B Movies Heroes: Il Plenilunio Delle Vergini
Presenta
Il magico mondo di Paolo Solvay/Luigi Batzella/Ivan Kathansky, dir si voglia ci regala altre perle di italica e artigianale fattura.Abbiamo già parlato del mitologico e (in)degno nazisploitation “La Bestia In Calore” e qui tornando indietro nel tempo lo vediamo alle prese con un horror vampiresco del 1973.
Un sexy horror low budget e artigianale che si fa apprezzare per l’impegno e la forza di volontà che cercano di renderlo il più credibile possibile con grande sfoggio di candelabri e costumi d’epoca.
A differenza di quello che è il film più famoso dell’oscuro regista, “La Bestia in Calore” qui le situazioni assurde e paradossali da b-movie sono meno ridondanti. Una struttura horror nella quale, Paolo Solvay, ci inserisce tette, nudi totali, scene di sesso soft e sangue sparso qua e là.
A conti fatti il risultato male non è. “Il Plenilunio Delle Vergini” si lascia vedere con pacata inutilità cinematografica, meritandosi il marchio di buon b-movie.
A tutto ciò va aggiunto lo sforzo del protagonista, Mark Damon, in un doppio ruolo: i gemelli Franz e Karl Schiller. Uno archeologo, l’altro uomo di mondo. Il primo pensa d’aver individuato l’anello dei Nibelunghi, quello che può far dominare il mondo. E dov’è? Ovviamente a casa della Contessa DeVries moglie del defunto Dracula. Così Franz, armato di amuleto egizio (mah…) contro “tutte le forme di male soprannaturale”, parte per la Transilvania. Dimentica l’amuleto in un’osteria ma si consola passando una calda notte con la bella Contessa che lo trasforma in vampiro.Karl preoccupato per il fratello arriva pure lui al castello. Fortuna o sfortuna, fate voi, vuole che sia la notte del “Plenilunio Delle Vergini”, fest…ops…ricorrenza (ogni cinquanta anni) in cui la contessa sacrifica cinque vergini per mantenersi giovane e vigorosa. Karl che grazie alla ragazza dell’osteria Tania, ha recuperato l’amuleto, compie una mattanza sterminando chiunque. Fratello compreso. In un gesto di eccessivo sfottò però mette l’amuleto nella bara. Il fratello non morto se ne impossessa. Lui disarmato viene morso da Tania diventata vampira.
La minimale ambientazione e le facce molto italiane di comparse e affini mettono il tutto in ottica di simpatia molto trash. Lo consigliamo. Peccato che le versioni reperibili non siano di grande qualità.Meno trash e meno di serie B sono i due protagonisti. Mark Damon dopo aver fatto una miriade di b-movie tra i quali citiamo uno con Corman e una vasta serie di spaghetti-western e horror è diventato un buon produttore cinematografico e televisivo. Tra le tante cose ha prodotto “Monster” del 2003, con Charlize Theron vincitore agli Oscar e “Orchidea Selvaggia” del 1989 con Mikey Rourke e Carrè Otis.
Rosalba Neri invece, la contessa, ha partecipato a numerosissimi b-movie, italiani, spagnoli (anche di
Franco) e tedeschi. Ha chiuso la sua carriera nel 1985, ma per i tedeschi è entrata nell’immaginario collettivo, così tanto da meritare un documentario sulla sua vita.Paolo Solvay? Ha fatto qualche altro film per poi sparire nel nulla. Pare sia mancato a fine 2008.
Scheda Tecnica
Titolo Originale: Il Plenilunio Delle Vergini
Titoli Alternativi: Full Moon of the Virgins (Internazionale),Les vierges de la pleine lune (Francia), The Devil's Wedding Night (USA)
Anno: 1973
Nazione: Italia
Regia: Luigi Batzella
Cast: Mark Damon, Rosalba Neri, Esmeralda Barros, Gengher Gatti, Ciro Papas
Durata: 80'
Casa di Produzione: Virgina Cinematografica
Etichette: Cinema Trash
Immagino Kenneth Branagh dopo l’eventuale visione di questo film. L’attore inglese dovrebbe sentirsi, svilito e umiliato con la sua carriera di eminente attore shakespiriano da buttare via. Shakespeare invece si sarebbe esaltato nel vedere questa versione della nota storia d’amore che preme maggiormente sull’odio e sui sentimenti. Certo secondo le menti diaboliche della Troma. Ovvio.
Cambia “solo” il finale e senza offesa è migliore dell’orginale. Tromeo e Juliet in realtà sono fratelli si sposano vivono felici ma come la genetica insegna i figli nascono deformi.

In inglese suona perfetto: “Gore Flick”. In italiano si può catalogare in vari modi. Potremmo definirlo come grottesco. In ogni caso il terzo episodio dei “Guinea Pig” è un degno horror assai diverso dal serio fiume di sangue dei due predecessori. Qui per la prima volta abbiamo una realizzazione più cinematografica e una struttura narrativa. Qui il contesto è assurdo, incredibile e strappa qualche risata.
ancora vivo e vegeto. Immortale o zombie? Dopo i primi momenti di inquietudine, trova l’utilità della cosa e si vendica di un amico che gli ha rubato la donna, invitandolo a casa e facendosi a pezzi davanti a lui. Nel casino più totale, infine, in casa giunge anche lei.
Scheda Tecnica
Al di là della scontata ironia sugli italiani, “Killer Condom” è a tutti gli effetti un capolavoro. Va detto.
E’ in effetti è così. Esseri mutati geneticamente, con tanto di dentini aguzzi sono la creazione del prof. Smirnoff (russo ovviamente) tenuto ostaggio da una congrega di iper conservatori credenti che hanno iniziato una crociata per sconfiggere il male e la lussuria di cui New York è ormai preda.
Gli effetti speciali creati a doc, giocano bene con tutto il contesto e con un ottimo Luigi Mackeroni personaggio macchietta, in parte per l’italianità e in parte per essere un detective classico con impermeabile sigaretta e occhiali scuri. Il resto
Balla la sensuale Nelly in uno strip club. Uccidono quelli della mala agli ordini dell’Americano. Ugo Piazza si muove glaciale per mettere in atto il suo astuto piano. E’ una brutta storia questa. Nasce male e finisce peggio. Straccia amori e amicizie. Senza speranza. Senza via d’uscita.



Piuttosto comune e condivisa è l’idea che gli asiatici siano gli unici rimasti a far film horror/Thriller credibili e spaventosi. Sarà la loro capacità di spingersi oltre, sarà il loro estremismo ma di fatto concordiamo. Certo che questa mancanza di limiti a volte va veramente oltre, tanto oltre da far nascere una domanda “E perché?”.




“Let me die! Let Me die!”. Voce spezzata e schermo nero.
perare a cervello aperto con un equipe di sole tre persone e naturalmente in grado di salvare anche i casi ormai senza speranza. Ah…certo il suo studio ha le apparecchiature di un medico di base. Forse meno.
Così Bill, inizia a girovagare per la città alla ricerca di un nuovo e bel corpo per la sua fidanzata. Jan intanto non avrà tanta voglia di vivere ma sviluppa dei poteri mentali tali da poter comandare chiunque. Il suo preferito è un mostro
a delle migliori (peggiori) produzioni. Persone menomate nelle braccia,staccate dal mostro, che visibilmente nascondono l’arto sotto il vestito…che dire di più? C’è da commuoversi. 


Oltre alla nippoamericana Tura Satana (Varla), abbiamo Lori Williams (Billie) e Haji (Rosie), innamorata della prima. Le tre pettorute e violentissime ragazze girano nel deserto americano a bordo di una fuori serie e la trama
chiaramente fa gola alle tre, che non esitano a intrufolarsi a casa loro.
, dalla classica bellezza delle attrici di Meyer alla trama iper-densa di avvenimenti e di polvere del deserto. 



protagonista mostra tutte le sue grazie e si attende grandi cose. Lecito. 
figlia di un noto industriale il mai indimenticato Mario Carotenuto, vive con la madre separata che ha una storia segreta con il buon Enzo Cannava
Quelli del CERN sono quattro perditempo che studiano buchi neri, big bang e altre cazzabubbole da topi di biblioteca. Volete mettere queste cosette con le scoperte di
Il razzo…ma che bello! Full optional. E’ costruito con le migliori tecnologie esistenti, tant’è che i due respirano tranquillamente ossigeno. Ha un antifurto sofisticatissimo visto che rimane parcheggiato in una pineta per sei mesi assolutamente incustodito. Infine è facile da guidare, i comandi sembrano un mix tra una radiotrasmittente e quelli di un piccolo aereo


Scheda Tecnica