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mercoledì, agosto 05, 2009

B Movies Heroes: Il Plenilunio Delle Vergini



Il Plenilunio Delle Vergini




00001pleniIl magico mondo di Paolo Solvay/Luigi Batzella/Ivan Kathansky, dir si voglia ci regala altre perle di italica e artigianale fattura.

Abbiamo già parlato del mitologico e (in)degno nazisploitation “La Bestia In Calore” e qui tornando indietro nel tempo lo vediamo alle prese con un horror vampiresco del 1973.

Un sexy horror low budget e artigianale che si fa apprezzare per l’impegno e la forza di volontà che cercano di renderlo il più credibile possibile con grande sfoggio di candelabri e costumi d’epoca.

A differenza di quello che è il film più famoso dell’oscuro regista, “La Bestia in Calore” qui le situazioni assurde e paradossali da b-movie sono meno ridondanti. Una struttura horror nella quale, Paolo Solvay, ci inserisce tette, nudi totali, scene di sesso soft e sangue sparso qua e là.

A conti fatti il risultato male non è. “Il Plenilunio Delle Vergini” si lascia vedere con pacata inutilità cinematografica, meritandosi il marchio di buon b-movie.

pleni3A tutto ciò va aggiunto lo sforzo del protagonista, Mark Damon, in un doppio ruolo: i gemelli Franz e Karl Schiller. Uno archeologo, l’altro uomo di mondo. Il primo pensa d’aver individuato l’anello dei Nibelunghi, quello che può far dominare il mondo. E dov’è? Ovviamente a casa della Contessa DeVries moglie del defunto Dracula. Così Franz, armato di amuleto egizio (mah…) contro “tutte le forme di male soprannaturale”, parte per la Transilvania. Dimentica l’amuleto in un’osteria ma si consola passando una calda notte con la bella Contessa che lo trasforma in vampiro.
Karl preoccupato per il fratello arriva pure lui al castello. Fortuna o sfortuna, fate voi, vuole che sia la notte del “Plenilunio Delle Vergini”, fest…ops…ricorrenza (ogni cinquanta anni) in cui la contessa sacrifica cinque vergini per mantenersi giovane e vigorosa. Karl che grazie alla ragazza dell’osteria Tania, ha recuperato l’amuleto, compie una mattanza sterminando chiunque. Fratello compreso. In un gesto di eccessivo sfottò però mette l’amuleto nella bara. Il fratello non morto se ne impossessa. Lui disarmato viene morso da Tania diventata vampira.

pleni2La minimale ambientazione e le facce molto italiane di comparse e affini mettono il tutto in ottica di simpatia molto trash. Lo consigliamo. Peccato che le versioni reperibili non siano di grande qualità.

Meno trash e meno di serie B sono i due protagonisti. Mark Damon dopo aver fatto una miriade di b-movie tra i quali citiamo uno con Corman e una vasta serie di spaghetti-western e horror è diventato un buon produttore cinematografico e televisivo. Tra le tante cose ha prodotto “Monster” del 2003, con Charlize Theron vincitore agli Oscar e “Orchidea Selvaggia” del 1989 con Mikey Rourke e Carrè Otis.

Rosalba Neri invece, la contessa, ha partecipato a numerosissimi b-movie, italiani, spagnoli (anche di pleni1Franco) e tedeschi. Ha chiuso la sua carriera nel 1985, ma per i tedeschi è entrata nell’immaginario collettivo, così tanto da meritare un documentario sulla sua vita.

Paolo Solvay? Ha fatto qualche altro film per poi sparire nel nulla. Pare sia mancato a fine 2008.























Scheda Tecnica



Titolo Originale: Il Plenilunio Delle Vergini

Titoli Alternativi: Full Moon of the Virgins (Internazionale),Les vierges de la pleine lune (Francia), The Devil's Wedding Night (USA)

Anno: 1973

Nazione: Italia

Regia: Luigi Batzella

Cast: Mark Damon, Rosalba Neri, Esmeralda Barros, Gengher Gatti, Ciro Papas

Durata: 80'

Casa di Produzione: Virgina Cinematografica









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sabato, giugno 27, 2009

B Movies Heroes: Tromeo & Juliet

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presenta

Tromeo & Juliet



tjImmagino Kenneth Branagh dopo l’eventuale visione di questo film. L’attore inglese dovrebbe sentirsi, svilito e umiliato con la sua carriera di eminente attore shakespiriano da buttare via. Shakespeare invece si sarebbe esaltato nel vedere questa versione della nota storia d’amore che preme maggiormente sull’odio e sui sentimenti. Certo secondo le menti diaboliche della Troma. Ovvio.

“Tromeo & Juliet” è un capolavoro assoluto, uno dei migliori film della casa di produzione americana, per qualcuno il migliore in assoluto.
Magari non sarà piaciuto a qualche accademico o a qualche ortodosso, ma il film di Lloyd Kaufman e di Micheal Herz è geniale.

Splatter, softcore, demenzialità non a Verona ma all’ombra del ponte di Brooklyn e soprattutto l’utilizzo di battute tratte dalla stesso dramma. Una versione “Punk” veramente memorabile con la trasposizione quasi totale di tutti i personaggi originali.

Ai giorni nostri Juliet Capulet è una biondina figlia di unavlcsnap-226791 famiglia benestante che la tiene segregata in casa con una cameriera lesbica come intima amica (molto), un padre maniaco e un matrimonio combinato con il Re delle bistecche London Arbuckle. Notare che lei è vegetariana.
Romeo Que è il figlio di Monty (Monty...Que...) un lardoso uomo di colore alcolizzato ex amico e socio (di una casa di produzione di film porno) di Cappy Capulet truffato e rovinato dallo stesso che gli ha fregato anche la moglie. Romeo ha la passione per il porno e passa ore davanti al pc.

Naturalmente l’odio tra le due famiglie è fortissimo e non di rado cugini e amici finiscono in risse piuttosto sanguinose che finiscono con cervelli spappolati e arti tagliati. Sangue. Benny, Martini, Tyron e tanti altri. Non manca nessuno.
L’amore sboccia, per caso chiaramente, alla solita festa alla quale il nostro Romeo si presenta vestito da mucca.
vlcsnap-226459Cambia “solo” il finale e senza offesa è migliore dell’orginale. Tromeo e Juliet in realtà sono fratelli si sposano vivono felici ma come la genetica insegna i figli nascono deformi.

“Tromeo & Juliet” è un vero proprio cult che parte con la strepitosa introduzione del simpatico Lemmy dei Motorhead, per poi proseguire con una lunga serie di scene memorabili, si veda la festa, le liti, la scena del “monster penis”, la trasformazione di Juliet che si finge mostro invece di morta e il gran finale.

Il gioco classico dei riferimenti made in Troma è uno spasso al quale siamo abituati. A uno sguardo attento non sfuggono i brevi cameo di Lloyd Kaufman e di Micheal Herz, in versione telefonista hard e la presenza di una maschera di Kabukiman oltre al più normale riutilizzo di scene di altri film della casa di produzione, che comprende come d’abitudine l’auto che salta.
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Trecentocinquantamila dollari di budget usati nel 1996 per dar luce a questa opera che utilizza attori più o meno noti negli States, come Sean Gunn e la cantante Jane Jensen e che si basa anche su una colonna sonora da urlo, fatta e realizzata da diverse band come i Motorhead, che hanno rinunciato all’ingaggio o comunque chiesto pochissimo.

Uno dei pochi ma significativi casi di film Troma esaltato da riviste specializzate e dai media, come “Variety”, “New York Times” e “Usa Today”. Un successo totale

Storia vuole che nel 1992 venne scritta una prima versione, totalmente con testo originale o quasi e come protagonista niente meno che il Toxic Avenger. Sicuramente sarebbe stata un’altra interessante versione, molto curiosa, ma va benissimo anche questa che è meglio di tantissime altre versioni cinematografiche sulla storia. Con buona pace di Branagh, Zeffirelli e Di Caprio.



vlcsnap-224945Scheda Tecnica


Titolo Originale: Tromeo & Juliet
Anno: 1996
Nazione: USA
Registi: Lloyd Kaufmann, James Gunn
Cast: Jane Jensen, Will Keenan, Valentine Miele, William Beckwith, Steve Gibbons, Sean Gunn
Durata: 101
Casa Di Produzione: Troma Entertainment










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martedì, maggio 05, 2009

B Movies Heroes: Guinea Pig III - He Never Dies

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presenta

Guinea Pig III : He Never Dies




gu3In inglese suona perfetto: “Gore Flick”. In italiano si può catalogare in vari modi. Potremmo definirlo come grottesco. In ogni caso il terzo episodio dei “Guinea Pig” è un degno horror assai diverso dal serio fiume di sangue dei due predecessori. Qui per la prima volta abbiamo una realizzazione più cinematografica e una struttura narrativa. Qui il contesto è assurdo, incredibile e strappa qualche risata.
Che poi possa piacere uno che si taglia a fette è un altro discorso, ma qui se non altro si racconta qualcosa dando un motivo e un (non)senso al tutto.
Masatosh Nakamura è un impiegato scoglionatissimo, senza amici e con pochi interessi che decide di farla finita tagliandosi i polsi. Tutto inutile. Dopo averlo fatto si rende conto di essere gu2ancora vivo e vegeto. Immortale o zombie? Dopo i primi momenti di inquietudine, trova l’utilità della cosa e si vendica di un amico che gli ha rubato la donna, invitandolo a casa e facendosi a pezzi davanti a lui. Nel casino più totale, infine, in casa giunge anche lei.
Storia vera successa a Tokyo dice il narratore che introduce la storia e che chiude questo cortometraggio.
Disgustoso e sanguinoso come gli altri, pieno di dettagli gore, “He Never Dies” è un’ulteriore prova di bravura e capacità dei giapponesi con gli effetti speciali. E’ tutto credibilissimo. E se non fosse impossibile per il genere umano sicuramente avrebbe creato i soliti sconvolgimenti del caso. Anche la sua realizzazione fa parte del documentario “Making Of Guinea Pig”.

gu1Scheda Tecnica

Titolo Originale: Ginî piggu 3: Senritsu! Shinanai otoko
Titoli Alternativi: Guinea Pig: He Never Dies, He Never Dies
Nazione: Giappone
Anno: 1986
Cast: Shinisuke Araki, Eve, Masahiro Sato
Durata: 39'
Casa Di Produzione: Sai Enterprise

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sabato, aprile 04, 2009

B Movies Heroes: Killer Condom

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il meglio del cinema mondiale...alle volte...



Killer Condom


killercondomAl di là della scontata ironia sugli italiani, “Killer Condom” è a tutti gli effetti un capolavoro. Va detto.
Film politicamente scorretto mischia ottimamente horror, poliziesco e parodia degli stessi, materializzando il peggior incubo maschile. Che dolore!
Gioiellino tedesco del 1986 per la regia di Martin Walz,Killer Condom” nasce da un’idea e sceneggiatura di Ralph Konig, autore anche dell'omonimo fumetto. Guardando attentamente i titoli di testa spicca un nome forte; Jorg Buttgereit, l’oscuro e macabro regista di Nekromatik 1 e 2 che qui si occupa degli effetti speciali, l’aspetto migliore e più divertente di tutto il film.
E’ un po’ uno spreco considerare questo film un “B Movie”, visto che la realizzazione è precisa e perfetta e visto che la trama non impallidisce al confronto di film del genere più noti e apprezzati.

L’Ascot Film, ECCO Film e la German Filmboard sono i produttori di questa pellicola, girata tra Berlino e New York, che ha acceso l’interesse anche del buon vecchio Lloyd Kaufmann e della sua Troma che ha distribuito il film sul territorio americano, dandogli un eco non indifferente.
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Protagonista di questa divertente e fisicamente dolorosa storia è il detective Luigi Mackeroni (…), interpretato da Udo Samel, attore abbastanza noto che ha partecipato a numerose produzioni internazionali tra le quali “La Pianista”, “Zucker Come diventare Ebreo in sette giorni” e “Palermo Shooting”.
Il nostro Luigi, “looogi” in intimità, è un siciliano, superdotato e gay, trasferitosi a New York per poter vivere liberamente la sua omosessualità, che si trova a dover indagare su uno strano caso. Nel lurido hotel a ore “Quickie”, posto di cui il nostro eroe è un habituè, diversi uomini escono evirati. Ben presto i sospetti passano dalle donne ai profilattici presenti in stanza che pare attacchino i genitali maschili.
kc1E’ in effetti è così. Esseri mutati geneticamente, con tanto di dentini aguzzi sono la creazione del prof. Smirnoff (russo ovviamente) tenuto ostaggio da una congrega di iper conservatori credenti che hanno iniziato una crociata per sconfiggere il male e la lussuria di cui New York è ormai preda.
Certo che hanno scelto un metodo piuttosto shock. E se usate l’immaginazione questo è un vero incubo. Tutto è ancora peggio quando appaiono in scena questi profilattici con denti e sete di…di…sangue che imperversano nel film e che attaccano a fauci aperte o che marciano fuori dai tombini andando a conquistare la città. Un po’ grottesco, un po’ horror. Effetto comico assicurato.

kc2Gli effetti speciali creati a doc, giocano bene con tutto il contesto e con un ottimo Luigi Mackeroni personaggio macchietta, in parte per l’italianità e in parte per essere un detective classico con impermeabile sigaretta e occhiali scuri. Il resto è costruito da altrettanti personaggi, piuttosto coloriti e assurdi, vedi l’amante e trans Babette o il capo della polizia e vari colleghi che creano una storia che non annoia mai.
Ottima anche la colonna sonora e a parte la mamma, la pizza e la verginità questo è un grandissimo film.





Scheda Tecnica


Titolo Originale: Kondom Des Grauens
Titoli Alternativi: Killer Condom (Francia, Giappone, Italia, USA) Camisinha Assassina (Brasile), El Condón asesino (Spagna) Killer Kondom (Francia)Tappajakondomi (Finlandia)
Anno: 1996
Regia: Martin Walz
Nazione: Germania
Cast: Udo Samuel, Peter Lohmeyer, Marc Richter, Leonard Lansik, Iris Berben
Durata: 107'
Casa di Produzione: Ascot Film, distribuito Troma per il Nord America

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giovedì, marzo 12, 2009

B Movies Heros: Milano Calibro 9

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Presenta
il meglio del cinema mondiale...si..si..



Milano Calibro 9


milano_calibro_9_locandinaBalla la sensuale Nelly in uno strip club. Uccidono quelli della mala agli ordini dell’Americano. Ugo Piazza si muove glaciale per mettere in atto il suo astuto piano. E’ una brutta storia questa. Nasce male e finisce peggio. Straccia amori e amicizie. Senza speranza. Senza via d’uscita.
Milano spettrale e cupa assiste alla movimentate vite dei protagonisti, senza porgergli il benché minimo raggio di luce. Senza speranza. Senza via d’uscita.
Un film questo che lascia il segno, un film che è l’esempio più classico di un grande cinema made in Italy, che se la gioca con i mostri sacri del settore “noir” e “poliziesco”.

Fernando Di Leo ispirato e perfetto in ogni sua scelta genera un capolavoro al quale seguono altri due film bellissimi che compongono la cosidetta “trilogia del milieu”. La mano veloce, le riprese sghembe, la genuina violenza di malaffari e le facce da “brutti ceffi” dei comprimari giocano con un cast stellare che a differenza dei personaggi interpretati sono affidabili come nessuno mai. Da standing ovation l’Ugo Piazza, interpretato da Gastone Moschin, di accertata fama criminale e di palese rassegnazione a una vita border-line che non promette nulla di buono. Barbara B
DVD_001ouchet, bellissima, è la sensuale Nelly la femme fatale, furba e traditrice. Mario Adorf interpreta Rocco il fedele e violento scagnozzo che segue gli ordini del boss “Americano” nei cui panni si cala un credibilissimo Lionel Sander. E ancora, Philippe Leroy si cimenta con il misterioso killer Chino mentre Frank Wollf e Luigi Pistilli sono i due sbirri di diverse visioni politiche e sociologiche. Uno di estrema destra. L’altro di estrema sinistra. Argomentano sulla giustizia e sul modo di farla rispettare raggiungendo il massimo in una lunghissima scena che se non fosse stata fatta ad hoc dai due, disse Di Leo, sarebbe stata tagliata.

Tutti giocano sporco in questa taglientissima storia. Il Piazza, appena uscito di galera è accusato dall’Americano d’aver trafugato dei soldi, picchiato per due volte dai suo scagnozzi chiede soldi e aiuto a
DVD_005ll’amico Chino e allo zio dell’uomo Don Vincenzo. Nel frattempo ritrova la sua fidanzata, Nelly, avvenente ballerina di uno strip club.
Convinto l’Americano della propria innocenza anche il Piazza entra nella gang del boss, la polizia lo pedina, il clan pianifica l’omicidio di Chino e Don Vincenzo al quale il primo riuscirà a scamparla serbando odio e rancore per il Boss.
La resa dei conti è imminente, la spirale di sangue è ormai vorticosa visto che L’Americano cerca sempre i suoi soldi ed elimina pian piano alcuni dei suoi uomini, prima di trovare la morte nell’atroce vendetta di Piazza e Chino che lo colgono impreparato durante un party a casa sua. Piazza scappa. Recupera i soldi che aveva rubato e nascosto tre anni prima. E’ pronto a fuggire con la sua Nelly, ma la d
DVD_002onna lo farà eliminare da un criminale qualunque, al quale Rocco ora fedele di Piazza urlerà “Devi toglierti il cappello di fronte a Ugo Piazza!”.

E noi invece il cappello lo togliamo di fronte a tutta questa meraviglia che tiene alta la tensione dall’inizio alla fine, regalandoci perle indimenticabili.
Eccezionale la scena di Nelly che balla nello strip club. Oltre a una Bouchet veramente affascinante, Di Leo riesce a far rivivere l’atmosfera distorta e alcolica del momento senza lesinare sulle emozioni che prova Piazza nel ritrovare dopo anni la sua Nelly. Il finale poi è un crescendo di irresistibili emozioni col colpo di scena che cementa tutta la stoDVD_004ria. Si. Questo è capolavoro!

Girato nel 1974, prende spunto dai racconti di Scerbanenco e dona spunti a Quentin Tarantino, ovviamente, che più volte lo citerà come esempio e
che riprenderà in “Reservoir Dogs” la scena dell’amputazione di un orecchio col rasoio. Anche il figlioccio di Quentin Robert Rodriguez cita e omaggia “Milano Calibro 9”, scena di Nelly che balla, in “Planet Terror”.



Scheda Tecnica
Titolo Originale: Milano Calibro 9
Titoli Alternativi: Caliber 9 (USA), Kaliber 9 (Svezia) Milán, calibre 9 (Spagna), Milan calibre 9 (Francia),Milano Kaliber 9 (Germania), Milano calibro nove (Italia - Titolo Alternativo), Milano kaliberi 9 (Finlandia), Oi Tyhodioktes tou Milanou (Grecia)
Anno: 1972
Regia: Fernando Di Leo
Nazione: Italia
Cast: Gastone Moschin, Barbara Bouchet, Mario Adorf, Frank Wolff, Luigi Pistilli, Ivo Garrani, Philipper Leroy
Durata: 100'
Casa di Produzione: Cineproduzioni Daunia 70





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giovedì, febbraio 12, 2009

B Movies Heroes: Guinea Pig The Devil’s Experiment


Presenta

"B Movies Heroes"
grosso modo il meglio su pellicola. Grosso modo.





Guinea Pig: The Devil’s Experiment

gp3Piuttosto comune e condivisa è l’idea che gli asiatici siano gli unici rimasti a far film horror/Thriller credibili e spaventosi. Sarà la loro capacità di spingersi oltre, sarà il loro estremismo ma di fatto concordiamo. Certo che questa mancanza di limiti a volte va veramente oltre, tanto oltre da far nascere una domanda “E perché?”.

L’esempio è lampante nella serie “Za ginipiggu” conosciuta da noi come “Guinea Pig”, traducibile in “Cavie da Laboratorio”. E il titolo è già un programma per questi sette episodi (anche se l’ultimo è una specie di “Best Of”) generati dal 1985 al 1992 che hanno shokkato il gp2pubblico, fatto pensare a “snuff movie” e finire sotto accusa gli autori. Tutto a posto. E’ tutta finzione che ha il maggior pregio e unico tra l’altro, di essere stata realizzata in un modo veramente credibilissimo.

Iniziamo con il numero uno: The Devil’s Experiment. Trattasi di quarantacinque minuti di pellicola praticamente priva di dialoghi che vede protagonista una ragazza catturata e rapita da due personaggi che la sottopongono a ogni tortura possibile per testare la resistenza umana. Botte e schifezze varie si alternano in un contesto molto minimale che tocca l’apoteosi dell’oltre gp1ogni confine con il “conteggio” in sovraimpressione di minuti e colpi subiti dalla donna. Alla fine muore. Null’altro da aggiungere se non come già detto tutto sembra incredibilmente reale e pertanto il risultato è piuttosto disgustoso.







Scheda Tecnica


Titolo Originale: Za ginipiggu: Akuma no jikken
Titoli Alternativi: Guinea Pig: The Devil’s Experiment, Guinea Pig
Anno: 1985
Nazione: Giappone
Regista: Satoru Ogura
Durata: 43'
Casa di Produzione: Japan Home Video

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sabato, gennaio 17, 2009

B Movies Heroes: Ultimo Mondo Cannibale


presenta

"B Movies Heroes"
all'incirca il meglio del cinema mondiale


Ultimo Mondo Cannibale


Guardando il trittico “cannibale” di Ruggero Deodato, due cose sono chiare. La prima che non è iscritto al WWF. La seconda che non è vegetariano.

Tre anni prima del suo capolavoro “Cannibal Holocaust”, Deodato era alle prese con l’antipasto, (mai termine più azzeccato) di quello che sarà il filone più famoso della sua vasta filmografia.

“Ultimo Mondo Cannibale”, pur essendo il primo della specie, non è di certo un abbozzo e già mostra tutti i canoni estremi del regista. A parte la scelta, di dubbio gusto, di squartare animali, qui vediamo già corpi straziati, violenza e sangue cioè il biglietto da visita di “Monsieur Cannibale”.

“Ultimo Mondo Cannibale” è stato il primo film italiano a mostrare scene esplicite di cannibalismo, sebbene sia il secondo del genere dopo “Il Paese del Sesso Selvaggio” di Lenzi del 1972. Abbiamo più o meno la struttura che vedremo anche in “Cannibal Holocaust”. Però alla ricerca di colleghi scomparsi ci vanno in due: Rolf e Robert Harper che atterrano in emergenza nella giungla di Mindanao. Subito scoprono che i colleghi scomparsi hanno fatto una pessima fine, identica sorte che tocca al pilota dell’aereo e a un’accompagnatrice. Rolf e Robert rimasti soli vengono aggrediti da alcuni indios, il primo ferito riesce a fuggire. Il secondo catturato, imprigionato e costretto ad assistere suo malgrado a tutta una serie di riti violentissimi. Grazie alla bella indigena Pulan, viene poi liberato e con lei fugge.

Dopo averla stuprata (…) e dopo aver ritrovato Rolf, in una caverna, in non buone condizioni, i tre cercano disperatamente l’aereo. Vengono ritrovati dai cannibali che umc2uccidono e mangiano Pulan in una scena, consentiteci la battuta, che ricorda un po’ i Festival Dell’Unità.

Rimasti in due con Rolf nuovamente ferito, Robert uccide e mangia il fegato del capo tribù meritando il rispetto degli altri componenti e potendo più o meno in tranquillità raggiungere l’aereo e finalmente fuggire con il compagno.

Un film gustoso (…), non c’è che dire, per il suo genere naturalmente. “Ultimo Mondo Cannibale” nacque come sequel del già citato “Il Paese del Sesso Selvaggio” e doveva avere dietro alla macchina da presa, sempre Lenzi. Viste le richieste economiche del regista, la produzione scelse di dare tutto in mano a Deodato. E non a caso Ivan Rassimov (Rolf) e Me Me Lai (Pulan) sono già presenti nel film del 1972.

Abbastanza inutile dire che il film venne parecchio censurato, soprattutto in Gran Bretagna, dove rischiò di finire nella lista di “video nasty”. A seguito del successo di "Cannibal Holocaust" una versione del film negli USA venne intitolata "Jungle Holocaust".



Scheda Tecnica

Titolo Originale: Ultimo Mondo Cannibale

Titoli Alternativi: O Último Mundo dos Canibais, Fases da Morte 8 - O Último Mundo dos Canibais, Mundo Canibal (Brasile) Cannibal (Gran Bretagna-video title), Cannibals (Grecia-video box title), Carnivorous, Jungle Holocaust (DVD BOX), The Last Survivor (cut version) (USA), Le Dernier monde cannibale, Horror Cannibal (Francia), Kannibaalit (Finlandia) Last Cannibal World (Internazionale), Mondo Cannibale 2 - Der Vogelmensch (Germania) Mondo cannabale 2 (Polonia), Mundo caníbal Spagna, De Sista kannibalerna (Svezia), Viimeiset kannibaalit (Finlandia)

Anno di Uscita: 1977

Nazione: Italia

Regia: Ruggero Deodato

Altri film del regista recensiti: Cannibal Holocaust

Durata: 92'

Cast: Massimo Foschi, Me Me Lai, Ivan Rassimov, Sheik Razak Shikur

Casa di Produzione: Erre Cinematografica

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lunedì, dicembre 22, 2008

B Movies Heroes: The Brain That Wouldn't Die

bmovies.splinder.com


presenta
il meglio del cinema mondiale...o quasi


The Brain That Wouldn’t Die

the-brain-that-wouldnt-die“Let me die! Let Me die!”. Voce spezzata e schermo nero. Titolo che si staglia di colpo a caratteri cubitali su musica decisamente drammatica. Questo è l’inizio di “The Brain That Wouldn’t Die” e di fatto è l’unica cosa credibile di questo film. Siamo di fronte ad un antologico B-Movie che passa dallo sci-fi all’horror prendendo ampiamente spunti da Frankestein e risparmiando in maniera pesantissima sul budget. Tutto ciò è una meraviglia per cinefili. Una goduria per gli appassionati di B Movie.

La regia “illuminata” di tale Joseph Green, misconosciuto regista che nonostante questo capolavoro non ha fatto praticamente altro ha creato un film divenuto col tempo un vero e cult, citato anche “The Man With Two Brains” (“Ho perso la testa per un cervello”) commedia nel 1983 con Steve Marin oltre ad aver, secondo noi, ispirato le fattezze dell’eroe Troma, Toxic Avenger.

Il protagonista di questa genialissima vicenda è il Dr. Bill Cortner. Un medico/scienziato di un certo spessore. Capace di otb1perare a cervello aperto con un equipe di sole tre persone e naturalmente in grado di salvare anche i casi ormai senza speranza. Ah…certo il suo studio ha le apparecchiature di un medico di base. Forse meno.

Prototipo del medico di successo, bello e pieno di soldi, tanto da far invidia ai medici dei serial moderni, scarrozza sulla sua spider con invidiabile scioltezza e con la sua bella fidanzata Jan. Ma un giorno uno di questi giri finisce in tragedia e la donna…perde la testa. Nel senso fisico.

Come faccia o come non faccia, Cortner riesce a recuperare la capoccia della donna e a farla rivivere mettendola in una specie di catino collegato a qualche cannula.

tb2Così Bill, inizia a girovagare per la città alla ricerca di un nuovo e bel corpo per la sua fidanzata. Jan intanto non avrà tanta voglia di vivere ma sviluppa dei poteri mentali tali da poter comandare chiunque. Il suo preferito è un mostro (il cui volto ricorda Toxic Avenger) che per qualche ragione sconosciuta vive in un antro del laboratorio e la cui esistenza viene spesso e volentieri dimenticata da Cortner e soci tanto che più meno tutti danno pacificamente le spalle alla porta da dove il mostro esce…

Intanto Cortner dopo vari giri “a mignotte” trova finalmente un corpo bellissimo sul quale mettere la testa della fidanzata. Arriva in laboratorio, ma anche lui subisce la furia e la vendetta di Jan che gli scatena addosso il mostro. Il posto finisce in fiamme e anche Jan muore. Il mostro forse è ancora lì.

E’ proprio un B Movie di mostruosa bellezza i cui effetti speciali sono all’altezztb3a delle migliori (peggiori) produzioni. Persone menomate nelle braccia,staccate dal mostro, che visibilmente nascondono l’arto sotto il vestito…che dire di più? C’è da commuoversi.

Un po’ di storia. Il film è stato girato nel 1959 ma per varie vicissitudini è uscito solo nel 1962.

In Gran Bretagna non è mai stato mostrato al pubblico. Venne rifiutato una volta e mai più riproposto dalla produzione.

La cosa più bella resta comunque la leggenda dei titoli di coda. Il film finisce e compare la scritta “The Head That Wouldn’t Die”, al posto di “Brain”. Si dice che fu un banale errore. Leggenda un po’ strana…ma d’altronde il film non è da meno…

“The Brain That Wouldn’t Die” fa parte dei film in public domain. E’ scaricabile o visibile senza rischio di incorrere in reati, da internet archive o da cineclassic on line. Noi lo mettiamo interamente in streaming


Scheda Tecnica
Titolo Originale: The Brain That Wouldn't Die
Titoli Alternativi: The Head That Wouldn't Die, O Cérebro Que Não Poderia Morrer, Brasile, Le Cerveau qui ne voulait pas mourir (Francia) Il Cervello che non voleva morire (Italia) Der Kopf, der nicht sterben durfte (Germania), O Dolofonos tou call girl (Grecia)
Anno: 1962
Nazione: USA
Regia: Joseph Green
Cast: Jason Evers, Virginia Leith, Leslie Daniels, Adele Lamont
Durata: 82' (uncut)
Casa di Produzione: Rex Carlton Productions




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giovedì, novembre 27, 2008

Cinema Trash: Inglorious Bastards


presenta

B Movies Heroes
il meglio del cinema mondiale...più o meno insomma...


Inglorious Bastards


A.D. 2008. Mese di Novembre. Sottolineiamo. Ancor prima che scoppi la mania, che il web si riempia di siti monografici e che i negozi facciano salire vertiginosamente il prezzo parliamo di questo film di guerra di Enzo G. Castellari del 1978, ambientato nella seconda guerra mondiale, che sa un po’ de “La Grande Fuga” e un po’ di “Quella Sporca Dozzina”. Nulla di originale, poco considerato, poco conosciuto e poco apprezzato.
Nonostante tutto ciò, prevediamo che nel 2009 “Inglorious Bastards”, catalizzi l’attenzione dei media, del pubblico e dei cinefili. E il merito è di Mr. Tarantino, che in questo momento sta girando il remake utilizzando come attore nientemeno che Brad Pitt.
Lasciamo lavorare in pace il regista americano e il buon Pitt e concentriamoci su questo B Movie veramente degnissimo.
Iniziamo con un consiglio: va visto in lingua originale, per apprezzare ancora di più il totale lato trash, che dal punto di vista audio ci dona un melting pot di lingue veramente notevole. “1…2…3…” all’inizio si trasforma subito in conto in inglese e in seguito l’italiano emerge qua e là con qualche esclamazione e ci pare d’aver udito anche un “minchia!”
Ciò detto “Inglorious Bastards” ha degli opening credit tra i più belli che si siano mai visti nella storia del cinema e che ci introducono in un campo di prigionia americano in territorio francese. Siamo nel 1944 nelle Ardenne e il disertore Berle, il ladro Nick, l’assassino Fred, lo scaltro Tony e l’ammutinato sergente Yeager sono militari condannati a morte e stanno per essere trasportati al patibolo. Ma durante il tragitto il camion fora una gomma e mentre Fred e Yeager la riparano i nazisti attaccano via area decimando la polizia militare e lasciando il gruppo in balia di se stesso. Decidono quindi di puntare verso la pacifica e neutrale Svizzera.
Si…è tipo “La Grande Fuga” ma con protagonisti meno affascinanti.
Al dinamico gruppetto si unirà presto un soldato nazista trovato rocambolescamente in un fienile, dapprima rischia di essere ucciso e in seguito, dopo aver assicurato d’essere pure lui un prigioniero fuggitivo, viene preso dal gruppo e usato come “jolly”. In effetti il crucco torna utile, esattamente dopo aver trovato e cercato di fare “amicizia” con un gruppo di infermiere tedesche. Siamo in piena guerra, notare, fanno le infermiere ma in massa vanno al fiume a nuotare nude. Yeager e soci si fingono tedeschi, il gioco sembra funzionare solo che a un certo punto spunta Fred che è di colore…
Fuggiti alle reazioni delle disinibite tedesche, questi bastardi senza gloria, finiscono in un accampamento abitato da alcuni soldati nazisti. Il tedesco fa da tramite, mentre Yeager insospettito pensa a un tradimento e spara sui soldati. Bella cazzata per dirla in termine tecnico, in realtà si trattava di un gruppo di americani travestiti che dovevano compiere un’importantissima missione. Ecco. Tutto ciò lo spiega il colonnello Buckner capoccia dell’accampamento in cui c’è pure Nicole una bella infermiera francese di cui Berle s’innamora e di cui il paisà Tony ne godrà le grazie.
L’importantissimo piano, altro non era che far saltare un treno blindato nazista infarcito di missili. E come ovvio ora tocca ai nostri compiere il tutto. Si…è tipo “Quella sporca dozzina” ma più sudici ancora. Dopo aver liberato Fred caduto in mani nemiche, Yeager e soci iniziano la missione che ovviamente non scorre liscia. Nick muore cercando di avvisare i compagni, Berle muore guidando il treno ma Yeager che con un gesto eroico si farà saltare in aria con il convoglio distruggendo anche la stazione ferroviaria piena di nazisti. Si salva Fred che fugge in Svizzera e Tony che torna da Nicole.

In effetti una trama così non poteva non attrarre quel simpaticone di Quentin e generare una rivalutazione critica del film. Castellari ha creato un’opera che alla fine risulta essere un divertente guazzabuglio, purtroppo cadutib2o nell’oblio, ambientato in tempo di guerra.
“Inglorious..” fu girato nel Lazio e negli studi di Cinecittà e possiamo citare, come ovvio, tante curiosità.
“Bastardi Senza Gloria” doveva essere il titolo della pellicola, tramutato poi in “Quel Maledetto Treno Blindato” per poi essere conosciuto con il nome di “Inglorious Bastards”.
Come cita IMDB, facendo bene attenzione si possono notare le molteplici morti di alcuni attori. Questo blooper è dovuto al montaggio che ha tenuto le diverse angolazioni di ripresa (…).
Forse fiutando il remake o forse colti da orgoglio alcuni attori del film diretti da Federico Caddeo hanno ideato un documentario intitolato “Quelli del Maledetto Treno Blindato - Making of 'Inglorious Bastards”.

Interessante invece il curriculum degli attori, che vantano partecipazioni a film…uh…d’autore.
Bo Svenson – Yeager: oltre ad essere uno svedese arruolato poi tra i Marines è stato una star dei telefilm degli anni ’70. Anni dopo ha girato una puntata di Magnun P.I. ma soprattutto è stato il reverendo Harmony di Kill Bill Vol.2 (gli avrà parlato lui a Tarantino di “Inglorious Bastards”?)

Peter Hooten – Tony: divenne celebre (mah…) grazie a questo film, fece poi altri lavori di un certo spessore. “2020 I Gladiatori del Futuro” del leggendario Joe D’Amato, “Excutor” e “L’Orca Assassina”. Con “Non aprite Quella Porta – 3” chiuse nel 1990 la sua carriera cinematografica.

Fred Williamson – Fred: fu un giocatore di football americano decisamente famoso. Posò, al termine della carriera, nudo su “Playgirl” e poi iniziò la carriera di attore. Apparizioni in telefilm come “Star Trek”, “Chips” “Fantasilandia” e in tantissimi film tra i quali citiamo “Mash”, “Starsky & Hutch”, “Dal Tramonto All’Alba” e “Poultrygeist”. In più una serie di film come regista. Naturalmente B Movies.

Micheal Pergolani- Nick: è un giornalista e conduttore radiofonico dal curriculum piuttosto importante. Fu pure sceneggiatore dello straordinario film con Troisi e Arena “No Grazie, il caffè mi rende nervoso”.

Ian Bannen- il colonnello Buckner: fu un ottimo attore che partecipò a “Gandhi” e ottenne pure la nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista. E’ morto in un incidente d’auto.

Raimund Harmstorf – Adolf: è stato attore di telefilm come “Derrick” e attore con Bud Spencer in “Lo Chiamavano Bulldozzer” e “Uno sceriffo extraterreste…” è morto suicida alcuni anni fa.



Scheda Tecnica

Titolo Originale: Quel Maledetto Treno Blindato
Titoli Alternativi: Assalto ao Trem Blindado (Brasile), Bastardi senza gloria (Italia ,working title), Bohaterowie z piekla (Polonia), Commando bastards (Norvegia), Counterfeit Commandos (USA reissue title) Deadly Mission (USA) Expresso Blindado da S.S. Nazista, (Brasile), G.I. Bro (USA recut version), Haufen verwegener Hunde, (Germania) Hell's Heroes (USA video title) Panssarijunalla helvettiin Finland ia) The Dirty Bastard (Filippine), The Inglorious Bastards (USA) Une poignée de salopards (Francia)
Nazione: Italia
Durata: 99 min. Germania:76 min (cut version) Gran Bretagna:90 min (cut version)
Anno: 1978
Regia: Enzo G.Castellari
Cast: Bo Svenson, Peter Hooten, Fred Williamson, Micheal Pergolani, Ian Bannen, Raimund Harmstorf
Casa di Produzione: Films Concorde




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lunedì, novembre 17, 2008

B Movies Heroes: Faster Pussycat! Kill! Kill!

http://bmovies.splinder.com

Presenta

B Movies Heroes
il meglio dei b movies

Faster, Pussycat! Kill! Kill!

faster pussycatPiù che un’introduzione, un dato di fatto. Tura Satana. Protagonista di questo film del 1965, oggi quarantatre anni dopo, l’attrice ha un myspace ufficiale (e uno no) in cui ripropone le fattezze del suo personaggio, la protagonista Varla. E gli amici sono migliaia.

Basta questo piccolo dettaglio moderno, per capire la grandezza e l’importanza di un film semplicemente cult. Osannato e amato da registi come Tarantino e Waters, “Faster Pussycat! Kill! Kill!” è considerato il miglior film di tutta la carriera del leggendario Russ Meyer.

Siamo nel 1965 è il regista americano, nel breve periodo diede vita a tre perle incomparabili “Mudhoney”, “Motorpsycho” e appunto “Faster Pussycat! Kill! Kill!”.

Da un’idea dell’allora moglie di Meyer, Eva, è stato girato in bianco e nero unicamente per ragioni economiche e le interpreti scovate negli Strip Club di Los Angeles.

fpkkOltre alla nippoamericana Tura Satana (Varla), abbiamo Lori Williams (Billie) e Haji (Rosie), innamorata della prima. Le tre pettorute e violentissime ragazze girano nel deserto americano a bordo di una fuori serie e la trama da qui in poi è veramente incasinatissima.

“Benvenuti nella violenza” dice la voce a inizio film e in effetti le tre, scatenano un bel caos. Prima di tutto molestano e provocano una coppia di fidanzati. Lui viene ucciso al termine di una gara in auto. Lei, Linda,rapita, picchiata e drogata.

La banda poi s’imbatte in un’allegra famigliola composta da un vecchio sulla sedia a rotelle e dai suoi due figli: Kirk e Vegetale, muscoloso, silenzioso e tonto. Si dice anche che il vecchio nasconda nel suo decrepito ranch un ingente somma di denaro che fpkk2chiaramente fa gola alle tre, che non esitano a intrufolarsi a casa loro.

Qui, tentano di giocare d’astuzia, seducendo gli uomini, a iniziare da Billie che ci prova con Vegetale. Nel mentre il vecchio cerca di violentare Linda, che fugge e viene ripresa e riportata al ranch da Kirk che la incrocia tornando a casa. Poi, dopo aver scoperto che Vegetale è odiato dal padre perché la sua nascita ha causato la morte della moglie, tocca a Varla provocare Kirk ingelosendo però Rosie. Linda riesce a fuggire nuovamente ma viene ripescata da Vegetale e dal padre che ordina al figlio di ucciderla, ma il ragazzo grazia la ragazza buttandosi a terra e chiedendo scusa…

Intanto l’alta insubordinazione di Billie, che vuole andar via, provoca la violenta reazione di Varla che accoltella l’ex amica uccidendola e poi investe in auto il vecchio, uccidendolo e rovesciando la sedia rotelle che altro non era che il forziere del tesoro.

Finisce male anche Rosie che chiede a Vegetale di estrarre il coltello dal corpo di Billie, lui lo fa, ma…riutilizza l’arnese per accoltellarla a morte.

Varla che è già in auto, non ha di meglio da fare che tirar, sotto, con qualche difficoltà, anche Vegetale.

Non è finita. Tranquilli. Kirk e Linda nel frattempo si sono dati alla fuga, altro fattaccio che provoca la reazione di Varla, che preso il camion del vecchio raggiunge i due e inizia un violento duello che finisce con l’atroce vendetta di Linda che tira sotto Varla.

Bel casino no? Stupendo in tutto peròfaster-pussycat, dalla classica bellezza delle attrici di Meyer alla trama iper-densa di avvenimenti e di polvere del deserto.

La realizzazione di “Faster Pussycat! Kill! Kill!” si dice sia stata piuttosto elaborata e violenta un po’ come la storia.

Tura Satana aveva un pessimo carattere, tale da scontrarsi spesso e volentieri con le idee del regista che sebbene “avesse l’ultima parola” non sempre riusciva a imporsi. Ma soprattutto la bella attrice infranse uno dei divieti tassativi di Meyer, cioè fare sesso sul set. A detta di Meyer Tura passava caldissime notti con uno della troupe…

Infine la stessa Satana, ottenne una parte dei diritti di immagine, cosa che ha vietato fino ad oggi ogni eventuale remake.

Fino ad oggi si, perché pare che Tarantino stia pensando a rifare il film usando addirittura Britney Spears come attrice.

Come tutti i film di Meyer, anche questo è stato accolto malissimo, ancor peggio di Motorpsycho. Girato in California con 45.000 dollari di budget è stato un flop totale prima di essere riscoperto dai critici, dalle femministe e dal mondo gay viste le sue citazioni lesbo.

Ma come tutti i film di Meyer anche “Faster” è diventato un mito e oggetto di continue citazioni in altri film o nel mondo della musica. Meyer è pur sempre Meyer.

Scheda Tecnica

Titolo Originale: Faster, Pussycat! Kill! Kill!
Titoli Alternativi: Faster Pussycat! Wham! Bang! (USA), Faster, Pussycat! Go! Go! (USA), Pussycat , The Leather Girls, The Mankillers
Anno: 1965
Durata: 83'
Regia: R.Meyer
Cast: Tura Satana, Haji, Lori Williams, Sue Bernard, Stuart Lancaster
Casa di Produzione: Eve Productions







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lunedì, ottobre 27, 2008

Cinema Trash: Barbed Wire Dolls

presenta

Barbed Wire Dolls

Dai percorsi paludosi della mente umana e da quelli diabolici di uno come Jess Franco, non si poteva non giungere alla realizzazione di un film come “Frauengefängnis”.
Film prodotto dallo svizzero Erwin Dietrich, altro produttore-regista perverso, appassionato di sexploitation e firma di film come “Ranch of the Nymphomaniac Girls" e "The Erotic Adventures of Robin Hood".
"Frauengefängnis" del 1975 è più nobwd1to con il titolo di “Barbed Wire Dolls”, almeno da noi, visto che a seconda della nazione la pellicola ha assunto titoli diversi. “Caged Women”, “Woman Caged” e “Women's Penitentiary IV”.
Il buon Franco, un nome una garanzia di b-movie in salsa europea, qui da fondo a una grande varietà di sadiche perversioni, tanto che questa opera è da molti considerata come una delle più “infamous” del regista spagnolo.
Donne. Incarcerbwd2ate. Trattate male etorturate. Nudità piuttosto esplicite. Violenza e sangue. Sadismo.
Un film che ha riscritto spingendo all’estremo il genere “Women In Prison”,subgenere del exploitation, nato più o meno negli anni ’50.
Trama minimale e location essenziale, per non parlare dei pochi costumi di scena, come ogni buon b-movie vuole e prevede. La bella Maria uccide il padre che tenta di violentarla e si becca l’ergastolo. Finisce però in una dura e bieca prigione, la cui direttrice, sado-lesbica, si diverte conbwd3 le prigioniere e il cui medico, Dr.Costa, le droga e violenta e non di rado i due le cedono a un eminente uomo politico locale. Le prigioniere poi, campano con pochi vestiti addosso e svariate pulsioni sessuali.
Tutte queste energie probabilmente le trovano nei succulenti piatti serviti in mensa che prevedono a volte piccoli roditori…o almeno questo è quello che s’intende nella miglior scena del film, in cui Maria protesta per un topo morto nel piatto e si sente dire che fa bene alla dieta!.
Stufa un po’ di tutto, Maria con uno stratagemma attira e uccidebwd4 il Dr.Costa e con alcune compagne fugge di prigione. Inseguite dalle guardie, tra cui una donna in abiti succinti, raggiungono una casa. Ma è proprio quella dell'uomo politico di cui sopra...
Per quanto possa essere disdicevole e perverso tutto ciò “Barbed Wire Dolls” resta un capolavoro per il suo genere, forte anche della mano ferma e saggia di Franco. Talmente apprezzato che qualcuno vede in questo film, un tentativo dello spagnolo di analizzare l’uomo. Mah…sarà…secondo noi è solo il prodotto di due menti un po’ particolari…

Scheda Tecnica

Titololo Originale:
Frauengefängnis
Nazione: Switzerland
Regista: Jess Franco
Durata: 90'
Cast: Lina Romay, Paul Muller, Monica Swinn, Roger Darton, Ronald Weiss
Casa di produzione: Elite Film









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lunedì, ottobre 13, 2008

Cinema Trash: La Liceale


B Movies Heroes

presenta


"La Liceale"



Uno vede i primi cinque minuti de “La Liceale”, in cui la liceale2protagonista mostra tutte le sue grazie e si attende grandi cose. Lecito. E infatti dopo l’inizio soft-core con tanto di musica adeguata, questo film non delude certo le attese. Anzi, c’è molto di più. Come storia vuole, siamo di
fronte alla madre di tutte le “liceali e professoresse”, di fronte al film che lanciò…ehm…nello “star system” l’allora diciottenne Gloria Guida. Michele Massimo Tarantini, un regista leggendario per il genere, con questo film del 1975 oltre a mandare a case le onorevolissime e allegrotte cortigiane apre l’immaginario di almeno un paio di generazioni di studenti.
Quanti di noi abbiamo sognato una compagna di classe appena giunta da un’altra città, intelligentissima, ovviamente gnocca, amante delle classiche docce?. In quanti abbiamo odiato i bellocci splendidi, i professori affascinanti e fatto comunella con bidelli scapestrati?.
Pensateci, battute a parte, a quanto è veritiera la caricatura di questo filone e delle commedie sexy all’italiana.
“La Liceale”, sicliceale1uramente meno comico e più soft-core di altri, ha il merito di aver aperto questa strada, poi intrapresa da un’infinità di variazioni sul tema e di figliocci come l’eclatante ciclo di “Pierino”.
Per fare un buon film “Liceale” sono necessari pochi ma buoni ingredienti. Il canovaccio è più o meno lo stesso in tutti. Dunque, una studentessa gnocca e ricca che, generalmente dal nord si trasferisce al sud, faccia pulita e forme sinuose (Guida docet). Una classe di casinari totali con un allievo belloccio che spazia tra il serio e il faceto, che solitamente litiga all’inizio con la nostra studentessa per poi avere una storia d’amore. Optional di lusso, le compagne di classe innamorate di lui che s’accontentano dei co-protagonisti, un professore e un preside o totalmente stupidi, tipo D’Angelo e Banfi, o bellissimi che ci provano e ci riescono con la nostra liceale. Infine un bidello che fomenta le scorribande scolastiche o ne è vittima.
Ora basta cambiare il nome del personaggio con un nome proprio ed ecco che avrete la trama di ogni buon film del genere.
Per quanto riguarda “La Liceale”, Gloria Guida è Loredana, liceale3figlia di un noto industriale il mai indimenticato Mario Carotenuto, vive con la madre separata che ha una storia segreta con il buon Enzo Cannavale, alias Osvaldo.
A scuola, Loredana fa girare la testa a tutti e viene usata per distrarre i professori durante le interrogazioni. Casca come una pera cotto il nuovo arrivato, Billy, il compagno belloccio, che con Loredana arriverà a una disatrosa scena di petting. Perde la testa anche il Prof.Guidi, Gianfranco D’Angelo, usato dalla buona Loredana per far ingelosire Billy. Ma l’unico che ruberà il cuore alla nostra liceale è il Dott.Salvi, uomo d’affari amico del padre di Loredana, che la sedurrà e l’abbandonerà.
Gag e nudità in abbondanza per un film che annovera anche un prezioso cameo di Ilona Staller. Da vedere senza dubbio!

Scheda Tecnica

Titolo Originale: La Liceale
Anno: 1975
Regia: Michele Massimo Tarantini
Cast: Gloria Guida, Gianfranco D'Angelo, Alvaro Vitali, Giuseppe Pambieri, Gisella Soffio
Casa di Produzione: Dania Film






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martedì, settembre 30, 2008

Cinema Trash: Nude On The Moon

B Movies Heroes

unproudly present

"Nude On The Moon"
come fare un film pessimo ed entrare nella storia



nude_on_the_moon_posterQuelli del CERN sono quattro perditempo che studiano buchi neri, big bang e altre cazzabubbole da topi di biblioteca. Volete mettere queste cosette con le scoperte di Jeff e del Professor?

Il primo “ragazzaccio” molto yankee, sognatore e appassionato scienziato, sogna di andare sulla Luna e investe il lascito di una zia per costruire una navicella (ma che zia aveva?).

L’altro, scafato scienziato, lavora duramente giorno e notte nel suo laboratorio e tenta di tenere a bada i sogni di Jeff. A loro va aggiunta anche Cathy, la segretaria, segretamente innamorata di Jeff al punto di avere una sua foto nella scrivania.

In sei mesi, i due, dilapidano il lascito della zia, per costruire il più classico dei razzi e finalmente partire per la Luna.

nude1Il razzo…ma che bello! Full optional. E’ costruito con le migliori tecnologie esistenti, tant’è che i due respirano tranquillamente ossigeno. Ha un antifurto sofisticatissimo visto che rimane parcheggiato in una pineta per sei mesi assolutamente incustodito. Infine è facile da guidare, i comandi sembrano un mix tra una radiotrasmittente e quelli di un piccolo aereo

3…2…1…GO! Il viaggio è quanto di più tranquillo si possa immaginare, eccetto per una piccola sonnolenza che colpisce i due...

Arrivati a destinazione, Jeff e il Prof vestiti con due bellissime tutnude2e, una rossa e l’altra verde, scoprono un vero e proprio eden. Sole, giardini, piante, laghetti, che esistono nonostante non ci sia ossigeno (i due usano dei respiratori) e che soprattutto sono animati da un numero infinito di donne in topless in compagnia di 4 o 5 uomini, fortunatissimi, che passano il loro tempo a fare il bagno, prendere il sole, giocare a palla, sotto lo sguardo iper-progressista della pettoruta regina, identica nelle fattezze a Cathy. Sembra un resort di Miami e in effetti lo è.

I due ben presto entrano nelle simpatie di questo straordinario pnude4opolo e Jeff si innamora pure della regina. Richiamato ai doveri terrestri da quel bacchettone del Prof, tornano sulla terra dimenticandosi sul pianeta la macchina fotografica e quindi ogni testimonianza. Studi postumi riveleranno che i nostri hanno sbagliato strada finendo su un altro pianeta invece che sulla Luna. Non è dato a sapersi quale.

Fatto sta che nessuno muore, nessuno litiga e nessuno si fa male. Ottantatre minuti che lasciano lo spettatore sulle spine e in spasmodica attesa che capiti qualcosa. Invece nulla cambia.

Il tutto scorre via placido con le fattezze delle attrici in bella mostra accompagnate da pochissime parole e tanta musica più che decente per un b-movie.nude3

Doris Wishman, detta “La Ed Wood in gonnella” coglie nel segno con questo film del 1961 completamente inutile alla vita, appartenente alla sua trilogia sul “Nudism” versione easy del più potente “sexploitation”.

“Nude On The Moon” è uno di quei film che fanno simpatia per la sua realizzazione del tutto trash. I titoli di testa in stile telefilm, conquistano già e le classiche scenografie minimaliste, il laboratorio sembra un retrobottega di una drogheria, con gli effetti speciali a base di modellini in cartapesta e i costumi veramente esilaranti, rendono questa opera un vero e sano cult dei b-movie.

E poi diciamolo, chi non ha mai sognato un posto come quello del pianeta del film?




nude5Scheda Tecnica

Titolo Originale: Nude On The Moon
Anno: 1961
Nazione: USA
Durata: 83'
Regia: Doris Wishman
Cast: Marietta, William Mayer, Lester Brown, Ira Magee, Lacey Kelly
Casa di Produzione: Moon Productions

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