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giovedì, ottobre 16, 2008

Cinema: Un Giorno Perfetto

Cinema

Recensione di 

"Un Giorno Perfetto"

Sia che uno abbia letto il libro della Mazzucco, sia che non l’abbia letto, il giudizio alla fine è sempre il medesimo: bella la storia ricreata da Ozpetek, tiene l’attenzione alta ma i personaggi lasciano a desiderare.

Sarà che Ozpetek, specialista di storie quotidiane, al primo film “non suo” si è trovato un po’ disorientato, forse in difficoltà con qualcosa di già scritto da altri, ma il regista italo-turco non centra in pieno il bersaglio.

L’”original version”, dice chi ha letto il libro, ambientava la storia in un contesto più popolare, più borgataro ma soprattutto dava connotati più forti ad ogni personaggio.

Noi, a digiuno dell’omonimo libro, ci accontentiamo della visione del film e a volte abbiamo avuto la sensazione di trovarci di fronte a una fiction, di fronte a un’opera ben pensata ma non realizzata completamente. Un bel incompiuto.

Quello che stona di più è il mix tra personaggi/interpreti, cosa che fa cadere in fallo anche uno come Mastandrea che in un habitat del genere ha costruito (ma pure limitato) la sua carriera cinematografica. Antonio Buonocore, il suo personaggio, figura abbozzato nonostante la centrale posizione nella storia. Dovrebbe essere violentissimo, psicotico e gelosissimo dell’ex moglie, doti che si vedono ma restano troppo superficiali e danno l’impressione che il Buonocore sia una scheggia impazzita uscita da “Distretto di Polizia”.

Isabella Ferrari, acconciata e conciata male con due straccetti addosso, matura precaria, vittima del marito è quella che forse se la cava meglio soprattutto dal punto di vista fisico.

Stona tantissimo invece una Sandrelli  nel ruolo della nonna “borgatara”, nel libro astiosa megera, ma nel film stralunata donna.

Punti di vista del regista? Sicuramente si. Nulla da dire se non fosse che una serie di elementi ci fa pensare a una famiglia che “vorrebbe ma non posso”, che cerca di mandare il figlioletto alla scuola bene. Ma la struttura messa in piedi da Ozpetek fa crollare per buona parte questo ambiente togliendoli credibilità.

Alla storia centrale s’aggiungono e s’intrecciano altre vicende. Abbiamo il politico la cui figlioletta è compagna di scuola del bimbo di Antonio ed Emma, a rischio trombatura e in netta crisi con la giovanissima moglie che da l’impressione di preferire il figlio del marito con il quale condivide interessi e ardore giovanile. Oppure la storia della professoressa, Monica Guerritore, della figlia più grande della coppia protagonista a cui salta un non meglio precisato appuntamento galante. E infine la dottoressa, interpretata dalla Finocchiaro, presenza cauta ma riuscita.

Dispiace che sia tutto solo abbozzato, perché la storia tiene ed emoziona oltre ad essere molto fedele al libro. Nulla di trascendentale, sia chiaro, roba da cronaca nera che purtroppo leggiamo sui giornali, follia domestica che però lascia lo spettatore in uno stato di attesa continua.

“Un giorno perfetto” ha diviso critica e pubblico, punti di vista come al solito, noi siamo dalla parte negativa, perché da uno come Ozpetek ci si aspetta un “film perfetto”.  



itolo originale: Un giorno perfetto
Nazione: Italia
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 105'
Regia: Ferzan Ozpetek

Cast: Isabella Ferrari, Valerio Mastandrea, Valerio Binasco, Nicole Grimaudo, Federico Costantini, Monica Guerritore, Angela Finocchiaro, Stefania Sandrelli, Christian Serritiello, Fausto Maria Sciarappa
Produzione: Fandango, Rai Cinema


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venerdì, luglio 20, 2007

Cinema & Sport: Captain Tsubasa - 2

Cinema & Sport



Captain Tsubasa (Holly & Benji) - 2


Quale era l'ultima vittoria di Tsubasa? Ah si...il "World Youth". Vinto il mondiale giovanile, i nostri campionissimi nipponici non si fermano di certo. Anzi. Nel 2001 esce "Captain Tsubasa Road to 2002" che nonostante il titolo ben poco ha a che fare con i Mondiali di Giappone e Corea. Un mezzo flop. Oltre al fatto che la storia si perde nella sfida tra Real e Barcellona, la FIFA ha chiesto i diritti per l'utilizzo dei marchi e così la serie, oltre che essere un po' lasciata in sospeso è stata pubblicata solo in oriente. In Italia i cartoni animati sono stati trasmessi sotto il nome di "Holly & Benjii Forever".

Ormai sposato con Sanae, Tsubasa si trasferisce dal San Paolo al Barcellona, dove anche se è nota a tutti la sua bravura finisce tra le riserve perchè il suo posto è occupato da un certo Rivaul, fuoriclasse stratosferico. Però per una volta Tsubasa invece di farsi il mazzo ha la fortuna di usufruire dell'infortunio del suo rivale per tornare in prima squadra, giocare contro il Real Madrid e segnare il gol decisivo. Intanto Hyuga (Mark Lenders) ha firmato un contratto con la Juventus, ma visti gli scarsi risultati il giocatore inizia una durissima preparazione fisica e accetta il prestito alla Reggiana (in C1). Wakabayashi (Benji) è sempre il portiere dell'Amburgo, rinuncia a un'offerta del Bayern Monaco ma nella sfida decisiva perde la concentrazione e subisce un gol, decisivo, al 90°. Misaki (Tom Baker) torna a giocare e firma per una squadra giapponese. Altri nipponici finisco nel Genoa e nell'Albese (mah..)

L'ultima serie ancora in pubblicazione in Giappone s'intitola "Golden 23" ed è iniziata nel 2005. Pare che la serie si apra con le qualificazioni della nazionale, senza però i campionissimi, alle Olimpiadi. Intanto Tsubasa è diventato una stella della Liga ed è in procinto di diventare padre. Genzo invece ha litigato con il mister (dopo la cappella della partita contro il Bayern) e non si sa se lascerà lo storico sodalizio. Hyuga è sempre nella Reggiana.

Di tutta questa monumentale opera, non potevano mancare una vasta serie di speciali, di film (maggior parte uscite negli anni 80) e di videogiochi più o meno fedeli alla storia, che hanno reso ancor più mitiche le imprese di questi iper-super-maxi-campioni.


I Nostri Eroi

Ryo Ishizaki (Bruce Harper)


Ryo è l'esatta trasposizione fisica ma in versione giovanile del mitico Pasquale Bruno, l'indimenticato " O'Animale" difensore di Avellino, Juventus, Toro e Fiorentina. E' un difensore/centrocampista dai piedi pesanti ma dalla grinta feroce. Legna di meno ed e meno odioso del suo simile italico.
Ryo è la macchietta della serie ed ha il merito di incappare in Tsubasa prima di chiunque altro, portandolo nella sua squadra. Il suo colpo segreto è quello di fermare la palla con la faccia, cosa che lo rende simpatico ai più ma anche decisamente bruttino. Con il tempo cresce fino ad arrivare in nazionale. A parte Taro è il miglior amico di Tsubasa.

Genzo Wakabayashi (Benji Price)

Quasi sempre con il cappellino in testa, a coprire una precoce calvizia e sempre con i pantaloni lunghi, Genzo è più antipatico e se la tira di più di Sebastiano Rossi l'odioso portiere del Milan anni 90.
Genzo pare sia il miglior portiere al mondo in grado di parare qualsiasi tiro. Figlio di una famiglia ricchissima ha la possibilità di allenarsi nel campo della villa di famiglia. Primo nemico assoluto di Tsubasa ne diviene amico dopo il gol subito dallo stesso. Nella black list Genzo ci mette Hyuga (Lenders) con il quale però condivide questo atteggiamento da "so tutto io". Genzo passa buona parte della prima serie infortunato davanti alla TV prima di tornare in campo e spopolare. Viene ingaggiato dall'Amburgo, tra i primi della sua nidiata, ma sul finire della serie il giocatore è in rotta con l'allenatore.


Kojiro Hyuga (Mark Lenders)

Di origine nippo-calabra viste le sue fattezze, Kojiro "la tigre" passa le due prime serie come il cattivone e stronzacchione del gruppo. E' violento, montato, arrivista e scorretto. Senza contare che il suo allenatore è un ubriacone.
Poi nelle serie successive il personaggio cambia, pur restando un montato. Si scopre che a causa della sua precaria situazione famigliare, orfano di padre con svariati fratelli a carico, Kojiro si sbatte parecchio tra lavoro e calcio. Uomo di punta della Meiwa e poi della Toho, ingaggia con Genzo e Tsubasa delle sfide devastanti fino all'ultimo minuto. Con Holly forma la coppia d'oro della nazionale e i due arriveranno a stimarsi. Con Genzo però le cose non andranno mai bene, vista anche l'amicizia di Kojiro con il portiere Ken. Carriera stellare anche per lui, viene ingaggiato dalla Juventus e pare se la intedesse bene con Del Piero.

Jun Misugi (Julian Ross)

Oh beh, questo è il principe del calcio nipponico. Seguito da un'orda di fan scalmanate in preda ai primi sussulti sessuali. Jun dimostra fin dalla prima serie una straordinaria intelligenza che lo porta ad essere anche il tecnico della sua squadra. A causa di un difetto al cuore, Jun può giocare solo pochi minuti a partita. In quei minuti fa tutto e di più e a volte giocherà anche contro il parere medico. Risolve i suoi problemi fisici, ottiene qualche buon risultato prima di diventare allenatore in seconda della nazionale.


Masao & Katsuo Tachibana (I Gemelli Derrick)

Ma chi non ha mai sentito parlare della "Catapulta infernale"? Andiamo su! Questi due qui erano i calciatori più increbibili della storia. Saltavano sui compagni, sulle traverse, facevano doppi e tripli carpiati generando tiri irresistibili. Leggendari. Nel corso del tempo si sono un po' calmati e svaniti.





Takeshi Sawada (Danny Mellow)

Del trio della Toho (Hyuga - Wakashimazu - Sawada) lui era il più giovane, il meno trendy e il più tranquillo. Ottimo giocatore utilissima spalla per Hyuga si rovina un po' frequentando i due compari. Non si è mai saputo che fine ha fatto.






Hikaru Matsuyama (Philip Callaghan)

Era uno dei più simpatici della serie. La sua squadra la Furano era un team di montagnini che s'allenavano nelle neve e che a parte lui, non avevano grandi stelle. Lui poi non è un fenomeno all'altezza degli altri e conscio d'esserlo si è sempre fatto un mazzo tanto fino a concepire il noto "Eagle Shot". Amicone di Tsubasa si fidanza con l'allenatrice della Furano e poi va a giocare in Inghilterra dove fa carriera arrivando infine al Manchester.

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mercoledì, luglio 04, 2007

Cinema & Sport: Captain Tsubasa - Holly e Benji

Cinema & Sport
in questo caso manga ed anime
Captain Tsubasa - Holly e Benji -1




Ma che ve lo dico a fare? Qui basterebbe il titolo! E nulla più. Perchè se c'è una serie che tutti conoscono è proprio questa. Un mito. Una storia che ha sconvolto, influenzato e appassionato migliaia di ragazzini e non. Una serie lunghissima, incasinatissima e assurda. Il manga dei manga sportivi, forte delle solite "lacrime e sangue" nipponiche delle sue incredibili prodezze e di licenze poetiche che stravolgono ogni legge fisica e umana.
Bambini che giocano di fronte a 50.000 persone, con telecronista e diretta TV (e parliamo del campionato della scuola), rompendo reti, bruciando guanti e saltando su pali e trasverse. Un mito. Che dire di più?

Siccome che di Holly e Benji avremmo da riempire il blog, proviamo a riassumere dividendo il post in due puntate, che più altro vogliono rendere omaggio a questa serie e ricordare i tempi d'oro delle elementari e delle medie. Presentiamo le prime due serie e alcuni personaggi.

Nel 1981 Yoichi Takahashi da alla luce un manga intitolato "Captain Tsubasa". La serie viene pubblicata su Shonen Jump, fino al 1988.
Narra la storia di Tsubasa Ozora (Oliver Hutton o più semplicemente Holly), appassionato di calcio che si trasferisce nella cittadina di Nankatsu proprio all'inizio dell'ultimo anno delle corrispondenti elementari. Qui conosce subito Ryo Ishizaki capitano della sfigata squadra della scuola che lo coinvolge nella sfida contro la Syutetsu capitanata dell'imbattibile portiere Genzo Wakabayashi (chiaramente Benji Price). Holly mostra subito la sua bravura segnando un gol al grande portiere. Da qui in poi inizia l'ascesa di Tsubasa e di tutti i campionissimi che il Giappone si ritrova, misteriosamente, ad avere. Holly conosce Roberto Hongo, ex calciatore brasiliano che lo aiuta a crescere calcisticamente. Diventa membro della selezione di Nankatsu , creata con i migliori elementi della città, che affronta il campionato nazionale e che vede il dualismo con la temibile Meiwa di Kojiro Hyuga (Mark Lenders).
Arrivano gli anni delle medie e la sfida si ripropone. Genzo è infortunato, ma la Nankatsu riesce a tenere testa alla Toho di Hyuga, vincendo due tornei e chiudendo il terzo con una vittoria ed ex-equo (drammatico finale 4-4 ai supplementari). Tsubasa vuole vincere per andare in Brasile a raggiungere Roberto. Kojiro vuole vincere per avere una borsa di studio.

Tutti questi super calciatori compongono la nazionale under 16 che si reca a Parigi per il mondiale di categoria. La storia è di fatto il primo sequel, un OAV dal titolo "Shin Captain Tsubasa" tradotto da noi con "Holly & Benji Sfida Al Mondo". Composto da 13 episodi ha visto la luce nel luglio del 1989 e si è conclusa un anno dopo.
I nostri eroi determinati e sofferenti, battono in finale la Germania Ovest di Schneider. Tsubasa non ancora "arrivato" torna in patria, si diploma, debutta in nazionale maggiore e limona giù duro con la tifosa Sanae Nakazawa (Patty) che viene sedotta e abbandonata dal capitano che parte finalmente per il Brasile.

La seconda serie invece s'intitola "Captain Tsubasa World Youth Hen" conosciuta da noi come serie animata "Che Campioni Holly e Benjii".
Il manga è uscito tra il 1994 e il 1997 in diciotto numeri, pubblicati in Italia nel 2003-2004 dalla Star Comics. I nostri eroi sono ormai campioni in procinto di spiccare il salto definitivo. Tsubasa ha appena vinto il campionato brasiliano con il San Paolo e assieme a tutti gli altri inizia l'avventura al campionato mondiale under 20, che si tiene proprio in Giappone. Tra "Twin Shot" e "Dive Shot" il Giappone batte il Brasile 3-2 al 43° del secondo tempo grazie a una rovesciata di Holly. Poi finalmente sposa Patty e tutti quanti iniziano la carriera professionistica.


Ecco i nostri eroi


Tsubasa Ozora (Oliver Hutton)

Leale, simpatico, figo, intelligentissimo, Holly ha tutte le caratteristiche di un tipo a cui spaccheresti la faccia. In più sa già cosa vuole dalla vita e nulla lo fa desistere. Fatto sta non se la tira e il mazzo tanto che si fa lo rende simpatico. Di certo ha un instinto di autoflagellazione che manco i martiri hanno. Gioca con una spalla rotta, uno stinco a pezzi, squaraus ed altro ancora. Dopo tanto sbattimento il successo arriva e a soli 18 anni è il leader del San Paolo prima d'essere ingaggiato dal Barcellona. Cede solo alla marcatura stretta di Sanae Nakazawa, che essendo donna è molto più pressante di un difensore del Bayern Monaco.


Taro Misaki (Tom Baker)

Tom Baker era il giocatore di cui tutte le compagne di classe erano innamorate. In realtà ora è evidente che Taro fosse il prospetto gay della serie e che fosse innamorato di Holly.
Insieme formano la cosidetta "Golden Combi" (coppia d'oro) famosa per il Twin Shot. Mica a caso. Una specie di Vialli e Mancini in versione gay.
Tom è una mezza punta, ideale spalla di Tsubasa. Figlio di un pittore divorziato, cambia spesso città e nazione imparando il gioco del calcio in ogni luogo in cui vive. Va a vivere in Francia e torna in Giappone per le superiori. Caratterialmente più buono di un saccottino al cioccolato, mai nessuno l'ha visto litigare o incazzarsi per qualcosa. Anche lui avrà una carriera stellare.


Roberto Hongo (Roberto Sedinho)

Calciatore brasiliano-nipponico, costretto ad abbandonare il calcio per problemi a un occhio. Alcolista, trova in Tsubasa la sua nuova ragione di vita, incontrandolo per caso. Da allora in poi diventa il maestro di calcio, per un po' di anni, di Holly promettendogli di
portarlo con se in Brasile.
E' noto a tutti che Roberto prenda palesemente in giro Holly, scappando poi di colpo e lasciandolo in Giappone. Molti meno sanno che Roberto ha una relazione con la madre di Holly, forte del fatto di essere belloccio e maldetto e che il Sig. Ozora è spesso via per mare. E' tutto fotografato.

Sanae Nakazawa (Patty)

Sanae fin dalla prima puntata si dichiara innamorata di Holly. Si guarda tutte le partite della squadra, si fa tutte le trasferte e allenamenti. Molto lontana da essere una velina, ha l'atteggiamento della groupie scassapalle. Conquista Tsubasa per stanchezza. Si fidanzano, ma lui si divincola e fugge in Brasile, poi lo riacchiappa, si sposano e secondo il gossip hanno due figli gemelli (e non è una battuta).




Ken Wakashimazu (Ed Warner)

Degno compare Hyuga, questo portiere cappellone sembra un duro che non guarda in faccia a nessuno. In realtà, Ed, è un appassionato di calcio che deve combattere contro il padre, campione di karate, che vorrebbe che il figlio seguisse le sue orme.
Dall'esperienza nelle arti marziali, Ken, utilizza spesso mosse e acrobazie per parare i tiri più insidiosi. Un grave infortunio alla spalla, avuto cercando di salvare un cucciolo che stave per essere investito, mina a volte le sue prestazioni. Ottimo tra i pali della Toho, non riesce mai a diventare il titolare della nazionale. Sarà sempre il secondo di Benji, che ovviamente odia, ma che per strane ragioni non massacra a colpi di karate.

La mitica sigla!




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mercoledì, giugno 27, 2007

Cinema & Sport: Jenny La Tennista

Cinema & Sport

Jenny La Tennista



Purtroppo abbiamo messo questa serie tra quelle pallose per femminucce. Banali. Troppo piccoli per capire che dietro a Jenny La Tennista, si celava una serie di cose furbette e ammiccanti.
E' vero che siamo di fronte alla solita storie di lacrimesudoreimpegnoesfiga tanto cara ai manga giapponesi, ma la nostra Jenny, strizzava l'occhio abbondantemente con i primi piani del gonnellino svolazzante e senza contare la latente bisessualità della protagonista.

"Ace O Nerae" titolo originale, che significa "Punta all'ace", ha fatto il suo esordio nel 1972 sul magazine Margaret, da un'idea di Sumika Yamamoto. Ben presto tramutato in anime (26 epidosi dal 1973) ha avuto un paio di lungometraggi e dulcis in fundo è diventato un telefilm (Live-action) nel 2004, come da moda giapponese.

Storiella molto facile. Hiromi Oka, ragazzotta discretamente gnocca, si iscrive al club sportivo della scuola e qui viene affascinata (e non solo!) da tale Reika Ryuzaki la più brava giocatrice nonchè presidentessa del circolo detta "Madame Butterfly" per la sua proverbiale leggiadria. Allenata dal bel e maledetto Jin Munakata, solito prototipo, del naziallenatore campione sfumato, Hiromi inzia a mostrare a tutti il suo potenziale. Odiata e osteggiata per essere la preferita dell'allenatore, Jenny, s'innamora presto di un altro giocatore Takayuki Todo, fighetto da Gran Bar, che con l'amico Yu Oozaki forma la coppia comica della serie. La storia d'amore con viene osteggiata da Jin che esorta la giocatrice a pensare al tennis e non ad altro. E poi ci lamentiamo che i trentenni pensano solo a lavorare e divertirsi e non si sposano mai! Con questi esempi!
Parlavamo del live action o del telefilm che dir si voglia. La dilagante moda di portare in tv o nei teatri serie manga o anime ha visto la nascita di una serie dedicata a Hiromi. Il sito ufficiale mostra foto e se sapete il giapponese probabilmente anche qualcosa in più. Di certo merita una visita non fosse altro per vedere la faccia da maniaco sessuale di Jin!
Tornando in Italia, la Serie ha riscosso un grande successo e di recence la Planet Manga l'ha riproposta in edicola. Jenny è famosissima anche per la bellissima sigla della prima serie cantata del mitico Nico Fidenco. Sigla che evidentemente, così come per i consigli di Jin sull'amore, ha influenzato le idee di buona parte dei politici di oggi.











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giovedì, aprile 26, 2007

Cinema & Sport: Mr. Baseball

Cinema & Sport

in questo caso manga

Mr. Baseball


Se parte delle persone ha sempre creduto che il catcher fosse scelto in base alla sua stazza, il ciccione della squadra, è colpa anche di "Mr. Baseball". Anche se surclassato da "Tommy La Stella dei Giants", "Mr.Baseball" aveva il suo fascino e un suo senso. Non era strappalacrime come Tommy, faceva ridere ma come al solito in campo ne abbiamo viste di tutti i colori.

Grandissimo successo in Giappone, "Dokaben", questo il titolo originale, è nato dalla penna di Shinji Mizushima e inserito nel "Shonen Magazine", dal 1972 al 1981 per un totale di 48 volumi. La serie anime è datata 1976 - 1979 per 163 puntate e ha avuto due sequel "Dai Koushien, Dokaben" e "Dokaben". In più la softwarehouse Capcom ha realizzato nel 1989 un videogames, che era una sorta di card game.

Il "Dokaben" del titolo originale è una specie di cestino da pranzo, usato dal protagonista Taro Yamada. Eccolo, il buon Taro "Dokaben" Yamada. Studente dalla stazza imponente e appassionato di judo, scopre un giorno il gioco del baseball e mette a disposizione della sua scuola la Meikun tutte le sue qualità atletiche e soprattutto la sua estrema bravura in battuta. Con i fedelissimi Iwaki e Saeko il cosidetto "Hana Trio", il team scolastico diventerà una squadra fortissima, capace di vincere il torneo scolastico.

La sigla italiana è molto carina e conserviamo ancora il 45 giri dell'epoca. In uno stile rockabilly, mostra già le peripezie classiche del cartone. Cercando su internet abbiamo trovato anche quella originale, siccome ce ne siamo innamorati mettiamo anche quella.
Bellìa serie insomma, non fondamentale, ma piacevole.





















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mercoledì, marzo 28, 2007

Cinema & Sport: The Wacky Races


Cinema & Sport
in questo caso cartoon
Wacky Races



Ma che dire di un cartoon creato nel 1968 che per vent'anni ha imperversato sulle scene facendo impazzire bambini e non di ogni parte del mondo?. Niente. E' un mito, punto e basta.
Hanna & Barbera crearono questo "mostro" ispirandosi soprattutto al film "La Grande Corsa" di Blake Edwards. Tema principale, ovviamente, le corse su e giù per gli States di strampalate automobili . Diciassette puntate con due corse l'uno e addirittura qualche psicopatico s'è preso pure la briga di segnare i risultati.
Da qui visto il successo partirono altre serie "The perils of Penelope Pitstop" (le avventure di Penelope Pitstop) e soprattutto "Dastardly and Muttley in their flying machines" (The Flying Machine) o Squadrone Avvoltoi, altro successo planetario dalla sigla punkeggiante.


Assolutamente da visitare il sito http://www.hotink.com/wacky/ dal quale abbiamo tratto informazioni dettagliate e immagini.


Ma ecco i protagonisti

Vettura n° 00 - Dastardly e Muttley: Caso classico di cattivi ma beniamini del pubblico, uno dei pochi di casa Hanna & Barbera. Dick Dastardly ricalca le fattezze di Jack Lemmon nel già citato "La Grande Corsa". Oltre a lui c'è il suo cagnetto, Muttley, veramente bastardissimo e sempre pronto a prendere in giro il padrone e a tirarsi fuori dai guai. Frasi mitiche accompagnano questo duo «Accidenti, doppio e triplo accidenti» e soprattutto «Muttley, fa’ qualcosa!». Cercheranno sempre di vincere ogni corsa usando mezzi impropri e tranelli. Ci riusciranno una volta, ma ovviamente verranno squalificati. I due riappariranno in "The Flying Machine", sempre nel ruolo di cattivi sfigati. Muttley poi avrà un suo sosia, l'investigatore Mumbly, protagonista di un'altra serie di Hanna & Barbera.




Vettura n° 01 - La macigno mobile dei Fratelli Slag (The Boulder Mobile). Cappelloni e grezzi, i due fratelli cavernicoli passano tutte le gare a colpirsi con le loro clave o a usare le stesse per ricostruire la macigno mobile dopo qualche incidente. Emettono solo suoni gutturali. Simpatici nella loro semplicità.








Vettura n° 02 - Il Diabolico Coupé (The Creepy Coupè). Chiara citazione della Famiglia Addams, questa autovettura è un po' la riproduzione della loro casa. Guidata da due mostri, con una grossa torre sempre attorniata da pipistrelli, al cui interno c'è un drago che funge da propulsore per l'auto. Tra le più elaborate e divertenti.






Vettura n° 03 - Il Professor Pat Pending con la Multi-uso (The Ring - a -ding convert car). Poteva mica mancare lo scienziato pazzo? No di certo. E in questo caso è il buon Prof. Pat Pending con la sua auto capace di modificare assetto e aspetto a seconda delle difficoltà incontrate. Personaggio di sfondo, ma simpatico.





Vettura n°04 - Red Max (The Crimson Haybailer). Non c'è bisogno di dirlo, questo personaggio s'ispira al Barone Rosso. La sua vettura è in grado d'alzarsi da terra per pochi metri, utili però per sorpassare avversari e ostacoli. Più che altro è famoso per la citazione nella sigla «Red Max, balzellon balzelloni, avanza spedito».




Vettura n° 05 - Penelope Pitstop e la Pussycat (The Compact Pussycat). Altro personaggio preso dalla "Grande Corsa", Penelope è una delle protagoniste assolute delle Wacky Races con la sua buffa auto "Pussycat". Diventa un vero e proprio mito, un po' svampita e belloccia, tanto da meritarsi una serie tutta sua.





Vettura n° 06 - L'armata speciale (The Army Surplus Special). Meekley e Blast sono i due componenti di questa compagine assai marginale, famosa per utilizzare il cannone del carroarmato per darsi una spintarella. Niente più.





Vettura n° 07 - La banda di Clyde con la Macchina Antiproiettile (The Bullet Proof Bomb). Un manipolo di uomini partecipa alla gara con un'auto anni trenta. Sono tutti piccoletti, buffi con le facce da gangster e sono comandati ovviamente da Clyde. Curiosità: facendo il conto dei piazzamenti loro sarebbero i vincitori. Seconda curiosità: finirono nella serie di Penelope.





Vettura n° 08 - L'insetto scoppiettante di Luke e Blubber (The Arkansas Chugabug). Automobilina carina e scasciata con motore a stufa e guidata dal boscaiolo Luke in compagnia dell'orso fifone Blubber. Simpatici e molto riusciti.






Vettura n° 09 - La 6 cilindri di Peter Perfect (The Turbo Terrific). Più o meno è la trasposizione di Tony Curtis sempre della Grande Corsa. E' un damerino perfettino e saputello, ma simpatico, che possiede l'unica auto normale del gruppo, che in caso di incidenti viene semplicemente scrollata e torna come nuova. Ci prova in tutti i modi con Penelope Pitstop e molto probabilmente è andato a segno.



Vettura n° 10 - La Spaccatutto di Rufus Ruffcut (The Buzzwagon). Seconda auto agreste, tutta in legno, con delle seghe circolari al posto delle ruote, che diventano utilissime in gara. Il pilota è un enorme boscaiolo coadiuvato dal castoro Sawtooth.






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lunedì, marzo 05, 2007

Cinema & Sport: Ken Falco

Cinema & Sport

in questo caso anime

Ken Falco



E quanto se la tira sto Ken Falco! Potrebbe vincere la gara del personaggio delle anime più convinto e saccente!
A rivederlo adesso ci sta un po' antipatico, per non dir di peggio, vista la sua arroganza, saccenza e fighetteria in generale. Il classico tipo che prenderesti a pugni dopo cinque minuti. Odioso.

Ken Falco però, sapeva darti energia e forza più di altri cartoni. Già a cominciare dalla sigla dei SuperRobots (che potete vedere al fondo), sicuramente una delle migliori di sempre, per poi passare alla storia che prevede, sofferenza, impegno, sfiga nella vita. Ma forse non c'era bisogno di ricordarlo.
La serie è datata 1976. Titolo originale Machine Hayabusa, disegnato da Go Nagai per la Toei Animation, 21 puntate.

Si narrano le vicende di Ken Hayabusa, figlio di un noto ingegnere inventore dell'omonimo e cazzuto motore e fratello di un famoso pilota, entrambi morti in un incidente.
Ken è il pilota della Sayongi, una piccola ma agguerrita scuderia che partecipa a una specie di campionato in cui le auto sono meglio di quelle di 007. Veicoli iper accessioriati con: fumogeni, missili, turbine da aerei di caccia, tric e trac e bombe a mano, servo sterzo, abs ed airbag, tutti usati per eliminare (non solo dalla corsa) eventuali nemici.
Al fianco di Ken, oltre al proprietario della scuderia, un genio scorbutico dei motori, troviamo i compagni di gara Gatetsu e Kamikaze, Yamato e Mutsu due meccanici e soprattutto la sorella del boss, Sakura, che palesemente si sollazza con Ken a puntata finita.

L'avversario principale del nostro eroe è il team Black Shadow. Una squadra bastardissima già dal nome, di proprietà di un tizio mascherato, Ayab Mobil Dick, che somiglia un po' a Gene Simmons dei Kiss e un po' al Dott. Destino dei Fantastici 4.

Come se non bastasse i circuiti non sono autodromi, ma luoghi impervi e impossibili, sui quali spesso s'abbattono catastofi naturali durante la corsa. Già nella prima puntata corrono su un vulcano attivo. Ed è solo l'inizio.

Il nostro buon Falco riesce sempre ad avere la meglio sui piloti della Black Shadow, vincendo praticamente sempre, eccetto una volta in cui vince il compagno Gatetsu, vittorie che manco Schumacher e Senna messi insieme riescono a vantare. Poi però, grazie al cielo, arriva alla Black Shadow un certo Ryu. Un pilota bravissimo e stranamente corretto che riesce a battere ogni tanto Ken e che ne diventa amico. Altro amico/rivale è Romy, una ragazza figlia di un grande pilota, che corre con lealtà, ha un storia con Falco (sempre a sigla finita) e poi muore in un incidente.
Traduzione fatta da integralisti nipponici. Una volta tanto i nomi non sono stati stravolti a parte Hayabusa che diventa Falco e addirittura nella serie da noi conosciuta le sovraimpressioni erano in giapponese, forse esagerato in senso opposto

Grande successo per una serie che ha poche puntate e soprattutto una storia sempre uguale. Sarà la sigla che ci esorta a lasciare un posto in stanza a Ken Falco, sarà la stupenda macchina, ma questo anime entra nella nostra top ten.



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sabato, febbraio 10, 2007

Cinema & Sport : Tommy La Stella Dei Giants

Cinema & Sport
Tommy La Stella Dei Giants
in questo caso manga e anime


Chissà se i vari lanciatori piemontesi ci hanno mai provato. Cioè dico, avranno mai provato a lanciare una palla infuocata o invisibile? E tra le basi qualcuno avrà mai provato la scivolata con avvitamento? Avranno i giocatori piemontesi l'invidia dei movimenti visti in "Tommy La Stella dei Giants"? Mah, che ci abbiano provato dubitiamo, altrimenti non sarebbero tutti interi.

Tommy & soci lo facevano però, nel manga più ha esegerato con l'agonismo giapponese. Il manga sportivo di maggior successo nella storia. Lunghissimo e strappa lacrime. Titolo originale Kyojin no hoshi "La stella dei Giants", uscito per la prima volta nel 1966 su Shonen Magazine. Autori: IkkiKajiwara (testi) e Noboru Kawasaki (disegni). Composto da 19 volumi usciti fino al 1971.



Forte del grandioso successo la serie è stata ripresa nel 1979 dagli autori che modificarono il titolo in Shin Kyojin no hoshi "La nuova stella dei Giants". Come tutti sappiamo esiste la versione anime, creata nel 1968, che si componeva di 182 episodi (una telenovela praticamente!) e alla quale seguì naturalmente anche un ciclo animato della seconda serie. Cinque lungometraggi sono stati realizzati e in uno di questi figurano giocatori dei veri Giants.

Con la solita sofferenza e impegno nipponico, si narrano le drammatiche vicende di Hyuuma Hoshi (Tommy Young) figlio del campione di baseball Hittetsu che a causa di una ferita di guerra deve abbandonare l'agonismo. Hittetsu riverserà la sua voglia di sfondare sul figlio, cercando di farlo diventare un campione, torturandolo (in allenamento Hyuuma deve indossare un'armatura con le molle per potenziarsi) fisicamente e psicologicamente. Come se non bastasse tutta una serie di sfighe e bastardate entrano nella storia. Il padre a un certo punto viene ingaggiato da una squadra avversaria per battere il figlio. Hyuuma ha una vastità di nemici veramente stronzacchioni, tra i quali spicca Mitsuru Hanagata (Alexander Mitchell), figlio di un industriale, che alla fine sposerà la sorella di Hyyuma (mica scemi in casa Hoshi!). Non manca la storia d'amore. Hyuuma s'innamora di un'infermiera, Mina, le cose vanno bene ma lei confessa di essere affetta da un male incurabile (azz...).


La prima serie termina con la vittoria del campionato per Hyuuma che però nell'ultimo lancio s'infortuna gravemente e lascia il baseball. Ma si riappacifica con il padre. La seconda serie è ambientata nove anni dopo. Hyyuma ha smesso di giocare, causa infortunio, così tutti gli altri. L'amico del cuore Ban, però convince un allenatore americano ad andare in Giappone e ad allenare il buon Hyyuma, che scopre di essere un lanciatore destro naturale ma il padre l'ha sempre fatto lanciare mancino. Si rimette in forma e rinizia tutta la tiritera di sfide impossibili e lanci straordinari. Bill Thunder (l'allenatore americano) diventerà suo nemico e Hyuuma verrà aiutato dal padre.
La terza serie, di grandissimo successo, è composta solo da 23 episodi. E' stata abbandonata dagli autori perchè ormai fuori...di senno. Pare che la decisione sia scaturita quando è stato deciso l'introduzione del Progetto Piemonte nella storia.

Sebbene non si dovrebbe fare (...) vi consigliamo il seguente sito monotematico:

http://digilander.libero.it/ivanricci2/kyojin%20no%20hoshi.htm

Purtroppo la sigla non l'abbiamo trovata ma mettiamo questo video sul buon Tommy












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giovedì, febbraio 01, 2007

Cinema & Sport: Mimì e la nazionale di pallavolo

Cinema & Sport:
Mimì e la nazionale di pallavolo

in questo caso anime




Mimì Ayuhara, dai sedici anni in poi ribattezzata in Mimì Marijuana, è stata la prima causa di discussioni con l'altro sesso. Ore a discutere se era meglio la battuta "goccia di ciclone" oppure i tiri del buon Holly. Tanto non se cavava niente. Già allora avremmo dovuto capire qualcosa...ma questo è un altro discorso.

Il punto principale invece, è che Mimì Ayuhara è stato un cartoon generazionale, in cui migliaia e migliaia di bambine e bambini si sono immedesimati. "Mimì e la nazionale di pallavolo" (titolo originale Attack, No. 1 !) è un anime uscito nel 1969 che si compone di 104 episodi. Produttori: Shueisha,/Tokyo Movie Shinsha. In Italia è arrivato nel 1981.

Le vicende della Ayuhara (Kozue e non Mimì il nome originale) sono il solito esempio di caparbietà, successo a fronte di una vita drammatica, tanto caro ai cartoni giapponesi. Palloni che si deformano per la velocità, salti e capriole in volo, mosse segretissime, partite lunghissime, allenamenti durissimi con catene alle braccia e alle caviglie. Una vita sfigata piena di drammi, Mimì ad esempio perde il fidanzato in un incidente stradale. Ed è forse la cosa meno drammatica della serie.

Mimì frequenta il Ginnasio Fujimi ed ha la passione per la pallavolo, sport che l'ha guarita dalla tubercolosi (sempre sfiga). Entra nella squadra della scuola, fa sfracelli e con l'amica Midori viene convoncata per i mondiali Juniores, in cui il Giappone si piazza secondo, dopo la solita ed estenuante finale, dietro l'Unione Sovietica.

Ritornate in patria le due ragazze entrano nel team del liceo Fujimi, in cui vengono osteggiate dalle giocatrici più anziane. Naturlamente la loro bravura farà breccia nelle altre ragazze e conquisteranno il posto in squadra. Il Fujimi arriva in finale del campionato per due anni di fila e nel secondo arriva la vittoria. Vittoria e convocazione in nazionale maggiore per Mimì che parte per i mondiali in Bulgaria. Come al solito viene subito osteggiata dalle sue compagne di squadra ma la sua bravura beh...lo sapete. Mondiali durissimi e sfiancanti in cui il Giappone trionferà davanti alla solita Unione Sovietica.

In realtà, rispetto alle serie sul calcio, la saga di Mimì ha un fondo di verità. In effetti negli anni settanta la nazionale nipponica era veramente tra le più forti al mondo con l'URSS.

A questo cartone ne hanno fatte di tutti i colori. Doppiato tre volte e malissimo da Mediaset, che nell'ultima versione decise di cambiare anche il nome delle squadre non essendoci più URSS e Cecoslovacchia (suvvia Cavaliere non si può cancellare la storia!), censurato nelle scene più violente, ha soprattutto creato un po' di confusione.
In Italia è stato presentato e ripresentato con tre nomi diversi (Mimì e la nazionale di pallavolo, La fantastica Mimì, Quella magnifica dozzina) e soprattutto un'altra serie sulla pallavolo è stata furbescamente intolata "Mimi e le ragazze della pallavolo" (Ashita e Attack nel 1977 23 episodi per la Nippon Animation). Un bel caos.
La sigla italiana, che potete vedere sotto, era davvero bellissima. A parte le immagini e la musica a volte quasi reggaeggiante, le parole sono stupende: "il super arci campionato mondiale" e "tiri come uragani". Due dubbi ci vengono: ma per giocare il super Arci campionato ci vuole la tessera?
Che cavolo assumeva Mimì per immaginarsi la battuta le "Goccia di Ciclone"?.










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mercoledì, gennaio 24, 2007

Cinema & Sport: Arrivano i Superboys



Cinema & Sport


in questo caso anime


(Arrivano i Superboys)


sport: calcio



Quando ancora Capitan Tsubasa (Holly & Benjii) non era nato e noi nemmeno, uno stoico calciatore giapponese spaventava il mondo, segnando l'apertura al calcio delle "anime" giapponesi.


Da lì in poi i calciatori nipponici avrebbero versato sangue e lacrime per ottenere il successo (che poi arriva) come i già noti colleghi di altri sport.



Il primo pallonaro giapponese campione del mondo si chiamava Shingo Tamai, eroe della serie "Akakichi no eleven", letteralmente "Gli undici rosso sangue", arrivato da noi con il titolo "Arrivano i Superboys". La serie è nata nel 1970 e si componeva di 52 episodi prodotti dalla Tokyo TV Doga. Sceneggiature di Yoshitake Suzuki regia e animazioni di Tsuneiro Okaseko. In Italia è apparso la prima volta nel 1982.


Dicevamo di Tamai. Il protagonista è un ragazzo ribelle e tamarro appassionato di calcio a tal punto da voler sfondare. Entra far parte della squadra della scuola e subisce allenamenti durissimi e sfiancanti correndo e giocando generalmente sotto una pioggia torrenziale e nel fango per interminabili ore. Non s'è mai capito perchè i Monsoni si fossero spostati sul Giappone.


Il suo maestro Teppei Matsuki naturalmente è un campionissimo in pensione, che guiderà Shingo con tanta determinazione e lo farà diventerà campione del mondo dopo la solita ed eterna sfida con il Brasile.
Non mancano chiaramente i colpi eccezzziunali tanto cari ai manga nipponici, come il tiro dello stesso Tamai capace di "bruciare" i guanti al portiere e di rompere la rete.


Rispetto a Holly & Benjii, che ha avuto più successo, i Superboys avevano una sigla migliore (che potete sentire sotto) ed erano leggermente più realistici. Anche nell'aspetto fisico. Non c'erano 50.000 persone a ogni stupida partita, tanto per dirne una. Il disegno è quello classico dei cartoni animati giapponesi dell'epoca, un po' rustici e pesanti.
Forti anche della traduzione che ha lasciato i nomi originali, i Superboys non erano affatto male, anche se Shingo era proprio un tamarro! Un bel 7+






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martedì, gennaio 16, 2007

Cinema & Sport: The Sandlot (I Ragazzi Vincenti)





Cinema & Sport
The Sandlot (I Ragazzi Vincenti)

Sport: Baseball




Come al solito ci ha pensato la traduzione a rovinare questo film. "The Sandlot" o "The Sandlot Kids" da noi è diventato "I Ragazzi Vincenti" per fare rima con il blockbuster "Le Ragazze Vincenti" ("A League of Their Own"), uscito un anno prima. Il titolo non c'entra nulla e di fatto sminuisce un piccolo capolavoro di cinema sportivo e giovanile.
The Sandlot è ambientato in una cittadina di provincia negli anni sessanta. Qui arriva Scotty Smalls, ragazzino appassionato di baseball che cerca di entrare nelle simpatie di un gruppo di coetanei che si ritrova a giocare su uno spelacchiato e polveroso campetto. Scotty viene ammesso al gruppo solo quando il "capo della banda" lo prende sotto la sua ala protettiva. Da qui in poi nascono una serie d'avventure giovanili e divertenti che hanno il loro pezzo forte nel cattivo e spietato vicino e nel suo cane mangia palline (personaggio, il cane, che un paio d'anni fa è stato importato anche in Piemonte...e che saluto...)

Bello. Da cercare e vedere nei pochi passaggi televisivi (generalmente su Mediaset). Voto: 8






Nel 2005 poi è uscito "Sandlot II", o "Il Ritorno dei Ragazzi Vincenti", che questa volta fa rima con "Il Ritorno dei Morti Viventi". Anche la peggior storia sugli zombie è assai meglio di questo sequel che scimmiotta il suo predecessore. La storia è più meno la stessa, ma questa volta dal vicino bisogna recuperare un razzo. Se faranno un terzo film, c'è da scommettere che gli faranno recuperare una bambola gonfiabile.

Voto: 4






The Sandlot (I Ragazzi Vincenti) - 1993

Regia: David M. Evans Protagonisti: Tom Guiry, Mike Vitar, James Earl Jones
Anno: 1993 Durata: 101' Nazione: USA


The Sandlot II (Il Ritorno dei Ragazzi Vincenti) - 2005
Regia: David M. Evans Protagonisti: Max Lloyd-Jones, James Willson, Samantha Burton, Brett Kelly, Cole Evan Weiss, Neilen Benvegnu, Sean Berdy, Jessica King.
Anno: 2005 Durata: 97' Nazione: Usa

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giovedì, agosto 10, 2006

Cinema & Sport: I Surfisti Nazisti Devono Morire

Cinema & Sport:
I Surfisti Nazisti Devono Morire
Sport: Sarebbe il Surf...ma...forse è il tiro a segno
Nazione: Usa
Anno: 1987
Reperibilità: alta
Voto: 9


Chiudiamo ufficialmente per le vacanze parlando di questo film, non proprio sportivo, ma sicuramente molto estivo.
"Surf Nazist Must Die" è un film del 1987, splatter, della "Troma" mitica casa di produzione americana, cult per gli amanti del cinema, dello splatter, dell'horror, degli Z movie e dell'ironia dissacrante.
In questo film, uno dei più famosi, una banda di Surfisti Nazisti imperversa su una spiaggia, fronteggiando bande rivali e surfando. Il tutto nascondendosi in un bunker della guerra (il bello è che siamo in California...).
Tra sangue a fiumi e personaggi disgustosi e assurdi, i surfisti nazisti uccidono un ragazzo colore. La made, obesa infermiera, dichiara guerra alla banda e va in cerca di vendetta...
Meraviglioso film inutile, sanguinolento e assurdo. Forse uno dei capolavori moderni dei B-Movies.
Della stessa casa produttrice, non bisogna dimenticare: Toxic Avenger, Sgt. Kabukiman, Tromeo And Juliet e le Infermiere Maniache Trovano l'Estasi.
Ora possiamo partire sereni per la spiaggia...ricordando che: I Surfisti Nazisti Devono Morire.
Buone vacanze

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mercoledì, luglio 05, 2006

Cinema & Sport: Italia-Germania 4-3


Cinema & Sport:
Italia-Germania 4-3
Sport: Calcio
Nazione: Italia
Anno: 1990
Reperibilità: bassa
Voto: 5,5


Non è esattamente un film sportivo. Ma visto il titolo, visto il passato e visto il presente lo citiamo.

Lo sfondo è la mitica semifinale tra Italia-Germania di Messico 70. Venti anni dopo tre ex compagni di liceo si ritrovano per rivedere la partita. La reunion diventerà ben presto il pretesto per fare bilanci di una vita ormai disillusa e di speranze svanite.

Che dire? Se l'avesse fatto Salvatores o Moretti, sarebbe stato un capolavoro. Perchè l'idea non è male, il cast è un po' da fiction (a parte Bentivoglio), e il risultato è un film di intellettuali sfigati e alla deriva. Niente di che.


Ma la cosa più importante è:

ITALIA - GERMANIA 4-3
ITALIA - GERMANIA 3-1
ITALIA - GERMANIA 2-0
YEAH!

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giovedì, giugno 29, 2006

Cinema & Sport: Bull Durham

Cinema & Sport: Bull Durham

Sport: Baseball
Nazione: USA
Anno: 1988
Reperibilità: Medio bassa
Voto: 8+



Per noi se la gioca come miglior film del genere. Assieme a "Bad News Bear" e "L'uomo dei sogni". Una commedia, lontana però dalla seppur divertente demenzialità di Major League. Che dite?

A noi piace e tanto, anche perchè racconta di una squadra che milita in una minor, di un'insegnante ossessionata dai giocatori, di un giocatore verso il declino, di una giovane promessa e di tutta una serie di personaggi oggettivamente reali.
Battute divertenti, vita comune e soprattutto si svela in parte un mistero, cioè cosa cavolo si dicono i giocatori nelle "riunioni", per dirla alla Charlie Brown, sul monte.


Il film racconta le vicende di un piccolo team, i Bulls di Durham che acquistano Ebby Calvin "Nuke" La Loosh, un giovane lanciatore di talento. Nuke viene affiancato, nel chiaro tentativo di farlo esplodere, al veterano Crash Davis. Ed Annie s'interessa ad entrambi...
Bravi Kostner (quando ancora era un attore e non una parodia di se stesso), Tim Robbins e Susan Sarandon.
"Si lancia una palla, si batte una palla, si corre. Ogni tanto si vince. Ogni tanto si perde. Ogni tanto piove"

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mercoledì, giugno 14, 2006

Cinema & Sport : Toro Scatenato

Cinema & Sport: Toro Scatenato
(Raging Bull)
Sport: Pugilato
Nazione: USA
Anno: 1980
Reperibilità: Alta
Voto: 10+
Riprendiamo con il Cinema & Sport. E spariamo sulla Croce Rossa: Toro Scatenato. Film che non ha bisogno di grandi presentazioni e capolavoro assoluto. Per qualcuno miglior film degli Anni 80 e miglior film sportivo.
D'altronde non poteva essere altrimenti, se a lavorare su un film ci sono: Martin Scorzese, Robert De Niro, Paul Schrader, Joe Pesci e se la trama è così avvicente.
La vita di Jack La Motta su pellicola in bianconero e con una fotografia poetica. L'esplosione e la decadenza di un grande campione del pugilato rovinato, come spesso accade, dal suo ego e dagli "amici". Dal libro autobiografico, un'opera assolutamente da non perdere e da rivedere.
Chissà perchè questo film non è riuscito a vincere l'Oscar. Ma per fortuna, il tempo e i critici l'hanno incoronato.

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venerdì, giugno 02, 2006

Cinema & Sport: Colpo Secco (Slap Shot)

SLAP SHOT o COLPO SECCO

Sport: Hockey su Ghiaccio
Nazione: USA
Anno: 1977
Reperibilità: Nei cesti di Carrefour
Voto: 6



Paul Newmann nel 1977 è il protagonista di questo film drammatico che esce in Italia con il titolo, putroppo italianizzato al massimo, di "Colpo Secco". Film poi riproposto un paio di anni fa con il titolo originale.

Mah...ditemi quello che volete ma non mi ha mai impressionato tanto. Una squadra di terza categoria ingaggia, per non essere sciolta, tre giocatori che hanno il solo scopo di picchiare gli avversari. L'allenatore, spinge anche gli altri ad avere un linguaggio e un atteggiamento violento.

Per amore dell'hockey non l'ho mai considerato un capolavoro. Troppa violenza, trasformano una critica in una brutta pubblicità per uno sport che è duro, ma non scorretto.

Però è considerato un capolavoro. Va a sapere.

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giovedì, maggio 25, 2006

Cinema & Sport: La Grande Corsa



La Grande Corsa
(The Great Race)




Sport: Automobilismo
Nazione: USA
Anno: 1965
Reperibilità: Discreta. Ogni tanto passa in TV e magari su qualche scaffale si trova
Voto: 10+

Credo d'aver visto questo film, per la prima volta, piu' o meno a otto/nove anni, a vent'anni circa dalla sua uscita (quindi ormai un po' anzianotto e superato tecnicamente), e mi e' rimasto subito e per sempre impresso.
La Grande Corsa. Blake Ewards. Tony Curtis. Jack Lemmon. Peter Falk. Perfetto. Scenografia sorprendente, cast stellare e regista infallibile. Quel vecchio stile di fare le commedie e trama divertententissima.
Per chi non la conoscesse: un quotidiano organizza una bizzarra corsa da New York a Parigi. Tra i tanti concorrenti ci sono lo scorretto Prof. Fate e il "fighetto" Leslie. Tra i due nasce una forte rivalita', anche perche' sono entrambi innamorati di Maggie una giornalista che segue l'avvenimento. Finale a sorpresa.

La curiosita' e' che poi Hanna & Barbera si sono ispirati a questo film per creare la serie Wacky Races, le automobiline pazze e assurde che correvano qua e là. Da un capolavoro, un altro capolavoro!

Gioielli. Certo, fino a quando qualche annoiato sceneggiatore di Hollywood non cercherà di sbiadirne il ricordo con uno squallido remake (vedi il Poseidon).

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