’antico proprio passato “Peacemaker”, “Horseshoes and Handgrenades” “American Eulogy” e un falsetto impensabile presente in “21 Guns”.
Il rischio di “troppo di tutto” è sempre in agguato e per un pelo non fa lo sgambetto. In ogni caso e al di là dei gusti personali, personalmente non mi fa impazzire, con fredda analisi si può dire che il trio coglie nel segno, pur rimanendo sotto al monolitico “American Idiot” il predecessore così idolatrato da diventare addirittura un musical. Anyway, a dirlo ai ragazzi degli anni novanta vi prenderebbero per pazzi.


Maximo Park
“Quicken The Heart”


Mettendo le mani avanti possiamo dire che non abbiamo la palla di cristallo. Quindi insomma quanto dicevamo nel maggio 2007 in merito al secondo disco del gruppo “attendiamo la terza prova dei Maximo Park” e a anche “Tutto si ricicla nulla s’inventa...ma se le riedizioni sono fatte bene ben venga” era figlio di quei tempi.
In ogni caso nemmeno i Maximo Park hanno il potere di accontentare tutte le orecchie del mondo.
Ragion per cui possiamo un po’ smentire quanto detto due anni or sono, restando un po’ delusi da “Quicken The Heart”.
Era lecito attendersi di più ma il problema più grosso di questa opera è che scivola via quasi tutto senza rimanerci impresso. Non colpisce. Non guizza e manco ci fa ballare.
Un lato positivo c’è. Facciamo i bravi e diciamo che il gruppo di Newcastle si è impegnato nel tentativo di di (ri)fare qualcosa di nuovo, spostandosi un po’ rispetto ai lavori precedenti. Ri-fare abbiamo detto e lo ribadiamo, qui nulla s’inventa ma tutto viene riproposto come la nostra frase, in questo caso da veggenti, già diceva.
I Maximo Park camminano verso la new wave e gli anni ’80 riproponendo sonorità che ricordano i “Joy Division”, esemplare il caso dei primi 30” e del riff di “The Penultimate Clinch”, i “New Order” e gli “Smiths” e una vasta serie di gruppi dell’epoca brit pop.
L’autocitazione c’è è appare proprio in apertura con “Wraithlike” seguita dalla già descritta “The Penultimate Clinch” e dal singolo “The Kids Are Sick Again” che riassume tutto quello che sentiremo nel disco. Gli orpelli eighties, per fortuna solo decorazioni e non pilastri, sono presenti in brani come cui “Let’s Get Clinical”, “Calm” e “In Another World (You'd Have Found Yourself By Now)”.
Un po’ di brit pop/rock con tanto di organetto anni ’60 presente in“Overland, West Of Suez” completa il quadro.
Peccato che gli manchi il pepe a questo disco che se non altro mette in luce una certa voglia di proseguire un percorso iniziato pochissimi anni fa e reso velocissimo dal grande successo. Ai posteri l’ardua sentenza. Stavolta chiudiamo così.



NEWS

Paul McCartney quasi in ginocchio dagli MGMT

Strano a dirsi che il baronetto abbia apprezzato l'ottimo duo elettro-psycho-pop dei Management meglio conosciuti come MGMT. Ancor più incredibile che Paul abbia un'assoluta voglia di collaborare col gruppo. Una volontà fortissima che l'ha spinto addirittura a dire "Io non ho il loro numero e non li posso chiamare. Ma se loro mi chiamassero dopo avergli chiesto come hanno fatto a trovarmi accetterei di corsa una loro proposta!."
Sempre in merito a collaborazione, Paul ha smentito che ci sia in piedi un progetto con Dylan e Ringo. Meglio l'elettronica sir?



Mentre in Italia tutto tace...

Potente risposta dei "Reverend And The Makers" e dei "Franz Ferdinand" in merito all'elezione di due membri del British National Party un partito neonazista al parlamento europeo.
I Reverend hanno pubblicato una canzone scaricabile gratuitamente dalla pagina di Twitter del leader. I Franz Ferdinand invece si sono "limitati" a scrivere sul loro sito tutto lo sdegno e la preoccupazione. Da noi eleggono uno con lo slogan "No Islam" e nessuno dice nulla.


Dimesso il paziente Gahan

Dave Gahan leader dei Depeche Mode sta meglio ed è stato dimesso dopo l'operazione di tumore alla vescica. Ancor meglio sapere che il gruppo ha ripreso la tournè, in questo momento sono in Germania e presto arriveranno a Milano e Roma.






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domenica, giugno 07, 2009

Beisbol

Cuba: Habana campione

Era dagli anni settanta che La Habana non vinceva il titolo. Subendo anche in epoca recente la visione dei successi della più nota e titolata squadra della capitale: gli Industriales.
Era dagli anni settanta dicevamo, anno più, anno meno e girando su internet si assiste a una strano giro di date.
Per il sito Que Es La Habana ha vinto il suo primo titolo. Per il sito ufficiale della federazione invece l'ultimo titolo per i Vaqueros risale al 1977. Ma se invece andiamo a leggere l'albo d'oro ufficiale della federazione, l'ultimo titolo è del 1974.
In ogni caso il 2009 sorride alla squadra della capitale, forte di una grande vittoria strameritata e ottenuta in trasferta allo stadio Augusto Cesar Sandino di Villa Clara.
Dal 2-0 risultato dei primi due incontri casalinghi i vaqueros hanno allungato la scia andando a vincere 5-1 in trasferta, subendo poi la reazione del Villa Clara che nella quarta gara si è imposta per 4-3 agli extra inning. Fatica inutile, sul 3-1, La Habana ha alzato la coppa grazie alla secca vittoria per 5-0, guidati dall'ispirata mano di Gonzalez Puebla unico lanciatore schierato da La Habana.


Piemonte

Continua la serie dei pareggi per il Novara. Nell'ultimo turno i piemontesi hanno impattato contro il Sala Baganza squadra di alta classifica vincendo la prima partita 5-4 e perdendo la seconda per 7-14. La situazione in classifica resta comunque grave.
Pareggio anche in serie b nella sfida di vertice tra Crocetta e Juve98. Un risultato che sorride ai bianconeri che in trasferta bloccano gli emiliani vincendo la prima partita per 2 a 9 e perdendo la seconda per 6-1.

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giovedì, giugno 04, 2009

Cinema: Vincere


"Vincere"


Con una battuta si puà dire che Bellocchio è stato "Ardito". E non pensate male. Nessun messaggio politico ma tanta ammirazione per questo "Vincere".
Marco Bellocchio riesce a creare un’opera rimanendo fuori dalle tentazioni di giudizio riuscendo ad essere visionario, veloce e sorprendente.
“Vincere” è una storia sommersa e insabbiata dal regime, sulla quale Bellocchio ha giocato d’immaginazione e di cronaca, usando ad hoc, la storia e soprattutto relegando la figura pesante del Duce al ruolo di “attore non protagonista”.
Cronaca e malaffari di un uomo arrivista, diventato potente e che dietro la facciata di uomo integerrimo celava segreti piuttosto importanti e scabrosi.
Uno di questi è il nucleo di “Vincere”. Benito Mussolini ancora iscritto al Partito Socialista incontra e conosce Ida Dalser con la quale si sposa e ha un figlio. Albino Benito Mussolini. Il tempo passa e Mussolini cambia idee e soprattuto conosce e sposa Rachele Guidi e nel frattempo misconosce Ida ed Albino.
La donna però non si arrende e inizia una lunga battaglia contro quello che ormai è (...) a capo dell’Italia. Inutile dire che la sua battaglia è uno spreco di energie enormi. La donna viene separata dal figlio e internata in un manicomio. Il figlio invece vive in una sorta di collegio, da solo entrambi sotto l’occhio lontano ma attento del Duce e dei suoi fedelissimi.
L’intelligenza narrativa e stilistica è sorprendente A cominciare dalla presenza fisica del Duce che scompare via, via e finisce per essere presente solo per mezzo di cinegiornali. Bellocchio poi frammenta la narrazione, rischiando però di eccedere, con immagini veloci, con spezzoni di documentari e cinegiornali e scritte alla maniera futurista, narrate da un occhio lieve e a tratti romantico. Si resta lontani comunque da quell’aurea poetica che aveva “Buongiorno Notte” rimanendo più immersi nel dramma e nell’angoscia.
L’ottima opera si completa con una recitazione straordinaria. Purtroppo merce rara per la maggior parte dei film italiani. Filippo Timi è il Duce da giovane e poi Albino ventenne. Meraviglioso e bravissimo, intenso e drammatico, nel ruolo del Duce, nonostante le fattezze siano assolutamente diverse. In Albino invece è altrettanto bravo a rispecchiarsi nel padre quanto decisamente incisivo nel dramma.
Ida è Giovanna Mezzogiorno che ancora una volta non delude le attese e qui abbruttita riesce a trasmettere le angosce e le sofferenze di una madre.


Titolo originale: Vincere
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Marco Bellocchio
Cast: Giovanna Mezzogiorno, Filippo Timi, Corrado Invernizzi, Michela Cescon, Matteo Mussoni, Elena Presti, Fausto Russo Alesi, Paolo Pierobon
Produzione: Offside, Rai Cinema, Celluloid Dreams
Distribuzione: 01 Distribution

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lunedì, giugno 01, 2009

Baseball e Beisbol

Italia

Si conclude con una vittoria e una sconfitta il girone d'andata del Novara. Andamento piuttosto negativo, per quella che poteva essere, visti i nomi, una buona squadra.
Nella sfida di fondo classifica contro il Collecchio, i piemontesi vincono 7-8 nell'extra inning e perdono la seconda partita per 9-3. E come dice il sito ufficiale dell'Avigliana la vittoria è importante anche per il morale.
In Serie B, pareggia anche la Juve98 contro il Rajo. Bianconeri ko 4-9 nel primo incontro si vendicano nella seconda partita vincendo con un secco 11-1 all'ottavo. Portamortara invece sconfitto a Brescia

Classifica Serie A2: PATERNO'812, BASEBALL TEAM VERONA 750, PIACENZA 722, SALA BAGANZA 555 COIL BOLLATE 500, CODOGNO 388, COLLECCHIO 388 SENAGO 352,NOVARA 2000 333, RANGERS REDIPUGLIA 187

Classifica Serie B: JUNIOR PARMA 769, JUVE 98 B.C.750, OLTRETORRENTE 714, CROCETTA 692, C.U.S. BRESCIA 615, RAJO 500, OLD RAGS LODI 333, CAGLIARI B.C. 272, ARES MILANO BASEBALL 230, PORTA MORTARA 76

Cuba: La Habana tenta il colpaccio

La finale La Habana-Villa Clara ha avuto un avvio sicuramente sorprendente. La squadra della capitale è in vantaggio per 2-0 sugli avversari veri schiacciasassi fino ad ora. Certamente non è stato male nemmeno il cammino de La Habana, ma questa doppietta dei vaqueros è del tutto inaspettata. Al Nelson Fernandez la prima partita termina 4-3, mentre la seconda 4-5, entrambe con il pressing finale degli ospiti. Da domani, 2 giugno, si ricomincia ovviamente a Villa Clara.

Il baseball sbarcherà in Cina?

Forse per l'inutile figura della nazionale cinese al World Classic, pare che in Cina arriveranno tempi d'oro per il baseball. La QSL Sports Limited, capeggiata dal cinese Huang e già presente nello sport professionistico americano grazie a una partecipazione nei Cavaliers (NBA), ha annunciato d'aver raggiunto un accordo con la federazione cinese di baseball. Nei prossimi dieci anni la QSL investirà milioni di dollari per far crescere il baseball in Cina, soprattutto quello giovanile.


Baseball da collezione

Appassionati di baseball e di filatelia il 20 giugno è il vostro giorno. Poste Italiane emetterà infatti un francobollo commemorativo prodotto in oltre due milioni di copie, dedicato alla coppa del mondo che si svolgerà in parte qui da noi. Non si tratta comunque di una novità. Nel 1973, nel 1978 e nel 1998 le poste hanno già omaggiato il mondo del baseball

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